MERCATI SOSTENIBILI: Green Deal europeo: cos’è e cosa prevede

Green Deal Europeo

Green Deal è uno dei pilastri del mandato di Ursula von der Leyen: un piano europeo per il clima, che punta alla conversione economica, con l’obiettivo di rendere l’Europa “il primo continente a impatto climatico zero del mondo entro il 2050”, con un taglio delle emissioni del 50-55%

Si chiama “Green Deal” ed è il piano con il quale l’Europa punta a dare una direzione più sostenibile alla propria economia.

È uno dei pilastri piantati dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che sin dal suo primo discorso ufficiale ha posto l’obiettivo di rendere l’Europa “il primo continente a impatto climatico zero del mondo entro il 2050”, con un taglio delle emissioni del 50-55%.

economia circolare

I principi del Green Deal

L’impatto zero entro il 2050 è uno dei principi del Green Deal. Ce ne sono altri due: la crescita economica deve essere “dissociata dall’uso delle risorse” e “nessuna persona e nessun luogo” deve essere trascurato.

Per raggiungere i suoi obiettivi, il progetto punta a “trasformare le problematiche climatiche e le sfide ambientali in opportunità in tutti i settori politici, rendendo la transizione equa e inclusiva per tutti”.

Il piano intende “promuovere l’uso efficiente delle risorse passando a un’economia pulita e circolare” e “ripristinare la biodiversità e ridurre l’inquinamento”.

Fondi e risorse per il Green Deal

Il Green Deal prevede azioni concrete: investire in tecnologie rispettose dell’ambiente, sostenere l’industria nell’innovazione, introdurre forme di trasporto privato e pubblico più pulite, più economiche e più sane, decarbonizzare il settore energetico, garantire una maggiore efficienza energetica degli edifici, collaborare con i partner internazionali per migliorare gli standard ambientali mondiali.

Il sostegno finanziario e tecnico arriverà dall’Ue, con l’obiettivo di sostenere le persone, le imprese e le regioni “più colpite dal passaggio all’economia verde”. In sostanza, le risorse pioveranno sulle zone più inquinanti, per spingerle a imboccare la strada verde senza incontrare un collasso economico. 

È il cosiddetto “meccanismo per una transizione giusta”, che contribuirà a mobilitare almeno 100 miliardi di euro per il periodo 2021-2027. Quelli messi sul tavolo direttamente dall’Europa sono 7,5. 

L’importo assegnato all’Italia dovrebbe essere poco oltre i 360 milioni. Che però lievitano a 1,3 miliardi grazie a un co-finanziamento nazionale e a 4,8 miliardi se si considera la stima delle risorse mobilitate. 

Il ruolo di Banca Europea ed Horizon

Una serie di correttivi punta a convogliare risorse verso attività green.

La Banca Europea per gli investimenti aumenterà la quota che riserva ai progetti sostenibili dal 25 al 50% del totale. Horizon, il più sostanzioso programma della Commissione per finanziare innovazione e ricerca, dal 2021 destinerà un terzo delle proprie risorse al sostegno degli sforzi messi in campo dagli Stati per raggiungere i propri obiettivi su clima e ambiente.  

Biovitae, la lampada led contro il coronavirus

lampada led Biovitae

La scoperta italiana di una lampada led che, secondo il promotore Silvano Falocco, “potrebbe modificare i protocolli di sicurezza nelle scuole”. Dopo lo studio preliminare del Policlinico Militare Celio di Roma, ora si attende la pubblicazione su una rivista scientifica. Contrasterebbe il Coronavirus e inoltre rispetterebbe l’ambiente in un approccio di economia circolare

“Istituti di ricerca ed enti governativi, conoscono la lampada led Biovitae da tempo. Ecco perché penso che sulla lotta al coronavirus forse si sarebbe potuto fare qualcosa di più”. Silvano Falocco, fondatore e direttore della fondazione Ecosistemi, parla di Biovitae, la lampada a led in grado di emettere luce a una frequenza tale da indebolire diversi microrganismi, tra cui proprio il virus SARS-Cov-2 che ha contrassegnato le nostre esistenze in questo particolarissimo 2020.

La scoperta è tutta italiana: a inventare la lampada led Biovitae, nel 2016 sono Rosario Valles e Carmelo Cartiere, entrambi ricercatori campani, mentre a sviluppare il brevetto sono le società P&P Patents and Technologies (che si occupa di prevenzione e controllo delle infezioni) e Nextsense (che mira a ridurre il divario tra la ricerca pura e le applicazioni nella vita quotidiana).

Ad accertare l’efficacia della tecnologia LED BIOVITAE, lo scorso giugno, è stato il Dipartimento scientifico del Policlinico Militare Celio di Roma, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità. Nello studio preliminare si afferma che i test hanno “mostrato per la prima volta la capacità di inattivare SARS-CoV-2 attraverso l’irradiazione a led delle lunghezze d’onda dello spettro visibili. Se ulteriori e più approfonditi studi confermeranno questi dati, l’uso di questo led potrebbe potenzialmente avere un grande impatto sulla sanificazione di praticamente tutti gli ambienti umani”. 

Biovitae rispetta l’ambiente attraverso i principi di economia circolare. “Ognuno dei pezzi che compone la lampada, alla maniera di un bulbo, è pensato in modo tale da poter essere non solo identificabile ma anche smontabile e riparabile. Non è un processo difficile, se sin dalla progettazione ci si pone come obiettivo il mantenimento dei più elevati standard di circolarità – conclude Falocco – Noi lo abbiamo fatto ispirandoci ai più avanzati modelli di ecodesign”.

Il picco di frequenze ha ucciso il 99,8% del virus, in un arco temporale compreso tra i 30 e i 60 minuti, e si è dimostrato efficace anche su batteri, spore, muffe e funghi. Non solo, in ambienti interni ed esterni la lampada è in grado di attivare la fotocatalisi, con la possibilità di ridurre gli agenti inquinanti nell’aria.

Non sorprende, dunque, che nel luglio scorso la lampada led Biovitae sia stata nominata tra le tre migliori innovazioni mondiali nel settore sanitario nell’ambito dell’Health Innovation Exchange 2020, il premio organizzato dall’agenzia dell’Onu per la lotta all’Aids.

 “Adesso Biovitae è sottoposta a verifica multicentrica, nel senso che è stata inviata in Svezia e Germania per una revisione peer review – spiega ancora Falocco – I risultati dovrebbero arrivare a breve, e stiamo già lavorando per una pubblicazione su una rivista scientifica, Science o Lancet. Quel che è certo è che siamo di fronte a un processo rivoluzionario”.

Il termine rivoluzionario ricorre spesso nelle osservazioni del direttore di Ecosistemi. “C’è qualche problemino con la comunità medico scientifica, per cui l’intreccio tra ospedali, aziende sanitarie, Asl e case farmaceutiche ha l’interesse a mantenere lo status quo e i nuovi business fatti di gel igienizzanti, mascherine e amuchine. La lampada Biovitae potrebbe modificare ad esempio i protocolli di sicurezza adottati dalla scuola”.

Mapei e Assoverde per il progetto #PortaGenovaMilanoGreen

Mapei Assoverde MilanoGreen

Nell’ambito del progetto StrategieGreen2020 Mapei ha scelto di supportare l’associazione Assoverde nella riqualificazione del piazzale antistante la Stazione di Porta Genova di Milano

Tutto ciò  in risposta all’appello del Comune per far fronte all’emergenza determinata dal Covid-19 e al necessario ripensamento della città.

Con l’obiettivo di rendere gli spazi della città luoghi più accoglienti e funzionali, infatti, Mapei ha scelto di partecipare all’allestimento della piazza antistante la stazione di Porta Genova di Milano con la fornitura gratuita dei suoi prodotti.

L’iniziativa rientra nel più ampio quadro di interventi StrategieGreen2020, promosso da Assoverde, AIAPP e ANACI, per promuovere uno stile di vita più sostenibile a tutela del territorio, della vita e della salubrità delle persone.

Per il rifacimento delle strisce colorate sulla superficie in asfalto e pietra, i tecnici Mapei hanno proposto l’utilizzo di MAPECOAT TNS EXTREMEresina bicomponente epossi-acrilica per la realizzazione di aree carrabili e ciclopedonali.

MAPECOAT TNS EXTREME si caratterizza per l’ottima resistenza al traffico, l’elevata durabilità e le performance di prodotto, essenziali per la realizzazione della superfice sottoposta ad un molteplice utilizzo: rapidità di asciugatura, versatilità di applicazione su sottofondi esistenti e possibilità di realizzare il rivestimento nel colore desiderato.  

MAPECOAT TNS EXTREME è stato fornito nei colori blu ral 5024 e bianco, soddisfacendo cosi la richiesta di progetto.

Per garantire una maggiore adesione sulle superfici in asfalto e pietra, è stato utilizzato MAPECOAT TNS PRIMER EPW, primer epossidico bi componente caratterizzato da un elevato potere adesivo.

A completamento delle aree orizzontali è stato applicato anche MAPECOAT TNS PROTECTION, protettivo poliuretanico bicomponente e trasparente in grado di aumentare ulteriormente le caratteristiche meccaniche di resistenza al traffico veicolare.

Le fioriere installate per le nuove piante che abbelliscono l’area, sono state verniciate con DURSILAC SATIN di colore grigio antracite, smalto acril-uretanico all’acqua per interni ed esterni, con ottima distensione ed elevata durezza superficiale.

L’Intelligenza artificiale e la biologia sintetica grazie a un algoritmo

intelligenza artificiale

L’algoritmo Art (Automated Recommendation Tool), messo a punto dai ricercatori del Lawrence Berkeley National Laboratory, è in grado di prevedere come determinate modifiche del Dna o dei processi biochimici di una cellula possano cambiarne il comportamento, guidando la sua ingegnerizzazione

L’Intelligenza artificiale è la nuova alleata della biologia sintetica.

Un team di ricercatori del Lawrence Berkeley National Laboratory (Berkeley Lab), negli Stati Uniti, è riuscito ad adattare glialgoritmi di apprendimento automatico alle esigenze della biologia sintetica per guidare lo sviluppo di cellule che non esistono in natura.

I risultati di due loro studi, pubblicati su Nature Communication, aprono la strada allo sviluppo di nuove tecniche utili per riprogettare velocemente sistemi viventi come lieviti e batteri per numerose applicazioni, dalla produzione di farmaci aquella di biocarburanti. 

Il nuovo Algoritmo 

Il loro nuovoalgoritmo Art (Automated Recommendation Tool), in attesa di brevetto, è in grado, dopo un semplice addestramento, di prevedere come determinate modifiche del Dna o dei processi biochimici di una cellula possono cambiarne il comportamento, guidando la sua ingegnerizzazione.

“Le possibilità sono rivoluzionarie”, ha spiegato il coordinatore della ricerca, Hector Garcia Martin.

“Ora la bioingegneria è un processo molto lento: sono serviti anni per creare il farmaco antimalarico artemisinina.

Se invece sei in grado di creare nuove cellule per un’indicazione specifica in un paio di settimane o mesi, puoi davvero stravolgere quello che puoi fare con la bioingegneria”.

ITAL CONTROL METER: misuratore di portata a ultrasuoni clamp-on per vapore ad alta temperatura

misuratore di portata a ultrasuoni

FLEXIM presenta il primo e unico misuratore di portata ad ultrasuoni clamp-on per vapore ad alta temperatura, FLUXUS ST-HT. Il nuovo sistema di misura è stato appositamente progettato per registrare con precisione le portate volumetriche e massiche del vapore saturo e surriscaldato a temperature fino a 400 °C

Si tratta sempre di un clamp-on, quindi di uno strumento misuratore di portata con trasduttori installabili dall’esterno del tubo anche con impianto in marcia: non introduce perdite di carico e nemmeno possibili perdite di prodotto, la manutenzione è praticamente inesistente e non ha bisogno di calibrazioni periodiche. Non è più necessario lo sfiato e lo scarico delle apparecchiature di flusso in linea, assicurando così un funzionamento in totale sicurezza del misuratore Fluxus ST- HT, che ha dunque una lunghissima vita e garantisce prestazioni eccellenti per molti anni.

Il metodo di misurazione acustica ha dinamiche eccezionalmente elevate e funziona indipendentemente dalla direzione del flusso. Questo strumento offre una misurazione del flusso bidirezionale precisa su un ampio rapporto di turndown fino a 25: 1.

Il nuovo FLUXUS ST-HT è complementare al misuratore FLUXUS ST, introdotto sul mercato da Flexim lo scorso anno e il cui campo di applicazione è limitato a temperature fino a 180 ° C. Ora, il nuovo FLUXUS ST-HT può essere applicato per misure di vapore fino a 400 ° C in tubi fino a 900 mm di diametro. Questa importante estensione della gamma di applicazioni è stata ottenuta dalla combinazione della tecnologia brevettata WaveInjector con il metodo di misurazione della correlazione incrociata.

Flexim, leader tecnologico mondiale nel campo della misurazione del flusso con tecnica non invasiva ad ultrasuoni, con FLUXUS ST-HT ha superato un’altra barriera. Ital Control Meters al fianco di Flexim è orgogliosa di poter offrire al mercato italiano questa importante innovazione tecnologica.

 

GEOFLUID 2021: il settore del drilling&foundations in mostra

Piacenza Expo sta lavorando in modo incessante alla prossima edizione di Geofluid che si svolgerà dal 15 al 18 settembre nel centro fieristico di Piacenza

La manifestazione fieristica internazionale più importante per il settore del drilling&foundations trova nuovi stimoli dalla crescente proliferazione dei temi di attualità per i visitatori professionali.

Geotermia, cantieri 4.0 del sottosuolo, nuove tecnologie trenchless, dewatering e acque sotterranee, transizione energetica, riduzioni delle emissioni in atmosfera e geoingegneria, nuovi materiali per il trasporto dei fluidi e nuove normative sui macchinari sono i temi che affiancheranno la parte espositiva di Geofluid 2021.

Specializzazione, felice collocazione temporale, attualità dell’aggiornamento professionale, ripresa dei contatti internazionali costituiscono il valore aggiunto della manifestazione che consentiranno alle aziende espositrici di presentare le proprie attività nel migliore contesto espositivo possibile.

L’edizione 2021 rappresenterà un momento strategico per capire in che modo l’economia continentale, le commesse internazionali e i grandi lavori sulle infrastrutture pubbliche potranno generare indotto per il prodotto interno lordo.

La prossima edizione si appresta quindi ad essere momento importante per pianificare i futuri lavori nel settore delle perforazioni, delle fondazioni e del sottosuolo. Verranno mantenuti i principali comparti come GEOTECHNOLOGY – GEOTUNNEL- GEOCONTROL – NODIG – GEOTERMIA, e a questi verranno affiancate una serie di iniziative divulgative sulla fase di transizione energetica e della Blue Economy.

Geofluid 2021, forte della riconfermata presenza della quasi totalità dei 280 espositori dell’ultima edizione, si sta preparando per una edizione che permetta sia agli espositori che ai visitatori, la fruizione di un evento nel pieno rispetto della normativa e dei protocolli anti Covid-19 vigenti.

Dati ultima edizione: oltre 11.000 operatori professionali provenienti da ben 86 paesi esteri.

Visitare ed esporre a Geofluid 2021 rappresenterà un modo protetto e sicuro per stringere accordi commerciali, informarsi e avviare relazioni professionali, promuovere efficacemente la propria produzione, acquisire visibilità internazionale. 

Per info: www.geofluid.it

ECOMONDO 2020: Bioeconomia Industriale

bioenergia e bioeconomia industriale

Il focus su biobased industry e bioeconomia, promuove e valorizza il nuovo modello economico e culturale della economia circolare

Si propone di ottimizzare il business di tutte le realtà industriali impegnate nella produzione di risorse biologiche rinnovabili e la loro conversione, tramite tecnologie innovative ed efficienti di biotecnologia industriale, in prodotti a base biologica e da bioenergia, compresi alimenti e mangimi, denominati “chemicals”.

La filiera vede protagoniste le aziende che sviluppano biopolimeri, bioplastiche, produttori di trasformatori della materia proveniente da scarto organico, in sostanza tutte le piccole-grandi bioraffinerie (Novamont, in primis e altri attori della chimica tradizionale mondiale, ma anche i produttori di impianti per compostaggio, digestione anaerobica e filiera agroindustriale, engineering d’eccellenza.

Target Espositori: biotecnolgie industriali, alghe, biomasse, bioraffinerie, biopolimeri, bioenergia, biocarburanti, prodotti chimici biobased, biolubrificanti, tensioattivi biobased, materiali biobased, inclusi i materiali da costruzione.

Il target visitatori

Acquirenti in cerca di applicazioni da aziende biochimiche, impiantistica, feedstock, fornitori, consultants, analisti e gli investitori R & D, professionisti, ricercatori di istituti accademici, policymakers, regolatori, ONG.

Bioenergie e Bioeconomia

Ecomondo 2020 si conferma ad oggi uno degli appuntamenti di riferimento di questo settore strategico, “cerniera” tra il sistema elettrico e quello del gas.

Questo grazie alla collaborazione di questi anni con CIB – Consorzio Italiano Biogas (logo) ed alla recente regolamentazione introdotta nel decreto Biometano da parte del MISE, decisiva per lo sviluppo di questo settore e in grado di aggiungere flessibilità al sistema energetico nazionale.

Alcune fra le novità essenziali è il ritiro a prezzo prefissato, da parte del GSE, del biometano avanzato e dei CIC, che garantirà la bancabilità degli investimenti nel settore, e la riconversione degli impianti esistenti. 

Si stima che il potenziamento della produzione di biometano potrebbe evitare emissioni di CO2 per 197 mln di tonnellate (scenario al 2050), dai dati registrati ad oggi. (Fonte Althesis).

Lo sviluppo della filiera consentirebbe, inoltre, già entro il 2030, di creare oltre 21mila posti di lavoro e di generare un gettito tributario di 16 mld di euro tra imposte sulle imprese e fiscalità di salari e stipendi.

Molti risvolti positivi per la bioeconomia

  • Saranno salvaguardati anche gli impianti di produzione di energia elettrica da biogas esistenti, il cui incentivo sull’energia prodotta verrà affiancato parallelamente da quello sul biometano.
    – L’immissione di biometano nella rete del gas naturale o nei distributori stradali, potrebbe fornire servizi di riserva e bilanciamento al sistema elettrico, costituendo una svolta per le imprese.
    – Infine l’ulteriore prospettiva auspicabile della realizzazione di impianti di co-produzione flessibile di elettricità (+calore) e biometano, grazie alla quale si otterrebbe una generazione elettrica ampiamente e rapidamente modulabile.

L’obiettivo è mettere in luce le numerose biotecnologie e sistemi esistenti per la produzione di gas rinnovabile da fonti biogeniche e di idrogeno da rinnovabili, inserendolo nella bioeconomia circolare e accompagnando lo sviluppo delle altre fonti rinnovabili intermittenti (sole e vento) e assegnando un nuovo valore alle infrastrutture del gas.

Economia Circolare: un sistema economico pianificato per il riutilizzo dei materiali

economia circolare

Secondo la definizione della Ellen MacArthur Foundation economia circolare «è un termine generico per definire un’economia pensata per potersi rigenerare da sola.

<<In un’economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera>>.

L’economia circolare è dunque un sistema economico pianificato per riutilizzare i materiali in successivi cicli produttivi, riducendo al massimo gli sprechi.

Il modello economico lineare ‘take-make-dispose’ si basa sull’accessibilità di grandi quantità di risorse ed energia ed è sempre meno adatto alla realtà in cui ci troviamo ad operare.

Le iniziative a sostegno dell’efficienza – che lavorano per la riduzione delle risorse e dell’energia fossile consumata per unità di produzione – da sole possono ritardare la crisi del modello economico, ma non sono sufficienti a risolvere i problemi dati dalla natura finita degli stock.

Si pone quindi come necessaria la transizione dal modello lineare ad un modello circolare, che nella considerazione di tutte le fasi – dalla progettazione, alla produzione, al consumo, fino alla destinazione a fine vita – sappia cogliere ogni opportunità di limitare l’apporto di materia ed energia in ingresso e di minimizzare scarti e perdite, ponendo attenzione alla prevenzione delle esternalità ambientali negative e alla realizzazione di nuovo valore sociale e territoriale.

Si tratta di un ripensamento complessivo e radicale rispetto al modello produttivo classico, basato sull’ipersfruttamento delle risorse naturali e orientato all’unico obiettivo della massimizzazione dei profitti tramite la riduzione dei costi di produzione.

Adottare un approccio circolare significa rivedere tutte le fasi della produzione e prestare attenzione all’intera filiera coinvolta nel ciclo produttivo.

Su base scientifica

L’economia circolare prende spunto dai meccanismi di retroazione non lineari che contraddistinguono i sistemi viventi e assume che i sistemi economici debbano funzionare come organismi in cui le sostanze nutrienti sono elaborate e utilizzate, per poi essere reimmesse nel ciclo sia biologico che tecnico. Da qui deriva il concetto ricorrente, nell’ambito dell’economia circolare, di “ciclo chiuso” o “rigenerativo”.

Come nozione generica trae da un certo numero di approcci più specifici, tra cui Cradle to Cradle, biomimetica, ecologia industriale e economia blu. Il concetto di economia circolare dovrebbe costituire un quadro di riferimento per il pensiero, e i suoi sostenitori sostengono che sia un modello coerentemente valido come risposta alla fine dell’era del petrolio a buon mercato e dei materiali.

Ambito di applicazione

L’espressione fa riferimento sia a una concezione della produzione e del consumo di beni e servizi alternativa rispetto al modello lineare (ad esempio attraverso l’impiego di energie rinnovabili in luogo dei combustibili fossili), sia al ruolo della diversità come caratteristica imprescindibile dei sistemi resilienti e produttivi.

Nell’economia circolare è insita la messa in discussione del ruolo del denaro e della finanza: alcuni suoi pionieri hanno proposto di modificare gli strumenti di misurazione della performance economica in modo da tenere conto di più aspetti oltre a quelli che determinano il prodotto interno lordo.

Principi fondamentali

I rifiuti sono nutrimento

I rifiuti non esistono. I componenti biologici e tecnici di un prodotto (i nutrienti, per stare alla metafora biologica) sono progettati col presupposto di adattarsi all’interno di un ciclo dei materiali, progettato per lo smontaggio e riproposizione.

I nutrienti biologici sono atossici e possono essere semplicemente compostati. I nutrienti tecnici – polimeri, leghe e altri materiali artificiali – sono progettati per essere utilizzati di nuovo con un dispendio di energia minimo.

La diversità è forza

Modularità, versatilità e adattabilità sono da privilegiare in un mondo in incerta e veloce evoluzione. Lavorando verso l’economia circolare, dovremmo concentrarci su prodotti di più lunga durata, sviluppati per l’aggiornamento, l’invecchiamento e riparazione, considerando strategie come il design sostenibile. Diversi prodotti, materiali e sistemi, con molti collegamenti e misure sono più resistenti di fronte a shock esterni, rispetto ai sistemi costruiti solo per l’efficienza.

Fine dello spreco d’uso del prodotto

Gran parte della materia trasformata in oggetti giace inutilizzata per la maggior parte della sua vita. Magazzini colmi di macchinari in attesa di essere dismessi, scatoloni in cantina pieni di vestiti con scarso valore affettivo, oggetti comprati e usati una volta l’anno. L’economia circolare guarda ai processi di condivisione di prodotti e oggetti (economia collaborativa). Ad esempio un’automobile giace inutilizzata per circa il 90% del suo tempo contro il 60% di un’auto del car-sharing.

Energia da fonti rinnovabili

Come per tutti gli esseri viventi, l’energia dovrebbe provenire dal flusso generato dalle forze naturali, prima tra tutte l’energia solare.

Nobel per la Chimica a due ricercatrici per l’editing del genoma

editing del genoma premio nobel per la chimica

Il Premio Nobel per la Chimica è stato assegnato alle due ricercatrici Emmanuelle Charpentier e Jennifer A. Doudna “per avere sviluppato un sistema di editing del genoma”

Il sistema di editing del genoma CRISPR/Cas9, sviluppato dalle due ricercatrici, ha messo a disposizione una nuova potente soluzione per cambiare il DNA degli animali, delle piante e di altri microorganismi, con una precisione senza precedenti.

Questo sistema ha permesso negli ultimi anni di sviluppare nuove terapie contro i tumori e potrebbe rendere possibile la cura di diverse malattie ereditarie.

Anche se non ce ne rendiamo conto, da quando esiste la vita batteri e virus si fanno una guerra senza quartiere, dandosele di santa ragione.

batteriofagi (o fagi), per esempio, sono particolari virus che vanno a caccia di batteri. Si stima che da soli ogni giorno uccidano circa il 40% dei miliardi di miliardi di batteri che vivono negli oceani (e se ne formano di nuovi miliardi quotidianamente).

Dopo che sono entrati in contatto con i batteri, i fagi iniettano il proprio materiale genetico al loro interno, trasformandoli in piccole fabbriche che produrranno altri virus, che a loro volta infetteranno altri batteri. A differenza degli organismi più complessi e con un sistema immunitario avanzato, come il nostro, i batteri hanno meno difese e falliscono quasi sempre a resistere.

Talvolta accade però che alcuni batteri riescano a resistere all’attacco da parte dei batteriofagi. Quando ciò avviene, salvano parte del materiale genetico del virus nel loro codice genetico, in una sorta di catalogo che i ricercatori chiamano CRISPR, da clustered regularly interspaced short palindromic repeats (brevi ripetizioni palindrome raggruppate e separate a intervalli regolati).

Se in seguito entra nuovamente in contatto con un virus, il batterio produce una copia del materiale genetico che aveva archiviato e la passa a una proteina che si chiama Cas9. Questa si mette al lavoro e cerca all’interno del batterio pezzi di DNA e li confronta con quelli in archivio, per capire se sia presente un virus.

Nel caso in cui rilevi una corrispondenza, provvede a tagliare la sequenza genetica appartenente al virus, rendendola in questo modo innocua. In mancanza di istruzioni chiare, il batterio non può essere trasformato in una fabbrica di nuovi virus e non rischia di fare una brutta fine.

Editing
La Cas9 è una proteina estremamente precisa nel tagliare pezzi di DNA.

Quando Chapentier e Doudna se ne accorsero nel corso dei loro studi – mettendo insieme le conoscenze raccolte separatamente in anni di ricerca e con altri ricercatori – si chiesero se potessero sfruttare Cas9 per programmare il sistema CRISPR e utilizzarlo per fare editing del genoma (materiale genetico).

L’obiettivo piuttosto ambizioso non le scoraggiò e portò alla creazione di un sistema di “forbici genetiche” descritto nel loro studio pubblicato nel 2012.

Semplificando molto, le forbici di CRISPR/Cas9 per modificare il materiale genetico in una cellula funzionano partendo da una sequenza genetica (RNA guida) approntata dai ricercatori che corrisponde a quella del DNA dove si deve effettuare il taglio nella cellula.

La proteina Cas9 si mette all’opera ed effettua il taglio: se non ci sono altre istruzioni, le cellula ripara il proprio DNA perdendo un pezzo del proprio codice genetico, comportando la perdita delle istruzioni per il gene che i ricercatori volevano disattivare.

Il sistema consente inoltre di innestare del nuovo DNA nella fase di riparazione, nel caso in cui i ricercatori vogliano modificare ulteriormente il funzionamento della cellula.

Opportunità e pericoli

Prima dell’avvento di CRISPR/Cas9, modificare i geni in una cellula era estremamente difficile, richiedeva molto tempo e spesso portava a risultati poco affidabili.

Grazie alle forbici genetiche, invece, si possono effettuare modifiche molto più accurate e in tempi più rapidi.

Il sistema è ormai diffuso in numerosi ambiti della ricerca, anche se non è sempre facile da padroneggiare e ha mostrato di avere la necessità di qualche miglioramento.

I ricercatori in questi anni hanno utilizzato CRISPR/Cas9 soprattutto per comprendere meglio il funzionamento dei geni e le loro interazioni, per esempio nel caso di malattie in alcuni animali.

La tecnica è impiegata anche per modificare il genoma delle piante, in modo da renderle più resistenti alla siccità, oppure a particolari parassiti, riducendo la necessità di utilizzare composti chimici potenzialmente dannosi per la nostra salute.

CRISPR/Cas9 è ritenuta inoltre una risorsa molto promettente per sviluppare nuove cure contro alcune malattie ereditarie, anche se i risultati ottenuti per ora sono ancora parziali e le tecniche da affinare. I ricercatori stanno anche sperimentando l’impiego di CRISPR per modificare le nostre cellule immunitarie, rendendole in grado di andare a caccia delle cellule tumorali con maggiore efficacia.

Un sistema così accurato di modifica del genoma apre inoltre scenari ancora inesplorati ed eticamente controversi. In linea teorica, CRISPR/Cas9 potrebbe essere impiegato per creare esseri umani geneticamente modificati. Potrebbe offrire enormi benefici per ridurre i rischi di nascite con gravi malattie ereditarie, ma potrebbe anche portare a modifiche irreversibili del nostro patrimonio genetico, trasmesso di generazione in generazione.

Emmanuelle Charpentier è nata nel 1968 a Jubisy-sur-Orge in Francia ed è direttrice della Divisione per le scienze dei patogeni presso il Max Planck Institute di Berlino, in Germania.


Jennifer A. Doudna è nata nel 1964 a Washington, DC (Stati Uniti) ed è docente presso l’Università della California, Berkeley.

Evento Digitale: LAB& CHEMICAL WEB EDITION, 14 OTTOBRE 2020

ISCRIVETEVI GRATUITAMENTE all’Evento Digitale del 14 ottobre alle 14.30 dedicato alla chimica farmaceutica, laboratorio, analisi, biotech, life sciences, cleaning room all’indirizzo mail promozione@progettoindustria.com

Nel panorama del mercato italiano, l’industria chimica-farmaceutica (e tutto il relativo indotto) è tra quelle che meno hanno risentito del blocco forzato causato dall’emergenza Covid-19, tenendo forte la presa sui numeri di fatturato e produzione e assicurando così un’efficiente continuità operativa, essendo tra le imprese considerate essenziali.

In questo processo di “nuova normalità” l’evoluzione digitale e tecnologica riveste un ruolo di sempre maggiore importanza.

www.progettoindustria.com desidera dare risalto al settore della chimica e farmaceutica e del laboratorio di analisi/analisi di processo, in tutte le sue declinazioni e applicazioni con questo EVENTO DIGITALE.

Per questo, abbiamo deciso di organizzare

“SPECIALE LAB&CHEMICAL WEB EDITION 2020”

in programma mercoledì 14 ottobre 2020, dalle 14.30

un Evento che vuole essere incontro e confronto delle AZIENDE, per fare il punto della situazione sul settore attraverso le loro esperienze e le loro novità in tema di applicazioni, soluzioni, strategie, prodotti, servizi e tecnologie.

“SPECIALE LAB&CHEMICAL WEB EDITION 2020” si svolgerà on line attraverso la presentazione mirata e la condivisione in networking su piattaforma ZOOM, e diffusa anche tramite il canale YouTube dedicato e i profili social, in particolare Linkedin, che conta una Community qualificata di circa 3.000 contatti.

Si parlerà perciò di temi attuali e interessanti nell’ambito chimico-farmaceutico e in primo piano saranno:

Chimica – Farmaceutica

CLP – REACH

Affari Regolatori

Laboratorio

Cleaning Room

Ricerca/Life Sciences

Biotecnologie e Nanotecnologie

LIMS

Strumentazione e Tecnologie

Bioprocessing Equipment

Biosicurezza e biocontenimento

Arredi e Cappe

Prodotti e Reagenti

PRE-REGISTRAZIONE GRATUITA, INFO E PROGRAMMA ALL’INDIRIZZO MAIL

promozione@progettoindustria.com

Oppure

comunicazione@progettoindustria.com