RISCOPERTA DEL LATO BUONO DEL WEB

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CORONAVIRUS: LA RISCOPERTA DEL LATO BUONO DEL WEB

La bufera che ci ha travolto inaspettata ci permette di osservare la velocità di adattamento e risposta delle utility. Stefano Cagnoli, presidente del Comitato Italiano Gas ha spiegato le potenzialità di un periodo complesso come quello che ci troviamo ad affrontare in questi giorni.

La riscoperta del lato buono del web in questi giorni ci ha permesso di lavorare e di essere operativi ad alto livello. Internet, soprattutto negli ultimi anni, è stato oggetto di numerose critiche mosse da coloro che lo dipingono come uno strumento capace di generare i peggiori sentimenti.

In realtà, quello che stiamo vivendo oggi ci riporta all’origine del web stesso.

Si tratta di un salto importante dal punto di vista culturale che siamo stati chiamati a compiere in questo preciso momento storico ma che resterà per sempre.

Utilizzare il web nell’attuale situazione di isolamento come strumento per mantenere vivi i servizi essenziali (ma anche per continuare a coltivare i rapporti umani) è accadimento davvero straordinario. Un accadimento che dovrà rimanere come bagaglio culturale frutto di questi giorni complessi.

Sviluppare questi strumenti ci aiuterà a migliorare anche la qualità del lavoro, la responsabilizzazione del singolo che, prestando la propria attività lavorativa da remoto, deve rispondere in termini di risultato e non di tempo.

Cagnoli è dell’avviso questo rappresenta il punto di partenza per poter porre in essere un’evoluzione del nostro sistema.

Grazie al web siamo in grado di agire per supportare l’erogazione dei servizi pubblici di pubblica utilità e quindi di ridurre i disagi alla popolazione e alle strutture in prima linea nell’emergenza.

Abbiamo apprezzato la riscoperta del lato positivo del web, della forza di questo strumento utilizzato quotidianamente che ci consente di dematerializzare la nostra presenza fisica in moltissime attività e di dare a chi è obbligato ad agire sul campo un adeguato supporto organizzativo e logistico fondamentale.

Molti strumenti tecnologici utili a supportare l’evoluzione dei servizi già esistono ma si scontrano a volte con una sorta di pregiudizio nel loro uso a volte giustificato da una naturale resistenza al cambiamento.

La situazione attuale, invece, ci costringe forzatamente a cambiare abitudini e a gestire tutto quanto è possibile “da remoto”, senza una presenza fisica, una situazione nuova uno stato che potremmo definire “di guerra” da cui però imparare e fare esperienza: trasformare il problema in opportunità.

Questo cambio di abitudini  verrà senz’altro, o almeno si spera, trasferito anche nel post emergenza aprendo scenari del tutto innovativi sia nel modo di rapportarsi con gli atri sia nel modo di lavorare.

Fino ad oggi, abbiamo operato poco tramite web, ora invece siamo improvvisamente costretti a cambiare atteggiamento.

Chiunque di noi si trovava in precedenza a gestire “fisicamente” alcune attività ha ora compreso che per tali attività si possono utilizzare una serie di servizi, migliori e già attivi, attraverso il web e questo va di pari passo con una necessario aumento del senso di responsabilità del singolo e delle metodologie di misura della bontà del lavoro da parte delle imprese e delle aziende.

La pratica di prestare attività lavorativa dalla propria abitazione è sempre stata vista con diffidenza e pregiudizio, oggi invece siamo chiamati a comprendere che la gestione delle attività senza presenza fisica è possibile e si impone come aspetto fondamentale per una società resiliente.(fonte Energia Media)

PostCovid

Lavori del futuro

Quali lavori saranno più richiesti dopo l’emergenza?

PostCovid, quali lavori saranno più richiesti dopo l’emergenza?

lavori digitali sono quelli più adattivi, flessibili e richiesti non solo in questo periodo di “social distancing” ma anche nel futuro. Il virus ha coinvolto 183 Paesi a livello globale mettendo in ginocchio le nostre economie con grosse perdite di capitali, di lavori e purtroppo di persone. Si stima che il virus determinerà una forma a “L” o “U” dei risultati economici portando una recessione nei Paesi maggiormente impattati. Goldman Sachs, ad esempio, stima un calo del Pil del 34% nel solo secondo trimestre del 2020.

L’economia internazionale ha già rallentato fortemente: basta leggere la sequela di comunciati stampa delle società quotate che rivedono al ribasso le stime per l’intero anno, consapevoli che nella seconda metà del 2020 non si riuscirà a recuperare quanto si sta perdendo in questi mesi. In Italia l’osservatorio Ambrosetti stima una contrazione del PIL  tra il -3,5% e il -11,5% per il 2020.

Ci sono 3 fenomeni che è importante analizzare per capire i trend dei lavori più richiesti:

Il lavoro a distanza è cresciuto del 90% grazie all’utilizzo di diverse tecnologie. Solo Zoom in questo periodo ha avuto un balzo in Borsa del 67%. Quello che stiamo vivendo non è il vero smart working, piuttosto è “lavoro da casa”, ma in ogni caso ci ha obbligato ad imparare nuovi modi di comunicare e nuove tecnologie. E ha salvato tanti posti di lavoro. Ecco una lista open source, ideata da Alessandro Cordova, di piattaforme che consentono di trovare lavori da remoto, ad esempio.

I lavori che hanno visto un crollo pesante sono stati quelli legati al turismo, alla ristorazione, alla produzione di beni non essenziali, ai trasporti, al retail. Oggi sono in aumento invece tutti i lavori legati al mondo sanitario, medici ed infermieri, così come addetti al trasporto, alla logistica, all’e-commerce e alle piattaforme digitali. Google, Apple, Microsoft, Netflix, Amazon e altri giganti Tech continuano ad assumere. La loro importante presenza online e la non dipendenza da luoghi fisici (sebbene Apple abbia una grande catena di negozi) consentono loro di rimanere aperti. E di continuare a guadagnare dal momento che siamo stati obbligati a cambiare le nostre esperienze privilegiando l’online sia in termini di comunicazione sia di acquisto.

Non torneremo più indietro. Le nostre esperienze saranno comunque modificate anche nel futuro. Questo significa che non entreremo più in un supermercato affollato, in un treno pieno, o faremo un viaggio in comitiva a cuor leggero. Stessa cosa si dica per il lavoro. Dopo che abbiamo sperimentato lo smart working, siamo sicuri che ritorneremo in ufficio tutti i giorni? Dopo che abbiamo sperimentato la formazione online, siamo sicuri che torneremo in aula tutti i giorni? Dopo che abbiamo utilizzato i pagamenti online, siamo sicuri che torneremo a pagare sempre in contanti?

“In questo periodo abbiamo visto molti business fare una vera e propria riconversione non solo di prodotto ma anche di processi digitali e questo può disegnare dei nuovi trend per le professioni più richieste nel futuro – spiega Mariagrazia Bizzarri, head of people development, reward and transformation in NEXI – Le professioni più ricercate richiederanno skill nell’analisi e interpretazione dei dati e dei processi digitali:  data specialist, digital marketing e SEO expert, e-commerce specialist, esperti di comunicazione (sopratutto di gestione della crisi), IT developer sono tra i primi lavori che vedranno una ripresa”.

La politica sta vagliando delle soluzioni per mitigare la crisi economica e presto saranno varate delle misure in tutti i paesi. Tuttavia queste misure non devono essere sequenziali alla crisi che stiamo vivendo. Assieme alla fase di lockdown bisogna pensare e realizzare la fase di unlocking, di uscita.

(fonte: Sole XXIV Ore)

Camfil introduces the easiest and most cost-efficient way to reduce gas turbine CO₂ emissions.

Camfil and most cost efficient

There are many established methods of cutting CO2 intensity (ratio of the amount of CO2 generated per unit of energy) such as carbon scrubbing, combustion carbon capture, and upgrading the gas turbine. However, all of these require high capital expenditure and additional infrastructure to be built. Upgrading intake filters is the best method of cutting CO2 because inlet system retrofits can be done on the existing infrastructure

Improved air inlet systems are the simplest and smartest way to reduce the CO 2 intensity of your operations. They also improve engine performance so that your turbine engines produce more power at a lower environmental impact. So, boost to reduce!

Camfil Power Systems, an industry leader in environmentally conscious filtration solutions, has designed new and advanced calculation tools to help gas turbine operators in the Power Generation and Oil & Gas industries. The new tool will calculate the potential carbon savings that can be achieved by upgrading filtration systems. Calculations are based on Camfil’s Life Cycle Cost Analysis, which measures the impact of fouling on an engine depending on the efficiency class of its filtration system. EPA filtration 1 is only one element that improves engine efficiency, as hydrophobic properties along with low, stable pressure drop also help to keep heat rate and carbon intensity low. Higher rated efficiency hydrophobic filters with low and stable pressure drop protect gas turbines the best against all weather conditions, reducing fouling and corrosion. The engines run more efficiently, which cuts CO2 emissions per megawatt hour produced.

Both the CO 2 emissions calculator and the CO2 tax calculator are part of Camfil’s initiative ‘Boost to Reduce’.

  • The CO2 emissions calculator can help experts calculate how much excess carbon is being emitted due to fouling because of inadequate filtration systems. Based on operational input data like: 288 MW average power demand, initial 9295 MJ/MWh heat rate, 8000 yearly operating hours, with an installed final filter class F8, it is calculated that fouling causes roughly 18 206 additional tonnes of CO2 emissions per engine, per year. 

With an upgraded E12 efficiency filter solution, emissions could be reduced by 16 159 tonnes while producing the same 2.3 million MWh per year.

  • The CO2 tax calculator can help industry experts calculate how much tax money can be saved by upgrading to advanced filtration solutions. Based on the same operational input data as above and considering a $20 USD CO2 tax rate per tonne of emissions, 8% net profit margins, it is calculated that turbine operators can reduce taxes by $363 184 USD per engine, per year bottom line. Or, when assuming an average selling price of $35 USD per MWh produced, you would be required to produce an additional 57 711 MWh extra within the same fiscal year to generate the same bottom line result.

“Thanks to high quality, hydrophobic, EPA efficiency filters, it has never been easier for turbine operators to reduce their carbon footprint while simultaneously improving engine availability, reliability and generating more savings”, says Marc Van den Eynde, Vice President Camfil Power Systems.

Depending on your environment, you could eventually reduce emissions even further than expected.

To learn more about reducing your carbon footprint with advanced Camfil filtration solutions, please contact:

BoostToReduce@camfil.com.

VORTICE: asciugamani elettrici a lama d’aria VORT SUPER DRY UV

VORTICE SUPER DRY UV G - ambientato

Asciugare bene le mani è importante quanto lavarle bene.

Le mani bagnate favoriscono il trasferimento di batteri che è 500 volte più veloce che con le mani asciutte.

VORTICE, eccellenza italiana nel settore del Trattamento Aria, con gli asciugamani elettrici a lama d’aria VORT SUPER DRY UV dimostra il suo costante e continuo rispetto per il benessere delle persone e per l’ambiente.

VORT SUPER-DRY UV Bianco

Sono asciugamani equipaggiati di filtro HEPA che previene dai rischi di contatto con allergeni eventualmente presenti nell’ambiente e lampada germicida (UV) per una maggiore igiene  degli utenti e sono particolarmente adatti per un uso intensivo in ambienti commerciali quali i bagni di bar, ristoranti, palestre e autogrill.

L’uso è semplice ed efficace: è sufficiente inserire le mani nel dispositivo e si asciugano contemporaneamente entrambi i lati grazie a un doppio e potente getto d’aria calda, generato da un motore EC (brushless) che garantisce un ridotto tempo di asciugatura. L’apparecchio si spegne non appena vengono tolte e comunque si arresta automatica­mente dopo 25 secondi di funzionamento ininterrotto.

Un apposito tasto consente la disattivazione della resistenza elettrica quando le temperature dell’ambiente circostante sono elevate ed è quindi inutile che l’aria emessa venga riscaldata.

Sono 2 i modelli che si differenziano per il colore: bianco o argento.

Un Display luminoso posto nella parte alta dell’apparecchio visualizza il tempo residuo di funzionamento, lo stato di azionamento, lo stato di sterilizzazione filtro ed eventuali anomalie. Il grado di protezione da polveri e acqua è IPX4.

Solvay 2020 Chemistry for the Future

Carolyn Bertozzi

Carolyn Bertozzi, professore di chimica presso la Stanford University, in California, ha ricevuto il prestigioso premio Solvay “Chimica per il futuro”, che alcuni membri della comunità scientifica considerano una sorta di “pre-Nobel”.

Ha preso gli onori per il suo lavoro sulle reazioni chimiche nelle cellule viventi. Le sue scoperte potrebbero consentire importanti progressi nel trattamento di numerose malattie, incluso il cancro.

Il premio Solvay Chemistry for the Future viene assegnato ogni due anni per onorare risultati eccezionali nella scienza fondamentale, ma va ben oltre. Fedele all’eredità del fondatore dell’azienda, Ernest Solvay, un uomo pienamente impegnato e persino appassionato di ricerca scientifica, il premio è stato creato per riconoscere le principali scoperte che servono al progresso della chimica e al progresso umano.

In effetti, “dalla scienza deriverà il progresso dell’umanità”, ha detto Ernest Solvay, che ha creato notoriamente le Conferenze Solvay per la semplice gioia di riunire le più brillanti menti scientifiche dell’inizio del XX secolo nella stessa stanza. A seguito della stessa dedizione all’impatto della ricerca fondamentale, il premio Solvay per la chimica per il futuro premia i ricercatori le cui scoperte contribuiscono alle scoperte nel progresso della scienza, indipendentemente dalle attività commerciali del gruppo Solvay.

Rafforza quindi anche il desiderio del Gruppo di rimanere aperto al mondo esterno, di legare le persone di Solvay e, in questo caso, il mondo accademico e la ricerca scientifica fondamentale. Solvay è fortemente convinto di mantenere la propria reputazione di partner rispettato e affidabile nel mondo della ricerca scientifica, uno che si prende cura del ruolo essenziale della chimica per risolvere le principali sfide del mondo e quindi non essere il tipo di azienda che ne limita la portata e gli interessi esclusivamente alle sue attività come gruppo chimico.

“Questo premio rende omaggio agli inventori, ai ricercatori fondamentali, alle persone che stanno ripensando i meccanismi e le dinamiche”, afferma Ilham Kadri, CEO di Solvay nella foto sotto. “Avere quel pensiero fondamentale su come reinventare la chimica al servizio dell’umanità è sicuramente importante per Solvay.”

Ecco per chi corre il rischio … Creato nel 2013, anno del 150 ° anniversario della fondazione di Solvay, il premio Solvay Chemistry for the Future arriva con una menzione di € 300.000. Il vincitore del premio è selezionato da una giuria indipendente di sei rinomati scienziati, tra cui un premio Nobel. “Se premi qualcuno che ha lavorato molto duramente, che sta provando qualcosa di nuovo, stai ricompensando un rischioso”, afferma Jean-Marie Solvay, presidente dell’International Solvay Institutes for Physics and Chemistry, sul tipo di ricercatori questo premio mira a onorare.

Warrant Innovation Lab

Warrant Innovation Lab

Certificato da Unioncamere come Centro di trasferimento tecnologico Industria 4.0

Warrant Innovation Lab (WIL), società controllata da Warrant Hub (Tinexta Group) che supporta le imprese nei processi di innovazione e trasformazione digitale, ha conseguito la certificazione di “Centro di trasferimento tecnologico Industria 4.0” rilasciata da Unioncamere

Nell’ambito del Piano Industria 4.0, i Centri di trasferimento tecnologico sono stati introdotti per dare impulso ai processi di innovazione e digitalizzazione delle imprese italiane: hanno il compito di svolgere attività di formazione e consulenza tecnologica ed erogare servizi di trasferimento tecnologico verso le imprese in diversi ambiti di operatività individuati dal Ministero dello Sviluppo Economico, tra i quali manifattura additiva, realtà aumentata, IoT, cloud, cyber sicurezza e analisi dei big data.

La certificazione

La certificazione viene rilasciata da Unioncamere attraverso una propria struttura tecnica nazionale sulla base di attenti controlli documentali, ha una durata di tre anni e ha possibilità di rinnovo.

La certificazione conseguita da Warrant Innovation Lab si riferisce ai seguenti ambiti tecnologici:

  • Soluzioni per la manifattura avanzata,
  • Integrazione verticale e orizzontale,
  • Industrial Internet,
  • Internet of Things e/o Internet of Machines,
  • Cloud e Sistemi informativi e gestionali.

Le attività connesse a tali ambiti, a loro volta oggetto della certificazione, riguardano formazione e consulenza su modelli organizzativi e/o di business, tecnica e industriale; progettazione e pianificazione di interventi di implementazione di tecnologie Industria 4.0; ricerca industriale e sviluppo sperimentale, inclusa la prototipazione anche virtuale; servizi di analisi, monitoraggio e brokeraggio tecnologico; sviluppo software applicativo e personalizzazione package e piattaforme di mercato relativi a tecnologie 4.0.

“Questo risultato ci riempie di soddisfazione in quanto è un riconoscimento autorevole del valore di Wil nel favorire l’innovazione tecnologica delle imprese per incrementarne la competitività”, dichiara Matteo Marusi, Direttore di Warrant Innovation Lab. “La certificazione di Unioncamere, infatti, attesta la solidità del patrimonio di esperienze e competenze che Wil mette al servizio delle aziende insieme a un collaudato e proficuo sistema di partnership con importanti protagonisti dell’industria, della ricerca e del mondo accademico”.

Coronavirus: arriva il Robot Pattugliatore per i controlli automatizzati

MIC-700 di Advantech

Il monitoraggio continuo è fondamentale nella lotta al #Coronavirus, come dimostrano i risultati ottenuti da Cina, Corea del Sud, Taiwan e Singapore.

Fra i vari strumenti messi in campo dalle autorità cinesi c’è il robot-pattugliatore sviluppato dalla società Guangzhou Gosucn Robot Co. Ltd. che gira per aeroporti, centri commerciali e altri luoghi pubblici affollati, controllando che tutti indossino le mascherine e misurando la temperatura corporea con un termometro a infrarossi.

In caso di necessità, il robot è collegato alla rete 5G per inviare segnalazioni alle autorità competenti.

Le capacità avanzate di questi piccoli “sorveglianti” sono supportate dall’edge computer MIC-700 di Advantech

EpiGuard

epi guard epi shuttle

Safe transport can become a bottleneck in the fight against the coronavirus

Pandemics require much complicated patient logistics. Safe transport of contagious patients may be essential in handling the epidemic

Patients must move safely across hospitals for treatment, between different hospitals for capacity and to hospitals for caretaking, without infecting others and without putting transport out of play from disinfection procedures.

We must be able to transport COVID-19 patients to where capacity is available, only then can we utilize the full capacity of the entire health care system and ensure treatment. Healthcare workers are making an admirable effort transporting patients and at the same time putting their own heath on the line, but if we have to disinfect all helicopters, aircrafts and ambulances after each transport, the whole system may collapse, Ellen Cathrine Andersen, CEO of EpiGuard says.

At EpiGuard, doctors and engineers have worked on solutions for transporting contagious patients for 5 years and have developed the EpiShuttle. The isolation stretcher ensures the safe transport of contagious patients and the safety of health professionals. At the same time, the isolation stretcher allows critical treatment of the patient along the way.

A prerequisite for the isolation and quarantine system to work is that ambulances can effectively transport patients in need of intensive care quickly to hospitals for treatment. It is still uncertain how extensive this transport will be, but if the ambulance needs disinfection after each transport, the ambulance will be out of operation for a long period, and the system will not work, Andersen explains.

Still, it is probably within the hospitals that the consequence of infection is most severe.

Safe transport inside hospitals is incredibly important. A hospital is the one place you find the highest concentration of people at risk, where infections will have serious consequences. It is important to isolate of both very vulnerable patients and the virus. The isolation stretcher can also be used with overpressure for transport of very vulnerable patients, ensuring that these patients are not inflicted with outside infection, Andersen says.

Transport is a security gap in emergency preparedness and contingency plans. When a patient is delivered from one medical team to another, from one hospital’s contingency plan to another, it may be unclear who is responsible for safety and infection control. Therefore, it is important to eliminate the risk of exposure during these transitions.

EpiGuard is currently experiencing a surge in demand for the EpiShuttle. With the numbers of confirmed cases increasing, the need for safe transport of patients is rising. Current demand witnesses a world in crisis. Now we scale up production and apply European Innovation Council to scale up even further. The EpiShuttle is NATOs stock listed and CE-marked as a class one medical device. We are prepared and ready to deploy, Andersen says.

EpiGuard is a Norwegian company established in 2015 providing better solutions for safe transportation of contagious patients. Our team of medical experts and engineers developed the EpiShuttle based on analysis and clinical first-hand experience from previous global epidemics. Our medical background ranges from intensive care, infectious diseases, internal medicine and anesthesiology, and transport medicine. EpiShuttle improves patient safety and care, the safety for health care providers, reduce costs and increase operational efficiency. Saving one – protecting everyone.

Eni: la sua “rivoluzione green” con più fonti rinnovabili e meno petrolio

Eni claudio descalzi

Eni lancia la sua «rivoluzione verde»: con il piano strategico per i prossimi 30 anni la compagnia oil&gas annuncia la sua trasformazione in società dell’energia a 360 gradi, focalizzata soprattutto su gas naturale e fonti rinnovabili

E sul versante delle emissioni di «gas serra» si impegna ad abbatterle dell’80% di qui al 2050. Ad abbatterle tutte: quelle dirette (in gergo definite «scope1»), indirette («scope2») e quelle legate a tutta la sua catena produttiva di petrolio e gas, ovvero ai prodotti come ad esempio benzina e gasolio venduti e utilizzati dai suoi clienti («scope3»).

Così facendo il gruppo del ceo Claudio Descalzi punta ad entrare nel ristretto plotoncino dei «virtuosi», come Repsol e Bp, che di recente si sono impegnati a ridurre fino al 100% le proprie emissioni di CO2.

 Sempre più gas e meno petrolio

Per tenere fede al suo programma la compagnia promette che la crescita della produzione di idrocarburi crescerà del 3,5% ogni anno fino al 2025, ma poi declinerà in modo flessibile soprattutto nella sua componente petrolifera. Insomma, l’Eni diventerà sempre più una gas-company, la cui produzione nel 2050 costituirà circa l’85% del totale. Il valore di quasi tutte le riserve di petrolio in portafoglio (il 94%) dovrà essere incassato entro il 2035 (il punto di pareggio è a 20 dollari il barile, e l’assunzione di fondo è un prezzo del brent a 50 dollari, poco sotto l’attuale valore).

Co2 e piano rinnovabili

Per rendere sostenibili le produzioni gas, l’Eni avvierà progetti di conservazione delle foreste e di «cattura» della CO2 per più di 40 milioni di tonnellate/anno al 2050 e, soprattutto, entro quella data intende sviluppare più di 55 Gigawatt di capacità di impianti di energie rinnovabili e raggiungere quota 20 milioni di clienti retail cui vendere l’elettricità prodotta, principalmente nei Paesi Ocse. Per dare un termine di paragone: l’Enel ad oggi dispone nel mondo di circa 90 Gigawatt.

Si parte da Ravenna

Il primo progetto Eni per la cattura della CO2 sarà a Ravenna, prossimo hub per l’Italia, dove già si sta studiando la possibilità di convogliare nei campi a gas ormai esauriti dell’offshore adriatico la CO2 catturata dagli insediamenti industriali e di generazione elettrica.

Obiettivi intermedi

Come misurare il raggiungimento di tali obiettivi? Il gruppo di Descalzi si prefigge di arrivare a tappe intermedie nel 2030 e nel 2040. Tra dieci anni dovrà essere ridotta a zero l’impronta carbonica delle emissioni scope1 e scope2 (dirette e indirette) dell’attività di esplorazione e produzione. Tra venti quella delle emissioni dirette e indirette di tutto il gruppo. I suoi manager, sul fronte degli incentivi, vedranno salire al 35% l’obiettivo ambientale da raggiungere. La quota della componente gas nel mix produttivo dovrà essere almeno del 60% al 2030.

Investimenti per 32 miliardi al 2023, cedola di 0,89 euro

Nell’immediato, ovvero nei prossimi anni fino al 2023 l’Eni si prefigge nuove scoperte per 2,5 miliardi di barili equivalenti e la generazione di un flusso di cassa superiore ai 25 miliardi di euro. Sempre al 2023 i clienti retail dovranno essere 11 milioni. Nel quadriennio il piano prevede 32 miliardi di euro di investimenti, all’insegna però della flessibilità operativa. Il loro punto di pareggio scenderà a 23 dollari al barile e garantirà un ritorno di circa il 25%. In generale la neutralità di cassa (il livello al quale si copre tutta l’attività produttiva ed economica del gruppo) scenderà da 55 a 45 dollari al barile. La cedola 2020 sale del 3,5% e sarà di 0,89 euro per azione, mentre si prevede un buy back di 400 milioni di euro.

I conti 2019

L’anno appena passato è stato un periodo complicato per il gruppo, dalle tensioni geopolitiche (come in Libia) fino all’andamento altalenante e tendente al ribasso del prezzo del petrolio. L’Eni ha reagito anche attraverso la diversificazione dei propri scenari operativi, crescendo in Norvegia e soprattutto negli Emirati Arabi, dove ha tra l’altro acquistato il 20% di una delle più grandi raffinerie del mondo, quella di Ruwais. La produzione di petrolio e gas è salita a 1,87 milioni di barili al giorno (1,92 nell’ultimo trimestre). Quanto ai risultati consolidati dell’anno il flusso di cassa è risultato di 12,1 miliardi di euro, circa un miliardo in più della spesa per investimenti (7,73 miliardi) e della remunerazione degli azionisti (3,4 miliardi). Il debito netto è salito a 11,5 miliardi per le acquisizioni negli Emirati mentre l’utile operativo adjusted (corretto escludendo i cosiddetti fattori speciali) è stato di 8,6 miliardi (-24%), quello netto di 2,88 miliardi (-37%) e l’utile netto di 0,15 miliardi. Il dividendo per il 2019 è di 0,86 centesimi per azione (di cui 0,43 pagati come acconto).

Il rinnovo

La primavera del 2020 costituirà un passaggio importante per il gruppo: il consiglio di amministrazione attuale è in scadenza, e i vertici, dal ceo Descalzi alla presidente Emma Marcegaglia, dovrà essere rinnovato. Secondo i rumors di mercato dei giorni scorsi il ministero dell’Economia sarebbe favorevole alla riconferma per un terzo triennio di Descalzi. 

(fonte: ENI)

Cura Italia, l’appello del Governo al mondo della tecnologia e della ricerca

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Con l’iniziativa “Innova per l’Italia” il Governo chiede ad aziende, università, enti e centri di ricerca di fornire un contributo, attraverso le proprie tecnologie, per realizzare dispositivi per la prevenzione, la diagnostica e il monitoraggio per il contenimento e il contrasto del diffondersi del coronavirus

Il progetto è un’iniziativa congiunta del Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione Paola Pisano, del Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli e del Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, insieme a Invitalia e a sostegno della struttura del Commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus Domenico Arcuri.

La tecnologia e l’innovazione in tutte le sue forme, attraverso processi, prodotti e soluzioni, può contribuire significativamente a rispondere all’emergenza, come si legge nella pagina di presentazione dell’iniziativa.

L’innovazione tecnologica può essere la leva per rispondere velocemente a una situazione di crisi che ha un impatto drammatico sull’Italia.

L’iniziativa invita aziende, università, enti e centri di ricerca pubblici e privati, associazioni, cooperative, consorzi, fondazioni e istituti a proporre il loro contributo in tre ambiti:

  1. Il reperimento, l’innovazione o la riconversione industriale delle proprie tecnologie e processi, per accrescere la disponibilità di:
    • dispositivi di protezione individuale, in particolare mascherine chirurgiche, mascherine FFP2/N95 con e senza filtro, mascherine FFP3/N99 conforme con Dir. 93/42 CEE, direttiva europea 89/686, e EN149:2001+A1:2009 o equivalenti;
    • produzione dei sistemi complessi dei respiratori per il trattamento delle sindromi respiratorie, inclusi tutti gli elementi che compongono il sistema complesso in cui i respiratori si inseriscono (valvole, display, …).
  2. Il reperimento di kit o tecnologie innovative che facilitino la diagnosi del Covid-19 in termini di:
    • tamponi e elementi accessori;
    • strumenti per la diagnosi facilitata e veloce, nel rispetto degli standard di affidabilità richiesta.
  3. Disponibilità di tecnologie e strumenti che, nel rispetto della normativa vigente, consentano o facilitino il monitoraggio, la prevenzione e il controllo del Covid-19 e l’elaborazione di nuove politiche e misure di governance sociale, in termini di:
    • tecnologie e strumenti per il monitoraggio, la localizzazione e la gestione dell’emergenza;
    • tecnologie innovative per la prevenzione e il controllo della diffusione del Covid-19 nelle sue diverse forme.

Per alcune tipologie di proposte, potrebbe essere richiesta la certificazione di attività e produzioni da parte di Università ed Enti di Ricerca i cui nominativi saranno inclusi in un elenco che sarà successivamente condiviso per dare supporto alle aziende rispondenti.

In particolare, per i punti 1 e 2 , in relazione al prevalente impatto sulla produzione industriale, le Università, gli Enti e Centri di Ricerca, per la loro rilevante funzione sociale, scientifica, tecnologica e di supporto territoriale, potranno supportare le attività di attestazione dei requisiti dei prodotti sviluppati dalla aziende.

Come partecipare

Saranno considerati solo i servizi e interventi che rispondano ai seguenti criteri:

  • I proponenti siano aziende (startup, PMI, grandi imprese), enti e centri di ricerca pubblici e privati, associazioni (che possono interagire con associati in grado di rispondere a queste esigenze), cooperative, consorzi, fondazioni e istituti, quindi non singole persone o professionisti.
  • Siano concrete proposte realizzabili in tempi compatibili con l’emergenza, pur senza alcun impegno od obbligo.
  • Possano mettere a disposizione, autocertificandosi, una componente significativa in termini di capacità produttiva e volumi per l’impiego sul territorio nazionale o a livello regionale in tempi brevi.
  • Sia esplicitato a quale ambito si desideri aderire tra quelle rientranti nelle categorie proposte nel form.
  • La proposta sia corredata da opportune informazioni che consentano di valutare in tempi rapidi l’effettiva applicabilità.
  • Siano indicati i tempi, le modalità e le possibili quantità per la realizzazione della proposta.
  • Siano validi per tutto il territorio nazionale o per una o più regioni.
  • La descrizione dell’intervento non sia redatta in tono promozionale.
  • Preferibilmente, sia previsto un “canale” specifico dedicato all’iniziativa per l’emergenza coronavirus, che includa il top management dell’azienda o Ente.

Tutte le aziende, le associazioni, le Università, gli Enti di ricerca e gli Istituti hanno la possibilità di aderire compilando il form dedicato pubblicato sul sito del Ministero. Le proposte verranno valutate dalla struttura del Commissario Straordinario, che deciderà se attivarsi per i passi successivi mettendosi in contatto con i soggetti proponenti. Un processo da affrontare in conformità alle evidenze scientifiche e alle necessità di certificazione nel rispetto degli standard necessari e delle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.