L’economia circolare non teme la crisi

Secondo i dati di Corepla – il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica – la differenziata degli imballaggi in plastica è cresciuta anche nel 2020, pieno esempio di economia circolare

A fronte di 1.914.000 tonnellate di imballaggi in plastica immesse sul mercato (di pertinenza Corepla) nel 2020, il sistema in totale è riuscito a recuperarne 1.820.270, che corrisponde al 95%; “un dato che porta l’Italia sul podio dei paesi europei più virtuosi” nell’economia circolare.

Lo scorso anno sono state riciclate 655.393 tonnellate di imballaggi in plastica

Alle cifre della gestione del Consorzio, bisogna aggiungere gli imballaggi in plastica riciclati da operatori industriali indipendenti provenienti dalle attività commerciali e industriali pari a 249.500 tonnellate, per un riciclo complessivo di oltre 900mila tonnellate.

Si tratta – viene spiegato – di un anno in cui “i risultati sono più omogenei tra le regioni”. E anche di “un nuovo record in termini di quantità trattata”, che fa registrare all’Italia “una media di 23,7 chilogrammi pro-capite all’anno”.

A guidare la classifica Valle d’Aosta, Umbria e Sardegna, con oltre 32 kg per abitante. In evidenza il fatto che i risultati della raccolta delle singole regioni si stanno, tra l’altro, sempre più avvicinando al dato medio nazionale, “superando gli enormi divari che fino a tre anni fa caratterizzavano la situazione italiana”.

Il servizio di raccolta e riciclo è “ormai capillare in tutto il Paese: sono 7.436 i Comuni serviti (94%) con il coinvolgimento del 97% dei cittadini. Il valore economico direttamente distribuito dal Consorzio ammonta complessivamente a 771 milioni. Nel 2020 il corrispettivo riconosciuto ai Comuni italiani o ai loro operatori delegati ha raggiunto 391 milioni. Quasi 173 milioni sono stati destinati agli impianti che selezionano gli imballaggi”.

Sono stati recuperati poi anche quegli imballaggi che ancora non possono essere riciclati; Corepla ha avviato a recupero energetico 377.807 tonnellate che sono state utilizzate per produrre energia al posto di combustibili fossili (per il 75% a cementifici, il 43% in Italia e il 32% all’estero, e per il restante 25% a termovalorizzazione).

Un impatto del Covid si registra anche qui. La riduzione dei consumi di materie plastiche nel 2020 è stata infatti “nel complesso relativamente contenuta” per via della “consistente crescita del settore medicale e di quello della disinfezione e detergenza”, e del “deciso rilancio dell’alimentare confezionato”.

Nasce la bio-piattaforma dall’inceneritore di Sesto San Giovanni a Milano  

“I risultati di questo bilancio – osserva Giorgio Quagliuolo, presidente di Corepla – dimostrano i passi avanti che il nostro Paese ha compiuto nell’ambito della organizzazione di un sistema di raccolta e riciclo degli imballaggi in plastica. Siamo convinti che negli anni a venire, anche in funzione dei nuovi piani di rilancio e resilienza e di una politica economica più improntata ai principi della transizione ecologica, sapremo offrire risposte adeguate agli ambiziosi target”.

Il Ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani ha incontrato l’inviato per il clima degli Stati Uniti, John Kerry. Molti i temi sul tavolo delle due delegazioni: i negoziati della Cop26 e gli eventi italiani, la Youth4climate e la pre-Cop, il G20 clima e energia, il piano internazionale e gli impegni nei contesti multilaterali, il Piano nazionale di ripresa e resilienza italiano, e le misure dedicate alla de-carbonizzazione.

“Abbiamo avuto l’onore di avere con noi Kerry – osserva Cingolani – con il nuovo corso degli Usa per la difesa dell’ambiente. Abbiamo parlato di scenari visionari, ma anche del presente e degli impegni che ci aspettano nei prossimi mesi in relazione a G20, Cop26. Abbiamo un’agenda molto fitta e questo credo fermamente sia l’inizio di una collaborazione poderosa tra l’Italia, l’Europa e gli Stati Uniti”.

Il confronto – viene spiegato – era stato “fortemente auspicato” da Kerry che sin dall’inizio del suo mandato ha voluto avere relazioni con i Paesi più attivi sul fronte dell’azione climatica, a partire dall’Italia. La sua “missione” si inquadra all’interno di una “campagna che l’inviato speciale sta portando avanti in tutto il mondo a favore dell’azione climatica”.

Un incontro con Cingolani che per Kerry è “stato molto costruttivo: tutte e due ci troviamo d’accordo sull’urgenza di muoversi rapidamente da qui fino agli incontri di Glasgow a novembre, portando i Paesi al tavolo delle trattative per cercare di fare di più”.

“Quella che stiamo affrontando – rileva Kerry – è una crisi planetaria e bisogna fare presto. Vogliamo che i cittadini, sia in Italia, che in Europa, come negli Stati Uniti, comprendano che questa non è una scelta tra prosperità e un’economia che funziona o meno, ma è un’opportunità enorme; e i ministri, come quello della Transizione ecologica, hanno il compito di ‘trasportare’ il Paese verso un futuro nuovo, migliore e più sicuro, con più posti di lavoro”. E’ in questo modo – dice l’ex vicepresidente Usa – che “possiamo allontanare il rischio di un disastro climatico. Quindi siamo fiduciosi, insieme riusciremo a portare avanti un’opera di persuasione dei nostri colleghi in tutto il mondo; ci saranno numerose occasioni a Glasgow per intraprendere un percorso e mantenere l’innalzamento della temperatura terrestre entro gli 1,5 gradi”.

L’obiettivo comune che ci poniamo è di “mantenere entro 1,5 gradi” l’aumento medio delle temperature globali. Questo significa che “ogni Stato dovrà fare la sua parte e continuare a ridurre le emissioni in atmosfera” nel corso di “questa decade”; infatti – afferma Kerry – “non è abbastanza dire che lo faranno entro il 2050”.

Sia Kerry che Cingolani credono che serva “una strategia a tutto campo e non una soluzione singola” per “risolvere questa crisi; è un approccio multiplo che include diverse risorse come carburanti, fonti energetiche e in particolare richiede di negoziare con l’industria pesante, una componente molto complicata ma estremamente importante”.

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Ecosistema digitale in impresa: la quarta rivoluzione industriale

quarta rivoluzione industriale

La quarta rivoluzione industriale è caratterizzata dall’avvento dell’ecosistema digitale: i concetti di Internet of Things (IoT) e Internet of Services (IoS) nella produzione e “nell’inventory management

Tutto ciò permette alle fabbriche di diventare “intelligenti”, con sistemi di produzione integrati verticalmente e orizzontalmente.

Il driver principale è la tecnologia, poiché Industria 4.0 è un termine collettivo per indicare proprio le tecnologie e i concetti di organizzazione della catena del valore.

L’ecosistema digitale e le piattaforme di produzione connesse e integrate svolgono un ruolo importante nell’affrontare le pressioni competitive e nello sviluppo di nuove applicazioni e servizi. In questo articolo analizziamo che cosa significa integrare un ecosistema digitale in impresa e qual è il ruolo dell’Internet of Things e dei “dati” di cui sentiamo sempre più parlare.

Ecosistema digitale: dal monitoraggio remoto al condition monitoring

Nelle prime fasi della digitalizzazione del settore industriale si parlava principalmente di sistemi di monitoraggio remoto delle macchine (RMMS): tipicamente prodotti software che, abbinati agli strumenti, consentivano di monitorare le attrezzature e i dispositivi in impianto.

L’avvento dell’Internet of Things nel settore industriale ha spinto l’adozione della raccolta di informazioni basata su sensori, per affrontare i problemi legati principalmente ai tempi di fermo macchina e ai ritardi nella produzione. In questo modo, il monitoraggio della macchina si evolve verso il monitoraggio delle condizioni (condition monitoring), che è la pratica di monitorare i dispositivi, solitamente con sensori esterni, al fine di raccogliere i dati necessari per la diagnosi sullo stato di salute. Per raggiungere questo obiettivo, vengono utilizzati sistemi di acquisizione dati per monitorare tutti i tipi di apparecchiature e dispositivi industriali.

Oggi, oltre al monitoraggio delle condizioni, si stanno sviluppando altri tipi di servizi per rispondere a necessità come la manutenzione preventiva, la misurazione dell’autonomia e dell’operatività dei sistemi, il monitoraggio dell’energia o delle prestazioni dell’impianto; di conseguenza, i responsabili dei processi hanno necessità di una maggior digitalizzazione per ricevere e interpretare tutti i dati necessari.

Ecosistema digitale: il ruolo dell’Internet of Things

La digitalizzazione della produzione collega, tramite il cosiddetto internet delle cose (IoT) persone, dispositivi di processo, macchinari e impianti. Come abbiamo già accennato, un ecosistema digitale consente una maggior disponibilità di dati legati alla produzione: la loro raccolta, archiviazione ed elaborazione fa sì che essi descrivano con precisione il contesto in cui il prodotto viene fabbricato, il processo di fabbricazione, lo stato di salute degli asset di produzione e l’intera rete del valore. L’ecosistema digitale svolge quindi un ruolo cruciale nel consentire una miglior visione dello scenario, finalizzata all’ottimizzazione della produzione da diverse prospettive quali efficienza, disponibilità, qualità del prodotto finale, prestazioni degli asset e così via.

È chiaro, quindi, come l’Internet of Things industriale influenzi ampie porzioni del processo di produzione, e in modo significativo.

La spinta verso un ecosistema produttivo digitale include però la necessità di modelli condivisi, accordi su interfacce e protocolli di comunicazione industriale, e interoperabilità dei dati.

Sensori di numerose tipologie sono già ampiamente utilizzati nell’ambiente di produzione, ma mentre il loro uso diventerà più diffuso, la capacità di connettere e trasmettere dati più velocemente e con una migliore integrità sarà il vero fattore abilitante dell’IIoT.

Ecosistema digitale: il ruolo dei dati e della loro trasmissione

I dati alimentano l’Industria 4.0 e gli ecosistemi digitali. L’analisi dei dati è il prerequisito base per l’implementazione delle applicazioni digitali in impresa.

Man mano che gli ecosistemi digitali si espandono, aumenta anche l’importanza di stabilire forti livelli di sicurezza, supportati da processi trasparenti e integrità dell’origine dei dati. Sistemi di gestione dati che garantiscano la loro integrità possono aiutare le aziende a evitare violazioni e a gestire meglio le interruzioni delle operazioni: questa è la prima preoccupazione legata alla sicurezza dei dati, secondo una ricerca di pwc.

I protocolli e i framework di connettività consentono ai responsabili d’impianto di raccogliere e trasferire dati in modo più rapido e accurato, dai sensori fino al cloud, per l’aggregazione e l’analisi. Gli esempi includono:

  • il protocollo IO-Link, introdotto dai fornitori di sensori;
  • il protocollo OPC UA, che supporta una maggiore interoperabilità e una trasmissione più sicura delle informazioni al cloud.

Ecosistema digitale in impresa: i driver dell’adozione

Di seguito sono riportati i fattori chiave per rendere gli ecosistemi digitali in impresa una realtà sempre più presente e strategica.

1. Connettività e tecnologia

I settori industriali possono generare enormi quantità di dati. La tecnologia per la loro acquisizione e analisi apre a nuove opportunità di ottimizzazione e monetizzazione.

2. Standardizzazione e sicurezza

L’industria ha bisogno di standard comuni per consentire a prodotti, macchine e apparecchiature intelligenti di diversi produttori di interagire senza problemi. Con l’uso industriale del cloud, la sicurezza rimane la principale preoccupazione da superare.

3. Produzione e competitività

L’adozione dell’internet delle cose a livello industriale può accelerare i tassi di produttività in fabbrica, riducendo i tempi di inattività non pianificati e aumentando la disponibilità degli impianti.

In conclusione, l’adozione dell’IoT industriale e degli ecosistemi digitali in impresa ha subito un’accelerazione con l’ingresso delle nuove tecnologie e lo sprint a cui l’emergenza sanitaria ha costretto l’intero settore produttivo.

Secondo un report di IHS Markit, entro il 2030 i dispositivi IoT installati supereranno i 125 miliardi. Gli ecosistemi digitali saranno sempre più fondamentali per l’interpretazione dei dati e un miglior sviluppo degli impianti industriali, nonché delle performance e della competitività aziendale.

Chip, mercato in crescita

chip dispositivo

Qualche mese fa gli esperti prevedevano, per il 2021, un incremento del 12% del volume mondiale di vendite di dispositivi a semiconduttore – chip

Oggi anche i meno ottimisti danno per certa una crescita almeno del 19%.

Con possibilità di ulteriori ritocchi al rialzo. E non c’è un particolare segmento che trascini questa corsa.  Tutte le famiglie di dispositivi superano ogni giorno nuovi record.

I grandi produttori si stanno ancora leccando le ferite: le fermate causate dalla pandemia, i massicci blackout elettrici che hanno condizionato il funzionamento della produzione in Texas, o l’incendio che ha creato problemi a un colosso nipponico.  Con conseguenze sui tempi di consegna che si stanno allungando sempre più.

Per reazione i consumatori di chip sono entrati in panico inondando il mercato di ordini doppi o tripli e innescando una spirale complessa da gestire.

Intanto il ruolo dei semiconduttori come tecnologia abilitante sta diventando sempre più evidente per lo sviluppo di una qualunque economia industriale avanzata.

Proprio per questo la Cina sta puntando sull’autosufficienza pressocché totale, mentre in America Biden ha messo sul tavolo 50 miliardi di dollari, tanto per iniziare, destinati alla ricerca e produzione domestica di microelettronica integrata. Anche i colossi del settore stanno impegnando fior di miliardi per tenere il passo: TSMC e Samsung, per esempio, sono ciascuna poco sotto l’asticella dei 30 miliardi.

I CHIP SONO ALLA BASE DELLO SVILUPPO DI OGNI SOCIETÀ INDUSTRIALE AVANZATA

Un mercato che cresce così velocemente, società che investono a ritmo serrato e governi che puntano con decisione le loro carte sulla tecnologia più avanzata. Ormai i chip sono alla base della creazione di nuovi posti di lavoro, della sicurezza nazionale, del sistema educativo di una nazione, della crescita e dell’innovazione di settori industriali come l’aerospaziale, l’auto, la medicina, le comunicazioni.

ITAL CONTROL METERS, Oil&Gas: MISURATORI DI PORTATA SPECIALI

RHM misuratore di portata speciale

Nel settore oil&gas relativo sia al greggio che al gas naturale in ambito onshore ed offshore, sono molte le applicazioni che richiedono la misurazione delle portate dei fluidi e quindi misuratori di portata speciali

Ma soprattutto nel settore della perforazione la richiesta degli impianti è indispensabilmente mirata sia alla sicurezza che all’affidabilità in qualsiasi condizione e con poca manutenzione.

Nei pozzi di estrazione è comune l’esigenza di iniezione nel pozzo di fluidi di servizio, in particolare metanolo ma anche acqua e prodotti chimici con varie funzioni specifiche. Quello che c’è da considerare è che molto spesso le portate in gioco sono microscopiche, soprattutto per gli inibitori, quindi su tubazioni di piccolo diametro, da pochi millimetri fino tipicamente a poche decine di centimetri, inoltre molte di queste applicazioni di iniezione sono a pressione estremamente elevata, anche superiore ai 1.000 bar.

L’impianto quindi necessita di:

➤ capacità di misura per piccole portate, in condizione di elevatissime pressioni, utilizzando per i sensori materiali compatibili con fluidi chimicamente aggressivi e con certificazioni ATEX/IECex

➤ affidabilità, precisione e continuità di misura che devono essere garantite nel tempo

PER QUESTE APPLICAZIONI CRITICHE PROPONIAMO DUE SOLUZIONI TECNICHE DIFFERENTI

  • Misuratore di portata di massa ad effetto Coriolis –Rheonik Messtechnik. È uno strumento che non ha eguali per la capacità di misura di portate microscopiche, a partire anche da pochi grammi/min, con tubi di misura realizzati in moltissimi materiali anche speciali (inox, hastelloy, tantalio, duplex, super duplex, monel, inconel, HP160, ed altri ancora), versioni realizzate per funzionare anche oltre i 1.200 bar. Basato sulla misura delle forze di Coriolis questo strumento rileva in tempo reale la portata direttamente in massa del fluido che lo attraversa, indipendentemente dalle sue caratteristiche chimico-fisiche e da pressione e temperatura, fornendo prestazioni di accuratezza anche fino al +/-0,1% del valore misurato (versione “Gold Line”). Il sensore della serie RHM è fornibile in varie taglie, tutte certificate ATEX/IECex per zona 0, 1 e 2 e viene connesso ad un convertitore elettronico montabile sia in campo che anche a distanza, con display locale per la visualizzazione della portata istantanea e totalizzata e per l’interfaccia diagnostico con l’operatore che naturalmente può anche essere effettuato a distanza mediante collegamento seriale con un software dedicato.
  • Misuratore di portata ad ultrasuoni clamp-on – Flexim. Nei casi in cui le portate sono sempre molto piccole ma non microscopiche, come spesso capita ad esempio per l’iniezione di metanolo, quindi in tubazioni di diametro sopra i 6 mm, è possibile impiegare questa tecnica di misura che prevede l’installazione dei trasduttori completamente all’esterno della tubazione, quindi senza nessun contatto con il fluido in transito.
  • Questa soluzione, oltre a non avere limitazioni di pressione di esercizio, ha anche l’enorme vantaggio di garantire sempre la continuità di esercizio dell’impianto, anche durante il montaggio, lo smontaggio o qualsiasi operazione si voglia o debba fare sul misuratore stesso.
  • Anche questo strumento è certificato ATEX/IECex per zona 1 oppure 2 e viene fornito con un convertitore di misura, serie F721 oppure serie F80x, da campo o anche remoto provvisto di display locale e di ogni funzionalità addizionale, oltre che di datalogger a bordo ed interfaccia seriale con diversi protocolli di comunicazione a scelta.
  • Le prestazioni in termini di incertezza di misura sono tipicamente entro +/-1% del valore misurato con ripetibilità entro +/-0,15%.

FLIR: termocamere A50 e A70 per l’analisi dei dati efficiente

Le nuove termocamere A50 e A70 sono disponibili in tre configurazioni, Smart, Streaming e Ricerca & Sviluppo, per poter soddisfare le esigenze dei professionisti in una vasta gamma di settori, dalla produzione alle utility, fino alle applicazioni scientifiche

Per decidere quali strumenti integrare nel proprio processo di automazione, vengono spesso valutati alcuni particolari fattori: la facilità d’uso, il prezzo, le caratteristiche e la possibilità di impiego in molteplici applicazioni.

Le nuove termocamere A50 e A70 sono disponibili in tre configurazioni, Smart, Streaming e Ricerca & Sviluppo, per poter soddisfare le esigenze dei professionisti in una vasta gamma di settori, dalla produzione alle utility, fino alle applicazioni scientifiche.

Le nuove termocamere offrono una maggiore accuratezza di ±2 °C o ±2% della misura della temperatura rispetto alla precedente accuratezza di ±5 °C o ±5% della misura della temperatura. Queste termocamere con classe di protezione IP66 sono piccole, compatte e con risoluzioni più elevate rispetto alle versioni precedenti.

La risoluzione termica di 464 × 348 (A50) o 640 × 480 (A70) consente di utilizzare la termocamera A50 o A70 in una vasta gamma di applicazioni, tra cui programmi di manutenzione secondo condizione, per massimizzare la continuità operativa e minimizzare i costi attraverso la manutenzione programmata, o applicazioni di rilevamento precoce degli incendi, per salvaguardare la vita dei lavoratori e garantire la redditività aziendale proteggendo materiali e asset.

La maggiore accuratezza delle misurazioni di temperatura pari a ±2 °C fornisce agli operatori letture affidabili nel tempo o in presenza di fattori ambientali variabili, eliminando qualsiasi incertezza nell’analisi dei dati.

I due modelli A50 e A70 sono entrambi protetti contro polvere, olio e acqua in classe IP66, per l’uso in ambienti industriali difficili. Questa robusta protezione è particolarmente utile quando la termocamera viene utilizzata per applicazioni diverse. La termocamera, montata fissa per ispezionare una linea di produzione o usata per le prove al banco, esprime sempre al meglio le sue doti di versatilità.

A50/70 Smart

Progettate per l’uso in programmi di manutenzione secondo condizione per ridurre i tempi di ispezione, migliorare l’efficienza della produzione e aumentare l’affidabilità dei prodotti, i modelli A50 e A70 Smart introducono le funzionalità intelligenti “a bordo della termocamera”. Questo significa che la misurazione e l’analisi della temperatura possono essere eseguite direttamente sulla termocamera in modo semplice ed efficace, senza richiedere l’uso di un PC. La facilità e la rapidità di aggiunta, configurazione e impiego in sistemi HMI/SCADA di queste termocamere è un grande vantaggio competitivo per i fornitori di sistemi di automazione (con funzionalità REST API, MQTT e Modbus master).

A50/70 Image Streaming

Costruite per il controllo dei processi e della qualità, le termocamere A50/A70 Image Streaming migliorano il rendimento e la qualità della produzione, riducendo al tempo stesso i costi operativi. Grazie alla compatibilità GigE Vision e GenICam, gli operatori possono semplicemente collegare la termocamera al proprio PC e utilizzare il loro software preferito. Nella maggior parte dei casi, l’aggiunta delle termocamere A50 o A70 Image Streaming completa i sistemi di visione artificiale impiegati per la rilevazione di difetti anche delle più piccole dimensioni, integrando la verifica della distribuzione del calore.

Kit di Ricerca & Sviluppo A50/A70

Utilizzato principalmente come soluzione per la ricerca e sviluppo, questo kit fornisce un semplice strumento per l’analisi di immagini termiche per applicazioni nel mondo accademico, studi sui materiali e studi su elettronica e semiconduttori. Il kit di Ricerca & Sviluppo è composto dalla versione avanzata Image Streaming delle termocamere A50 e A70, e dal software FLIR Research Studio, utilizzato per il controllo della termocamera, la visualizzazione delle immagini dal vivo, la registrazione e la post-elaborazione a sostegno del processo decisionale.

Le termocamere A50 e A70 in versione Smart, Streaming o Ricerca & Sviluppo forniscono ai professionisti operanti in diversi settori una soluzione chiavi in mano per ispezionare e analizzare i dati in modo efficiente ed efficace, risparmiando tempo e denaro.

Le opinioni degli esperti:

“Oltre al formato piccolo e compatto che facilita il montaggio di queste termocamere all’interno di macchinari in spazi ristretti, siamo entusiasti della classificazione IP66 delle A50/A70, una caratteristica che elimina la necessità di alloggiare l’unità all’interno di una custodia quando viene impiegata in ambienti difficili. Un altro vantaggio è la possibilità di ispezionare e analizzare i dati collegandosi alla termocamera via Wi-Fi, eliminando la necessità di stendere un cavo nell’impianto di produzione tra un computer e l’attrezzatura da ispezionare”.

– Roy Ray, Vice Presidente, Emitted Energy

“Il lancio della nuova termocamera A50/A70 è una notizia entusiasmante per i clienti FLIR. Le sue nuove funzionalità software, permettono un doppio controllo: termico per il monitoraggio della temperatura e visivo per le ispezioni, il tutto con un’unica termocamera. Questa innovazione aggiunge un ulteriore livello di funzionalità ai sistemi FLIR integrati, sia nuovi che esistenti. Ora è possibile combinare la funzionalità termica, per controllare ad esempio i sigilli delle confezioni, con l’ispezione visiva della confezione stessa. Il tutto con un’unica termocamera e senza la necessità di hardware aggiuntivo, solo una semplice modifica del software”.

– John Dunlop, fondatore e direttore tecnico di Bytronic Vision Automation

“Siamo entusiasti del lancio della nuova termocamera FLIR A50/A70 e del valore aggiunto che apporterà ai nostri clienti. Grazie alle sue capacità di comunicazione estese, ViperVision può sfruttare al meglio le informazioni prodotte dalla termocamera. È sempre un vantaggio per i clienti poter disporre di una maggiore quantità di dati e metodi di accesso. Ora siamo in grado di prendere gli stessi dati critici che sono sempre stati forniti dalle termocamere FLIR e renderli ancora più disponibili e quindi più utili ai nostri clienti”. Sia che si tratti dell’integrazione con VMS e sistemi di sicurezza o di più reti di controllo dell’impianto (DCS, PLC, SCADA), ora siamo in grado di svolgere più attività contemporaneamente e in modo più efficiente”.

– Andy Beck, co-fondatore e comproprietario, Viper Imaging

FLIR A50 e A70 sono disponibili in tutto il mondo presso i distributori autorizzati FLIR, con consegna durante il Q2 2021.

Per ulteriori informazioni sulle nuove termocamere FLIR A50 e A70, visitate:

https://www.flir.com/products/a50_a70-smart-sensor/
https://www.flir.com/products/a50_a70-image-streaming/
https://www.flir.com/products/a50_a70-research-amp-development-kits/

Teledyne FLIR

Teledyne FLIR, una società di Teledyne Technologies, è leader mondiale nelle soluzioni di rilevamento intelligenti per applicazioni industriali e di difesa, con circa 4.000 dipendenti in tutto il mondo. Fondata nel 1978, l’azienda crea tecnologie avanzate per aiutare i professionisti a prendere decisioni migliori e più rapide, che possano salvare vite e preservare i mezzi di sostentamento. Per maggiori informazioni, visitate: www.teledyneflir.com o seguiteci su @flir.

POWER FORTRONIC 2021, l’evento italiano dedicato all’elettronica di potenza

elettronica di potenza

Power Fortronic, 17ma edizione, è l’evento di riferimento per le novità tecnologiche e le soluzioni del settore che si rivolge in maniera privilegiata a tecnici, progettisti e marketing di prodotto dell’elettronica di potenza

Grande novità per ZEROEMISSION 2021, l’appuntamento fieristico nazionale dedicato alla produzione elettrica, all’accumulo e alla mobilità a zero emissioni che si terrà nelle date del 23-24 giugno a Piacenza Expo: la manifestazione ospiterà POWER FORTRONIC 2021, l’unico evento italiano dedicato all’elettronica di potenza, organizzato da Tecno con il supporto di Assodel (Associazione Distretti Elettronica – Italia).

Giunto alla 17a edizione, Power Fortronic è l’evento di riferimento per le novità tecnologiche e le soluzioni del settore che si rivolge in maniera privilegiata a tecnici, progettisti e marketing di prodotto.

L’evento si svolgerà quest’anno in forma ibrida: all’appuntamento fisico a Piacenza Expo si aggiunge la possibilità di seguire anche in streaming gli incontri, i workshop tecnici, le arene multi-player organizzate dalle aziende su specifici approfondimenti e gli educational, momenti formativi per eccellenza dal taglio tecnico-applicativo.

Accanto al tradizionale focus sull’elettronica di potenza – con argomenti come tecnologie e componenti di base per l’elettronica di potenza e la componentistica di supporto e approfondimenti su componenti e sistemi elettronici, semiconduttori di potenza, dispositivi per il thermal management, alimentatori, componenti elettromeccanici e magnetici, convertitori, MOSFET, IGBT e moduli di potenza, wireless charging, circuiti integrati, software e strumentazione per un’ampia gamma di applicazioni – Power Fortronic 2021 punterà su una delle aree più strategiche per il mercato dell’elettronica: l’automotive e l’elettrificazione della mobilità. Quest’ultimo tema è in forte sinergia con uno dei saloni tematici di ZEROEMISSION 2021, EV Electric Vehicles WORLD (dedicato alla filiera industriale dei veicoli elettrici e delle infrastrutture per la mobilità elettrica).

Power Fortronic 2021 è organizzato da Consorzio Tecno, che da oltre 40 anni supporta le aziende nel rafforzare il proprio brand e nel generare contatti B2B nel mercato delle Smart Technologies, grazie allo sviluppo di strategie su misura declinate tramite eventi verticali e network digitali.

ZEROEMISSION 2021 è organizzata da A151 Srl, azienda specializzata nell’organizzazione di fiere e conferenze internazionali dedicate a diversi settori industriali.

Contatti:

Segreteria Organizzativa ZEROEMISSION 2021                    Segreteria Organizzativa POWER FORTRONIC

events@zeroemission.show – +39 02 66306866                   i.garioni@tecnoimprese.it – +39 348 7919418

TERRANOVA-INSTRUMENTS: TRASMETTITORI SERIE 27A

trasmettitori serie 27A

La migliore soluzione nelle misure di livello e pressione di gas, liquidi e vapori in molteplici applicazioni dei settori industriali

La Serie 27A si caratterizza per la grande versatilità di adattamento a tutti gli impianti in generale. Caratterizzati da uscita standard in corrente 4÷20mA o in tensione 0÷5V, i modelli della serie 27A hanno un’accuratezza totale di misura di ±0,25% nel campo di temperatura -40÷85°C e sono interamente costruiti in acciaio inox.

Alla custodia è possibile abbinare differenti tipologie di collegamenti elettrici, tra i quali: connettori DIN43650, M12 a via diritta o a squadra, connettori MIL, uscita cavo diretta, pressacavi o raccordi inox su custodia dotata di morsettiera.

Vengono forniti, sia nella versione con elettronica integrata che in quella remota, con svariate tipologie di attacchi al processo e separatori: filettati, flangiati, sanitari, tronchetti a saldare e wafer, per campi di misura tra 100mbar e 1000bar.

Tutti i modelli sono caratterizzati da ingombri contenuti e grazie alla certificazione a sicurezza intrinseca ATEX e alle approvazioni dei principali registri navali offrono la migliore soluzione nelle misure di livello e pressione di gas, liquidi e vapori in molteplici applicazioni dei settori industriali. Con questa serie è possibile una calibrazione analogica locale di zero e di campo e il velocissimo tempo di risposta (5msec) la rende particolarmente adatta a funzioni di controllo.

FIGURA 1 (Serie 27A)

La serie T72 rappresenta invece la perfetta sintesi tra tecnologia e compattezza di esecuzione. Questi trasmettitori presentano un’uscita standard in corrente 4÷20mA + protocollo di comunicazione HART® e hanno un’accuratezza di misura standard di ±0,15% nel campo di temperatura -40÷85°C. La calibrazione di zero e di campo è possibile via server HART® o a mezzo Hand-Held, e come la serie 27, possono essere forniti, sia nella versione con elettronica integrata che in quella remota, con svariate tipologie di attacchi al processo e separatori per campi di misura compresi tra 100mbar e 1000bar. Grazie alla certificazione a sicurezza intrinseca ATEX, i trasmettitori della serie T72 offrono la migliore soluzione per sistemi integrati e controllati da un server macchine da cui è possibile impostare molte variabili quali offset, smorzamento, peso specifico del fluido ed elevazione di zero.

FIGURA 2 (Serie T72)

La necessità di sviluppare un maggiore controllo e una maggiore flessibilità di utilizzo della strumentazione da campo necessaria per le Vostre applicazioni, trovano in Valcom® il partner di confronto ideale. Per maggiori informazioni www.terranova-instruments.com

COACHING FOR MANAGER 31 MAGGIO ALLE 10.30

Si terrà il 31 maggio 2021, dalle 10.30 alle 11.30, on line, l’Evento Webinar “COACHING FOR MANAGER – PROGETTO INDUSTRIA 2021”

Si tratta di un percorso di un ora dedicato alla figura professionale del Manager, sia esso deputato alle vendite, all’organizzazione, alla direzione generale, oppure AD, CEO, CDO, sia nella grande che piccola o media impresa.

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Comau presenta Mate-XT: un nuovo esoscheletro robusto e leggero

Da utilizzare in ambienti interni ed esterni. L’esoscheletro è resistente all’acqua, alla polvere, ai raggi UV e ad alte temperature

L’esoscheletro indossabile presentato da Comau è MATE-XT, una nuova versione del suo esoscheletro che soddisfa perfettamente le specifiche esigenze di chi lavora in condizioni difficili in ambiente industriale, non industriale e all’aperto.

Caratterizzato da una struttura sottile e leggera in fibra di carbonio e da un sistema di regolazione intuitivo, con un design resistente all’acqua, alla polvere, ai raggi UV e ad alte temperature, si può adattare in modo rapido a qualsiasi corporatura.

MATE-XT è anche altamente traspirante, grazie all’utilizzo di un tessuto ad alte prestazioni sviluppato per condurre attività all’aperto.

Comau, società del gruppo FCA, è leader mondiale nello sviluppo di sistemi e prodotti avanzati per l’automazione industriale.

La sua offerta include tecnologie e sistemi per la produzione di veicoli elettrici, ibridi e tradizionali, robot industriali, soluzioni di robotica indossabile e collaborativa, strumenti per la logistica a guida autonoma, centri di lavorazione meccanica dedicati, servizi digitali interconnessi e sistemi in grado di trasmettere, elaborare e analizzare dati macchina e di processo.

Con oltre 45 anni di esperienza sul campo e una forte presenza nei maggiori Paesi industrializzati, Comau aiuta le aziende costruttrici, di tutte le dimensioni e di qualunque settore, a migliorare qualità e produttività, riducendo time-to-market e costi complessivi. La sua offerta si estende al project management e alla consulenza, nonché ai servizi di manutenzione e training, per una vasta gamma di segmenti industriali.

Comau ha il suo centro direzionale a Torino e opera attraverso una rete internazionale di 7 centri di innovazione, 5 digital hub, 8 stabilimenti di produzione, in cui lavorano oltre 9.000 persone, presenti in 14 Paesi.

Una rete globale di distributori e partner consente di rispondere velocemente alle esigenze dei clienti, ovunque si trovino nel mondo.

Attraverso le attività di formazione curate dalla sua Academy, Comau si impegna inoltre a sviluppare le conoscenze tecniche e manageriali necessarie alle aziende per affrontare le sfide e le opportunità dell’Industria 4.0.

Perfetto per applicazioni di carpenteria, edilizia, agricoltura, assemblaggio, logistica e diversi altri settori industriali, MATE-XT replica i movimenti fisiologici dell’operatore, fornendo un supporto ottimale alla parte superiore del corpo senza bisogno di batterie, motori o altri dispositivi soggetti a guasti.

Offre 8 diversi livelli di sostegno che l’operatore può impostare o modificare rapidamente senza interrompere la propria attività. MATE-XT è l’unico esoscheletro disponibile in commercio con certificazione EAWS (Ergonomic Assessment Work-Sheet), che attesta la capacità di ridurre i carichi biomeccanici durante l’esecuzione di attività impegnative.

Inoltre, migliora la qualità del lavoro e il benessere del lavoratore in modo costante, efficiente ed altamente ergonomico. Ciò consente alle aziende di calcolare il ritorno dell’investimento (ROI) partendo da prestazioni ergonomiche misurabili. In base a studi effettuati presso i clienti utilizzando il metodo di calcolo EAWS, secondo valutazioni Comau, l’esoscheletro indossabile MATE-XT può contribuire ad aumentare del 27% la precisione di lavoro durante attività con le braccia sollevate, del 10% la velocità di esecuzione. Consente di ridurre i tempi ciclo di almeno il 5%.

Da un punto di vista operativo, MATE-XT favorisce precisione, qualità e prestazioni più elevate.

Riduce l’attività muscolare della spalla del 30% e lo sforzo percepito, come riferito da oltre il 50% dei lavoratori che ha osservato miglioramenti positivi nella qualità del lavoro.

 “MATE-XT è il risultato del nostro costante impegno per migliorare la produttività e il benessere di chi lavora in ambiente industriale, non industriale e all’aperto, un pilastro fondamentale del nostro approccio HUMANufacturing”, spiega Pietro Ottavis, Chief Technology Officer di Comau.

“Riteniamo che il mercato globale degli esoscheletri registrerà nei prossimi 5 anni un CAGR fino al 40% e il settore industriale rappresenterà quasi la metà di questo volume. Abbiamo ridotto il peso e l’ingombro di MATE-XT, aumentandone le prestazioni per soddisfare al meglio le esigenze di un mercato degli esoscheletri in continua espansione. Inoltre, siamo orgogliosi di aver sviluppato questo nuovo prodotto in stretta collaborazione con i nostri partner, IUVO e Össur, e con i numerosi operatori che lo utilizzano per svolgere i propri compiti con minor fatica”.

Rockwell Automation e Comau uniti per l’integrazione della robotica per le aziende manifatturiere

robotica

La collaborazione offre alle aziende del settore industriale una modalità semplificata, più smart ed efficiente per progettare, installare e gestire le applicazioni con la robotica

Rockwell Automation, la più grande azienda al mondo impegnata nel campo dell’automazione industriale e della trasformazione digitale, e Comau, leader globale nel settore dell’automazione industriale e della robotica, hanno annunciato oggi di aver unito le forze per fornire alle aziende di tutto il mondo nuovi, essenziali strumenti per massimizzare l’efficienza produttiva, grazie a soluzioni unificate di controllo robotico.

“Le aziende del settore industriale sono alla ricerca di modalità più efficaci per integrare i robot nelle proprie applicazioni, in ottica di ottimizzazione e snellimento dei processi,” ha rilevato Blake Moret, Presidente e CEO di Rockwell Automation. “La collaborazione tra Rockwell Automation e Comau semplificherà la programmazione e la gestione del ciclo di vita delle applicazioni, accelerando il Time to Value per i nostri clienti.”

Moret ha inoltre dichiarato che questa ulteriore espansione nell’ambito delle applicazioni robotiche fa parte di una strategia di più ampio respiro di Rockwell, che mira ad aiutare le imprese del settore industriale a risparmiare tempo e a migliorare le prestazioni con un sistema di controllo dei robot unico, garantendo un valore prolungato nel tempo per il loro business.

Questo modello di collaborazione in attività di sviluppo e vendita offre ai clienti di entrambe le aziende una piattaforma unica per il controllo dei robot.

“L’esperienza di Comau nell’automazione industriale e nella robotica, così come la sua reputazione per alte prestazioni, affidabilità e qualità, si unisce alle competenze globali e all’esperienza di Rockwell Automation negli ambiti del material handling, food & beverage, household, personal care, life science, per offrire ai clienti un ulteriore valore aggiunto attraverso una soluzione robotica integrata,” ha affermato Paolo Carmassi, CEO di Comau. “Comau è entusiasta di lavorare con un partner così importante, che ha una posizione di leadership di mercato in tutti i settori industriali”.

Gli ingegneri possono ora configurare completamente una macchina all’interno di un unico ambiente di programmazione, comprensivo dei bracci robotici Comau, controllati direttamente dai dispositivi Logix di Rockwell Automation.

Studio 5000®, il software di progettazione del sistema di automazione di Rockwell Automation, facilita le operazioni spesso lunghe e complesse necessarie per coordinare il sistema di controllo del robot e quello della macchina – che tradizionalmente sono separati e prevedono l’impiego di due diversi strumenti software.

Dai costruttori di macchine agli integratori di sistemi, sono molte le aziende che possono aumentare la propria efficienza nello sviluppo e nell’implementazione delle proprie soluzioni grazie all’utilizzo di strumenti di progettazione digitale come il software Emulate 3D Digital Twin di Rockwell che, oltre ad essere in grado di creare modelli digitali di linee di produzione e di auto-generare codici di controllo macchina, è dotato di funzionalità integrate compatibili con i robot Comau.

La sinergia tra le soluzioni di Rockwell e Comau offre anche vantaggi che vanno al di là di una migliore integrazione. Ad esempio, gli utenti finali possono usare strumenti di analisi e di digital twin per ottenere informazioni più approfondite sulle prestazioni delle macchine e sulla potenziale ottimizzazione della produzione.

Sono inoltre disponibili soluzioni di sicurezza volte a ridurre i rischi aziendali.

Anche gli operatori del reparto di produzione che adoperano la suite del software FactoryTalk® di Rockwell possono visualizzare i sistemi di controllo del robot e della linea attraverso una sola interfaccia. I tecnici – sia in presenza che da remoto – devono soltanto  imparare a gestire un’unica piattaforma per monitorare entrambi i sistemi. Possono inoltre sfruttare gli strumenti di realtà aumentata (AR) di Rockwell per migliorare il ciclo di vita delle applicazioni e le operazioni di manutenzione.

Automazioni Industriali Capitanio (AIC), importante integratore che progetta, produce e configura sistemi di automazione per l’industria dei metalli, è stata una delle prime aziende ad adottare la soluzione congiunta Rockwell-Comau. Marco Capitanio, Managing Director di AIC, ha affermato che, grazie a questa collaborazione, l’azienda è in grado di offrire ai propri clienti una soluzione robotica semplificata, un vantaggio di rilievo per i costruttori di macchinari industriali.

Apprezziamo l’ambiente di programmazione semplice e flessibile, l’accesso completo alla supervisione dei robot e ai parametri diagnostici, oltre alla possibilità di sfruttare pannelli HMI per le automazioni già esistenti e dispositivi di controllo standard,” ha sottolineato Capitanio.

I prodotti e le tecnologie Rockwell fondamentali per l’integrazione dei robot includono:

La gamma completa di robot Comau risponde alle esigenze di un’ampia varietà di settori, dall’automotive alla logistica, dal food & beverage al packaging – solo per citarne alcuni – e comprende oltre 40 tipi diversi di bracci robotici industriali, con una capacità di carico che va da 3 a 650 kg.

Comau

Comau, società parte di Stellantis, è leader mondiale nello sviluppo di sistemi e prodotti avanzati per l’automazione industriale. Con oltre 45 anni di esperienza sul campo e una forte presenza nei maggiori Paesi industrializzati, Comau aiuta le aziende costruttrici, di tutte le dimensioni e di qualunque settore, a migliorare qualità e produttività, riducendo time-to-market e costi complessivi Comau ha il suo centro direzionale a Torino e opera attraverso una rete internazionale di 7 centri di innovazione, 5 digital hub, 8 stabilimenti di produzione, in cui lavorano oltre 9.000 persone, presenti in 14 Paesi. Per ulteriori informazioni, visitate www.comau.com

Rockwell Automation

Rockwell Automation, Inc. (NYSE: ROK), è leader globale nell’automazione industriale e nella trasformazione digitale. Mettiamo in connessione l’immaginazione delle persone e le potenzialità della tecnologia, per espandere le possibilità dell’uomo e rendere il mondo più produttivo e sostenibile. Con sede centrale a Milwaukee, Wisconsin, Rockwell Automation ha circa 23.500 dipendenti a disposizione di clienti presenti in oltre 100 Paesi. Per maggiori informazioni su come stiamo dando vita ad una Connected Enterprise nelle aziende industriali, visitate www.rockwellautomation.com.