Pompe più intelligenti, impianti più affidabili

pompe intelligenti kriwan

Pompe più intelligenti, impianti più affidabili: come la diagnostica avanzata sta trasformando il settore acqua. Il futuro del water management passa da elettronica, sensori e protezioni intelligenti

(a cura della Redazione)

Per anni il settore delle pompe acqua ha puntato quasi solo su materiali, idraulica e meccanica. Oggi non basta più. Le aziende più innovative del comparto stanno spostando il valore aggiunto dentro la testa della pompa, non solo dentro la girante:

sensori intelligenti integrati nell’avvolgimento

moduli elettronici di protezione motore

sistemi di autodiagnosi

interfacce di comunicazione verso PLC/SCADA

algoritmi predittivi anti-guasto

È qui che si gioca la prossima grande partita: rendere le pompe capaci di capire da sole quando stanno per guastarsi, prima che succeda.

Perché oggi gli impianti acqua vogliono (e devono) pompe più intelligenti

Le reti idriche, gli impianti industriali e le stazioni di sollevamento vivono sotto stress continuo:

sabbia, fanghi, rifiuti solidi

avviamenti frequenti

sbalzi di tensione

funzionamento a secco

ostruzioni parziali

vibrazioni

climi aggressivi

immersione prolungata

In queste condizioni, una protezione termica classica “a scatto” non basta.

Le utilities chiedono:

monitoraggio continuo 24/7

diagnostica integrata

capacità di prevenire blocchi e guasti

efficienza energetica stabile nel tempo

report degli eventi

integrazione con sistemi digitali

Una pompa senza elettronica avanzata oggi è un rischio operativo, mentre una pompa con sensori e protezioni intelligenti diventa una risorsa preziosa e strategica, affidabile e controllabile.

I produttori di pompe chiedono soluzioni che offrano:

✔ Affidabilità superiore

Protezione termica degli avvolgimenti, riconoscimento dei sovraccarichi idraulici, controllo di corrente, diagnostica degli errori.

✔ Riduzione delle garanzie e delle chiamate di assistenza

Ogni protezione “smart” installata = un potenziale guasto evitato.

✔ Differenziazione sul mercato

Una pompa con elettronica intelligente viene percepita come premium, sicura e moderna.

✔ Integrazione immediata nei quadri elettrici

Uscite digitali, logiche configurabili, compatibilità con PLC.

✔ Dati reali di funzionamento

Indispensabili per manutenzione predittiva e sistemi di controllo avanzati.

In Italia, l’adozione di pompe più intelligenti è un fattore chiave per la realizzazione di impianti più affidabili, in linea con i principi dell’Industria 4.0 e dell’efficienza energetica. Queste pompe di nuova generazione integrano meccanica, elettronica e tecnologia digitale per ottimizzare le prestazioni e ridurre i consumi. Le loro caratteristiche principali includono: RCI – Riscaldamento Climatizzazione Idronica

  • Intelligenza Artificiale (AI) e Machine Learning: l’uso di AI e machine learning consente di monitorare lo stato delle pompe in tempo reale e di prevedere guasti prima che si verifichino, migliorando significativamente l’affidabilità dell’intero impianto attraverso la manutenzione predittiva.
  • Sensori Integrati: le pompe intelligenti sono dotate di sensori (ad esempio, per vibrazioni, accelerazione e corrente) che raccolgono dati fondamentali sul funzionamento. Questi dati sono essenziali per il monitoraggio continuo e l’analisi delle prestazioni.
  • Connettività (IIoT): la capacità di connettersi a sistemi cloud e dashboard configurabili permette la gestione e il controllo da remoto degli impianti, facilitando l’automazione industriale e la supervisione centralizzata.
  • Efficienza Energetica: grazie a un funzionamento ottimizzato e alla capacità di adattarsi dinamicamente alle reali esigenze dell’impianto, queste pompe garantiscono un notevole risparmio energetico e costi operativi ridotti.
  • Protezione Integrata: funzionalità come la protezione contro il funzionamento a secco contribuiscono a prevenire danni e ad aumentare la longevità del prodotto e dell’impianto. 

Vantaggi per gli Impianti Italiani

L’implementazione di queste tecnologie negli impianti, sia in ambito residenziale (HVAC) che industriale, porta a:

  • Riduzione dei Tempi di Inattività: la manutenzione predittiva minimizza i fermi macchina non pianificati, a vantaggio della produttività.
  • Longevità e Durabilità: un monitoraggio costante e una gestione ottimizzata assicurano una maggiore durata delle pompe e degli altri componenti dell’impianto.
  • Sostenibilità: il minor consumo energetico risponde alle normative europee e agli obiettivi di sostenibilità ambientale.

Case Study: come una stazione di sollevamento ha azzerato i blocchi imprevisti grazie alla diagnostica elettronica

Il contesto

Una stazione di sollevamento per acque reflue gestiva tre pompe sommerse da 45 kW, soggette a:

blocchi della girante

lavorazioni a secco

surriscaldamenti improvvisi

guasti elettrici non diagnosticati

Ogni fermo impianto comportava costi elevati e disservizi nella rete fognaria.

L’intervento

Il sistema viene aggiornato con:

sensori termici negli avvolgimenti

moduli di protezione intelligenti con memoria errori

monitoraggio della corrente in tempo reale

segnalazioni digitali verso PLC

logica anti-avviamenti ripetuti

rilevazione di funzionamento a secco

Nei primi 20 giorni sono emersi: ostruzioni progressive dovute a sabbie molto fini, micro-blocchi della girante, squilibri di fase nelle ore notturne, surriscaldamenti intermittenti del motore, assorbimenti inspiegabilmente alti a portata ridotta

Tutte informazioni impossibili da ottenere con protezioni tradizionali.

Risultati dopo 6 mesi

–70% guasti imprevisti

–45% interventi manuali

–20% consumo energetico

ciclo di vita del motore esteso del 30%

nessun fermo impianto critico in tutto il periodo

La differenza?

La pompa non era solo più resistente: era più intelligente.

Perché questo è esattamente il momento giusto per parlare di tecnologie smart nel settore acqua

Le normative europee, i piani di efficientamento energetico, l’automazione delle reti idriche e il rinnovamento delle infrastrutture rendono le tecnologie digitali non un extra, ma una necessità.

I costruttori e le utilities stanno cercando:

soluzioni plug-and-play

diagnostica chiara

riduzione dei costi operativi

possibilità di controllo remoto

(foto courtesy by Kriwan)

SPS 2025: il futuro dell’automazione a Norimberga

SPS 2025: il futuro dell’automazione, dal 25 al 27 novembre 2025 va in scena il settore internazionale dell’automazione che si riunirà nuovamente alla SPS – Smart Production Solutions di Norimberga

Oltre 1.150 espositori nazionali e internazionali e un vasto programma di contorno fanno della la fiera il punto d’incontro centrale per responsabili delle decisioni, sviluppatori e visionari.

Un tema centrale della SPS 2025 sarà l’IA industriale, ovvero l’uso intelligente dell’intelligenza artificiale nella produzione industriale. Che si tratti di manutenzione predittiva, controllo della qualità, monitoraggio della produzione adattativo o assistenza nella progettazione: l’IA è da tempo una realtà e sta cambiando radicalmente l’automazione.

Cosa vi aspetta

  • 15 padiglioni fieristici ricchi di soluzioni per l’automazione intelligente e digitale
  • visite guidate, makeathon e formati per promuovere giovani talenti
  • dimostrazioni dal vivo, presentazioni di prodotti e networking

Programma conferenze

Su quattro palchi – compreso il Technology Stage powered by VDMA/ZVEI nel padiglione 3 con traduzione simultanea in inglese – gli esperti discuteranno le tendenze attuali, le sfide e i casi d’uso specifici.

Nelle zone Meet the Speaker i visitatori avranno la possibilità di colloquiare direttamente con i relatori.

Il programma di conferenze di SPS 2025 offre:

  • discorsi programmatici e tavole rotonde sui temi più importanti del settore
  • presentazioni di prodotti direttamente dai produttori
  • concentrazione su AI industriale, comunicazione industriale, sale dati, salute & sicurezza

Attesi numerosi espositori e visitatori italiani
Da molti anni l’Italia è uno dei principali Paesi esteri che espongono a SPS. Nel novembre 2024 hanno partecipato in tutto 69 aziende italiane. Inoltre ben 1.502 visitatori italiani si sono recati a Norimberga per conoscere le ultime tendenze e innovazioni nel campo dell’automazione e per trovare soluzioni concrete alle sfide commerciali. Rispetto all’anno precedente il numero di visitatori provenienti dall’Italia è aumentato del 12%, a dimostrazione del grande interesse del mercato italiano per la fiera.

Espositori & Prodotti

Utilizzate lo strumento di ricerca degli espositori per conoscere in anticipo le aziende e il loro portafoglio prodotti. Questo vi permette di pianificare i vostri colloqui in modo efficiente e di ottenere il massimo dalla vostra visita in fiera.

Le categorie merceologiche presenti sono:

Control Technology

IPCs

Electric drive systems and components

Human machine interfaces devices

Industrial Comunication

Industrial Software and digital production

Interface Technology

Low voltage-switching devices

Training and consulting

Functional groups

REFRIGERA 2025: sostenibilità, la refrigerazione al centro

REFRIGERA 2025: sostenibilità, la refrigerazione al centro. Il convegno inaugurale di Refrigera 2025, la fiera internazionale della refrigerazione industriale, commerciale, logisitica, della surgelazione e della criogenia, organizzata da A151 srl, in programma a BolognaFiere dal 5 al 7 novembre, si preannuncia con nomi di grande richiamo

L’evento dal titolo “Sostenibilità: la refrigerazione al centro”, organizzata dalla testata ZeroSottoZero di Tecniche Nuove, in collaborazione con Refrigera e Assofrigoristi (Associazione italiana frigoristi), vedrà la partecipazione di:  Marco Nocivelli (vicepresidente di Confindustria con delega alle politiche industriali e al Made in Italy e amministratore delegato di Epta);  Mario Tozzi, primo ricercatore CNR e divulgatore scientifico sui temi ambientali; Maurizio Martina, vicedirettore di FAO Italia ed ex ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali.   
Il convegno, moderato da Marco Oldrati, direttore operativo di Assofrigoristi, inzierà alle ore 11 nella sala Lord Kelvin del padiglione 30. Affronterà temi quali la filiera del freddo, la sostenibilità energetica e ambientale e la sfida del cambiamento climatico.   
Le sessioni congressuali di Refrigera 2025, con la partecipazione dei più qualificati esperti del settore, saranno circa 50. In queste occasioni si parlerà, tra l’altro, di catena del freddo nella GDO, refrigeranti alternativi, criogenia e sviluppi applicativi, ultrafreddo, materiali isolanti, filiere della CO2 e del propano, tecnologie per il freddo di processo nell’industria, nella farmaceutica e nella chimica-plastica.   
Refrigera 2025 sarà il palcoscenico d’eccezione anche dei PR Planet Refrigeration Awards, la prima edizione dei premi dedicati alle eccellenze del mondo della refrigerazione commerciale e industriale. Promuovono innovazione, sostenibilità, design, efficienza e professionalità lungo tutta la filiera.
La giuria multidisciplinare è composta da responsabili allestimenti di GD, DO e Normal Trade, ma anche da professionisti e giornalisti della refrigerazione commerciale e industriale. La cerimonia di premiazione giovedì 6 novembre 2025, alle ore 12.45, nella sala Lord Kelvin del padiglione 30.   
A tre settimane dall’inizio la manifestazione, unica nel suo genere in Italia e leader del settore nel Sud Europa, ha raggiunto una superficie espositiva di oltre 10.000 metri quadri lordi, già superiore al dato di chiusura dell’ultima edizione (+12%).
Gli espositori sono più di 300 provenienti da 25 paesi tra i quali Belgio, Cina, Francia, Germania, Olanda, Polonia, Repubblica Ceca, Regno Unito, Spagna, Svizzera, Thailandia e Turchia.   

KEBA: la visione su automazione e industria

KEBA: la visione su automazione e industria. Nel campo industriale e dell’automazione gli ultimi anni vedono l’ingresso delle tecnologie di ultima generazione – prima fra tutti l’IA – che, nonostante il grandissimo potenziale, vedono il loro sviluppo applicativo frenato

Nel campo industriale e dell’automazione gli ultimi anni vedono l’ingresso delle tecnologie di ultima generazione – prima fra tutti l’IA – che, nonostante il grandissimo potenziale, vedono il loro sviluppo applicativo frenato.

Date le premesse è più che logico chiedersi quali siano i fattori reali che tendono a rallentare il normale percorso verso l’industria più snella.

Aldo Bucci – General Manager di Keba ha offerto la visione dell’azienda in merito all’attuale scenario, andando ad analizzare non solo gli aspetti tecnici e pratici commerciali ma anche il sentiment del mercato.

  1. Parliamo di panorama industriale italiano: rispetto ai propositi e progetti di inizio anno, come Keba valuta l’andamento tecnologico e applicativo nelle aziende italiane? Quali sono gli aspetti che a tutt’oggi rappresentano ancora un punto debole?

Innanzitutto va fatta una considerazione importante: sicuramente il persistente alto costo del denaro e l’instabilità geopolitica stanno influenzando negativamente il settore e ciò ha ridisegnato una situazione differente rispetto alle previsioni di inizio anno. Di conseguenza, l’atmosfera di incertezza e in maggior misura la difficoltà nella pianificazione degli investimenti a lungo termine, si stanno rivelando il maggior freno ad una crescita solida e persistente.

Sebbene quanto descritto rappresenti un ostacolo, le aziende del settore manifatturiero proseguono il processo di adozione delle recenti tecnologie avanzate. Questo passo è di fondamentale importanza poiché consente di migliorare la propria produttività e competitività.

Sicuramente l’Intelligenza Artificiale (IA) è il trend tecnologico del momento. Per esempio uno degli utilizzi più comuni maggiormente applicati è l’ottimizzazione della supply chain e il miglioramento della gestione delle scorte, secondo un approccio basato sui dati. Anche nell’automazione della produzione l’IA consente di aumentare la qualità e la tracciabilità dei prodotti, riducendo gli errori e gli scarti. In particolare nell’automazione della logistica, dove la velocità di flusso delle merci è diventata un fattore indispensabile, attraverso l’utilizzo dell’IA possono essere identificati ed eliminati i colli di bottiglia presenti.

Altro aspetto estremamente rilevante, e anche uno dei più deludenti, riguarda l’andamento degli incentivi del Piano Transizione 5.0. Se possiamo affermare che il Piano Transizione 4.0 ha contribuito a creare le basi della trasformazione digitale dell’industria italiana, non possiamo dire altrettanto riguardo al Piano Transizione 5.0, il quale ha introdotto una maggiore complessità procedurale e requisiti molto più rigorosi per accedere agli incentivi. Purtroppo non possiamo fare altro che constatare come questa situazione non abbia iniziato a portare i risultati attesi.

  • Quanto è aumentata la domanda di automazione (anche spinta dalle tecnologie di ultima generazione) e qual è il grado di esperienza – parliamo di competenze vere e proprie – che le aziende sono riuscite ad acquisire? Quant’è la fiducia nelle nuove tecnologie e c’è qualche remora?

La domanda di automazione e di nuove tecnologie ha visto una crescita significativa soprattutto nel 2022 e 2023, mostrando invece segni di rallentamento nell’anno corrente.

Va anche preso in considerazione che, quando parliamo di intelligenza artificiale (IA), Internet of Things (IoT), cloud computing, c’è ancora un gap significativo per quanto riguarda le competenze digitali. Infatti sono molte le aziende – in particolar modo quelle medio-piccole – che non dispongono di figure interne specializzate e che pertanto si affidano a consulenti esterni per la transizione all’Industria 4.0 e 5.0. Senza dubbio, la fiducia nelle nuove tecnologie da parte delle aziende è sicuramente in crescita, tuttavia esistono ancora alcune remore. In questo particolare momento molte aziende sono prudenti nell’adottare tecnologie avanzate a causa della complessità e, come detto, della mancanza di personale qualificato. Inoltre, in aggiunta allo skill gap, ci troviamo di fronte all’incertezza economica e geopolitica. L’adozione delle nuove tecnologie è un percorso complesso che richiede tempo e disponibilità economiche, pertanto la situazione attuale contribuisce a creare una certa esitazione verso gli investimenti rivolti a progetti a lungo termine. 

  • Secondo Keba a che punto siamo in Italia con la formazione? Quali sono in particolare le skill mancanti? Quanto incide la mancanza di personale qualificato e in che misura si cerca di mitigare i possibili effetti ricorrendo all’automazione?

È oramai noto come la maggioranza delle PMI segnali difficoltà nel reperire personale adeguato alle proprie necessità. La mancanza di figure qualificate ha un impatto significativo sui risultati delle singole aziende e di conseguenza ciò si ripercuote sull’economia italiana. Ho letto recentemente che si stima addirittura un impatto del 2,5% sul PIL italiano.

Il mismatch delle skill riguarda principalmente il personale con competenze digitali avanzate, come ad esempio lo sviluppo software, l’analisi dei dati e la cybersecurity. Va detto che le difficoltà ci sono anche nella ricerca di personale destinato alla produzione che possieda specifiche competenze tecniche. Inoltre questo problema è aggravato dall’invecchiamento della popolazione italiana. Invertire questa tendenza è possibile attraverso un percorso di formazione, tuttavia il comparto industriale ha bisogno di una soluzione di più immediata applicazione. Di conseguenza, per mitigare queste criticità, le aziende più lungimiranti stanno investendo nell’automazione. L’adozione di tecnologie come l’intelligenza artificiale, i big data e la robotica sta crescendo, con il mercato dell’automazione industriale che ha raggiunto un valore record nel 2023, con potenzialità di crescita ulteriore negli anni a venire. Fermo restando che la presenza umana nelle aziende sarà sempre un valore aggiunto, bisogna constatare che l’automazione non solo aiuta a compensare l’attuale carenza di personale, ma migliora anche l’efficienza e la produttività delle aziende.

  • Quali novità, sviluppi e nuovi prodotti, ma anche nuovi concetti di automazione state proponendo? Novità in arrivo per il 2025?

Il principale obbiettivo di KEBA è quello di continuare a sviluppare e promuovere la propria piattaforma di automazione Kemro X, le cui caratteristiche sono perfettamente riassunte nel motto “open, modular, easy-to-use”. Questo sistema completo e flessibile combina applicazioni, pacchetti tecnologici e componenti software e hardware dell’ampio portafoglio di prodotti e servizi KEBA. Il cuore della piattaforma Kemro X è un sistema operativo Linux basato su Debian. Linux è open-source ed è facile da eseguire, analizzare, condividere e modificare. Kemro X garantisce flessibilità e scalabilità: i clienti che iniziano ad utilizzare questa piattaforma possono decidere liberamente se integrare il proprio know-how o adottare i collaudati moduli software che KEBA ha sviluppato in decenni di esperienze applicative. Grazie a interfacce standardizzate come EtherCAT, Ethernet IP e Profinet, Kemro X consente una facile integrazione di prodotti terzi. Questo ci permette di rispondere alle esigenze dei singoli clienti, ma anche di offrire soluzioni complete in grado di soddisfare le necessità di molteplici settori industriali.

Micro imprese e start-up innovative: domande al via

Voucher 3I, l’incentivo per sostenere l’innovazione di micro imprese e start-up innovative: domande dal 10 dicembre

A partire dalle ore 12.00 del 10 dicembre 2024 le microimprese e le start-up innovative possono presentare domanda per accedere al Voucher 3I, agevolazione che sostiene l’innovazione incentivando l’acquisto di servizi professionali per la brevettazione delle invenzioni industriali, offerti esclusivamente da avvocati e consulenti in proprietà industriale.

Dalle ore 12.00 del 10 dicembre 2024 le micro imprese e le start-up innovative interessate potranno inviare domanda per accedere al Voucher 3I, agevolazione che sostiene l’innovazione incentivando l’acquisto di servizi professionali, resi esclusivamente da avvocati e consulenti in proprietà industriale, per la brevettazione delle invenzioni industriali.

Dopo la riconferma, ad inizio settembre 2024, del rifinanziamento della misura, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy ha adottato il decreto che fissa i termini e le modalità di apertura per la presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni.

Sul piatto ci sono 9 milioni di euro, di cui 8 milioni di euro per l’anno 2023 e di 1 milione di euro per l’anno 2024, al lordo dei compensi spettanti al Soggetto gestore (Invitalia), fissati nel limite dell’1,5% delle medesime risorse.

VALVITALIA NEL DUBAI HUB FOR MADE IN ITALY

Valvitalia management

VALVITALIA ENTRA A FAR PARTE DEL DUBAI HUB FOR MADE IN ITALY. NEL 2024, OLTRE 60 MILIONI DI EURO DI RACCOLTA ORDINI IN MEDIO ORIENTE

L’annuncio in occasione di ADIPEC, tra i principali eventi al mondo per il settore dell’energia in svolgimento ad Abu Dhabi, dove il Gruppo è presente con uno stand.

Il Presidente Ruggeri: “Onorati di far parte di un network che valorizza le eccellenze italiane e promuove lo scambio di professionalità e innovazione tra Italia e UAE”

L’AD Forzi: “L’ingresso ci permetterà di consolidare il supporto ai clienti locali e di presidiare ulteriormente un distretto chiave per il comparto energetico”

Valvitalia inaugura un polo strategico nel cuore di Dubai per rafforzare la propria presenza nei mercati del Medio Oriente e del Nord Africa.

La multinazionale italiana specializzata nella progettazione, produzione e distribuzione di valvole, attuatori, raccordi e sistemi gas per l’industria energetica, oltre che di soluzioni antincendio per i settori navale, ferroviario e infrastrutturale, si è unita al Dubai Hub for Made in Italy di Italiacamp, il centro per l’internazionalizzazione delle aziende italiane nei Paesi del Golfo. 

I mercati dell’area MENA, di cui gli Emirati Arabi Uniti costituiscono un importante baricentro, ricoprono un ruolo di primo piano nella presenza internazionale di Valvitalia. Nel 2024, il business diretto e indiretto generato dal Gruppo in questa macroregione è pari a circa il 30% della raccolta ordini complessiva, e ad oggi supera i 60 milioni di euro di valore. 

Salvatore Ruggeri, Presidente di Valvitalia, ha commentato: «L’ingresso di Valvitalia nel Dubai Hub for Made in Italy costituisce una tappa importante nel nostro percorso di sviluppo. Siamo onorati di entrare a far parte di un network che valorizza le eccellenze italiane nei Paesi del Golfo e promuove lo scambio di professionalità e innovazione tra l’Italia e gli Emirati. Un contesto dinamico e capace di attrarre grandi investimenti come la Penisola Arabica rappresenta per noi un’opportunità per esprimere la fase di forte ripartenza del Gruppo».

Andrea Forzi, Amministratore Delegato di Valvitalia, ha commentato: «Il Medio Oriente ospita da sempre molti dei nostri partner più strategici e le performance dell’anno in corso offrono evidenze positive per il continuo sviluppo in quest’area. Essere direttamente presenti nella Penisola Arabica ci permetterà di consolidare il nostro supporto ai clienti locali e di presidiare ulteriormente un distretto chiave per il comparto energetico, raccogliendo le sfide offerte dal mercato».

Alla guida del nuovo Dubai Branch è stato nominato Luca Ruggeri, Chief Commercial Officer di Valvitalia. Il Gruppo ha annunciato l’ingresso nel polo emiratino in occasione di ADIPEC, evento tra i più attesi e influenti al mondo per il settore dell’energia, dove Valvitalia è presente con uno stand. La rassegna, in svolgimento ad Abu Dhabi fino a giovedì 7 novembre, ha richiamato nel Golfo oltre 180mila visitatori e 2.200 aziende da tutto il mondo, riunendo i principali decision maker e operatori dell’industria per affrontare le esigenze energetiche di oggi e discutere il panorama di domani. 

Il Dubai Hub for Made in Italy è il ponte tra le aziende italiane che si espandono in Medio Oriente, Nord Africa e Sud-Est asiatico e le principali aziende e imprenditori locali. Uno spazio di circa 2.000 metri quadrati all’interno della Convention Tower nella Free Zone del Dubai World Trade Centre, con uffici, sale riunioni, sale eventi e spazi di coworking. Le imprese che fanno parte dello spazio hanno accesso a servizi di consulenza integrata ed eventi con un network privilegiato di decision maker e leader di mercato dell’area. Una formula di consulenza aziendale arricchita da servizi per la progettazione di percorsi di ricerca e formazione professionale e universitaria per il trasferimento di know-how utile allo sviluppo del Made in Italy nella regione. 

L’hub è gestito da Italiacamp EMEA FZCO, società costituita da Italiacamp srl nel 2022, organizzazione nata con l’obiettivo di creare valore sociale ed economico per il Paese e che oggi promuove l’internazionalizzazione delle imprese italiane e del loro know-how in mercati dove il Made in Italy ha ancora grandi opportunità da cogliere. 

L’Italia è tra i principali partner commerciali degli Emirati Arabi Uniti tra i Paesi dell’Unione Europea e l’interscambio tra Roma e Abu Dhabi è in continua crescita. Nel 2023, il valore dell’export italiano in UAE è ammontato a 6,7 miliardi di euro[1], incrementando del 10,9% il dato registrato nel 2022 e di oltre il 35% le performance fatte segnare nel 2021. Inoltre, il Paese del Golfo è oggi per l’Italia il primo fornitore e il primo mercato di sbocco del Medio Oriente e del Nord Africa. 

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Valvitalia è un Gruppo multinazionale italiano specializzato nella progettazione, produzione e distribuzione di valvole, attuatori, raccordi e sistemi gas per l’industria energetica, e di soluzioni antincendio per i settori navale, ferroviario e infrastrutturale. Valvitalia è stata fondata nel 2002 dal Cav. Lav. Salvatore Ruggeri, attuale presidente, ha il suo headquarter e stabilimento principale a Rivanazzano (Pavia) e rientra tra i grandi player internazionali nel mercato delle valvole. Grazie a una strategia di acquisizioni mirate, Il Gruppo ha ampliato la propria offerta di prodotti e ha consolidato la sua presenza a livello internazionale. Oggi Valvitalia opera in 8 stabilimenti, di cui 5 in Italia e 3 all’estero (Cina, UK e Canada), mentre i suoi prodotti sono distribuiti in 115 Paesi attraverso una rete diretta e indiretta di agenti. Il Gruppo conta circa 800 dipendenti, di cui 650 presso gli stabilimenti italiani. Oltre ad una struttura specializzata dedicata alla ricerca e sviluppo, Valvitalia presenta cinque diverse business unit: Fire fighting (con i marchi Eusebi e Silvani), Flow control Italy, Flow control China, Tecnoforge e Broady UK. Dal marzo del 2023, CDP Equity rappresenta l’azionista di maggioranza al 75%, mentre la Famiglia Ruggeri partecipa al 25% del Gruppo attraverso la holding Finvalv. Nel 2023, il Gruppo ha registrato ricavi pari a 181 milioni di euro, in crescita del 36% rispetto al 2022, mentre l’utile è in deciso progresso, a quota 69 milioni. Lo sviluppo dimensionale di Valvitalia è proseguito anche nel 2024: nei primi nove mesi dell’anno, i ricavi sono pari a 164 milioni di euro (+37%) e la raccolta ordini è salita a 173 milioni di euro (+22%). 

Contatti

Ufficio Stampa Valvitalia

THANAI Communication Advisors 

Thanai Bernardini, mob. 335.7245418, me@thanai.it 

Calvin Kloppenburg, mob. 393.1188058, calvin.kloppenburg@thanai.it  

Sostegno alla trasformazione digitale industriale

Con l’attivazione del Piano Transizione 5.0, che prevede il sostegno alla trasformazione digitale ed energetica delle imprese, si è nuovamente accesa l’attenzione sull’importanza strategica della formazione nel comparto produttivo e industriale italiano

Se Industria 4.0 ha avuto come punto cardine l’automazione e l’interconnessione tra le macchine, con l’avvento di 5.0 siamo vedendo il focus spostarsi sulla collaborazione uomo-robot, che va a completare e ampliare i concetti della quarta rivoluzione industriale con un approccio umano-centrico.

Il passaggio all’Industria 5.0 richiede un cambiamento sostanziale nelle competenze e nella formazione dei lavoratori per affrontare le nuove sfide e sfruttare le opportunità offerte da questa rivoluzione, in un momento tuttavia dove queste competenze scarseggiano.

Marco Marella, General Manager di FasThink, system integrator specializzato in tecnologie e soluzioni innovative per il miglioramento dei processi nella logistica e nel manufacturing, risponde ad alcune domande su questo tema e approfondisce il punto di vista di una realtà italiana fortemente incentrata sull’innovazione.

Il cosiddetto shortage di risorse umane con competenze è una realtà purtroppo consolidata. Secondo voi è una situazione destinata a peggiorare oppure è possibile fare qualcosa per attenuare/mitigare questo scenario di difficoltà?

I motivi di questa situazione sono vari e partono da lontano. Poi, nel periodo post pandemico, si sono senz’altro accentuati.

Gli indicatori di mercato, oltre a quanto vediamo nel corso della nostra attività che ci consente di operare sui diversi mercati industriali, ci fanno pensare a una stabilità della situazione ma non a un miglioramento in generale nel breve-medio periodo.

La situazione è abbastanza fluida e in prima istanza ritengo che ogni azienda dovrebbe, innanzitutto, investire nella formazione e fidelizzazione del proprio personale, consolidando il concetto di impresa attorno a una unica vision che rende ogni azienda un unicum irripetibile e un bene di cui essere orgogliosamente parte, senza distinzioni di qualifica o professione.

Vi sono pochi tecnici disponibili con seniority e competenze specialistiche e spesso questi vengono contesi fra aziende. Come si comporta un’azienda come la vostra? Meglio rilanciare ed entrare in competizione con la concorrenza per assicurarsi un professionista oppure avere una visione a lungo termine (che non è del tutto scontata nelle aziende attuali) e investire sulla formazione di giovani talenti?

La nostra esperienza ci indirizza ad investire sul nostro personale specializzato favorendo un rapporto di collaborazione diretto e flessibile che porti vantaggi reciproci e bilanciati tra dipendente e azienda.

L’investimento sui giovani per una piccola/media azienda può rivelarsi uno sforzo non sempre ripagato, in quanto in fase di formazione occorre dare molto supporto in termini di affiancamento per poi, magari, subire il fatto che quando il giovane talento è ‘maturo’ decide di fare nuove esperienze.

Ma i giovani sono il nostro futuro, fanno parte del challenge di qualsiasi impresa e dobbiamo supportarli con coraggio e tanta attenzione.

Nel nostro ambito di mercato e per il tipo di clientela di alto livello che affianchiamo, soprattutto nelle attività di sviluppo software, non abbiamo alternative se non investire su tecnici già formati. Ma impieghiamo, tecnici junior nelle attività di back office e di Ricerca e Sviluppo.

Cosa deve fare un’azienda per essere più attrattiva di un’altra a interessare figure con competenze specialistiche? Cosa si può offrire in più di realmente vantaggioso per entrambi?

Una sana e duratura fidelizzazione passa, doverosamente, attraverso un piano di incentivi formulato su obiettivi condivisi e la disponibilità da parte della azienda di incontrare, dove è possibile, le richieste del dipendente contribuendo concretamente a migliorarne la qualità della vita, per lui e la propria famiglia. Se la persona è serena a casa, è serena al lavoro e darà il meglio nella sua professione.

Secondo il vostro punto di vista, quali sono le conseguenze di avere a disposizione personale con competenze inferiori al necessario?

Nel nostro settore le conseguenze sono alquanto evidenti, si ha difficoltà nel creare team di lavoro omogenei, si perde in efficienza e qualità di processo con il risultato di non essere in grado di erogare soluzioni innovative che siano all’ altezza della domanda del mercato e conseguentemente si perde in competitività in un mercato particolarmente selettivo come quello delle soluzioni informatiche.

Industria chimica in Italia, le prospettive future

In un Paese a forte vocazione manifatturiera, come l’Italia, l’industria chimica – con un  valore della produzione di oltre 66 miliardi di euro nel 2022 – rappresenta la quinta industria (dopo alimentare, metalli, meccanica, auto e componentistica) oltre che un fornitore indispensabile per tutte le filiere produttive

Le circa 2.800 imprese sul territorio nazionale occupano oltre 112 mila addetti altamente qualificati.

Dopo aver dimostrato grande capacità di reazione e resistenza al lungo periodo della pandemia, l’industria chimica risulta essere tra i settori più penalizzati dalla crisi energetica in un contesto che, nel corso del 2023, vede anche l’indebolimento della domanda.

Il rientro dei costi dai picchi del 2022 rappresenta un sollievo per l’industria chimica, tuttavia la crisi energetica non può dirsi ancora totalmente superata.

Il prezzo del gas, che si riflette anche sull’elettricità, si mantiene su livelli superiori al pre-crisi (più che doppi nella media dei primi 9 mesi) e alle altre aree geografiche (oltre il triplo rispetto agli USA) in presenza di rischi al rialzo con l’avvicinarsi dell’inverno.

Per effetto dell’accelerazione impressa dall’Europa agli obiettivi di riduzione delle emissioni, anche il costo dei permessi per le emissioni di CO2 nell’ambito del sistema ETS è salito dai 25 euro del 2019 ad oltre 85 euro nella media del 2023 in presenza di compensazioni dei costi indiretti legati all’elettricità solo parziali in Italia a causa dell’insufficienza dei fondi disponibili (nel 2021 erogazioni pari al 24% per i settori ammessi).

Per contenere i rincari di costo, le imprese dell’industria chimica stanno utilizzando ogni leva disponibile – inclusa, ove possibile, la sostituzione del gas naturale con combustibili alternativi e la riformulazione dei prodotti – oltre ad investire con convinzione nella cogenerazione, nelle rinnovabili e nell’economia circolare.

Ma, l’integrale sostituzione dei combustibili fossili (petrolio e gas naturale) – impiegati dall’industria chimica non solo come fonti energetiche ma anche come materie prime – è allo stato attuale irrealizzabile.

Prima dello shock energetico – considerando entrambi gli impieghi – il costo dell’energia aveva un’incidenza sul valore della produzione pari al 14%, la più elevata nel panorama industriale e con punte ben più elevate per alcune produzioni.

La domanda risulta in diffuso arretramento e non evidenzia segnali di ripresa.

Tra i principali settori clienti, le costruzioni scontano una decisa frenata, dopo il boom del 2021-2022, ma i volumi di attività risultano in calo anche in ambiti meno ciclici come l’alimentare.

Mostrano andamenti più positivi solo i settori che beneficiano ancora di spazi di rimbalzo post-pandemico, quali la cosmetica e l’auto (quest’ultima più per la normalizzazione delle catene di fornitura che per effetti di domanda).

La chimica è in contrazione in tutta Europa con un andamento particolarmente penalizzante in Germania (-14% in gennaio-agosto) che rappresenta per l’Italia il primo partner commerciale (quota sull’export pari al 13%). Domanda debole e profonda incertezza – anche in un’ottica di medio termine – rendono concreti i rischi di razionalizzazione di alcune produzioni ad elevata intensità energetica.

La specializzazione italiana nella chimica delle specialità e di consumo (quota di produzione settoriale pari al 61% a fronte del 45% a livello UE) rappresenta un fattore di relativa tenuta, anche alla luce del rientro delle quotazioni del gas su livelli più gestibili, ma non sgombra il campo dalle preoccupazioni.

La filiera è strettamente interconnessa, di conseguenza l’indebolimento delle fasi a monte danneggia anche le attività a valle.

A fronte di una contrazione nei primi otto mesi (-9,6%) amplificata dal confronto con una prima parte dello scorso anno ancora su buoni livelli e dal decumulo delle scorte, si stima per l’intero 2023 un calo della produzione chimica in Italia del9% con un recupero nel 2024 modesto (+1%) e soggetto a rischi al ribasso in relazione all’evolvere dei costi energetici e del quadro economico complessivo.

Nell’anno in corso si assiste a un miglioramento ma non una normalizzazione della bilancia commerciale (riassorbita circa la metà degli oltre 6 miliardi di aggravio sperimentati nel 2022 rispetto al 2021).

La correzione dell’import (-12,3% in valore nei primi sette mesi dopo il +29,4% dello scorso anno) riflette non solo il parziale rientro dei costi energetici, ma anche l’indebolimento della domanda interna.

La quota di import dalla Cina, pressoché raddoppiata nel 2022, non vede un significativo ripiegamento.  Anche l’export italiano di chimica perde terreno (-7,0% dopo il +20,1% del 2022) risentendo di una domanda industriale debole a livello mondiale e in calo soprattutto nel mercato europeo.

L’andamento del saldo commerciale dimostra come, anche in condizioni avverse, non sia possibile fare a meno della chimica.

Un indebolimento dell’industria chimica italiana e europea comporterebbe una grave perdita dal punto di vista economico, sociale e ambientale anche perché sarebbe inevitabilmente accompagnato da un aumento dell’import, spesso con minori garanzie in termini ambientali e di sicurezza.

Al contrario, una politica industriale in grado di promuovere una transizione sostenibile potrebbe rappresentare un importante volano di sviluppo per il Paese.

Mitsubishi Electric, presenta un “district” per l’automazione industriale

In occasione di SPS Italia 2023, Mitsubishi Electric ha presentato una panoramica completa di tutte le anime che caratterizzano le attività dell’azienda e in particolare un district per l’automazione industriale

https://it.mitsubishielectric.com/it/news/releases/local/2021/0427-a/pdf/210427-a_local_it_it.pdf

All’interno del “district” per l’automazione industriale Mitsubishi Electric, la prima area è dedicata all’Engineering e permette ai visitatori di vivere l’esperienza di progettazione di impianto in tutti i suoi aspetti, attraverso la presentazione delle soluzioni proposte da Mitsubishi Electric: il nuovo software Gemini per la simulazione 3D, il tool di programmazione GX Works 3, il pacchetto RT Visualbox per i robot.

Ampio spazio è stato riservato ai vantaggi della rappresentazione digitale di una linea di produzione e a come il tool di Virtual Commissioning Gemini possa sfruttare il Digital Twin in tutte le fasi di vita dell’impianto. 

L’azienda ha presentato, inoltre, soluzioni di automazione per il Manufacturing, con un’apposita grafica rappresentante una linea di produzione pensata per raccontare al visitatore le caratteristiche di tutti i prodotti e come è possibile integrarli in soluzioni mirate a risolvere esigenze e problematiche specifiche.

In questa area è stato mostrato il nuovo Tool di Data Science di Mitsubishi Electric chiamato MaiLab, presentato ufficialmente al mercato per l’occasione.

MaiLab è uno strumento di data science per il continuo miglioramento della produzione, che digitalizza “l’esperienza e l’intuizione umana” consentendone la facile integrazione nei sistemi di controllo. 

Mitsubishi Electric ha presentato anche un’area per il Process Automation, con un focus sulle soluzioni di supervisione e controllo attraverso la riproduzione di una “control room” e la presentazione di alcuni casi reali. 

Un’altra area è riservata alle proposte di Maintenance, dagli HMI cost-effective, che permettono di rilevare e visualizzare le variabili dell’impianto, alle soluzioni di manutenzione predittiva basate sull’AI, fino alla presentazione del software SCADA Genesis64 che offre funzionalità specifiche per l’industrial e building automation: dalla funzione CFS (Control Field Service) che permette di fare manutenzione da remoto a tutte le applicazioni nel campo dell’Energy management e della supervisione di impianto. 

Soluzioni di sigillatura Roxtec GH™

Passaggio Roxtec GH™ con flangia a murare o imbullonare

Il passaggio Roxtec GH è un sistema di sigillatura per cavi e tubi che viene fissato tramite imbullonatura a pareti e pavimenti di varia tipologia, siano essi in acciaio, calcestruzzo o pannelli sanwich. Grazie alla sua forma rettangolare consente di sigillare numerosi cavi e tubi garantendo al contempo una scorta per successivi ampliamenti. Può essere accoppiato alla controflangia Roxtec GE per coprire interamente attraversamenti con spessore superiore ai 60 mm.

Principali caratteristiche:

  • Tenuta ai gas
  • IP 67 – 68
  • Resistente ai roditori
  • Facilità di installazione, manutenzione e controllo
  • Scorta per successivi ampliamenti integrata

Disponibile in diverse versioni:

Roxtec GH™ EMC

Il passaggio Roxtec GH EMC è un sistema di sigillatura per cavi e tubi che garantisce la compatibilità elettromagnetica. E’ possibile scegliere tra moduli di sigillatura Roxtec ES per la schermatura elettromagnetica e moduli PE per la protezione dalle interferenze condotte via cavo. Entrambe le versioni dei moduli si adattano a cavi e tubi da 3 a 99mm OD. 

Roxtec GH BG™ con GE

Il passaggio Roxtec GH BG™ con GE è un kit di sigillatura completo predisposto per la messa a terra di cavi armati e o tubi. I moduli di sigillatura Roxtec BG™ si adattano a cavi e tubi da 3 a 99mm OD.

Telaio Roxtec GH™ FL 100

Il telaio Roxtec GH FL100 ha una flangia preforata più larga per agevolare l’installazione su strutture potenzialmente più fragili come cemento o mattoni, dove è importante distanziare i tasselli di fissaggio dal foro per il passaggio dei cavi. Il telaio rettangolare in acciaio può essere utilizzato con la controflangia Roxtec GE in acciaio galvanizzato per coprire coprire interamente attraversamenti con spessore superiore ai 60 mm.

Tuttle le tipologie di telai Roxtec GH possono essere accoppiati alla controflangia Roxtec GE in acciaio galvanizzato per coprire interamente attraversamenti con spessore superiore ai 60 mm.

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