Innovazione all’insegna della sostenibilità, grazie a EFA AUTOMAZIONE

Innovazione, impegno verso la sostenibilità, efficientamento produttivo, valorizzazione del capitale umano. L’implementazione di Ignition, piattaforma di Inductive Automation per lo sviluppo di applicazioni software industriali, distribuita e supportata in Italia da EFA Automazione – gruppo Relatech, ha permesso a CAP Arreghini non solo di aggiornare, efficientare e rendere più solidi i propri asset produttivi, ma di cogliere numerose altre opportunità. Il tutto mantenendo un importante margine di crescita per il futuro, grazie alla flessibilità, all’apertura e al modello di licenza illimitata che Ignition offre

Esistono diversi modi per misurare il valore di un’azienda: il fatturato, il tipo di prodotto che offre, il numero di dipendenti.

Nel corso degli anni si sono però consolidati anche altri fattori capaci di ridefinire questo concetto: prendiamo ad esempio la propensione all’innovazione, la valorizzazione del personale o l’impegno verso la sostenibilità. Soprattutto avvalendosi delle opportunità e degli strumenti innovativi che oggi le tecnologie digitali offrono a chi ne intuisce il potenziale.

È questo il caso di CAP Arreghini, azienda di Portogruaro (VE) che da sempre si occupa della produzione di colori e vernici, utilizzate in applicazioni che spaziano a tutto campo: edilizia, legno, ferro, habitat urbano ecc. Nata nel 1950 come piccola azienda fino a diventare una società per azioni nel 1988, la sua capacità produttiva è sempre stata in costante crescita, al fine di soddisfare le richieste di un mercato sempre più dinamico ed esigente, non solo in termini di qualità, ma anche – e oggi più che mai – di sostenibilità e innovazione.

Il rispetto per l’uomo e per l’ambiente è infatti una priorità a cui CAP Arreghini dedica costante attenzione e che è testimoniata dalle numerose certificazioni di cui dispone.

Oggi, giunta alla terza generazione, l’azienda affronta le nuove sfide si innovazione imposte dai mercati con grande solidità. La più recente la vede impegnata su nuovi fronti, tra cui un importante percorso di aggiornamento tecnologico e formativo, che la proietterà verso un futuro ancora più solido e sostenibile.

Ciò anche grazie a Ignition, la piattaforma di Inductive Automation, distribuita in Italia da EFA Automazione – gruppo Relatech, che è stata scelta quale backbone software per sviluppare un sistema di gestione dell’automazione basato sull’innovazione, nonché per raccordare il livello OT con gli applicativi gestionali tipici del mondo IT.

La necessità di effettuare un cambio di passo tecnologico

Fino a circa 3 anni fa, all’interno di CAP Arreghini convivevano tecnologie e soluzioni molto diverse tra loro, con un elevato grado di complessità.

“Con il trascorrere degli anni abbiamo ampliato i nostri stabilimenti e aggiunto nuovi impianti: era giunto il momento di fare una riflessione in proposito” spiega Renato Tesolin, direttore generale di CAP Arreghini. “Eravamo legati a tecnologie tra loro eterogenee, spesso dipendenti da infrastrutture che nel tempo si erano fatte fragili. Ciò che venti, venticinque anni fa era innovativo, oggi rappresenta una criticità da affrontare e risolvere. Abbiamo però deciso di gestire il tutto da un punto di vista differente: trasformare una necessità tecnologica in un’opportunità di sviluppo e crescita e ancora una volta di innovazione, per noi come azienda e per il nostro personale, naturalmente con un occhio di riguardo ai temi della sostenibilità”.

Ogni impianto era comandato singolarmente da un computer, con rischio di stop dovuto a potenziali guasti o interruzioni di servizio. Alcuni applicativi addirittura giravano ancora su sistema operativo DOS: per questo motivo erano stati predisposti dei PC Linux, con virtual machine basate su Windows XP, capaci di emulare il vecchio sistema operativo di Microsoft.

“Tecnicamente il tutto funzionava, ma è evidente che non era la condizione ideale per poter efficacemente gestire un processo produttivo. Per di più, alcuni impianti, pur essendo ancora attuali, utilizzavano PLC oramai obsoleti o protocolli di comunicazione di tipo seriale, con tutte le limitazioni del caso”, spiega Paolo Flaborea, Responsabile Area Tecnica di CAP Arreghini.

È proprio sulla base di questi presupposti che, dopo aver effettuato un’attenta valutazione, CAP Arreghini ha deciso di implementare una nuova architettura operativa, rinnovando l’automazione e puntando su Ignition quale piattaforma alla quale affidare il coordinamento software di tutte le funzionalità MES e impiantistiche d’innovazione.

Ignition, una rivoluzione copernicana

Il progetto che ha portato allo sviluppo del nuovo applicativo è stato seguito da CAP Service, system integrator di Dolo (VE), la cui similitudine con CAP Arreghini non risiede solamente nel nome, ma anche nell’attitudine all’innovazione e alla proattività.

“Una delle prime cose che abbiamo portato avanti è stato uniformare i protocolli di comunicazione, utilizzando lo standard Ethernet”, spiega Stefano Gallenda, titolare di CAP Service. “In questo modo, in caso di emergenza in ambito produttivo non si è vincolati al singolo specifico client, come invece era sempre accaduto, quando ogni problema ai computer, anche il più banale, poteva causare il fermo di un impianto”.

Quale piattaforma software per la gestione coordinata di tutto il complesso impiantistico, la scelta effettuata è ricaduta su Ignition, che CAP Service conosce già molto bene avendo implementato con successo numerose applicazioni. Ignition è stato scelto in quanto permette di sviluppare rapidamente soluzioni innovative garantendo la massima flessibilità operativa, una completa apertura verso qualsiasi tipo di integrazione e nessun limite progettuale in termini di tag. Ignition permette inoltre di lavorare con database SQL, il che rappresenta un enorme vantaggio nell’ottica di mantenere aperta e standard l’intera architettura aziendale, nonché di poterla interfacciare con semplicità ai gestionali di livello superiore.

L’utilizzo di un database in standard SQL si è rivelato estremamente utile non solo per abbattere le barriere di comunicazione tra i mondi OT e IT, bensì anche per storicizzare efficacemente le attività e tracciarle con robustezza nel corso del tempo, al fine di effettuare analisi anche molto approfondite.

Pensare in grande, non porsi limiti

Poiché alcuni PLC, pur essendo oramai obsoleti, per questioni tecniche non hanno potuto beneficiare di un aggiornamento o di una sostituzione, la comunicazione con questi hardware è stata gestita mediante KEPServerEX, soluzione software di Kepware – marchio distribuito in Italia da EFA Automazione – che opera quale middleware di interconnessione capace di abilitare la comunicazione qualsiasi sia il tipo di protocollo.

“Il progetto, che è ancora in corso di implementazione, vede la stretta collaborazione con gli sviluppatori del software gestionale, al fine di comprendere come sfruttare al meglio tutte le potenzialità di Ignition per raggiungere il massimo dell’efficacia nell’integrazione complessiva del sistema, non solo dal punto di vista Scada, ma anche delle funzionalità MES” aggiunge Alessandro Laguzzi, responsabile IT di CAP Service. “Non ci poniamo limiti, vogliamo esplorare tutte le possibilità. La capacità di Ignition di gestire architetture complesse è un plus che intendiamo sfruttare. Dal punto di vista dello sviluppo, inoltre, il software è fatto per agevolare i programmatori nel proprio compito e permette di riutilizzare blocchi di codice e di modificare solo le parti necessarie, velocizzando l’intero processo”.

Questo approccio offre un altro beneficio, apparentemente secondario, ma che in realtà si dimostra di grande utilità in CAP Arreghini: gran parte degli impianti condividono le medesime interfacce, fornendo così un valido aiuto anche dal punto di vista operativo. Ciò semplifica di fatto il lavoro degli operatori impegnati su più reparti, perché uniforma le interazioni con il processo, e aiuta l’azienda a gestire con più semplicità il turnover.

Ignition consente inoltre di effettuare le modifiche a caldo, ovvero con gli impianti in funzione. Modifiche e aggiornamenti possono quindi essere fatti senza la necessità di interrompere la produzione. Un bel vantaggio per chi, come CAP Arreghini, punta a sfruttare al massimo i propri impianti.

Un progetto in continuo sviluppo che coinvolge tutti

L’attività iniziata in CAP Arreghini è in fase di avanzamento costante: il progetto originale funge da base, dopodiché ogni step porta a nuove considerazioni pratiche e a potenziali nuovi sviluppi.

L’architettura potente e al tempo stesso flessibile di Ignition permette di aggiungere nuove funzioni anche in un secondo momento, senza doversi preoccupare dei consueti limiti che le licenze dei software di questo tipo impongono. Il modello di licenza su cui Ignition è strutturato non pone infatti limiti al numero delle tag utilizzate, pertanto risulta ideale per ampliare il progetto man mano che se ne presenta l’opportunità. Come quelle che evidenzia Barbara Gambin, responsabile risorse umane di CAP Arreghini.

“Oltre alle necessità di innovazione che hanno riguardato i reparti produttivi, si sono aperte nuove opportunità, legate a esigenze diverse, ma per noi altrettanto importanti in ottica di sicurezza interna ed efficientamento delle procedure. Mi riferisco, ad esempio, a quanto è stato sviluppato e integrato in Ignition in merito al controllo accessi di fornitori e visitatori, procedura in precedenza delegata al cartaceo e oggi affidata al personale che si occupa dell’accoglienza, che ora, dopo un opportuno percorso formativo, la esegue con pratici tablet che consentono di effettuare un tracking puntuale”.

Questo approccio ha permesso a CAP Arreghini di essere full compliant alle prescrizioni antincendio, poiché la nuova procedura gestita in forma digitale permette di sapere in qualsiasi momento chi è presente all’interno dello stabilimento e con quale referente.

Un futuro sempre più aperto, innovativo e sostenibile

Uno dei prossimi passi che CAP Arreghini ha pianificato di compiere è il calcolo delle performance su base KPI, come ad esempio i consumi energetici, i materiali di scarto, le variabili di processo ecc. Sarà così possibile comprendere se un impianto sta lavorando correttamente o se è necessario intervenire per correggerne le condizioni.

“Avere dati certi e consistenti sulla produzione è una condizione necessaria che ci permetterà di migliorare su molti fronti,” ha concluso Renato Tesolin. “Il fatto di disporre di tutte le informazioni su un database standard ci permette anche di ridurre praticamente a zero l’utilizzo dei documenti cartacei interni. Può sembrare poco rilevante, ma in realtà è un ulteriore importante passo che porterà l’azienda verso l’adozione di procedure più robuste, efficienti e a un ulteriore milestone nel percorso di sostenibilità”.

Con Ignition CAP Arreghini si è dotata di un sistema innovativo, performante e aperto, che potrà crescere nel tempo senza alcuna limitazione, accompagnando tutte le future evoluzioni e innovazioni che si renderanno necessarie per soddisfare le esigenze di crescita del mercato, dell’azienda e di tutto il suo capitale umano in ottica di sostenibilità.

#buildyourdigitalfuture con EFA e il gruppo Relatech

La piattaforma software Ignition di Inductive Automation e la piattaforma di connettività industriale KEPServerEX di Kepware sono tra le soluzioni di punta che EFA Automazione SpA distribuisce e supporta su tutto il territorio nazionale per abilitare la connettività di macchine e impianti in ottica di convergenza OT/IT.

Attiva da oltre 30 anni in ambito di automazione industriale con competenze e soluzioni specifiche che abilitano la convergenza OT/IT, nel 2022 EFA Automazione è entrata a far parte di Relatech, Digital Enabler Solution Know-how (DESK).

Relatech è il partner di riferimento per la Digital Innovation delle imprese ed è alla guida di un gruppo di aziende altamente specializzate nelle Digital Enabler Technologies – quali cloud, cybersecurity, IoT, big data, blockchain, machine learning ecc. – unite dalla mission comune di supportare i clienti nel loro percorso di trasformazione digitale.

Relatech investe costantemente in Open Innovation con un’intensa attività di R&D, che è svolta da una serie di hub interni che operano in stretta collaborazione con università e centri di ricerca nazionali.

L’intelligenza artificiale protagonista allo stand SPS di Wenglor Italia

L’intelligenza artificiale protagonista allo stand di wenglor Italia a SPS. Wenglor conferma la propria partecipazione all’edizione 2026 di SPS Italia, la fiera di riferimento per l’industria intelligente, digitale e sostenibile.

In questo contesto l’azienda presenta AI Lab, la nuova piattaforma per la creazione semplificata di modelli di intelligenza artificiale, insieme all’offerta completa per la machine vision e alle ultime novità nella sensoristica intelligente.

WENGLOR sensoric italiana, filiale locale dell’azienda tedesca leader nello sviluppo e nella produzione di sensori intelligenti, dispositivi di sicurezza e sistemi avanzati di elaborazione di immagini, parteciperà alla nuova edizione di SPS Italia (26-28 maggio 2026, Parma – Padiglione 3, stand E51) per presentare le sue ultime novità in ambito di machine vision e sensoristica smart per l’industria 4.0.

Protagonista indiscusso di questa nuova edizione di SPS per wenglor sarà AI Lab, la nuova potente piattaforma sviluppata per semplificare la creazione e l’utilizzo di modelli di intelligenza artificiale nelle applicazioni industriali di elaborazione di immagini.

Accessibile direttamente da browser, AI Lab consente di gestire l’intero workflow – dal caricamento delle immagini all’addestramento dei modelli fino all’integrazione con i dispositivi hardware – in modo intuitivo e senza necessità di competenze di programmazione.

Grazie all’integrazione con l’ecosistema wenglor, in particolare con il software uniVision 3 e il tool di connessione weHub, la piattaforma abilita un flusso di lavoro automatizzato (“AI Loop”) che permette di combinare in modo efficiente modelli AI e metodi di elaborazione tradizionali.

Il risultato è una maggiore flessibilità nello sviluppo delle applicazioni di machine vision, supportata da un’infrastruttura cloud che garantisce prestazioni elevate, collaborazione tra utenti e accesso continuo ai dati.

Accanto ad AI Lab, lo stand ospiterà un’area dedicata alla gamma completa di soluzioni per la visione artificiale, tra cui le Smart Camera B60, i controller Machine Vision MVC e le tecnologie 3D come weCat 3D e ShapeDrive.

Non solo AI e visione artificiale: le ultime novità di sensoristica smart in mostra a SPS

Ampio spazio sarà dedicato anche alle novità di prodotto nella sensoristica intelligente, che verranno presentate al mercato italiano per la prima volta dal vivo.

Tra queste spicca la nuova serie P1PY21, il primo sensore al mondo time-of-flight con luce laser blu, progettato per garantire misurazioni stabili su superfici difficili, come plastiche lucide, vernici scure o metalli riflettenti, oltre che superfici rosse incandescenti, presenti nell’industria metallurgica.

Con questa innovazione, wenglor ha stabilito un nuovo punto di riferimento nella tecnologia di rilevamento tridimensionale. Grazie all’innovativa tecnologia BlueLine, le prestazioni di questa serie sono eccezionali: la luce blu a lunghezza d’onda ridotta (445 nm) penetra meno nella superficie degli oggetti, consentendo un rilevamento stabile e affidabile anche su materiali scuri, lucidi, organici o (semi) trasparenti.

In evidenza ci sarà anche il nuovo sensore colore serie P1PF, che offre un riconoscimento affidabile e preciso nelle applicazioni industriali più esigenti, grazie alla combinazione della valutazione tecnica nello spazio cromatico RGB e della regolazione intuitiva nello spazio HSL. Dotato di illuminazione a luce bianca e ricevitore RGB, garantisce una rilevazione realistica e riproducibile indipendentemente da materiali, superfici o variazioni della luce ambientale. Con una frequenza di commutazione fino a 7 kHz, è ideale anche per processi dinamici ad alta velocità.

Un’ulteriore innovazione è la recente serie di sensori a triangolazione laser P1PC, una soluzione compatta ed economica per misurazioni rapide e affidabili anche in spazi ridotti. Facilità d’uso e rapida messa in funzione tramite l’app weCon, rendono questi sensori estremamente flessibili e adatti a diversi campi di applicazione. La velocità di misurazione fino a 2.500 misure al secondo garantisce la massima precisione anche in processi rapidi e dinamici.

Completano l’offerta i sensori induttivi INTT, progettati per il rilevamento senza contatto di oggetti metallici in ambienti estremi, con temperature fino a 250 °C. Grazie alla struttura robusta e alla tecnologia weproTec, garantiscono elevata affidabilità in spazi ridotti e condizioni critiche, evitando interferenze tra sensori. Offrono inoltre grande flessibilità di installazione, con teste intercambiabili e manutenzione semplificata, risultando ideali per applicazioni industriali come forni, impianti di essiccazione e processi ad alta temperatura.

Siamo felici di partecipare anche quest’anno a SPS Italia, un appuntamento fondamentale per confrontarci con il mercato e presentare le nostre innovazioni,” afferma Elio Bolsi, General Manager di wenglor Italia.Per questa edizione puntiamo in modo particolare su AI Lab, una soluzione in cui crediamo molto e che rappresenta un passo importante nell’integrazione dell’intelligenza artificiale nelle applicazioni di visione. Accanto a questa nuova offerta, porteremo in fiera anche il valore dei nostri servizi, che accompagnano il cliente lungo l’intero ciclo di vita del prodotto, contribuendo a migliorarne prestazioni, sicurezza e produttività. Un elemento distintivo della nostra proposta è la possibilità di testare gratuitamente le tecnologie wenglor – dai sensori ai sistemi completi di elaborazione immagini – con il supporto del nostro team di esperti, che affianca il cliente nella scelta e nell’ottimizzazione delle soluzioni, garantendo massima affidabilità già in fase di progettazione e implementazione.”

Per saperne di più wenglor vi aspetta a SPS Italia, Parma dal 26 al 28 maggio, padiglione 3 stand E51.

A proposito di wenglor

Wenglor Sensoric Italiana srl è la filiale locale di wenglor sensoric GmbH, azienda tedesca che sviluppa e produce sensori intelligenti, dispositivi di sicurezza e sistemi avanzati di elaborazione delle immagini, basati sulle tecnologie optoelettronica, a ultrasuoni e induttiva e dotati di tutti i più attuali standard di comunicazione. Grazie al continuo focus su qualità e innovazione, i prodotti wenglor soddisfano efficacemente sia i requisiti standard che quelli eccezionali. Le attività di ricerca e sviluppo costituiscono il fiore all’occhiello di wenglor, che dispone di una struttura propria con un team di ricercatori dedicato. Fondata nel 1983, wenglor è guidata dalla famiglia Baur, oggi giunta alla seconda generazione. Con sede a Tettnang, in Germania, wenglor conta oltre 1.100 dipendenti worldwide ed è strutturata con sette siti di produzione, un centro logistico internazionale e 49 filiali nel mondo.

Le sue soluzioni di sensoristica smart trovano applicazione nei più svariati ambiti industriali quali: packaging, food & beverage, legno, automotive, metallurgia, meccanica, recupero e riciclo, pharma & beauty, tessile, cartotecnica, stampa ecc.

All’interno dell’organizzazione mondiale, la filiale italiana da anni ha assunto il ruolo di competence center in ambito di automazione per il packaging.

SPS Italia
26-28 maggio 2026, Parma
Padiglione 3, stand E51

Pompe più intelligenti, impianti più affidabili

pompe intelligenti kriwan

Pompe più intelligenti, impianti più affidabili: come la diagnostica avanzata sta trasformando il settore acqua. Il futuro del water management passa da elettronica, sensori e protezioni intelligenti

(a cura della Redazione)

Per anni il settore delle pompe acqua ha puntato quasi solo su materiali, idraulica e meccanica. Oggi non basta più. Le aziende più innovative del comparto stanno spostando il valore aggiunto dentro la testa della pompa, non solo dentro la girante:

sensori intelligenti integrati nell’avvolgimento

moduli elettronici di protezione motore

sistemi di autodiagnosi

interfacce di comunicazione verso PLC/SCADA

algoritmi predittivi anti-guasto

È qui che si gioca la prossima grande partita: rendere le pompe capaci di capire da sole quando stanno per guastarsi, prima che succeda.

Perché oggi gli impianti acqua vogliono (e devono) pompe più intelligenti

Le reti idriche, gli impianti industriali e le stazioni di sollevamento vivono sotto stress continuo:

sabbia, fanghi, rifiuti solidi

avviamenti frequenti

sbalzi di tensione

funzionamento a secco

ostruzioni parziali

vibrazioni

climi aggressivi

immersione prolungata

In queste condizioni, una protezione termica classica “a scatto” non basta.

Le utilities chiedono:

monitoraggio continuo 24/7

diagnostica integrata

capacità di prevenire blocchi e guasti

efficienza energetica stabile nel tempo

report degli eventi

integrazione con sistemi digitali

Una pompa senza elettronica avanzata oggi è un rischio operativo, mentre una pompa con sensori e protezioni intelligenti diventa una risorsa preziosa e strategica, affidabile e controllabile.

I produttori di pompe chiedono soluzioni che offrano:

✔ Affidabilità superiore

Protezione termica degli avvolgimenti, riconoscimento dei sovraccarichi idraulici, controllo di corrente, diagnostica degli errori.

✔ Riduzione delle garanzie e delle chiamate di assistenza

Ogni protezione “smart” installata = un potenziale guasto evitato.

✔ Differenziazione sul mercato

Una pompa con elettronica intelligente viene percepita come premium, sicura e moderna.

✔ Integrazione immediata nei quadri elettrici

Uscite digitali, logiche configurabili, compatibilità con PLC.

✔ Dati reali di funzionamento

Indispensabili per manutenzione predittiva e sistemi di controllo avanzati.

In Italia, l’adozione di pompe più intelligenti è un fattore chiave per la realizzazione di impianti più affidabili, in linea con i principi dell’Industria 4.0 e dell’efficienza energetica. Queste pompe di nuova generazione integrano meccanica, elettronica e tecnologia digitale per ottimizzare le prestazioni e ridurre i consumi. Le loro caratteristiche principali includono: RCI – Riscaldamento Climatizzazione Idronica

  • Intelligenza Artificiale (AI) e Machine Learning: l’uso di AI e machine learning consente di monitorare lo stato delle pompe in tempo reale e di prevedere guasti prima che si verifichino, migliorando significativamente l’affidabilità dell’intero impianto attraverso la manutenzione predittiva.
  • Sensori Integrati: le pompe intelligenti sono dotate di sensori (ad esempio, per vibrazioni, accelerazione e corrente) che raccolgono dati fondamentali sul funzionamento. Questi dati sono essenziali per il monitoraggio continuo e l’analisi delle prestazioni.
  • Connettività (IIoT): la capacità di connettersi a sistemi cloud e dashboard configurabili permette la gestione e il controllo da remoto degli impianti, facilitando l’automazione industriale e la supervisione centralizzata.
  • Efficienza Energetica: grazie a un funzionamento ottimizzato e alla capacità di adattarsi dinamicamente alle reali esigenze dell’impianto, queste pompe garantiscono un notevole risparmio energetico e costi operativi ridotti.
  • Protezione Integrata: funzionalità come la protezione contro il funzionamento a secco contribuiscono a prevenire danni e ad aumentare la longevità del prodotto e dell’impianto. 

Vantaggi per gli Impianti Italiani

L’implementazione di queste tecnologie negli impianti, sia in ambito residenziale (HVAC) che industriale, porta a:

  • Riduzione dei Tempi di Inattività: la manutenzione predittiva minimizza i fermi macchina non pianificati, a vantaggio della produttività.
  • Longevità e Durabilità: un monitoraggio costante e una gestione ottimizzata assicurano una maggiore durata delle pompe e degli altri componenti dell’impianto.
  • Sostenibilità: il minor consumo energetico risponde alle normative europee e agli obiettivi di sostenibilità ambientale.

Case Study: come una stazione di sollevamento ha azzerato i blocchi imprevisti grazie alla diagnostica elettronica

Il contesto

Una stazione di sollevamento per acque reflue gestiva tre pompe sommerse da 45 kW, soggette a:

blocchi della girante

lavorazioni a secco

surriscaldamenti improvvisi

guasti elettrici non diagnosticati

Ogni fermo impianto comportava costi elevati e disservizi nella rete fognaria.

L’intervento

Il sistema viene aggiornato con:

sensori termici negli avvolgimenti

moduli di protezione intelligenti con memoria errori

monitoraggio della corrente in tempo reale

segnalazioni digitali verso PLC

logica anti-avviamenti ripetuti

rilevazione di funzionamento a secco

Nei primi 20 giorni sono emersi: ostruzioni progressive dovute a sabbie molto fini, micro-blocchi della girante, squilibri di fase nelle ore notturne, surriscaldamenti intermittenti del motore, assorbimenti inspiegabilmente alti a portata ridotta

Tutte informazioni impossibili da ottenere con protezioni tradizionali.

Risultati dopo 6 mesi

–70% guasti imprevisti

–45% interventi manuali

–20% consumo energetico

ciclo di vita del motore esteso del 30%

nessun fermo impianto critico in tutto il periodo

La differenza?

La pompa non era solo più resistente: era più intelligente.

Perché questo è esattamente il momento giusto per parlare di tecnologie smart nel settore acqua

Le normative europee, i piani di efficientamento energetico, l’automazione delle reti idriche e il rinnovamento delle infrastrutture rendono le tecnologie digitali non un extra, ma una necessità.

I costruttori e le utilities stanno cercando:

soluzioni plug-and-play

diagnostica chiara

riduzione dei costi operativi

possibilità di controllo remoto

(foto courtesy by Kriwan)

Due imprese industriali su tre investono nell’ innovazione

Due imprese industriali su tre investono nell’ innovazione. Nel triennio 2020-2022 oltre una impresa su due (il 58,6%) ha svolto attività di innovazione

Particolarmente incoraggiante è il dato relativo alle PMI: il 55,8% delle imprese tra 10 e 49 addetti ha intrapreso attività innovative, quota che passa al 74,3% nelle medie imprese (50-249 addetti) e all’84,7% nelle imprese con 250 addetti e oltre.

I dati del rapporto dell’Istat, raccontano uno scenario significativo.

L’Italia si conferma un Paese di innovatori: nel triennio 2020-2022 oltre una impresa su due (il 58,6%) ha svolto attività di innovazione.

Particolarmente incoraggiante è il dato relativo alle PMI: il 55,8% delle imprese tra 10 e 49 addetti ha intrapreso attività innovative, quota che passa al 74,3% nelle medie imprese (50-249 addetti) e all’84,7% nelle imprese con 250 addetti e oltre.

È l’industria il settore con la maggiore propensione all’innovazione (65,1%), seguita dai servizi (56,1%) e dalle costruzioni (46,7%).

I comparti più innovativi sono risultati l’industria farmaceutica, l’elettronica e la fabbricazione di autoveicoli, con oltre l’80% delle imprese che svolgono attività innovative.

Importanti anche i valori registrati nell’industria chimica e nella produzione di macchinari e di articoli in gomma e materie plastiche (dove innovano tre imprese su quattro).

Il 32,8% delle imprese ha introdotto almeno un’innovazione di prodotto nel triennio 2020-2022, mentre il 53% ha investito in processi nuovi o sostanzialmente migliorati: le innovazioni di processo più frequenti sono quelle relative ai processi e metodi di produzione (30,5%), seguite dalle innovazioni nei sistemi informativi (29,8%) e dalle innovazioni nell’organizzazione del lavoro e nella gestione delle risorse umane (29,7%).

Due imprese su 10 hanno, invece, investito nelle pratiche di marketing (22,6%), in nuove pratiche di organizzazione aziendale o nuove modalità nelle relazioni con l’esterno (19,9%) e in innovazioni dei sistemi contabili e amministrativi (19,6%).

Nel 2022 la spesa per le attività innovative è stata pari a 30,6 miliardi di euro, con una media di 5.400 euro per addetto. La voce principale di questa spesa è rappresentata dalla ricerca e sviluppo (R&S), che assorbe il 63% del totale.

Il ricorso alle agevolazioni fiscali riguarda il 29,7% delle imprese con attività innovative.

Le principali beneficiarie sono le grandi imprese: 48,1% contro il 27,1% delle piccole.

A livello settoriale è l’Industria a ricorrere di più alle agevolazioni (38,2% delle imprese con attività innovative contro il 22,5% nei Servizi e il 20,2% nelle Costruzioni).

Le sfide per il futuro: carenza di risorse e sostenibilità ambientale

Tra le principali sfide che le imprese italiane devono affrontare nel loro percorso verso l’innovazione, la carenza di risorse (finanziarie, di personale ecc.) è emersa come un ostacolo significativo per il 25,9% delle imprese.

industria & innovazione

Un aspetto interessante è il ruolo della sostenibilità ambientale: il 40,1% delle imprese che hanno innovato i prodotti o processi nel triennio 2020-2022 ha dichiarato di aver intrapreso azioni a basso impatto ambientale.

Nel 36,1% delle imprese l’implementazione di innovazioni si è tradotta in effetti ambientali positivi in fase di produzione e nel 28,5% in benefici ottenuti nella fase di consumo e utilizzazione dei beni e servizi.

Gli interventi più frequenti hanno riguardato il minor consumo di energia e la riduzione delle emissioni di CO2, sia nella produzione (20,4%) che nell’utilizzo/consumo dei beni e servizi (18,8%).

Meno frequenti sono state le iniziative volte alla sostituzione di materiali tradizionali con materiali meno inquinanti o pericolosi (15,6%) e alla riduzione dell’inquinamento in fase di produzione (15,2%) e consumo (13,8%).

Frequenze simili si registrano per l’adozione di pratiche volte al riciclaggio dei materiali e dei rifiuti e al riciclo dell’acqua (15,4%) o al riciclo dei prodotti a fine vita (13,1%).

Più limitato è l’impegno nella tutela della biodiversità sia in fase di produzione che da parte degli utilizzatori finali (5% delle imprese che hanno innovato).

Rockwell Automation utilizza la tecnologia di controllo Analog Devices

Per abilitare questa innovazione che aumenta la flessibilità, Rockwell Automation ha collaborato con Analog Devices e ha utilizzato la sua tecnologia di controllo

Rockwell Automation: mette in moto la trasformazione digitale.

In risposta all’aumento dei costi dell’energia, alle tensioni geopolitiche e alle persistenti interruzioni della supply chain, gli operatori industriali stanno ora dando priorità agli investimenti che garantiscano resilienza, flessibilità e sostenibilità alle proprie attività.

Il sistema di trasporto intelligente MagneMover® LITE è la risposta smart di Rockwell Automation a questo ambiente sfidante in cui i produttori si vedono costretti a operare.

MagneMover LITE è un sistema di trasporto intelligente che offre un concetto modulare flessibile, in cui ciascun modulo è costituito da una sezione di motore lineare che si adatta a formare una varietà quasi infinita di configurazioni per affrontare qualsiasi esigenza industriale.

Supera i trasportatori a nastro e a catena tradizionali per le applicazioni OEM/in-machine e per i requisiti di movimentazione più impegnativi, offrendo nuovi livelli di ottimizzazione dei processi e di produttività. Infatti, rispetto a un sistema di trasporto tradizionale, Rockwell afferma che il MagneMover LITE possa aiutare i produttori ad aumentare i tempi di operatività di 10 volte, a risparmiare fino al 25% sul costo dell’energia e a risparmiare fino al 25%-30% sul tracciato dell’impianto, a seconda dell’applicazione.

Per abilitare questa innovazione che aumenta la flessibilità, Rockwell Automation ha collaborato con Analog Devices e ha utilizzato la sua tecnologia di controllo del movimento Trinamic®, che include la soluzione TMC2130A, per implementare appieno la funzionalità di motion control di MagneMover LITE.

La precisione e le capacità diagnostiche di questa soluzione hanno permesso a Rockwell Automation di fornire tutta l’architettura e le funzionalità necessarie in MagneMover LITE. Il risultato è un sistema che sta aprendo nuove porte alla necessità, da parte dei produttori, di avere un’operatività più flessibile ed efficiente dal punto di vista energetico.

In sintesi

Azienda

Rockwell Automation è leader mondiale nell’automazione industriale e nella trasformazione digitale, che unisce l’immaginazione delle persone al potenziale della tecnologia, per espandere ciò che è umanamente possibile e rendere il mondo più produttivo e sostenibile. Con sede centrale a Milwaukee, nel Wisconsin, Rockwell Automation ha una forza operativa di circa 28.000 persone che risolvono problemi e si dedicano ai propri clienti in oltre 100 Paesi del mondo.

Obiettivo

Consentire ai clienti di raggiungere i propri obiettivi operativi e di produttività, permettendo loro di spostare carichi leggeri in modo rapido ed efficiente.

Sfida

Implementare completamente le funzionalità di controllo del movimento di MagneMover LITE e fornire la prossima generazione di operazioni di automazione industriale efficienti. Per ADI ciò ha significato fornire un circuito integrato con la precisione e le capacità diagnostiche necessarie affinché MagneMover LITE funzionasse come da specifiche.

Soluzione ADI

Soluzione integrata TMC2130A – con capacità diagnostiche per adattare in modo intelligente le prestazioni in uso e la flessibilità di controllare due motori con un unico circuito integrato – che si integra perfettamente nella funzionalità di controllo del movimento di MagneMover LITE.

Rockwell Automation magnemover lite

magnemover lite factory

Movimento intelligente

Posizionamento accurato (non sono necessari fermi meccanici), movimento bidirezionale, movimento fluido, tracciamento continuo del carrello e reportistica.

Ottimizzazione del processo

Gli strumenti di simulazione e configurazione semplificano la progettazione e l’ottimizzazione del sistema.

Tracciabilità completa

Identificazione univoca di ciascun carrello e della sua posizione in ogni momento, con una reportistica completa per la tracciabilità dei dati e la possibilità di assegnare priorità all’instradamento dei singoli trasportatori.

Layout flessibili

I layout del sistema possono essere orientati in diversi modi, per adattarsi allo spazio.

Adatto a molteplici applicazioni

Applicabile alla produzione farmaceutica, al riempimento sterile e asettico, al confezionamento di alimenti e bevande, all’automazione di laboratorio, all’immagazzinamento, al settore automobilistico, ai dispositivi medici e alla produzione di prodotti di consumo.

Facile da pulire e manutenere

Lavabile con un grado di protezione IP65. Poche parti mobili significano meno manutenzione.

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“Rockwell sapeva di dover collaborare con un’azienda dotata di una tecnologia di controllo del movimento all’avanguardia e ADI era la scelta perfetta. Grazie all’utilizzo della tecnologia di Motion Control Trinamic di ADI, il sistema MagneMover Lite di Rockwell è in grado di funzionare con precisione e flessibilità, esattamente come previsto”.

Anuj Mahendru, Global Industry Director, Semiconductor and High Tech, Rockwell Automation

Il controllo di movimento Trinamic di ADI porta Rockwell Automation a un livello di efficienza piú elevato

La realizzazione di questa soluzione richiede un controllo del movimento di precisione per lo spostamento bidirezionale, l’arresto e l’avvio intelligente dei carrelli dei materiali, la sincronizzazione del movimento con gli altri macchinari presenti nello stabilimento e una risposta dei motori di trazione che si adatti in modo efficiente alle dimensioni del carico. Rockwell Automation ha collaborato con Analog Devices e la sua tecnologia di controllo del movimento Trinamic per creare un altro livello di efficienza nell’automazione industriale. Il TMC2130A è un driver ad alte prestazioni per motori stepper bifase e include due funzionalità molto interessanti:

StealthChop™ Voltage Chopper

Il sofisticato StealthChop Voltage Chopper di Trinamic garantisce un funzionamento praticamente silenzioso, combinato ad una maggiore efficienza e ad una coppia del motore migliorata.

Tecnologia CoolStep™

CoolStep di Trinamic è un controllo di corrente sensorless, dipendente dal carico, che aziona i motori alla potenza minima necessaria per le condizioni di carico effettive, riducendo il consumo energetico dei motori stessi e la generazione di calore – parametri critici per migliorare l’efficienza e adattare le prestazioni a esigenze mutevoli.

Implementando queste funzionalità nel sistema MagneMover LITE, Rockwell Automation sapeva che avrebbe avuto a disposizione la tecnologia per fornire un sistema AHMS ad alta efficienza energetica, in grado di effettuare un Motion Control di precisione, richiesto dai produttori alla ricerca di una flessibilità sempre maggiore.

ADI ha apprezzato così tanto il magnemover lite che lo sta utilizzando anche internamente

ADI è rimasta talmente colpita dalla funzionalità di MagneMover LITE che lo sta implementando nei propri stabilimenti di Beaverton, Oregon e Limerick, Irlanda.

Rockwell Automation distribuirà negli stabilimenti ADI oltre 2 km di binari MagneMover LITE, utilizzabili per il trasporto e l’immagazzinamento, che consentiranno a ADI di ridurre lo spazio utilizzato, una caratteristica preziosa per le operazioni di fabbrica.

Nel complesso, questo sistema modulare di nuova generazione di Rockwell Automation può offrire vantaggi fondamentali a ADI, che lo ha scelto perché può contribuire a:

  • Ridurre il trasporto interno
  • Creare efficienza nella movimentazione dei materiali
  • Consentire l’implementazione del sistema in aree precedentemente impossibili
  • Scalare l’implementazione di pari passo con la crescita della fabbrica.

Inoltre, prima ancora di installare un solo pezzo di binario, Rockwell Automation e ADI hanno creato insieme un modello digitale di come l’AHMS si integrerebbe nella fabbrica.

Questo ha permesso a ADI di avere una prospettiva unica su come l’AMHS di Rockwell Automation si collegherebbe a tutti i sistemi di programmazione, spedizione e MES di ADI, il tutto prima che iniziasse l’installazione, dando a ADI delle informazioni uniche su come le prestazioni di precisione dell’AMHS migliorerebbero la produttività e gli utili futuri.

“Prevediamo che l’implementazione della tecnologia dei carrelli indipendenti nei nostri stabilimenti migliorerà la produttività degli operatori di quasi il 20%. La tecnologia MagneMover consentirà agli operatori di concentrarsi su altre attività invece di consegnare manualmente i lotti attraverso la fabbrica. Si tratta di un enorme guadagno di produttività!”.

José J. García, Managing Director, Wafer Fab Sustainability and Autonomous Enterprise, Analog Devices

Con Rockwell Automation magnemover lite si è “sul binario giusto” verso una produzione efficiente

In generale, Rockwell Automation e ADI hanno obiettivi di trasformazione manifatturiera/digitale, molto simili: migliorare la qualità della vita rendendo il mondo più produttivo e sostenibile con la prossima generazione di produzione intelligente. Questa relazione reciprocamente vantaggiosa con queste soluzioni tecnologiche all’avanguardia – il MagneMover LITE di Rockwell Automation e il Trinamic Motion Control di ADI – è la dimostrazione che due grandi aziende possono collaborare e offrire processi di produzione più efficienti, che migliorano la produttività e riducono al minimo l’impatto ambientale.

Analog Devices ti aspetta a SPS Norimberga 2024 per trasformare il futuro del settore industriale presso il Padiglione 5, Stand 110.

L’industria intelligente e green va in scena a Parma, a SPS

Si svolgerà a Parma dal 28 al 30 maggio 2024 la dodicesima edizione di SPS Italia, la manifestazione dedicata all’automazione e al digitale per l’industria intelligente e sostenibile. Tra i focus di questa edizione AI, Additive Manufacturing, Industria 5.0, green manufacturing e competenze

Tra le novità l’area dedicata all’Education e una competizione per start-up e PMI innovative. In arrivo anche il secondo Position Paper del Comitato Scientifico con focus proprio sull’AI.

A fine maggio nel quartiere espositivo di Fiere di Parma sei padiglioni presentano le soluzioni all’avanguardia per il comparto manifatturiero dell’Industria intelligente.

Nei padiglioni 3, 5 e 6 si concentrerà la proposta di tecnologie di automazione, mentre nei padiglioni 4, 7 e 8 ci sarà il District 4.0, il percorso con demo funzionanti di robotica e meccatronica, Industrial IT & AI, Additive Manufacturing, con focus anche su sostenibilità e formazione.

Al tema della Sustainable Innovation è dedicato il padiglione 4, con un’area dedicata alle soluzioni per la transizione green e l’energy efficiency dell’industria intelligente.

Nelle immediate adiacenze l’area dedicata alla stampa 3D industriale, due ambiti con ampie potenzialità nella riduzione degli sprechi e la salvaguardia del pianeta.

“Anche quest’anno l’interesse verso SPS Italia continua a crescere: ad oggi registriamo una crescita delle adesioni del 6% rispetto lo scorso anno”, commenta Greta Moretto, Marketing, Communication & Domestic Events Director.

“La crescita delle adesioni è per noi un segnale della capacità di questa manifestazione di cogliere i trend di grande trasformazione dell’industria. Quest’anno il focus sarà su interactive AI in manufacturing, new business model & servitization, green manufacturing, upskilling & reskilling, Industry 5.0 e collaborative automation”, aggiunge Daniele Lopizzo, Show Director.

I trend più importanti per le aziende saranno affrontati anche con la collaborazione dei partner, come Anie Automazione, che sarà presente con uno stand istituzionale nel District 4.0. 

A SPS Italia l’associazione presenta l’Osservatorio dell’Industria Italiana dell’Automazione 2024, il documento che illustra i dati del settore e traccia un quadro delle tendenze di mercato registrate dal 2023 fino ai primi mesi dell’anno in corso con previsioni sull’andamento complessivo del 2024. Durante la fiera sarà inoltre presentata e distribuita la nuova Guida realizzata dall’Area Interconnessione e Controllo di Anie Automazione.

Non solo prodotti, sistemi e soluzioni, ma tanto spazio anche per i contenuti al centro dei dibattiti nelle arene Industry, Tech e Next, dove si discuterà dei principali trend del sistema industriale: intelligenza artificiale, Industry 5.0, sostenibilità, per citarne alcuni.

Tanti contenuti anche sull’additive manufacturing nel seminario Discover 3D Printing, secondo il format ideato da ACAM – Aachen Center for Additive Manufacturing e Formnext.

SPS Italia prosegue il suo impegno non solo verso il miglioramento continuo del programma espositivo e convegnistico della fiera, ma anche sul fronte del miglioramento dell’esperienza per visitatori ed espositori. 

Dopo l’introduzione dei percorsi di visita guidati nell’undicesima edizione, che permettevano ai visitatori di ottenere indicazioni su come muoversi all’interno della fiera direttamente sul proprio smartphone (grazie all’app di SPS Italia), la novità di quest’anno è un chatbot che sarà a disposizione di visitatori ed espositori.

I nuovi blister in PLA (acido polilattico) by Sacar

I nuovi blister in PLA (acido polilattico): per Sacar un importante passo avanti verso la completa sostenibilità

Sacar, azienda specializzata nell’allestimento di settori espositivi per ferramenta e componentistica d’arredamento, ha ottenuto la prestigiosa Certificazione “OK Compost Industrial”, rilasciata da TŰV (Technischer Überwachungsverein) Italia, uno tra i più autorevoli Enti europei in tema di sicurezza, qualità e ambiente, per aver realizzato i contenitori della minuteria metallica e di altre categorie merceologiche utilizzando il PLA (acido polilattico), una bioplastica ottenuta dalla trasformazione di zuccheri presenti nel mais e in altri materiali naturali, quindi totalmente compostabili.
Per l’azienda brianzola rappresenta un prestigioso riconoscimento, che le riserva una
posizione di assoluta leadership nel proprio settore, anche sotto il profilo della
sostenibilità e del rispetto dell’ambiente.
“Per noi si tratta di una grande soddisfazione e di uno step importante nella storia della nostra realtà” commenta Marco D’Adda, Responsabile Commerciale e Ricerca & Sviluppo Sacar” perché si collega alla nostra scelta etica aziendale di ridurre il più
possibile l’utilizzo della plastica. E, poiché siamo i soli a utilizzare blister in materiale
compostabile, possiamo orgogliosamente affermare di avere questo vantaggio
competitivo rispetto ai nostri concorrenti”.
Il processo per ottenere questo riconoscimento è stato molto impegnativo, in linea con l’autorevolezza dell’Ente che l’ha rilasciato: le pratiche sono iniziate nel 2021 e le
procedure sono durate più di un anno, un percorso davvero molto lungo che ha richiesto all’azienda tempo e numerose risorse.
“La Certificazione” spiega Marco D’Adda, “conferma il fatto che tutti i materiali utilizzati per la confezione sono compostabili, inclusi gli scarti di produzione: è stato quindi necessario fornire la documentazione relativa sia alla vaschetta, sia al top sia al ribbon (ossia il nastro per termo-stampante). Si tratta di materiali che sono acquistati da aziende a loro volta certificate, ma TŰV richiede una regolarizzazione in tal senso anche da parte di Sacar”.
Nelle procedure di Certificazione, coordinate da Marco D’Adda, sono state coinvolte
numerose figure aziendali, responsabili delle varie funzioni, in base alle rispettive
competenze. “Questo riconoscimento” conclude “non è che il più recente passo di un
percorso di impegno ecologico partito nel 2010 con la realizzazione della nuova sede interamente concepita in funzione del basso impatto ambientale”.


SACAR
Presente sul mercato da oltre 50 anni, l’azienda è specializzata nell’allestimento di settori espositivi per ferramenta e componentistica d’arredamento, dedicati a centri self service per bricolage e fai da te. È focalizzata sulla qualità del prodotto e del servizio al cliente, dal momento dell’ordine alla consegna. Con le sue circa 8.000 referenze, collaboratori e partner qualificati, e un portfolio clienti nazionali, è leader nel suo settore di riferimento.

La nuova sede di Meda (MB) si sviluppa su oltre 5.000 metri quadrati dotati di impianti energetici a basso impatto ambientale, macchinari d’avanguardia e magazzino elettronico. Uno showroom accogliente con monitor e didattiche fotografiche presenta la gamma completa dei prodotti Sacar.

L’attuale focus dell’azienda è rappresentato dall’attenzione per la
salvaguardia dell’ambiente, per questo da oltre 15 anni ha ridotto al minimo i consumi energetici, ha dotato l’immobile di pannelli solari, e utilizza ormai il PLA (acido polilattico) per il confezionamento e l’imballaggio della maggior parte dei prodotti di minuteria e ferramenta.
www.sacardue.it

Pompe criogeniche LNG ad alta pressione

Vanzetti Engineering ha aumentato la fornitura di pompe criogeniche alternative ad alta pressione VT-3 per il mercato navale, in risposta all’evoluzione tecnologica dei motori offrendo sostenibilità e maggiore efficienza

Vanzetti Engineering ha incrementato considerevolmente la propria fornitura di pompe criogeniche ad alta pressione per il settore navale, in risposta ad una accresciuta esigenza di questa tipologia di prodotto per i sistemi di alimentazione per motori navali. Dal 2021, infatti, il numero di ordini per il modello di pompe criogeniche alternative ad alta pressione VT-3 dell’azienda è cresciuto notevolmente, grazie ad una nuova tendenza del mercato nella direzione di sistemi ad alta pressione, soprattutto per le navi alimentate a metano di grandi dimensioni come portacontainers, bulk carriers, gas & chemical carriers e car carriers.

Come conferma Giancarlo Geninatti Crich, LNG Marine Sales Manager di Vanzetti Engineering: “sono sempre più numerose le nuove navi che utilizzano come sistema di propulsione i motori a metano e, in particolare, quelle con sistemi ad alta pressione, con un’inversione di tendenza rispetto a qualche anno fa, quando erano più diffusi quelli a bassa pressione”.

Motori più efficienti e sostenibili

Questo nuovo trend degli ultimi anni è legato all’evoluzione tecnologica dei motori in un’ottica di sostenibilità e maggiore efficienza. Oggi, infatti, le grandi navi montano motori a due tempi MAN MEGI ad alta pressione e che, quindi, necessitano di pompe criogeniche alternative VT-3, nelle diverse configurazioni Duplex, Triplex o Quintuplex.

Vanzetti Engineering è entrata nel mondo dell’alta pressione già nel 2019 con le prime referenze nel settore navale ma, se fino al 2020 il 90% delle pompe criogeniche vendute per questo mercato era costituito da pompe a bassa pressione (massimo 20 bar), dagli inizi del 2021 gli ordini di pompe ad alta pressione (massimo 350 bar) sono aumentati considerevolmente, al punto che oggi registriamo una percentuale del 50% di richieste di pompe ad alta pressione e del 50% a bassa pressione”, spiega Giancarlo Geninatti Crich.

Dal 2021 ad oggi Vanzetti Engineering ha fornito un numero elevato di skid VT-3 Duplex e Triplex, per un totale di oltre 30 navi con sistemi di alimentazione ad alta pressione, per clienti dislocati in varie aree geografiche, in particolare Cina, Corea, Singapore e Norvegia.

Sicurezza, affidabilità e ridotta manutenzione

Le pompe criogeniche alternative VT-3 di Vanzetti Engineering, evoluzione del precedente modello VT-55, sono disponibili nelle versioni Simplex, Duplex, Triplex o Quintuplex, a seconda della portata richiesta, con una pressione massima di 420 bar. Il modello VT-3 rappresenta la soluzione ideale in termini di prestazioni, sicurezza, affidabilità e bassa necessità di manutenzione e può essere fornito su skid, con tutti gli accessori tra cui sensori, strumenti e valvole utili per un controllo sicuro e affidabile della pompa.

Transizione ecologica sviluppando le proprie risorse digitali

Non si può fare transizione ecologica senza transizione digitale. Si tratta di un concetto molto importante, che deve arrivare alle aziende e ad imprenditori e manager, oggi e in futuro, più che mai chiamati a fare innovazione procedendo su un doppio binario: trasformazione Digital e Green insieme

Una questione centrale messa in evidenza anche da Marco Taisch, professore del Politecnico di Milano e Scientific chairman del World Manufacturing Forum, in occasione dell’Industry 4.0 360 Summit.

Il docente del Politecnico milanese, esperto in innovazione dichiara: “La transizione ecologica è un fortissimo driver anche verso la transizione digitale, dato che se si può fare Digital transformation senza sostenibilità, non si può certamente fare il contrario: non si può realizzare transizione ecologica senza sviluppare le risorse digitali che la favoriscono e agevolano la decarbonizzazione”.

Per questo è importante puntare a “un Made in Italy e una manifattura circolari e sostenibili, come indicato e previsto anche all’interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza”, afferma Taisch.

Il settore manifatturiero ha una grande responsabilità nell’ambito della sostenibilità, dato che consuma tra il 30 e il 35% dell’energia usata nel mondo, e produce circa un terzo (anche qui, circa il 30-35%) della CO2 mondiale. Ma, allo stesso tempo, il mondo manifatturiero è il più grande generatore di posti di lavoro, che comprende l’occupazione anche nell’indotto e in settori come i servizi, la logistica, i trasporti.

“La soluzione per realizzare un futuro più sostenibile non può quindi certo essere una sorta di ‘decrescita felice’, un ridimensionamento delle produzioni e delle attività, ma invece le imprese non possono più ritardare l’evoluzione verso digitale e sostenibilità”, fa notare Taisch.

È una sfida di sviluppo sostenibile che apre le prospettive e che richiede anche nuovi modelli di business, come la servitizzazione delle attività manifatturiere, che è anch’essa un abilitatore di maggiore sostenibilità.

In questo scenario, l’IoT diventa fondamentale anche per rendere al consumatore in modo trasparente come funziona la fabbrica, cosa succede all’interno in termini di produzione e inquinamento, quanto un’azienda è davvero sostenibile nelle sue attività e caratteristiche di produzione.

I dati e i numeri raccolti e monitorati dell’IoT possono raccontare e mettere in evidenza anche tutto questo: saranno i dati di produzione a dire quali sono davvero le aziende più green e sostenibili, e quelle che invece si rivelano più inquinanti e nocive all’ambiente e all’uomo.

Un ruolo tecnologico importante, anche in tema di sostenibilità, è quello svolto e che può svolgere l’intelligenza artificiale (IA), nella misura in cui può permettere maggiore efficienza, maggiore produttività, meno sprechi e conseguenze inquinanti.

Intelligenza artificiale, un potenziale da sfruttare bene

Il potenziale dell’IA “è altissimo”, dice Taisch, anche se “stiamo vivendo una fase di hype dell’intelligenza artificiale per l’entusiasmo che circonda una novità tecnologica. In ogni caso, la capacità di leggere e usare dati è sempre più fondamentale, non solo a livello di economia e imprese, ma anche in ambito pubblico e statale”.

Il programma Gaia-X “è la risposta dell’Europa a queste necessità, ed è una risposta importante, per non trovarci impreparati ed esposti sul fronte delle tecnologie più evolute, credo che anche l’Italia debba investire in maniera importante su questa piattaforma e su questa risorsa”.

Anche l’aspetto etico è centrale in questo scenario, “è importante mettere delle leggi e regolamentare, come sta facendo la Commissione europea”, osserva il docente del Politecnico milanese, “ma bisogna evitare che le regole diventino solo burocrazia e quindi lacci e vincoli per le nostre imprese rispetto a quelle di altri Paesi extra-Ue dove di vincoli ce ne sono di meno”.

Sviluppare le competenze,  un impegno fondamentale

Il terzo pilastro per un’industria pronta per il futuro, insieme a sistemi intelligenti e manifattura circolare, è il capitale umano: “è un altro tema caldo e centrale, su cui dobbiamo investire sia in consapevolezza ma anche con azioni concrete”.

Secondo Taisch, la colpa del ritardo italiano non è solo delle istituzioni: “nel PNRR ci sono attenzione e risorse alle questioni delle competenze, della formazione e allo sviluppo degli Its, gli Istituti tecnici superiori, che però richiederà almeno cinque o sei anni per realizzarsi appieno”.

Anche le aziende “hanno una parte di responsabilità nel campo del mancato o dello scarso sviluppo delle competenze”, e un ruolo “è anche dei lavoratori, che spesso hanno un atteggiamento conservativo e rinunciatario ad aggiornarsi e alla formazione costante”, conclude  Taisch, “la formazione non è solo un diritto ma è anche un dovere del lavoratore”, perché “lavoratori più aggiornati e competenti abilitano aziende e fabbriche più efficienti e più produttive”, quindi in questo ambito “un po’ tutte le parti in causa hanno una parte delle responsabilità”.

ENI VERSALIS: strategia per la sostenibilità

Versalis è la società chimica di Eni, fortemente motivata a giocare un ruolo chiave nella transizione verso lo sviluppo di un modello di sostenibilità in crescita

Versalis basa le sue attività sull’integrazione dei principi di sostenibilità e circolarità nella gestione dei processi industriali e dei prodotti lungo l’intero ciclo di vita.

Le tre direttrici nell’ambito della sua strategia trovano fondamento nell’innovazione e sono:

1) la diversificazione delle materie prime, tra cui le fonti rinnovabili,

2) l’eco-design,

3) lo sviluppo di tecnologie di riciclo dei polimeri.

La Società interagisce con i mercati proponendosi con un portafoglio prodotti orientato ad un mercato in continua evoluzione, facendo leva sulle proprie competenze industriali, sulla ricerca e l’innovazione, sull’estesa gamma di tecnologie proprietarie, su una rete di distribuzione capillare e attività di assistenza post-vendita.

E’presente anche nella regione Asia-Pacifico, con uffici a Shanghai, a Mumbai (India) e a Singapore.

Nella stessa area, con la joint venture LVE, costituita con la sudcoreana Lotte Chemical, mira a promuovere lo sviluppo nel campo degli elastomeri. Ha inoltre uffici commerciali a Houston (Texas) per rafforzare, grazie alla controllata Versalis Americas, la sua presenza sul mercato locale, in particolare nel campo degli elastomeri.

Mentre in Ghana, Congo e nel Medio Oriente è presente con la JV VPM insieme a Mazrui Energy Service che ha un ruolo attivo nel settore Energy, con il portafoglio degli oilfield chemicals.

La chimica da fonti rinnovabili, un punto cardine nella transizione per la sostenibilità

La chimica da fonti rinnovabili è parte importante della strategia di crescita di Versalis, rappresentando la via per un più deciso indirizzo verso tecnologie in linea con i principi della bioeconomia e in sinergia con le produzioni tradizionali.

Versalis è impegnata nella messa a punto di un modello che tiene conto dell’intero ciclo produttivo in termini di uso di risorse rinnovabili, di conseguente riduzione delle emissioni di CO2 e di efficienza energetica.

L’impegno nella chimica da rinnovabili si focalizza in particolare su nuovi processi produttivi che utilizzano materie prime rinnovabili, come per esempio le biomasse solide, per produrre intermedi e polimeri.

Attraverso la Business Unit dedicata Biotech, Versalis sta sviluppando filiere e piattaforme tecnologiche che coprono vari ambiti (agronomico, biochimico e chimico) ed ambisce a valorizzare l’integrazione con il territorio che fornisce le biomasse, offrendo allo stesso opportunità di crescita.

Versalis svolge attività di ricerca sull’intera filiera della chimica da fonti rinnovabili nei centri di Novara in scala laboratorio, e a Rivalta Scrivia (Alessandria), per attività fino alla scala pilota della tecnologia di saccarificazione da biomasse ligno-cellulosiche a zuccheri di seconda generazione (non edibili) e successiva fermentazione a bioetanolo.

A Porto Torres, la ricerca è affidata al centro ricerche di Matrìca, joint venture con Novamont per la chimica da fonti rinnovabili, a supporto delle produzioni specifiche del sito e di vari altri progetti.

Un progetto: dalla chimica da fonti rinnovabili una gamma di disinfettanti Invix

A Crescentino (Vercelli), Versalis è impegnata nel riavvio della produzione di bioetanolo.  

In piena emergenza sanitaria da covid-19, Versalis ha messo a disposizione le proprie competenze e gli impianti di Crescentino per produrre una gamma di disinfettanti, denominata Invix, utilizzando come principio attivo l’etanolo da materie prime vegetali.


Il disinfettante, sviluppato su formulazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e autorizzato dal Ministero della Salute italiano, è un presidio medico chirurgico.
I centri di ricerca Versalis Biotech a Rivalta Scrivia (Alessandria) e a Novara stanno lavorando per perseguire ulteriori sviluppi nella produzione di una gamma completa di prodotti rinnovabili per via fermentativa quali bio-oli per la bioraffineria, polimeri totalmente biodegradabili (poliidrossialcanoati PHA), intermedi per bio-polimeri e bio-chemicals, tutti da zuccheri di seconda generazione.