Sas Viya, analytics in cloud

innovazione digitale Made in Italy

La piattaforma di analytics e intelligenza artificiale uniti con la flessibilità della tecnologia cloud

Disegnata per essere aggiornata e sempre disponibile, la nuova release SAS® Viya® 4, sul mercato a partire dalla fine del 2020, presenta una nuova architettura che aiuta a fornire gli analytics a tutti, ovunque.

L’innovazione che la caratterizza conferma l’impegno di Sas nel supportare le organizzazioni a trasformare i dati in conoscenza.

La release cloud-native di SAS Viya fa parte del risultato dell’investimento di 1 miliardo di dollari in intelligenza artificiale.

<< Questa release segna un grande passo innovativo per la piattaforma SAS e per i nostri clienti>>, afferma Oliver Schabenberger, Coo and Cto di Sas.

<<Le organizzazioni ci chiedono di supportare la loro trasformazione digitale con agilità, velocità, automazione, intelligenza e continuità. Queste sono le caratteristiche di SAS Viya 4: cloud-native analytics e intelligenza artificiale per gli utenti di tutti i livelli, trasformando la business intelligence in business “intelligente” in cloud.>>

<<Le aziende stanno apportando importanti cambiamenti nella propria tecnologia di analisi dei dati, guidata da architettura cloud-native>>, afferma Dan Vesset, Group Vice President, Analytics and Information Management di Idc. <<Sas Viya offre un modo flessibile ed efficiente per eseguire carichi di lavoro di analisi dei dati all’interno di architetture abilitate per container e microservizi. Le organizzazioni possono disaccoppiare le analisi dagli ambienti per aumentare rapidamente i servizi e soddisfare le esigenze decisionali in modo molto più agile.>>

Analytics ovunque e per tutti, che fanno la differenza

Sas sta semplificando il modo in cui l’AI e il machine learning sono integrati nel processo decisionale. Con una nuova architettura cloud-native e la disponibilità di interfacce interattive e di programmazione, i clienti Sas non saranno più vincolati dal linguaggio di programmazione, dai silos di dati o da competenze specifiche.

La preparazione automatizzata dei dati, il machine learning (AutoML) e la distribuzione dei modelli migliorano la produttività delle risorse in ambito data science e portano le potenzialità di intelligenza artificiale anche ai meno esperti.

SAS Viya 4 utilizza processi di continuous integration e continuous delivery (CI/CD) che consentono ai clienti di scegliere gli intervalli di release, così da avere accesso agli ultimi aggiornamenti e innovazioni nel momento in cui sono disponibili. 

Le organizzazioni analiticamente mature sanno che ogni decisione che deriva dai loro modelli può avere un impatto significativo sui profitti.

Le tecnologie cloud si stanno evolvendo. L’architettura di SAS Viya 4 è progettata per fare lo stesso. Consente infatti ai clienti di sfruttare al massimo i propri investimenti in analytics attraverso software as a service (SaaS) su cloud Sas, pubblico o privato.

B&R: avvicendamento al management

avvicendamento del management

Dal prossimo 1° agosto, Luca Galluzzi (52 anni) entrerà a far parte del Consiglio Direttivo di B&R e assumerà il nuovo ruolo di Chief Sales Officer

Galluzzi subentra a Peter Gucher, che andrà in pensione dopo 34 anni di carriera in azienda, carriera iniziata quando B&R era ancora una piccola start-up dell’Alta Austria con 60 dipendenti. Nel corso degli anni Gucher ha costruito una rete di vendita che oggi comprende 27 filiali e oltre 180 uffici in tutto il mondo.  

Nel suo nuovo ruolo, Galluzzi sarà responsabile di tutte le attività di vendita globalidi B&R e della crescita della compagnia nei nuovi mercati. Oltre alla nuova posizione nel team direttivo, manterrà le sue attuali responsabilità di Managing Director per la Regione del Sud Europa.

“Luca Galluzzi ha svolto un lavoro eccezionale nella regione dell’Europa meridionale”, ha detto Hans Wimmer, CEO di B&R, “dimostrando grande vocazione nello sviluppo del nostro business in questa regione. Sono molto lieto che il nostro team esecutivo possa ora beneficiare delle sue conoscenze e della sua esperienza”.

A sua volta, Luca Galluzzi passa il ruolo di guida della filiale italiana a Marzio Grattieri, che dal 1° agosto sarà quindi il nuovo direttore generale di B&R Italia, mentre Carlo Cuppini sarà il nuovo direttore vendite nel nostro Paese.

Grattieri ha spiegato che “anche se già nella seconda metà del 2019 si preannunciava una certa flessione nel mercato dell’automazione, B&R ha potuto chiudere l’anno con un +8%sul 2018. Sono stati aperti nuovi uffici a Padova e rinnovata la sede nel milanese con il trasloco nella nuova struttura di Cesate”.

Gli obiettivi di Grattieri per il futuro sono chiari. “Squadra che vince non si cambia, per questo confermo il mio team come una squadra vincente. So di aver accettato questo ruolo in un momento non certo facile, ma guardo al futuro con ottimismo e so che abbiamo gli anticorpi adatti per ripartire. Nonostante il lockdown, in B&R siamo comunque andati avanti e abbiamo concluso alcuni progetti e delle nuove trattative”.

Gli elementi vincenti di B&R si confermano, come ha spiegato Grattieri, “il portafoglio prodotti, veramente unico ed estremamente vario, che sarà senz’altro una leva per la nostra ripartenza, oltre al percorso di formazione continua interna che viene confermata, con una particolare attenzione alla creazione di talenti futuri”.

Entrambi, Galluzzi e Grattieri, hanno concordato che restano vincenti, per affrontare al meglio il futuro, la valorizzazione dell’asset più importante – le persone – e il supporto tecnologico allo sviluppo di linee di produzione adattive, sulle quali si devono perfettamente integrare avanzati sistemi di motion, soluzioni di robotica, sistemi di visione e software evoluti.

Innovazione tecnologica: il polo tecnologico “Noi Techpark” riapre a Bolzano

Techpark

Noi Techpark, il distretto dell’innovazione di Bolzano, ha riaperto le porte e va ripopolandosi di ricercatori, tecnici, giovani talenti e imprenditori.

La ripresa delle attività post Covid-19 avviene anche grazie all’apertura di 19 nuovi ingressi, dieci aziende e nove start-up, che portano così a 75 il numero totale di imprese presenti nel parco: aziende, start-up e spin-off che hanno scelto il polo tecnologico per connettersi a un ecosistema vitale, che proprio sull’interazione tra ricerca e impresa basa il suo successo.

Durante la pandemia il polo tecnologico non si è mai fermato, dimostrando con iniziative online come “Reagire alla crisi” di saper offrire supporto alle aziende anche “da remoto” – riapre le sue porte in totale sicurezza: 19 le nuove imprese accolte (11 insediate nel primo trimestre dell’anno, altre 8 presentatesi e selezionate durante il periodo di lockdown) che potranno interagire e lavorare a stretto contatto con le altre aziende già presenti, i centri di ricerca e l’università.

I nuovi ingressi, che portano a 75 il numero totale delle imprese insediate, potranno usufruire dei servizi di supporto all’innovazione forniti dal polo tecnologico Noi Techpark e, soprattutto, dei 40 laboratori attivi in settori tecnologici di punta che li aiuteranno a sviluppare, in stretta relazione con gli istituti di ricerca, nuove soluzioni in grado di aumentare know-how e competitività sul mercato.

“La crisi ha colpito parti dell’economia anche in Alto Adige. Proprio per questo l’insediamento di nuove aziende e start-up a Noi Techpark è un importante segnale di fiducia nel futuro di tutto il territorio – racconta Arno Kompatscher, presidente della Provincia Autonoma di Bolzano – È un momento in cui competenza e ricerca sono fondamentali”.

Al polo tecnologico Noi Techpark, le 19 nuove imprese e start-up potranno lavorare, confrontarsi e collaborare con i ricercatori di Eurac Research, Università di Bolzano, Centro di sperimentazione Laimburg, Fraunhofer Italia e Agenzia CasaClima.

Le aziende potranno così sviluppare e testare i propri prodotti condividendo il proprio know-how in un ambiente composto da altri innovatori e giovani talenti. 

La maggior parte delle imprese lavorano nell’ambito del Digital e delle tecnologie Green, due settori di punta nel prossimo futuro. Ci sono però anche nuove aziende che lavorano nel settore dell’Automotive & Automation e del Food.

Inoltre, ci sono quattro start-up, che negli ultimi tre anni sono diventate aziende di Noi Start-up Incubator, e si sono stabilite nel polo tecnologico, insieme alle 19 nuove aggiunte. La missione di Noi Techpark è proprio quella di coltivare ulteriormente questo terreno con servizi su misura come il programma di mentoring, i workshop e i servizi di supporto. “ Siamo onorati di essere parte del polo tecnologico Noi Techpark attraverso il Würth Innovation Hub che, tra i numerosi obiettivi, ci consente di intensificare i progetti di innovazione e di ricerca che rappresentano un pilastro fondamentale della strategia di crescita di Würth Italia – afferma Nicola Piazza, Amministratore Delegato di Würth Italia – Essere presenti a Noi Techpark, uno dei più dinamici parchi scientifico-tecnologici in Europa, ci offre la possibilità di conoscere e di collaborare con numerose start-up innovative, generando un interscambio fondamentale e determinante per sviluppare ulteriori progetti innovativi ed entrare in contatto con il mondo del futuro”.

Automazione Industriale Intelligente e Life Science digitalizzate

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Nei prossimi anni vedremo sempre più l’ascesa e la collaborazione tra nuovi attori nel panorama industriale: intelligenza artificiale (AI), machine Learning (ML) ed elaborazione del linguaggio naturale (NPL) per realizzare un’automazione intelligente con un approccio più opportuno e vantaggioso

Il comparto life science non scappa a questa regola, anzi!  

Deve essere tra i primi settori sempre aggiornati, sfidare nuovi limiti, ricercare molecole, terapie e dispositivi sempre più all’avanguardia per poter migliorare la vita dei pazienti.

In poco più di un secolo le scoperte in ambito farmaceutico hanno letteralmente doppiato e sommerso i progressi in ambito industriale.

Se da un lato abbiamo un ampio ventaglio di potenziali molecole interessanti da testare, dall’altro lato, i mezzi industriali, le tecnologie e l’automazione a disposizione non sono proprio al passo con la ricerca.

Ricerca e industrializzazione/automazione viaggiano su binari diversi

La ricerca è stata più libera di correre liberamente mentre dall’altra parte le compagnie farmaceutiche hanno trovato una strada molto più tortuosa per poter soddisfare la compliance in campo industriale.  Scenari regolatori in perenne movimento, problematiche legate ai brevetti e soluzioni tecnologiche datate.

Ancora oggi molte attività sono appesantite da processi di compliance rigidi.

Inoltre, è sempre più visibile la frattura esistente tra la gestione e la comprensione critica che le aziende dovrebbero utilizzare per gestire in maniera ottimale gli aspetti di sicurezza e collaborazione del paziente.

Le aziende dovranno necessariamente in futuro adottare soluzioni più integrate e affidarsi sempre più all’automazione per allinearsi a tali aspetti e risolvere le sfide più critiche in maniera efficace. L’automazione è pertanto vitale per ottenere successo nell’industria farmaceutica.

Le compagnie stanno affrontando ogni giorno grandi flussi di cambiamenti soprattutto nella gestione dei dati per salvaguardare la compliance e la sicurezza dei prodotti immessi in commercio.

Numerosi dati provengono da fonti multiple, sempre più prodotti sono distribuiti in paesi differenti che cambiano continuamente i propri requisiti regolatori.

Per esempio, l’utilizzo di una intelligenza artificiale integrata a sistemi di farmacovigilanza consentirebbe l’ottimizzazione e l’elaborazione simultanea dei dati da svariate fonti (email, social media, banche dati online, files audio, video) e renderebbe i trials clinici più consistenti, sicuri e vantaggiosi, riducendo di gran lunga le tempistiche.

Nonostante l’automazione sia spesso stato ingiustamente sinonimo di disoccupazione (Machines replacing Humans), in realtà anche nel pharma worldcome in altri campi, porterà ad un restyling vero e proprio del lavoro traducendosi in nuove posizioni lavorative, l’accento di sposterà sempre di più sull’aspetto data science.

Il coinvolgimento umano non scomparirà ma sarà trasformato ed integrato sempre più in un unico processo automatizzato tra AI, ML e NPL.

Ciò porterà a setacciare le voluminose quantità di dati processati più velocemente ed efficientemente. Il risultato finale? Le aziende libereranno più tempo e risorse che potranno essere investite in miglioramenti ed innovazione invece che in compiti ripetitivi senza valore aggiunto. Anche i dati stessi, hanno subito una loro “evoluzione” e continueranno ad evolversi e ad espandersi.

L’industria dovrà necessariamente adattarsi alla loro trasformazione per poter far fronte ad un volume di dati in continua crescita da fonti più disparate.

Prima i dati erano abbastanza puntiformi, statici, e ricavabili da fonti standard e tradizionali (report, banche dati collaudate, laboratori) adesso invece possiamo ricavare dati da dispositivi indossati direttamente dai pazienti, questo porta ad assumere sempre più dati e in maniera più dinamica.

Da un punto di vista tecnico si arriverà ad ottenere dati più consistenti, un legame sempre più forte tra pazienti ed i professionisti dell’ambito sanitario e la trasformazione della sanità stessa nell’era digitale.

Sempre più dati a disposizione provengono da canali non tradizionali, meno statici e più fluidi, come social media e siti online, e sono spesso utilizzati dai pazienti per scambiare informazioni, transitare dati e comunicare: tutto ciò porta ad un ampio raggio d’ azione. È compito della tecnologia e dell’automazione dunque, riuscire a captare i dati utili nel mezzo dello “tsunami digitale” e contestualizzarli, confrontarli anche con i vecchi dati più “analogici” e tradizionali per poter analizzare e migliorare la qualità di vita dei pazienti, la compliance e la qualità del prodotto.

Dassault Systèmes e Aden Group: ospedali “chiavi in mano” in 100 giorni

digital twin e collaborazione virtuale

Grazie a digital twin e collaborazione virtuale le due aziende svilupperanno soluzioni pronte all’uso per la costruzione di ospedali per malattie infettive come Covid-19

Dassault Systèmes, azienda specializzata in ambienti virtuali 3D collaborativi, e Aden Group, una delle più grandi aziende integrate di gestione di impianti in Asia, hanno annunciato l’intenzione di collaborare allo sviluppo di una soluzione “chiavi in mano” per la costruzione di ospedali per malattie infettive.

Akila Care, così si chiama la soluzione, potrà essere implementata velocemente e gestita facilmente nei Paesi più gravemente colpiti dal COVID-19 che hanno necessità immediata di strutture sanitarie di qualità. Il progetto nasce nella scia dell’esperienza dell’ospedale di Wuhan, il primo esempio di struttura costruita in pochi giorni.

Le due aziende lavoreranno insieme per sviluppare nuovi processi per la progettazione, costruzione e gestione operativa dell’ospedale, sfruttando la piattaforma 3DEXPERIENCE di Dassault Systèmes e la soluzione ospedaliera “smart and connected” Akila Care di Aden Group. L’iniziativa ruota attorno a un ambiente collaborativo virtuale per la progettazione, la simulazione e lo sviluppo di ospedali che possono essere costruiti e resi operativi in 100 giorni, restando in esercizio per molti anni, oltre a ottimizzarne l’operatività e la manutenzione lungo l’intero ciclo di vita. Nell’ambito della collaborazione, le due aziende prevedono la creazione di un consorzio di società specializzate in apparecchiature medicali, ingegneria e costruzioni, che offrirà la soluzione ospedale “chiavi in mano” ai Paesi che più ne hanno bisogno.

In un contesto globale dove la velocità di decisione e la rapidità di azione sono fondamentali per combattere il COVID-19, la combinazione fra un’architettura modulare edificabile in tempi rapidi e una piattaforma digitale può accelerare la costruzione di strutture sanitarie all’avanguardia e garantirne la piena operatività in tempi record,” spiegano Francois Amman e Joachim Poylo, cofondatori di Aden Group. “Avvalendoci della piattaforma 3DEXPERIENCE puntiamo a sviluppare una soluzione che ci consenta di ridurre le modifiche di progettazione, gestire un programma di sviluppo in tempi rapidi, rispettare i termini di consegna in modo rapido ed efficace, e garantire la manutenzione e la sicurezza a lungo termine degli ospedali in vista di nuove pandemie.

Una volta sviluppata, la soluzione metterà a disposizione un ambiente collaborativo virtuale nel quale dipendenti e fornitori verranno invitati a utilizzare un gemello virtuale dell’ospedale per ottimizzare la pianificazione degli spazi, la progettazione dei moduli, i reparti di isolamento con pressione negativa e altri elementi, simulare la costruzione e gli impianti e addestrare il personale che si occuperà della costruzione. Ultimata la costruzione dell’ospedale, la soluzione consentirà di gestire tutte le risorse in modalità digitale, collegando la struttura con apparecchiature medicali allo stato dell’arte per monitorare le procedure di igiene digitalizzate e i robot impiegati nei reparti.

Con Akila Care, Aden propone un approccio al tempo stesso innovativo e consolidato alla gestione di edifici modulari, intelligenti e connessi che richiede processi di progettazione e costruzione basati su concetti manifatturieri avanzati. Questo tipo di edifici, concepiti nell’ottica della modularità e dell’operatività, possono essere realizzati solo riproducendo il risultato finale con un gemello virtuale olistico e integrato che offre un’esperienza a 360 gradi. La piattaforma 3DEXPERIENCE funge da catalizzatore e abilitatore per questa svolta radicale, trasformando la nostra alleanza in un modello per la futura realizzazione di infrastrutture critiche,” sottolinea Bernard Charlès, Vice Chairman e CEO, Dassault Systèmes. “Insieme abbiamo già dimostrato come la simulazione dei meccanismi di contaminazione e diffusione del virus nell’impianto di ventilazione dell’ospedale Leishenshan abbia aiutato a gestire le esigenze sanitarie più urgenti; ora lavoreremo insieme per applicare le nostre conoscenze e competenze a tutti gli aspetti del ciclo di vita di un ospedale.

SPS Italia Digital Days, la nuova dimensione digitale

SPS Italia Digital Days
A settembre SPS Italia incontra la community per l’automazione in una nuova dimensione digitale.

L’annuncio del posticipo avviene in accordo con espositori e partner. A guidare la scelta di rimandare l’incontro in fiera, c’è innanzitutto la priorità di organizzare un evento che garantisca la sicurezza dei partecipanti.

Per accompagnare espositori e visitatori verso la prossima edizione, SPS Italia si completa nel frattempo di una nuova dimensione digitale.

L’impegno infatti, negli ultimi mesi, si è concentrato nella realizzazione di una piattaforma di matchmaking per supportare la filiera fino alla riapertura.

“SPS Italia Contact Place” sarà un luogo virtuale per lo scambio di contenuti e di contatti per il settore e vivrà di particolari momenti di ascolto come gli SPS Italia Digital Days: una tre giorni di formazione e networking in rete che dal 28 al 30 settembre, in quelli che sarebbero stati i giorni di fiera, inaugurerà la piattaforma e trasporterà la community dell’automazione in una dimensione digitale.

A garanzia del funzionamento di questo progetto è il DNA della manifestazione che, grazie ai suoi espositori, offre una rappresentazione completa dell’automazione industriale, della dimensione digitale, della robotica e dell’additive manufacturing.

Registrazione e aggiornamenti su:

spsitalia.it/digitaldays

SPS Italia Contact Place è l’hub dell’automazione industriale 365 giorni l’anno.

Un luogo virtuale per scoprire e contattare tutte le aziende di automazione, amplificatore delle opportunità della fiera, per consolidare le relazioni in una dimensione digitale che non esclude, ma anzi integra la visita agli stand. Attraverso SPS Italia Contact Place sarà possibile accedere a contenuti live e on-demand di SPS Italia e delle aziende partner.

Sps Italia Digital Days

Robotica industriale
La robotica industriale protagonista in un webinar

Realtà diverse tra cui Omron, Universal Robots, Onrobot parteciperanno al webinar in programma il 18 giugno. Il focus è sui robot e l’automazione e la loro capacità di poter far fronte alle immediate necessità del comparto manifatturiero italiano

«Stare al passo ai tempi del Covid-19 richiede uno sforzo di fiducia, lungimiranza e immaginazione. Siamo convinti che questo sia solo un momento, che l’esperienza fisica di incontro e di business in fiera non possa essere sostituita né possa esaurirsi, ma abbiamo subito messo in campo le nostre forze per rimanere al fianco della community che da anni ci segue».

È con queste parole che Donald Wich, Amministratore Delegato Messe Frankfurt Italia, presenta il calendario di appuntamenti digitali We love talking, su alcune tematiche chiave per il manifatturiero, che vuole dare continuità agli incontri diffusi sul territorio che l’emergenza sanitaria ha costretto a interrompere.

Saranno tante le tematiche che verranno affrontate durante gli incontri, come robotica industriale, smart factory e controllo da remoto, manutenzione predittiva, efficienza e sostenibilità, sicurezza, artificial intelligence e cloud, additive manufacturing e pharma 4.0.

La continua evoluzione della robotica industriale“, giovedì 18 giugno, si focalizzerà su robot e automazione in generale, basilari per garantire la continuità produttiva delle aziende manifatturiere e di settori strategici, assicurando nel contempo anche la salute dei lavoratori.

In un “nuovo futuro” in cui dovremo ripensare molti aspetti delle nostre attività, i robot potrebbero rivelarsi alleati fondamentali per l’uomo.

REGISTRAZIONE SU:

https://www.spsitalia.it/it/continua-evoluzione-robotica-industriale

agenda webinar
https://www.spsitalia.it/it/appuntamenti-digitali#tutti

Festo LifeTech: tecnologia piezo-elettrica nelle valvole

FESTO Proportional flow control valve VEMD

Il settore healthcare si trova ogni anno ad affrontare un numero sempre maggiore di sfide per rispondere alle necessita di tutto il mondo

Sono molti i fattori globali che portano a investire in questo settore tra i quali l’aspetto demografico, arrivato a essere uno dei “megatrend” più influenti sul mercato a livello globale.

Alla base troviamo tre cause:

• l’incremento della popolazione: ormai abbiamo raggiunto i 7,2 miliardi. Dei quali un miliardo solo negli ultimi 12 anni;

• l’invecchiamento della popolazione: si stima che nel 2050 le persone over 60 raddoppieranno, raggiungendo i 2 miliardi;

• l’aumento di malattie legate all’urbanizzazione, all’impatto ambientale e alla mobilità globale.

Da parte delle autorità pubbliche si ha quindi la necessità di abbassare i costi legati alla sanità, aspetto che a sua volta comporta una crescente richiesta nell’ambito dell’assistenza sanitaria preventiva oltre che di diagnostica.

In sostanza, prevenire è meglio che curare, anche da un punto di vista di costi.
Per questo sviluppiamo tecnologie che puntano a migliorare le prestazioni degli strumenti medicali e da laboratorio. Si tratta di soluzioni facili da implementare, e che comportano una riduzione del time to market e dei costi di sviluppo.

LifeTech: campi applicativi

Oltre alle esigenze espresse dalle autorità, ci sono un altro paio di fattori di cui tenere conto:
• le persone anziane vogliono mantenere uno stile di vita adeguato con la possibilità di muoversi;
• il processo di laboratorio predominante è ancora manuale.

Festo è partita proprio da queste esigenze per realizzare le soluzioni del settore LifeTech, che si focalizza su tre campi applicativi:

Automazione di laboratorio (meccatronica);

Liquid Handling (controllo di liquidi);

Gas Handling (controllo gas medicali e ossigeno).

La divisione LifeTech dFesto offre soluzioni innovative nel campo della tecnologia medica e automazione di laboratorio, oltre a dare supporto ai produttori di sistemi e apparecchiature combinando qualità e massima efficienza.


In collaborazione con i suoi clienti, Festo sviluppa prodotti e sottosistemi per apparecchiature medicali e laboratori automatizzati, come:

• controllo e regolazione dei gas medicali;

• controllo della portata con valvole compatte per applicazioni di ventilazione e ossigenoterapia;

• controllo e dosaggio fluidi;

soluzioni pneumatiche per strumentazioni chirurgiche;

• soluzioni di automazione per laboratori.

In particolare, è stata integrata la tecnologia piezo-elettrica alle  valvole Festo, così da sviluppare soluzioni e sottosistemi per apparecchiature medicali che permettessero regolazione e controllo efficienti dei gas medicali e dell’ossigeno e quindi alla lifetech.

Le valvole proporzionali VEMP e VEAE.

VEAE: affidabilità e precisione

VEAE regola i flussi di gas, come ossigeno, azoto o gas inerti, in modo affidabile e preciso.
Si tratta di una valvola compatta, ideale per ventilatori fissi per ambulatori e ospedali.
Offre un controllo ottimale del flusso d’aria che la rende adatta all’uso in odontoiatria e chirurgia.

Una soluzione pensata sia per la tecnologia medica sia per le applicazioni in assemblaggio leggero, elettronica e industria dei semiconduttori.

Trovate maggiori dettagli al link:

https://www.festo.com/cms/it_it/62533.htm

Crédit Agricole Italia sostiene l’Automazione industriale

Credit Agricole Italia e Gruppo Camozzi
Crédit Agricole Italia e SACE a sostegno della crescita del Gruppo Camozzi

In quest’ultima operazione, Crédit Agricole  ha erogato un finanziamento garantito da SACE destinato a sostenere i piani di crescita in Italia e nel mondo del Gruppo Camozzi, multinazionale italiana leader nella produzione di componenti e sistemi per l’automazione industriale presente anche nei settori delle macchine utensili speciali, delle macchine per la filatura e in numerosi altri processi di lavorazione delle materie prime

Il finanziamento garantito da SACE – nell’ambito della sua tradizionale operatività a favore delle attività export delle aziende italiane – ha un valore di complessivi 40 milioni di euro una durata di 6 anni ed è finalizzato a sostenere il piano di investimenti futuri del Gruppo legati sia alla crescita in ambito nazionale che internazionale.

Il Gruppo Camozzi è fra i protagonisti mondiali della “rivoluzione 4.0” con un modello di gestione della produzione e automazione industriale, basato sulla connessione fra sistemi fisici e digitali, analisi complesse attraverso big data e conseguenti adattamenti in tempo reale e ha ingenti progetti di ricerche riguardanti la smart automation, l’efficientamento energetico e l’utilizzo di materiali innovativi.

“Crédit Agricole Italia è orgogliosa di essere al fianco di aziende d’eccellenza come Camozzi, in special modo in questo particolare momento. Vogliamo sostenere concretamente il tessuto imprenditoriale italiano, ponendoci come partner di riferimento, non solo finanziario, per individuare insieme nuove opportunità di sviluppo, come per l’automazione industriale, offrendo servizi di consulenza e soluzioni su misura”, dichiara Alessio Foletti, Responsabile della Direzione Banca d’Impresa di Crédit Agricole Italia.

“L’attenzione di Crédit Agricole e SACE nel sostenere i progetti che stanno trasformando il settore manifatturiero a livello globale e l’automazione industriale, è consolidata nel tempo e con l’operazione di oggi affiancano nuovamente il nostro Gruppo, che sta investendo con prodotti innovativi in segmenti rilevanti per il presente e il futuro della nostra società come il Life Science che, mai come nell’emergenza attuale, necessita di continui progressi”, afferma Lodovico Camozzi, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Camozzi. “Attraverso questa operazione confermiamo il sostegno di SACE alle eccellenze italiane come Camozzi, che operano sui mercati internazionali e fanno dell’export uno dei propri driver di crescita”, sottolinea Simonetta Acri, Chief Mid Market Officer di SACE. “In un contesto difficile in cui SACE è stata chiamata al fianco di tutte le imprese italiane, il nostro intervento a sostegno del piano di automazione industriale di Camozzi rafforza i piani di crescita di un gruppo che vanta già un’impronta fortemente internazionale, grazie a 18 stabilimenti produttivi nel mondo e una rete distributiva in oltre 70 paesi”.

FANUC Italia per aiutare l’industria

fanuc robot collaborativi

Distanziamento tra gli operatori, messa in sicurezza degli impianti, nuove opportunità di investimento e occasioni di riconversione degli stabilimenti

La ripartenza dell’industria italiana a seguito dell’emergenza sanitaria Covid-19 si muove su binari interamente inediti, tra una rinnovata spinta a ritornare competitivi e incertezze dovute alla situazione economica internazionale.

FANUC Italia, filiale del Gruppo giapponese esperta di automazione di fabbrica, affianca la filiera manifatturiera italiana anche in questo particolare momento mettendo a disposizione delle aziende la propria potenza di fuoco tecnologica a condizioni vantaggiose.

Con il programma “Partner of the rise”, FANUC concede alle aziende l’utilizzo gratuito di 10 robot collaborativi e 5 presse ROBOSHOT per lo stampaggio a iniezione elettrico.

L’iniziativa prevede l’utilizzo gratuito delle risorse per i primi 30 giorni, unitamente alla consulenza degli Application Engineer e all’installazione e messa in servizio da parte di personale tecnico qualificato. Successivamente le aziende coinvolte avranno la possibilità di estendere per ulteriori 60 giorni l’utilizzo dei robot e delle presse ad un canone agevolato, e al termine dei 3 mesi potranno decidere se riscattare il bene o riconsegnarlo a FANUC.

Grazie a questa iniziativa, le imprese beneficiarie avranno modo di concentrarsi sul progetto imprenditoriale avvalendosi della preziosa collaborazione con un partner tecnologico come FANUC, che può contare su una solida esperienza nello sviluppo di soluzioni su misura.

I robot collaborativi della gamma FANUC CR possono lavorare fianco a fianco con gli operatori e interagire senza il bisogno di dispositivi di sicurezza esterni, aumentando velocità e qualità delle linee produttive.

Le presse ROBOSHOT abilitano lo stampaggio a iniezione elettrica ad alta precisione, e si dimostrano perfette ad ottenere superfici di qualità in particolare per il settore medico, elettrico, automobilistico ed ottico. “FANUC supporta la graduale ripresa delle attività produttive in Italia e si schiera al fianco delle imprese, con i propri macchinari e le proprie competenze”, ha dichiarato Marco Ghirardello, Managing Director di FANUC Italia. “Pensiamo sicuramente alle aziende impegnate in prima linea contro il Covid-19, che possono incrementare la produzione di strumenti essenziali al contenimento dell’epidemia, come ventilatori polmonari, materiale sanitario protettivo e kit diagnostici, ma anche alle tante altre realtà industriali che oggi necessitano di un aiuto immediato. Un contributo concreto che si inquadra nel nostro impegno quotidiano a generare un impatto positivo per il territorio e l’intera comunità di stakeholder”.