Automazione e resilienza tecnologica nel settore farmaceutico

automazione digitale farmaceutica

Cloud, Intelligenza Artificiale, piattaforme Low-Code e nuove forme di comunicazione e customer care: la filiera del settore farmaceutico ricorre a tutte le tecnologie abilitanti per supportare un cambiamento irreversibile, che la pandemia ha solo accelerato

Se è vero che il settore farmaceutico in un periodo di crisi sanitaria non può temere arresti, è anche vero che proprio la crisi sanitaria sta trasformando le abitudini di milioni di persone, incidendo anche sulla salute generale e modificando le esigenze e i trend in ambito healthcare. Inseguire questi mutamenti richiede alle aziende del settore flessibilità, ma anche creatività. La dote forse più necessaria, però, è il coraggio, perché per stare al passo, bisogna adottare nuovi modelli di business, basati su tecnologie digitali altamente pervasive.

Una prima, composita, panoramica ci viene da Teresa Minero, Founder & Ceo di LifeBee-Digitalizing Life Science- e International Board of Directors, European Leadership Team, Steering Committee Pharma 4.0 di Ispe, associazione globale no-profit che riunisce i professionisti del Life Science.

Nel corso di un suo recente intervento mirato a individuare la rilevanza di tutto ciò che è Industria 4.0 nella crescita delle aziende di ogni settore e in particolare di quello farmaceutico, la Minero faceva riferimento a un’inchiesta del Politecnico di Milano, che ha messo a confronto imprese attive in ambito Industria 4.0 e imprese meno attente ai processi di trasformazione digitale. Le imprese attive per Industria 4.0 mostrano parametri di crescita, redditività e produttività del lavoro decisamente superiori, a testimonianza del fatto che l’adozione del pensiero e delle sfide Industria 4.0 costituisce un oggettivo vantaggio competitivo.

«Non che non ci siano difficoltà nel seguire questo processo di trasformazione, come emerge da una ricerca di Couchbase, pubblicata negli Stati Uniti a settembre 2019 che prende in esame 450 responsabili di Trasformazione Digitale tra Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania», ha detto Teresa Minero.

«Secondo questo studio, gli interventi non risultano sempre di successo. Le imprese riscontrano soprattutto la complessità di implementazione delle nuove tecnologie, la mancanza di risorse e competenze per portare a termine gli aggiornamenti, i ritardi e a volte il fallimento degli obiettivi perché non sempre i progetti riescono a essere veramente trasformativi o rivoluzionari. Segnali da non sottovalutare e di cui far tesoro nella definizione del giusto approccio da tenere rispetto al cambiamento, anche a fronte della contestuale grande maggioranza di testimonianze di conseguimento di risultati di miglioramenti “almeno” significativi per gli utenti finali, che comprendono un gran numero di trasformazioni effettive o addirittura rivoluzionarie».

Venendo più specificamente al Pharma, anche l’ultima survey di Ispe sul tema 4.0 nel settore, condotta con la collaborazione della Liuc Business School, conferma che gli imprenditori del settore farmaceutico sono ormai pienamente consapevoli del fatto che le nuove tecnologie, quali ad esempio Cloud, Analytics, robotica avanzata, siano dei volani per lo sviluppo delle loro aziende.

Il punto debole, ciò su cui bisogna ancora lavorare, è la percezione ancora solo parziale di cosa significhi trasformazione digitale radicale e di come si possano realmente assimilare i nuovi modelli di business.

Quale può dunque essere la strategia più appropriata per affrontare questi ostacoli? Teresa Minero non ha dubbi: è necessaria una roadmap. «LifeBee propone ai suoi clienti un percorso condiviso per lo sviluppo di una roadmap che tiene conto di tutti i fattori in gioco, un percorso che parte dall’individuazione di un obiettivo 4.0 reale, il più adatto all’impresa stessa, e passa per l’individuazione di uno scenario 4.0, basato sulla situazione, i tempi, le risorse e gli obiettivi intermedi. I punti guida sono la sostenibilità in termini di investimenti e risorse, la strategia a lungo termine, l’esecuzione per passi con quick-win, il miglioramento dei processi e, soprattutto, una compliance proattiva e non “reattiva”, ovvero non mero adempimento di norme, ma compliance by design su processi e soluzioni».

Secondo Teresa Minero, uno dei temi centrali di questa evoluzione del comparto farmaceutico, perché già a vario titolo sperimentato da molte aziende, è la serializzazione, che proprio nelle prossime settimane sarà oggetto di approfondimento all’interno di una serie di incontri promossi sempre da LifeBee.

Data Integrity, una priorità per il farmaceutico

Un altro tema centrale in ambito farmaceutico è quello dell’Integrità dei Dati, sia per una questione normativa, sia perché in un clima di emergenza sanitaria aumenta nel cliente finale il bisogno di rassicurazioni sulla sicurezza del prodotto e sulla reputazione del marchio.

Ne abbiamo parlato con Sébastien Girard, Global Business Development Manager Consumer Packaged Goods di Eurotherm, parte del gruppo Schneider Electric, che fornisce soluzioni per mantenere l’integrità dei dati durante il loro intero ciclo di vita.

«In questo difficile periodo per le aziende farmaceutiche è fondamentale rimanere agili e ridefinire il flusso di convalida e controllo della qualità dei dati. Per le aziende farmaceutiche l’aspetto più importante rimane, anche in questa nuova normalità, mantenere la fiducia del paziente e riaffermare il concetto che “La sicurezza del paziente viene prima di tutto».

È quindi il momento giusto per ripensare alla governance dell’Integrità dei Dati, per reimpostare i processi standard e il sistema di gestione della qualità, vivendo questo passaggio come un’opportunità di mettere nero su bianco i dettagli del ciclo di vita dei dati, evidenziando i rischi potenziali e le necessarie azioni migliorative per risparmiare tempo e ridurre i costi legati al rilascio di batch e per proteggere i dati da errori legati a guasti, falsificazioni e attacchi informatici.

L’emergenza sanitaria ha inoltre reso urgente l’abbandono di registratori a carta e di record cartacei in generale: è semplicemente impensabile, in periodo di Lockdown, immaginare un tecnico costretto a recarsi in un impianto per apporre la propria firma in fondo a un foglio in modo da poter rilasciare sul mercato un prodotto.

Da molti anni in Europa la registrazione digitale è fortemente consigliata e tutto induce a pensare che diventerà obbligatoria: da questo punto di vista la crisi attuale sta accelerando i tempi. Per evitare rischi nell’implementazione della registrazione digitale è necessario considerare l’integrità dei dati così come affrontata dai principi Alcoa (+). Scegliere un fornitore che applica concretamente questi concetti facilita il raggiungimento della conformità e riduce i rischi legati ai processi di qualifica e convalida del percorso di digitalizzazione verso lo Smart Manufacturing».

Per queste ragioni le soluzioni Eurotherm sono in linea con le più recenti best practice a livello globale come cGMP, Fda 21 CFR Parte 11, Ema Annex 11 e Data Integrity Alcoa (+). Eurotherm ha recentemente presentato anche il software Data Reviewer che ora include anche un’opzione Auditor progettata per contribuire all’Integrità dei Dati e aiutare a semplificare il rispetto delle norme. I registratori Eurotherm della Serie 6000, il registratore/regolatore nanodac, il Pac T2750 e i registratori modulari Versadac insieme a Data Reviewer prevedono l’accesso utente con password e firme elettroniche. Ciò fornisce la tracciabilità degli eventi all’interno di audit-trail digitali a prova di manomissione, semplificando la conformità regolatoria.

Packaging nel farmaceutico, sempre sotto i riflettori

Il packaging all’interno della filiera del farmaceutico occupa un ruolo fondamentale: la confezione di un farmaco non solo deve rispettare precise norme igienico-sanitarie, ma il suo design finisce per costituire un fattore integrante del prodotto. Ci siamo confrontati con Valentina Marchesini di Marchesini Group, una delle aziende italiane più note nel settore del packaging per il farmaceutico. Marchesini ha lanciato un programma di comunicazione del tutto innovativo per il 2020, dando prova del fatto che anche quando tutto cambia c’è sempre una strada per costruire qualcosa di nuovo e per crescere.

«Quello farmaceutico è un mercato anticiclico», ci ha spiegato Valentina Marchesini, «che paradossalmente nei momenti difficili va meglio. Il Lockdown di primavera non lo ha fermato, ma la crisi sanitaria lo sta modificando molto, e molto velocemente. Da un lato tutta l’attenzione è stata focalizzata sulla ricerca del vaccino, dall’altro c’è stato, ad esempio, un calo delle vendite dei farmaci da banco, perché l’uso massiccio delle mascherine ha ridotto drasticamente la diffusione dei malanni di stagione».

Per un’azienda che sviluppa e fornisce tecnologia il problema principale è mantenere viva e funzionale la relazione con il cliente sia per la parte di promozione, sia poi per l’installazione, la formazione e gli interventi di manutenzione.

«Si è parlato tanto di resilienza. Marchesini ha sfruttato questi mesi per crescere in chiave di connessione con il cliente. Di solito la linea viene consegnata a domicilio da un team specializzato che si occupa dell’installazione, del collaudo e della formazione del personale», ha aggiunto la manager.

«Nel momento in cui mettere in atto questo tipo di procedure non è stato più possibile, abbiamo riorganizzato il nostro lavoro. Siamo ricorsi a occhiali 3D, virtual room e applicazioni per garantire al cliente assistenza da remoto, fino all’extrema ratio dell’installazione pilotata. Dallo scorso marzo abbiamo realizzato 70 collaudi in streaming e ne prevediamo altri 40 entro la fine dell’anno».

Altra grande novità per Marchesini sono gli XDays, ovvero “Extraordinary times need extraordinary events”. «Per colmare il vuoto creato dalle limitazioni alla mobilità e quindi la cancellazione di fiere, openday, workshop che erano uno dei nostri punti di forza, perché l’accoglienza è un plus dell’imprenditoria italiana, ci siamo inventati questi show digitali, in cui le nostre macchine sono protagoniste. Il tentativo è quello di soddisfare il bisogno del cliente di fare un’esperienza ravvicinata del prodotto. Per ottenere i migliori risultati possibili ci siamo avvalsi di professionisti dell’intrattenimento per quanto riguarda le riprese, la strumentazione e gli effetti speciali, mentre regia e scrittura sono stati curati da risorse interne. Davanti alle telecamere ci sono i nostri tecnici che oltre alla loro competenza portano sul palco la passione per i prodotti che hanno visto nascere. I risultati raggiunti finora sono davvero incoraggianti».

I servizi di assistenza in remoto X-Care di Marchesini saranno protagonisti di uno degli XDays del prossimo anno. La seconda stagione di XDays di Marchesini è infatti iniziata a ottobre con un focus sulla tecnologia Valida (in foto sotto), che è una contatrice elettronica dotata di un doppio sistema di conteggio e visione in grado di verificare forma, colore, altezza e principio attivo della compressa, per un controllo totale del processo di counting.

Il sistema è composto da quattro telecamere che controllano dall’alto le compresse che scorrono sui canali, verificandone la corretta forma e colore; una telecamera che controlla l’altezza delle compresse mediante triangolazione laser permettendo lo scarto degli eventuali prodotti non conformi; fotocellule per il controllo dell’avvenuto scarto della singola compressa e non del flacone.

La tecnologia Valida può essere usata non solo come counter ma anche come pre-caricatore montato sulla linea blister Integra 320. Prossimamente, uno degli XDays sarà dedicato alla nuova soluzione per il riempimento e la chiusura di stickpack, nata dal connubio tra la tecnologia Schmucker e il know-how hardware e software di Marchesini Group. «Mentre l’acquisizione di Schmucker risale a tre anni fa e rientra nel programma di ampliamento delle nostre competenze in un ambito come quello degli stickpack che è sempre più di moda perché risponde alle esigenze di vita dei nostri giorni, il sodalizio con Neri è di lunga data. Dopo anni di proficua collaborazione Neri è stata acquisita da Marchesini come Divisione Specializzata in soluzioni per l’etichettatura ed è pronta a lanciare sul mercato il modello RE 402 per il labeling di prodotti in vetro, plastica o metalli di qualunque forma e dimensione».

Infine, un altro XDays, un’altra partnership e un’altra soluzione all’avanguardia. «Il 18 febbraio presenteremo la linea blister integrata robotizzata, Integra 320, che è una linea già collaudata, ma che è stata aggiornata con un sistema per il controllo del principio attivo del prodotto sviluppato in collaborazione con Sea Vision. Grazie alla tecnologia laser, le compresse che vengono movimentate sulla linea a velocità considerevoli, un attimo prima di scivolare nel blister, subiscono una scansione che permette di rilevare non solo la presenza, la forma, la dimensione e l’integrità dell’unità, ma anche il colore e il principio attivo». Un metodo di controllo non invasivo e affidabile che consente di raccogliere dati fondamentali anche per la serializzazione.

Cloud computing e AI per la supply chain del comparto farmaceutico

Nell’intraprendere un percorso di digitalizzazione, le aziende del settore farmaceutico puntano tra l’altro sulla supply chain. Per la previsione della domanda, sono numerose le realtà che si affidano a ComplEtE, una soluzione end-to-end di nuova generazione nata dall’esperienza congiunta di Porini-DGS, un’azienda specializzata nella fornitura di servizi e soluzioni di valore nell’ambito delle Cybersecurity Solutions, delle Digital Solutions e del Management Consulting.

ComplEtE è un’unica piattaforma che può gestire l’intero flusso della supply chain, dal demand management alla pianificazione fino alla gestione del magazzino. In particolare, la soluzione di Supply Chain Management permette di gestire gli aspetti strategici (con i moduli Strategic Network Simulator e Demand Management), tattici (con DRP Solution ed Enterprise Planning) e operativi, anche grazie al supporto di algoritmi di intelligenza artificiale.

Trattandosi di una soluzione SaaS (Software-as-a-Service) e realizzata in ambiente Cloud Microsoft, ComplEtE non richiede un’installazione ed è immediatamente fruibile tramite web browser. Inoltre, il fatto che ComplEtE sia integrata con tutti i servizi offerti dalla piattaforma Microsoft Azure permette alle imprese di utilizzare i tool per la gestione degli eventi (Power Automate), per la condivisione delle informazioni (Teams) e per il lavoro quotidiano (Office 365).

Per quanto riguarda l’implementazione, i progetti di norma partono da una sessione di analisi dei processi aziendali di forecast della domanda, seguiti da una fase di integrazione della piattaforma ComplEtE con l’Erp e con tutte le sorgenti dati interessate ai processi in scope (Plm, Wms, Crm…). Seguono le fasi di configurazione del prodotto e di UAT.

La soluzione però è costruita per essere un insieme di mattoncini (brick) di soluzioni integrati e integrabili tra di loro, permettendo quindi di sfruttare le componenti necessarie e migliori all’ottenimento del risultato di una visione e gestione completa del flusso informativo chiave della supply chain.

La soluzione ComplEtE mette le aziende del comparto farmaceutico, e non solo, nella condizione di costruire precise previsioni di vendita attraverso i più avanzati algoritmi di intelligenza artificiale e con il contributo attivo e collaborativo di tutta la forza commerciale coinvolta nel processo previsionale, calcolando, ad esempio, i livelli di scorta, su ogni nodo della rete, necessari a garantire il desiderato livello di servizio.

Ha scelto la strada del Cloud anche una realtà come InSilicoTrials, startup italiana che ha messo a punto una piattaforma innovativa che consente di ridurre notevolmente, del 40-60%, i costi e i tempi di sviluppo di nuovi farmaci.

Obiettivo di InSilicoTrials è facilitare l’accesso alle tecnologie di simulazione già diffuse in ambito aerospaziale e automotive anche alle piccole e medie case farmaceutiche, cosicché possano utilizzare la simulazione per sperimentare, registrare e produrre nuovi farmaci in modo più efficiente, sicuro e veloce.

Attraverso la piattaforma proprietaria Cloud-based, InSilicoTrials fornisce alle aziende del comparto farmaceutico i migliori modelli computazionali disponibili a livello mondiale, che il suo team seleziona continuamente nelle università di tutto il mondo e che sono già in grado di supportare la certificazione da parte degli enti regolatori. Successivamente, un gruppo di ingegneri e sviluppatori lavora su questi modelli per semplificarne l’interfaccia e l’utilizzo, di modo che, una volta caricati sulla piattaforma, possano essere usati anche da ricercatori che non hanno conoscenze in materia di simulazione digitale.

L’azienda farmaceutica in un’ottica pay-per-use paga solo nel momento in cui utilizza il modello, tagliando così considerevolmente i costi e consentendo ai propri collaboratori di accedere alla tecnologia anche a distanza e ovunque si trovino, dal momento che tutti i modelli sono utilizzabili in-Cloud nella massima sicurezza.

Ai prodotti e alle soluzioni pensati da InSilicoTrials per il mondo farmaceutico si aggiunge oggi sulla piattaforma anche la Drug Safety Suite, una nuova serie di modelli che aiutano a ridurre il rischio di cardiotossicità dei farmaci.

Ogni nuova molecola può rivelarsi pericolosa per il cuore, provocando aritmie anche irreversibili: affiancando ai testi in vitro i test di simulazione è possibile individuare la pericolosità per il cuore di una molecola già nelle primissime fasi di studio in laboratorio e, quindi, si può procedere a eliminarla subito, riducendo i tempi e i costi della sperimentazione, e allo stesso tempo anche i test sugli animali.

L’automazione Low-Code per il pharma

Le criticità del processo di trasformazione digitale sono probabilmente tra le ragioni per cui l’automazione è attualmente utilizzata solo dal 40% delle organizzazioni che hanno preso parte a un’altra interessante ricerca, quella, promossa da Appian e condotta da Pharma Intelligence.

In base a questa ricerca, i due maggiori ostacoli alla trasformazione digitale sono la complessità del sistema (47% degli intervistati) e la mancanza di comprensione con il business o nei reparti IT (38%). Alla domanda sulle soluzioni specifiche, la maggioranza (82%) di coloro che conoscono il Low-Code vedono i vantaggi del suo utilizzo per semplificare il DevOps per la loro organizzazione, mostrando quindi una certa consapevolezza della potenza che l’automazione Low-Code può avere nello snellire i processi e nel rispondere rapidamente ai cambiamenti normativi.

Appian, l’azienda promotrice dell’indagine, fornisce una piattaforma di sviluppo Low-Code che unisce in modo nativo tutte le funzionalità necessarie per fornire processi end-to-end di grande impatto all’interno dell’organizzazione. L’obiettivo è consentire alle piccole e medie aziende farmaceutiche di: automatizzare le attività di routine in un flusso di lavoro e integrare i sistemi senza Api; progettare e gestire i processi complessi con iBPM leader di settore; automatizzare le attività collaborative e la gestione delle eccezioni con le migliori funzionalità sul mercato e rendere le App più efficaci e intelligenti con l’AI integrata di Google, AWS e Azure.

Un caso di successo: Bormioli Pharma investe nel 4.0

In questo frangente di crisi sanitaria globale, Bormioli Pharma, attiva nel mercato farmaceutico e biofarmaceutico con soluzioni complete, che includono flaconi in vetro e plastica, chiusure in plastica e alluminio e accessori, ha scelto la via dell’innovazione e ha avviato un progetto di revamping dello storico stabilimento di Rivanazzano (Pavia), con un investimento complessivo di 6,5 milioni di euro.

Il progetto prevede tra l’altro la costruzione di una nuova Clean Room (camera sterile) di livello ISO7, l’installazione di nuove macchine per stampaggio a iniezione ad alto tonnellaggio, l’introduzione di una nuova tecnologia produttiva e un forte incremento del livello di automazione dei processi di movimentazione prodotti che garantirà standard di sicurezza sempre più elevati.

Grazie a questo progetto, avviato a poche settimane dal completamento degli interventi di manutenzione straordinaria e potenziamento dei forni degli stabilimenti di Bergantino (Rovigo) e San Vito al Tagliamento (Pordenone), e dall’acquisizione di GCL Pharma, Bormioli prevede di incrementare la capacità produttiva del 35% e di affermarsi come polo di eccellenza delle tecnologie di stampaggio plastica per iniezione e compressione a livello internazionale.

L’impatto dell’Intelligenza Artificiale sul manifatturiero

digital brain

“L’intelligenza artificiale non è solo una tecnologia, ma fa sempre più parte della nostra vita quotidiana. La manifattura è un motore positivo per il benessere della società, perciò nell’edizione 2020 del WM Report ci siamo chiesti come l’intelligenza artificiale possa migliorare quel ruolo”, commenta Marco Taisch

Il rapporto ha evidenziato l‘impatto dell’Intelligenza Artificiale sul settore manifatturiero: il settore, si stima, investirà in questa tecnologia 9,5 miliardi di dollari nel 2021 (sarà quindi il settore che investirà di più in IA, secondo solo al settore bancario e dei servizi finanziari ed assicurativi) e 13,2 miliardi di dollari entro il 2025.

Le compagnie del settore, sottolinea il rapporto, investono nell’Intelligenza Artificiale sia perchè ne comprendono il potenziale, sia perchè vedono i propri concorrenti investire e vogliono assicurarsi, quindi, di ritenere la loro competitività nel mercato.

Le tecnologie dell’Intelligenza Artificiale verranno maggiormente adottate in un primo momento nell’automazione dei processi produttivi, per poi venire applicate ai prodotti e ai servizi offerti dalle imprese (ad esempio per velocizzare la fase di design e produzione e per migliorare il marketing e la customer experience) e nella gestione del business e delle operazioni.

Le maggiori difficoltà con cui le imprese si scontrano nell’utilizzo di queste tecnologie riguardano la disponibilità dei dati (dati non affidabili o difficoltà di adeguardi alle normative sui dati e sulla privacy), la mancanza delle giuste competenze nella forza lavoro (mancanza di competenze digitali per sviluppare e/o implementare soluzioni di IA) o l’incapacità delle aziende stesse di individuare le skill necessarie per adottare queste nuove tecnologie.

Le raccomandazioni per adottare l’Intelligenza Artificiale in modo etico ed affidabile

Come per le precedenti edizioni, il report ha individuato 10 raccomandazioni relative al focus dello studio, che hanno come obiettivo un’adozione di successo, etica e affidabile dell’IA nella produzione industriale e sono:

  • Alimentare dibattito pubblico per aumentare la comprensione e costruire la fiducia nei sistemi di IA, con azioni mirate a promuovere la conoscenza dell’Intelligenza Artificiale e delle sue potenzialità, correggere le visioni erronee su di essa e avviare una discussione degli impatti socio-economici dell’Intelligenza Artificiale;
  • Gestire le aspettative dei produttori sulla capacità dell’IA, attraverso la comprensione delle potenzialità e dei limiti dell’Intelligenza Artificiale, la condivisione delle pratiche migliori sull’utilizzo e la scelta delle soluzioni di IA adeguate alle risorse, alle capacità e alle necessità di ciascuna azienda;
  • Implementare riflessioni etiche nell’intero ciclo di vita dell’IA, con azioni volte ad assicurare che i dati su cui si basano gli algoritmi siano veramente rappresentativi della società e non basati su bias, ad esempio attraverso la crazione di team interdisciplinari che lavorino a progetti di IA;
  • Garantire la qualità (accuratezza e completezza), privacy e disponibilità dei dati, promuovendo metodi più responsabili per la raccolta, l’utilizzo e la condivisione degli stessi;
  • Mettere gli esseri umani al centro degli ambienti di lavoro IA, formando i lavoratori per migliorare la loro comprensione dell’Intelligenza Artificiale, di come questa tecnologia può esaltare le capacità dell’uomo e viceversa e preparli all’impatto psicologico che l’utilizzo sempre maggiore dell’Intelligenza Artificiale nella manifattura avrà sulla forza lavoro nei prossimi anni;
  • Assicurare l’allineamento strategico dell’IA in tutta l’organizzazione, per evitare che ci sia una rottura tra il management dell’azienda e il resto dell’organizzazione. Per fare questo, dopo che sono stati individuati dal team manageriale gli investimenti e la strategia necessari per l’azienda, si consiglia la discussione con il resto degli operatori dell’organizzazione;
  • Sostenere le PMI manifatturiere nel loro percorso verso l’IA, aiutandole nella comprensione dell’Intelligenza Artificiale e di come può essere applicata al loro business, nella riconversione delle competenze necessarie per potere usufruire di questa tecnologia e con incentivi agli investimenti;
  • Promuovere l’IA per supportare reti di fornitura resilienti, sfruttando la capacità dell’Intelligenza Artificiale di individuare e risolvere i problemi della catena di distribuzione e di facilitare le operazioni quotidiane;
  • Educare e formare la forza lavoro attuale e futura per lavorare con l’IA, focalizzandosi sull’insegnamento (già ai primi livelli di istruzione) delle skill necessarie per lavorare con l’Intelligenza Artificiale e sfruttando la tecnologia per rendere l’apprendimento più efficace ed inclusivo;
  • Implementare standard, politiche e regolamenti per guidare un’adozione sostenibile dell’IA, creando standard e linee guida che possano guidare una giusta applicazione dell’Intelligenza Artificiale e promuovendo l’adozione di linee guida e policy comuni a livello globale, anche per evitare pratiche di concorrenza sleale.

Benanti: “C’è bisogno di un’algoretica”

Il rapporto pone una grande attenzione alle implicazioni etiche del coinvolgimento sempre maggiore dell’Intelligenza Artificiale nella vita dell’uomo e della sua applicazione alla manifattura. La discussione etica (ma non solo) che il rapporto invita tutti i skateholder coinvolti ad aprire è necessatia soprattutto in vista delle possibili ripercussioni che l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale avrà nel breve periodo su alcune occupazioni.

A questo proposito Paolo Benanti, Francescano del Terzo Ordine Regolare (ed esperto di etica, bioetica ed etica delle tecnologie), ha sottolineato la necessità di scongiurare una “guerra evolutiva” tra uomini e queste tecnologie, attraverso l’utilizzo di regolamentazioni adeguate, che impediscano all’Intelligenza Artificiale di andare oltre agli scopi progettati dall’uomo.

“Dobbiamo mantenere le persone al centro di questo processo evolutivo. Dobbiamo dare risposte alla società che riducano i rischi socio-economici che possono derivare dall’applicazione di queste tecnologie. Possiamo farlo anche creando un’etica che sia comprensibile a queste macchine, un’algoretica”, commenta.

Sas Viya, analytics in cloud

innovazione digitale Made in Italy

La piattaforma di analytics e intelligenza artificiale uniti con la flessibilità della tecnologia cloud

Disegnata per essere aggiornata e sempre disponibile, la nuova release SAS® Viya® 4, sul mercato a partire dalla fine del 2020, presenta una nuova architettura che aiuta a fornire gli analytics a tutti, ovunque.

L’innovazione che la caratterizza conferma l’impegno di Sas nel supportare le organizzazioni a trasformare i dati in conoscenza.

La release cloud-native di SAS Viya fa parte del risultato dell’investimento di 1 miliardo di dollari in intelligenza artificiale.

<< Questa release segna un grande passo innovativo per la piattaforma SAS e per i nostri clienti>>, afferma Oliver Schabenberger, Coo and Cto di Sas.

<<Le organizzazioni ci chiedono di supportare la loro trasformazione digitale con agilità, velocità, automazione, intelligenza e continuità. Queste sono le caratteristiche di SAS Viya 4: cloud-native analytics e intelligenza artificiale per gli utenti di tutti i livelli, trasformando la business intelligence in business “intelligente” in cloud.>>

<<Le aziende stanno apportando importanti cambiamenti nella propria tecnologia di analisi dei dati, guidata da architettura cloud-native>>, afferma Dan Vesset, Group Vice President, Analytics and Information Management di Idc. <<Sas Viya offre un modo flessibile ed efficiente per eseguire carichi di lavoro di analisi dei dati all’interno di architetture abilitate per container e microservizi. Le organizzazioni possono disaccoppiare le analisi dagli ambienti per aumentare rapidamente i servizi e soddisfare le esigenze decisionali in modo molto più agile.>>

Analytics ovunque e per tutti, che fanno la differenza

Sas sta semplificando il modo in cui l’AI e il machine learning sono integrati nel processo decisionale. Con una nuova architettura cloud-native e la disponibilità di interfacce interattive e di programmazione, i clienti Sas non saranno più vincolati dal linguaggio di programmazione, dai silos di dati o da competenze specifiche.

La preparazione automatizzata dei dati, il machine learning (AutoML) e la distribuzione dei modelli migliorano la produttività delle risorse in ambito data science e portano le potenzialità di intelligenza artificiale anche ai meno esperti.

SAS Viya 4 utilizza processi di continuous integration e continuous delivery (CI/CD) che consentono ai clienti di scegliere gli intervalli di release, così da avere accesso agli ultimi aggiornamenti e innovazioni nel momento in cui sono disponibili. 

Le organizzazioni analiticamente mature sanno che ogni decisione che deriva dai loro modelli può avere un impatto significativo sui profitti.

Le tecnologie cloud si stanno evolvendo. L’architettura di SAS Viya 4 è progettata per fare lo stesso. Consente infatti ai clienti di sfruttare al massimo i propri investimenti in analytics attraverso software as a service (SaaS) su cloud Sas, pubblico o privato.

B&R: avvicendamento al management

avvicendamento del management

Dal prossimo 1° agosto, Luca Galluzzi (52 anni) entrerà a far parte del Consiglio Direttivo di B&R e assumerà il nuovo ruolo di Chief Sales Officer

Galluzzi subentra a Peter Gucher, che andrà in pensione dopo 34 anni di carriera in azienda, carriera iniziata quando B&R era ancora una piccola start-up dell’Alta Austria con 60 dipendenti. Nel corso degli anni Gucher ha costruito una rete di vendita che oggi comprende 27 filiali e oltre 180 uffici in tutto il mondo.  

Nel suo nuovo ruolo, Galluzzi sarà responsabile di tutte le attività di vendita globalidi B&R e della crescita della compagnia nei nuovi mercati. Oltre alla nuova posizione nel team direttivo, manterrà le sue attuali responsabilità di Managing Director per la Regione del Sud Europa.

“Luca Galluzzi ha svolto un lavoro eccezionale nella regione dell’Europa meridionale”, ha detto Hans Wimmer, CEO di B&R, “dimostrando grande vocazione nello sviluppo del nostro business in questa regione. Sono molto lieto che il nostro team esecutivo possa ora beneficiare delle sue conoscenze e della sua esperienza”.

A sua volta, Luca Galluzzi passa il ruolo di guida della filiale italiana a Marzio Grattieri, che dal 1° agosto sarà quindi il nuovo direttore generale di B&R Italia, mentre Carlo Cuppini sarà il nuovo direttore vendite nel nostro Paese.

Grattieri ha spiegato che “anche se già nella seconda metà del 2019 si preannunciava una certa flessione nel mercato dell’automazione, B&R ha potuto chiudere l’anno con un +8%sul 2018. Sono stati aperti nuovi uffici a Padova e rinnovata la sede nel milanese con il trasloco nella nuova struttura di Cesate”.

Gli obiettivi di Grattieri per il futuro sono chiari. “Squadra che vince non si cambia, per questo confermo il mio team come una squadra vincente. So di aver accettato questo ruolo in un momento non certo facile, ma guardo al futuro con ottimismo e so che abbiamo gli anticorpi adatti per ripartire. Nonostante il lockdown, in B&R siamo comunque andati avanti e abbiamo concluso alcuni progetti e delle nuove trattative”.

Gli elementi vincenti di B&R si confermano, come ha spiegato Grattieri, “il portafoglio prodotti, veramente unico ed estremamente vario, che sarà senz’altro una leva per la nostra ripartenza, oltre al percorso di formazione continua interna che viene confermata, con una particolare attenzione alla creazione di talenti futuri”.

Entrambi, Galluzzi e Grattieri, hanno concordato che restano vincenti, per affrontare al meglio il futuro, la valorizzazione dell’asset più importante – le persone – e il supporto tecnologico allo sviluppo di linee di produzione adattive, sulle quali si devono perfettamente integrare avanzati sistemi di motion, soluzioni di robotica, sistemi di visione e software evoluti.

Innovazione tecnologica: il polo tecnologico “Noi Techpark” riapre a Bolzano

Techpark

Noi Techpark, il distretto dell’innovazione di Bolzano, ha riaperto le porte e va ripopolandosi di ricercatori, tecnici, giovani talenti e imprenditori.

La ripresa delle attività post Covid-19 avviene anche grazie all’apertura di 19 nuovi ingressi, dieci aziende e nove start-up, che portano così a 75 il numero totale di imprese presenti nel parco: aziende, start-up e spin-off che hanno scelto il polo tecnologico per connettersi a un ecosistema vitale, che proprio sull’interazione tra ricerca e impresa basa il suo successo.

Durante la pandemia il polo tecnologico non si è mai fermato, dimostrando con iniziative online come “Reagire alla crisi” di saper offrire supporto alle aziende anche “da remoto” – riapre le sue porte in totale sicurezza: 19 le nuove imprese accolte (11 insediate nel primo trimestre dell’anno, altre 8 presentatesi e selezionate durante il periodo di lockdown) che potranno interagire e lavorare a stretto contatto con le altre aziende già presenti, i centri di ricerca e l’università.

I nuovi ingressi, che portano a 75 il numero totale delle imprese insediate, potranno usufruire dei servizi di supporto all’innovazione forniti dal polo tecnologico Noi Techpark e, soprattutto, dei 40 laboratori attivi in settori tecnologici di punta che li aiuteranno a sviluppare, in stretta relazione con gli istituti di ricerca, nuove soluzioni in grado di aumentare know-how e competitività sul mercato.

“La crisi ha colpito parti dell’economia anche in Alto Adige. Proprio per questo l’insediamento di nuove aziende e start-up a Noi Techpark è un importante segnale di fiducia nel futuro di tutto il territorio – racconta Arno Kompatscher, presidente della Provincia Autonoma di Bolzano – È un momento in cui competenza e ricerca sono fondamentali”.

Al polo tecnologico Noi Techpark, le 19 nuove imprese e start-up potranno lavorare, confrontarsi e collaborare con i ricercatori di Eurac Research, Università di Bolzano, Centro di sperimentazione Laimburg, Fraunhofer Italia e Agenzia CasaClima.

Le aziende potranno così sviluppare e testare i propri prodotti condividendo il proprio know-how in un ambiente composto da altri innovatori e giovani talenti. 

La maggior parte delle imprese lavorano nell’ambito del Digital e delle tecnologie Green, due settori di punta nel prossimo futuro. Ci sono però anche nuove aziende che lavorano nel settore dell’Automotive & Automation e del Food.

Inoltre, ci sono quattro start-up, che negli ultimi tre anni sono diventate aziende di Noi Start-up Incubator, e si sono stabilite nel polo tecnologico, insieme alle 19 nuove aggiunte. La missione di Noi Techpark è proprio quella di coltivare ulteriormente questo terreno con servizi su misura come il programma di mentoring, i workshop e i servizi di supporto. “ Siamo onorati di essere parte del polo tecnologico Noi Techpark attraverso il Würth Innovation Hub che, tra i numerosi obiettivi, ci consente di intensificare i progetti di innovazione e di ricerca che rappresentano un pilastro fondamentale della strategia di crescita di Würth Italia – afferma Nicola Piazza, Amministratore Delegato di Würth Italia – Essere presenti a Noi Techpark, uno dei più dinamici parchi scientifico-tecnologici in Europa, ci offre la possibilità di conoscere e di collaborare con numerose start-up innovative, generando un interscambio fondamentale e determinante per sviluppare ulteriori progetti innovativi ed entrare in contatto con il mondo del futuro”.

Automazione Industriale Intelligente e Life Science digitalizzate

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Nei prossimi anni vedremo sempre più l’ascesa e la collaborazione tra nuovi attori nel panorama industriale: intelligenza artificiale (AI), machine Learning (ML) ed elaborazione del linguaggio naturale (NPL) per realizzare un’automazione intelligente con un approccio più opportuno e vantaggioso

Il comparto life science non scappa a questa regola, anzi!  

Deve essere tra i primi settori sempre aggiornati, sfidare nuovi limiti, ricercare molecole, terapie e dispositivi sempre più all’avanguardia per poter migliorare la vita dei pazienti.

In poco più di un secolo le scoperte in ambito farmaceutico hanno letteralmente doppiato e sommerso i progressi in ambito industriale.

Se da un lato abbiamo un ampio ventaglio di potenziali molecole interessanti da testare, dall’altro lato, i mezzi industriali, le tecnologie e l’automazione a disposizione non sono proprio al passo con la ricerca.

Ricerca e industrializzazione/automazione viaggiano su binari diversi

La ricerca è stata più libera di correre liberamente mentre dall’altra parte le compagnie farmaceutiche hanno trovato una strada molto più tortuosa per poter soddisfare la compliance in campo industriale.  Scenari regolatori in perenne movimento, problematiche legate ai brevetti e soluzioni tecnologiche datate.

Ancora oggi molte attività sono appesantite da processi di compliance rigidi.

Inoltre, è sempre più visibile la frattura esistente tra la gestione e la comprensione critica che le aziende dovrebbero utilizzare per gestire in maniera ottimale gli aspetti di sicurezza e collaborazione del paziente.

Le aziende dovranno necessariamente in futuro adottare soluzioni più integrate e affidarsi sempre più all’automazione per allinearsi a tali aspetti e risolvere le sfide più critiche in maniera efficace. L’automazione è pertanto vitale per ottenere successo nell’industria farmaceutica.

Le compagnie stanno affrontando ogni giorno grandi flussi di cambiamenti soprattutto nella gestione dei dati per salvaguardare la compliance e la sicurezza dei prodotti immessi in commercio.

Numerosi dati provengono da fonti multiple, sempre più prodotti sono distribuiti in paesi differenti che cambiano continuamente i propri requisiti regolatori.

Per esempio, l’utilizzo di una intelligenza artificiale integrata a sistemi di farmacovigilanza consentirebbe l’ottimizzazione e l’elaborazione simultanea dei dati da svariate fonti (email, social media, banche dati online, files audio, video) e renderebbe i trials clinici più consistenti, sicuri e vantaggiosi, riducendo di gran lunga le tempistiche.

Nonostante l’automazione sia spesso stato ingiustamente sinonimo di disoccupazione (Machines replacing Humans), in realtà anche nel pharma worldcome in altri campi, porterà ad un restyling vero e proprio del lavoro traducendosi in nuove posizioni lavorative, l’accento di sposterà sempre di più sull’aspetto data science.

Il coinvolgimento umano non scomparirà ma sarà trasformato ed integrato sempre più in un unico processo automatizzato tra AI, ML e NPL.

Ciò porterà a setacciare le voluminose quantità di dati processati più velocemente ed efficientemente. Il risultato finale? Le aziende libereranno più tempo e risorse che potranno essere investite in miglioramenti ed innovazione invece che in compiti ripetitivi senza valore aggiunto. Anche i dati stessi, hanno subito una loro “evoluzione” e continueranno ad evolversi e ad espandersi.

L’industria dovrà necessariamente adattarsi alla loro trasformazione per poter far fronte ad un volume di dati in continua crescita da fonti più disparate.

Prima i dati erano abbastanza puntiformi, statici, e ricavabili da fonti standard e tradizionali (report, banche dati collaudate, laboratori) adesso invece possiamo ricavare dati da dispositivi indossati direttamente dai pazienti, questo porta ad assumere sempre più dati e in maniera più dinamica.

Da un punto di vista tecnico si arriverà ad ottenere dati più consistenti, un legame sempre più forte tra pazienti ed i professionisti dell’ambito sanitario e la trasformazione della sanità stessa nell’era digitale.

Sempre più dati a disposizione provengono da canali non tradizionali, meno statici e più fluidi, come social media e siti online, e sono spesso utilizzati dai pazienti per scambiare informazioni, transitare dati e comunicare: tutto ciò porta ad un ampio raggio d’ azione. È compito della tecnologia e dell’automazione dunque, riuscire a captare i dati utili nel mezzo dello “tsunami digitale” e contestualizzarli, confrontarli anche con i vecchi dati più “analogici” e tradizionali per poter analizzare e migliorare la qualità di vita dei pazienti, la compliance e la qualità del prodotto.

Dassault Systèmes e Aden Group: ospedali “chiavi in mano” in 100 giorni

digital twin e collaborazione virtuale

Grazie a digital twin e collaborazione virtuale le due aziende svilupperanno soluzioni pronte all’uso per la costruzione di ospedali per malattie infettive come Covid-19

Dassault Systèmes, azienda specializzata in ambienti virtuali 3D collaborativi, e Aden Group, una delle più grandi aziende integrate di gestione di impianti in Asia, hanno annunciato l’intenzione di collaborare allo sviluppo di una soluzione “chiavi in mano” per la costruzione di ospedali per malattie infettive.

Akila Care, così si chiama la soluzione, potrà essere implementata velocemente e gestita facilmente nei Paesi più gravemente colpiti dal COVID-19 che hanno necessità immediata di strutture sanitarie di qualità. Il progetto nasce nella scia dell’esperienza dell’ospedale di Wuhan, il primo esempio di struttura costruita in pochi giorni.

Le due aziende lavoreranno insieme per sviluppare nuovi processi per la progettazione, costruzione e gestione operativa dell’ospedale, sfruttando la piattaforma 3DEXPERIENCE di Dassault Systèmes e la soluzione ospedaliera “smart and connected” Akila Care di Aden Group. L’iniziativa ruota attorno a un ambiente collaborativo virtuale per la progettazione, la simulazione e lo sviluppo di ospedali che possono essere costruiti e resi operativi in 100 giorni, restando in esercizio per molti anni, oltre a ottimizzarne l’operatività e la manutenzione lungo l’intero ciclo di vita. Nell’ambito della collaborazione, le due aziende prevedono la creazione di un consorzio di società specializzate in apparecchiature medicali, ingegneria e costruzioni, che offrirà la soluzione ospedale “chiavi in mano” ai Paesi che più ne hanno bisogno.

In un contesto globale dove la velocità di decisione e la rapidità di azione sono fondamentali per combattere il COVID-19, la combinazione fra un’architettura modulare edificabile in tempi rapidi e una piattaforma digitale può accelerare la costruzione di strutture sanitarie all’avanguardia e garantirne la piena operatività in tempi record,” spiegano Francois Amman e Joachim Poylo, cofondatori di Aden Group. “Avvalendoci della piattaforma 3DEXPERIENCE puntiamo a sviluppare una soluzione che ci consenta di ridurre le modifiche di progettazione, gestire un programma di sviluppo in tempi rapidi, rispettare i termini di consegna in modo rapido ed efficace, e garantire la manutenzione e la sicurezza a lungo termine degli ospedali in vista di nuove pandemie.

Una volta sviluppata, la soluzione metterà a disposizione un ambiente collaborativo virtuale nel quale dipendenti e fornitori verranno invitati a utilizzare un gemello virtuale dell’ospedale per ottimizzare la pianificazione degli spazi, la progettazione dei moduli, i reparti di isolamento con pressione negativa e altri elementi, simulare la costruzione e gli impianti e addestrare il personale che si occuperà della costruzione. Ultimata la costruzione dell’ospedale, la soluzione consentirà di gestire tutte le risorse in modalità digitale, collegando la struttura con apparecchiature medicali allo stato dell’arte per monitorare le procedure di igiene digitalizzate e i robot impiegati nei reparti.

Con Akila Care, Aden propone un approccio al tempo stesso innovativo e consolidato alla gestione di edifici modulari, intelligenti e connessi che richiede processi di progettazione e costruzione basati su concetti manifatturieri avanzati. Questo tipo di edifici, concepiti nell’ottica della modularità e dell’operatività, possono essere realizzati solo riproducendo il risultato finale con un gemello virtuale olistico e integrato che offre un’esperienza a 360 gradi. La piattaforma 3DEXPERIENCE funge da catalizzatore e abilitatore per questa svolta radicale, trasformando la nostra alleanza in un modello per la futura realizzazione di infrastrutture critiche,” sottolinea Bernard Charlès, Vice Chairman e CEO, Dassault Systèmes. “Insieme abbiamo già dimostrato come la simulazione dei meccanismi di contaminazione e diffusione del virus nell’impianto di ventilazione dell’ospedale Leishenshan abbia aiutato a gestire le esigenze sanitarie più urgenti; ora lavoreremo insieme per applicare le nostre conoscenze e competenze a tutti gli aspetti del ciclo di vita di un ospedale.

SPS Italia Digital Days, la nuova dimensione digitale

SPS Italia Digital Days
A settembre SPS Italia incontra la community per l’automazione in una nuova dimensione digitale.

L’annuncio del posticipo avviene in accordo con espositori e partner. A guidare la scelta di rimandare l’incontro in fiera, c’è innanzitutto la priorità di organizzare un evento che garantisca la sicurezza dei partecipanti.

Per accompagnare espositori e visitatori verso la prossima edizione, SPS Italia si completa nel frattempo di una nuova dimensione digitale.

L’impegno infatti, negli ultimi mesi, si è concentrato nella realizzazione di una piattaforma di matchmaking per supportare la filiera fino alla riapertura.

“SPS Italia Contact Place” sarà un luogo virtuale per lo scambio di contenuti e di contatti per il settore e vivrà di particolari momenti di ascolto come gli SPS Italia Digital Days: una tre giorni di formazione e networking in rete che dal 28 al 30 settembre, in quelli che sarebbero stati i giorni di fiera, inaugurerà la piattaforma e trasporterà la community dell’automazione in una dimensione digitale.

A garanzia del funzionamento di questo progetto è il DNA della manifestazione che, grazie ai suoi espositori, offre una rappresentazione completa dell’automazione industriale, della dimensione digitale, della robotica e dell’additive manufacturing.

Registrazione e aggiornamenti su:

spsitalia.it/digitaldays

SPS Italia Contact Place è l’hub dell’automazione industriale 365 giorni l’anno.

Un luogo virtuale per scoprire e contattare tutte le aziende di automazione, amplificatore delle opportunità della fiera, per consolidare le relazioni in una dimensione digitale che non esclude, ma anzi integra la visita agli stand. Attraverso SPS Italia Contact Place sarà possibile accedere a contenuti live e on-demand di SPS Italia e delle aziende partner.

Sps Italia Digital Days

Robotica industriale
La robotica industriale protagonista in un webinar

Realtà diverse tra cui Omron, Universal Robots, Onrobot parteciperanno al webinar in programma il 18 giugno. Il focus è sui robot e l’automazione e la loro capacità di poter far fronte alle immediate necessità del comparto manifatturiero italiano

«Stare al passo ai tempi del Covid-19 richiede uno sforzo di fiducia, lungimiranza e immaginazione. Siamo convinti che questo sia solo un momento, che l’esperienza fisica di incontro e di business in fiera non possa essere sostituita né possa esaurirsi, ma abbiamo subito messo in campo le nostre forze per rimanere al fianco della community che da anni ci segue».

È con queste parole che Donald Wich, Amministratore Delegato Messe Frankfurt Italia, presenta il calendario di appuntamenti digitali We love talking, su alcune tematiche chiave per il manifatturiero, che vuole dare continuità agli incontri diffusi sul territorio che l’emergenza sanitaria ha costretto a interrompere.

Saranno tante le tematiche che verranno affrontate durante gli incontri, come robotica industriale, smart factory e controllo da remoto, manutenzione predittiva, efficienza e sostenibilità, sicurezza, artificial intelligence e cloud, additive manufacturing e pharma 4.0.

La continua evoluzione della robotica industriale“, giovedì 18 giugno, si focalizzerà su robot e automazione in generale, basilari per garantire la continuità produttiva delle aziende manifatturiere e di settori strategici, assicurando nel contempo anche la salute dei lavoratori.

In un “nuovo futuro” in cui dovremo ripensare molti aspetti delle nostre attività, i robot potrebbero rivelarsi alleati fondamentali per l’uomo.

REGISTRAZIONE SU:

https://www.spsitalia.it/it/continua-evoluzione-robotica-industriale

agenda webinar
https://www.spsitalia.it/it/appuntamenti-digitali#tutti

Festo LifeTech: tecnologia piezo-elettrica nelle valvole

FESTO Proportional flow control valve VEMD

Il settore healthcare si trova ogni anno ad affrontare un numero sempre maggiore di sfide per rispondere alle necessita di tutto il mondo

Sono molti i fattori globali che portano a investire in questo settore tra i quali l’aspetto demografico, arrivato a essere uno dei “megatrend” più influenti sul mercato a livello globale.

Alla base troviamo tre cause:

• l’incremento della popolazione: ormai abbiamo raggiunto i 7,2 miliardi. Dei quali un miliardo solo negli ultimi 12 anni;

• l’invecchiamento della popolazione: si stima che nel 2050 le persone over 60 raddoppieranno, raggiungendo i 2 miliardi;

• l’aumento di malattie legate all’urbanizzazione, all’impatto ambientale e alla mobilità globale.

Da parte delle autorità pubbliche si ha quindi la necessità di abbassare i costi legati alla sanità, aspetto che a sua volta comporta una crescente richiesta nell’ambito dell’assistenza sanitaria preventiva oltre che di diagnostica.

In sostanza, prevenire è meglio che curare, anche da un punto di vista di costi.
Per questo sviluppiamo tecnologie che puntano a migliorare le prestazioni degli strumenti medicali e da laboratorio. Si tratta di soluzioni facili da implementare, e che comportano una riduzione del time to market e dei costi di sviluppo.

LifeTech: campi applicativi

Oltre alle esigenze espresse dalle autorità, ci sono un altro paio di fattori di cui tenere conto:
• le persone anziane vogliono mantenere uno stile di vita adeguato con la possibilità di muoversi;
• il processo di laboratorio predominante è ancora manuale.

Festo è partita proprio da queste esigenze per realizzare le soluzioni del settore LifeTech, che si focalizza su tre campi applicativi:

Automazione di laboratorio (meccatronica);

Liquid Handling (controllo di liquidi);

Gas Handling (controllo gas medicali e ossigeno).

La divisione LifeTech dFesto offre soluzioni innovative nel campo della tecnologia medica e automazione di laboratorio, oltre a dare supporto ai produttori di sistemi e apparecchiature combinando qualità e massima efficienza.


In collaborazione con i suoi clienti, Festo sviluppa prodotti e sottosistemi per apparecchiature medicali e laboratori automatizzati, come:

• controllo e regolazione dei gas medicali;

• controllo della portata con valvole compatte per applicazioni di ventilazione e ossigenoterapia;

• controllo e dosaggio fluidi;

soluzioni pneumatiche per strumentazioni chirurgiche;

• soluzioni di automazione per laboratori.

In particolare, è stata integrata la tecnologia piezo-elettrica alle  valvole Festo, così da sviluppare soluzioni e sottosistemi per apparecchiature medicali che permettessero regolazione e controllo efficienti dei gas medicali e dell’ossigeno e quindi alla lifetech.

Le valvole proporzionali VEMP e VEAE.

VEAE: affidabilità e precisione

VEAE regola i flussi di gas, come ossigeno, azoto o gas inerti, in modo affidabile e preciso.
Si tratta di una valvola compatta, ideale per ventilatori fissi per ambulatori e ospedali.
Offre un controllo ottimale del flusso d’aria che la rende adatta all’uso in odontoiatria e chirurgia.

Una soluzione pensata sia per la tecnologia medica sia per le applicazioni in assemblaggio leggero, elettronica e industria dei semiconduttori.

Trovate maggiori dettagli al link:

https://www.festo.com/cms/it_it/62533.htm