Dassault Systèmes lancia “Water for Life” per un consumo sostenibile dell’acqua

water for life dessault systemes

L’azienda supporterà i clienti nella misurazione e ottimizzazione della loro impronta idrica attraverso l’attività del 3DExperience Lab e una serie di programmi di formazione dedicati al consumo sostenibile dell’acqua

Dassault Systèmes conferma il suo supporto alle politiche ambientali con l’annuncio dell’iniziativa “Water for Life“, progetto che fa parte della campagna The Only Progress is Human lanciata dall’azienda, che punta a una maggiore consapevolezza delle sfide sociali e ambientali e a promuovere l’utilizzo dei mondi virtuali per approfondire queste tematiche e dar vita a innovazioni sostenibili per un futuro migliore.

Water for Life punta a sostenere gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, utilizzando in maniera più efficiente le risorse idriche. Il programma ruota attorno a tre punti: misurazione e ottimizzazione, innovazione e creazione, formazione. In primo luogo, l’azienda farà leva sulla piattaforma 3DExperience per accelerare la misurazione e l’ottimizzazione dell’impronta idrica delle aziende, fornendo ai clienti soluzioni industriali integrate in grado di raccogliere e rendere disponibili dati sul consumo di acqua associati alla propria attività, oltre all’impatto delle varie opzioni di progettazione. In futuro, raccomandazioni generate dall’intelligenza artificiale guideranno le aziende verso la creazione di nuovi prodotti, servizi ed esperienze sostenibili.

Dassault Systèmes sosterrà anche progetti di valutazione e riduzione dell’impatto idrico attraverso il 3DExperience Lab, il suo laboratorio di accelerazione e open innovation, che utilizza l’intelligenza collettiva per accelerare innovazioni quali ad esempio quella sviluppata da Eel Energy per trasformare i processi industriali nell’ottica di ridurre il consumo idrico. Infine, Dassault Systèmes darà vita a programmi formativi volti ad aumentare la consapevolezza delle principali problematiche legate al consumo di acqua, per sensibilizzare le generazioni future ad una corretta conservazione di questa risorsa preziosa, come il progetto francese Mission Ocean sostenuto dalla Fondazione Dassault Systèmes.

«Il mondo riconosce sempre più la necessità di preservare questo bene prezioso, l’acqua, avviando una nuova era di responsabilità e di sostenibilità.

L’industria gioca un ruolo molto importante in questo “Decennio d’Azione dell’ONU”», ha dichiarato Bernard Charlès, vice chairman and ceo di Dassault Systèmes. «Gli universi virtuali svolgono una funzione chiave per consentire ai nostri clienti di immaginare, progettare e testare i prodotti, i materiali e i processi di produzione affinché rispondano ai requisiti di sostenibilità dell’economia di domani. Attraverso nuove soluzioni industriali, possiamo diventare il partner numero uno al mondo per una rinascita più sostenibile dell’industria che soddisfi gli obiettivi dell’Accordo di Parigi».

«In qualità di esploratore professionista, ho potuto constatare in prima persona come le attività umane abbiano avuto un impatto diretto sullo stato della nostra Terra. È fondamentale per gli esseri umani prendersene cura e, ancor di più, preservare l’acqua, la nostra risorsa più preziosa», ha dichiarato Mike Horn, esploratore professionista e avventuriero che ha presentato il programma insieme al ceo di Dassault. «Sono felice che non solo l’Onu, le ong e i politici si impegnino a favore di questo obiettivo, ma anche che leader industriali come Bernard Charlès sottolineino l’importanza di questo tema chiave».

FEDERCHIMICA Responsible Care: il bilancio di sostenibilità dell’industria chimica in Italia

rapporo responsible care federchimica

Un’industria indispensabile e da lungo tempo orientata alla sostenibilità: è il ritratto che emerge dai dati del 26esimo Rapporto Responsible Care, il programma volontario mondiale che, per la Chimica in Italia, è curato da Federchimica

“Seppure in un clima di grave preoccupazione e incertezza, ritengo sia significativo condividere i risultati conseguiti dall’industria chimica in termini di sostenibilità – ha premesso Paolo Lamberti, Presidente di Federchimica.

“Anche quest’anno i dati sono molto positivi e incidono sulle prestazioni, già eccellenti, ottenute nella tutela di salute, sicurezza e ambiente; in tutti questi ambiti, e non solo, ci posizioniamo ai più alti livelli rispetto alla media manifatturiera”.

Secondo il Rapporto, l’industria chimica si conferma un comparto virtuoso nella sicurezza e nella salute dei dipendenti, con un bassissimo numero di infortuni e malattie professionali che, rispetto alle ore lavorate, sono diminuiti al ritmo medio annuo rispettivamente del 3,7% e del 5,4% dal 2010.

Sotto il profilo ambientale, il settore è già in linea con gli obiettivi dell’Unione europea sui cambiamenti climatici al 2020 e al 2030. Rispetto al 1990, ha ridotto i gas serra del 54% e l’efficienza energetica è migliorata del 49% rispetto al 2000. Le emissioni in atmosfera e gli effluenti negli scarichi idrici si sono drasticamente ridotti del 97% e del 77%.

L’industria chimica è fortemente impegnata nel perseguimento dell’economia circolare: lo testimonia, ad esempio, la quantità di rifiuti generati a parità di produzione, diminuita del 7,7% rispetto al 2017; il riciclo è tra le prime modalità di smaltimento (26,8% in netto aumento) e solo per il 4,8% si ricorre alla discarica.

“Il nostro impegno, comunque, non si ferma: l’industria chimica continua, oggi e in futuro, a investire in sostenibilità per confermarsi infrastruttura tecnologica a favore delle filiere a valle, senza penalizzare, anzi aumentando, la produttività”.

Nel lockdown di primavera l’industria chimica non ha fermato la produzione “a riprova – ha commentato Lamberti – di quanto i nostri prodotti siano essenziali e, in moltissimi casi, decisivi per affrontare la pandemia: forse, per la prima volta da molto tempo, tutti abbiamo compreso l’indispensabilità della Chimica per la salute anzitutto, ma anche per il benessere e la qualità della nostra vita.

“Questa nuova consapevolezza deve essere valorizzata con una politica industriale strutturata sul medio/lungo periodo, basata su ricerca, sviluppo e innovazione, che tuteli la competitività delle nostre imprese e di tutti i – tantissimi – settori manifatturieri che basano la proprie performance di prodotto sulla qualità innovativa della Chimica”.

“Lo sviluppo sostenibile, di cui l’industria chimica si dimostra pioniera nei fatti, si confermerà uno dei principali motori di innovazione e cambiamento del post-Covid: basti pensare alle politiche dell’Unione europea sul Green Deal oppure al Recovery Fund, che pone tra i requisiti degli stanziamenti la lotta ai cambiamenti climatici, l’economia circolare, la transizione verso forme di energia più pulite.

“Il 2021 e gli anni a venire – ha concluso Lamberti – sono difficili da immaginare oggi: la speranza è poter tornare al più presto a una solida ripresa economica, che possa anche dare una forte accelerazione verso lo sviluppo sostenibile e la digitalizzazione. Serve uno sforzo congiunto e un impegno continuo: l’industria chimica è pronta a fare la propria parte”.

Nel suo intervento conclusivo Franco Bettoni, Presidente INAIL, ha dichiarato: “L’Istituto crede fortemente nella validità della collaborazione con Federchimica”.

“Con la sottoscrizione dell’ultimo Protocollo d’intesa, siglato a dicembre 2019, gli impegni presi da INAIL e Federchimica risultano rafforzati attraverso la realizzazione, entro il 2022, di nuovi progetti di elevato interesse per le imprese chimiche per diffondere la cultura della prevenzione e della sicurezza in modo pervasivo.

Le attività dell’Istituto, nell’ambito dell’accordo, continueranno a puntare su una serie di elementi: analisi statistica; valorizzazione delle buone pratiche di comportamento affinché non vengano sottovalutati i rischi lavorativi; raccolta dei dati legati ai “quasi incidenti”; utilizzo delle nuove tecnologie per migliorare l’individuazione delle cause di pericolo e un rafforzamento delle iniziative di informazione e formazione”.

“Nella fase post-covid – ha concluso Bettoni – dobbiamo mettere in campo azioni qualificanti: accompagnare il lavoratore nei percorsi professionali, porre al centro della cultura aziendale la sicurezza dei lavoratori, rivitalizzare il dialogo sociale, incentivare una crescita economica rispettosa dell’ambiente e adottare efficaci strategie di prevenzione per contrastare gli infortuni sul lavoro”.

Sono intervenuti: Raffaele Cattaneo, Assessore all’Ambiente e Clima Regione Lombardia; Marco Falcinelli, Segretario Generale FILCTEM-CGIL; Filippo Servalli, Presidente Programma Responsible Care Federchimica.

Approcci industriali bio-inspired

bio inspired

Nell’industria si stanno facendo strada i processi di produzione che emulano i meccanismi dei sistemi biologici. L’evoluzione sarà la manifattura additiva

Componenti meccaniche che imitano le qualità strutturali delle ossa, per leggerezza, conformazione, resistenza ed elasticità. Vernici che riproducono la superficie della foglia di loto, che ha la singolare capacità di mantenersi pulita autonomamente. Robot che passeggiano su muri verticali, perché prendono spunto dal geco, che ha l’abilità di aderire con le zampe alla superficie senza emettere secrezioni adesive.

Ecco la visione del futuro, quando prenderanno piede i processi di produzione bio-inspired, che emulano i meccanismi di azione e le strategie dei sistemi biologici.

Ma perché la manifattura dovrebbe sentire il bisogno di innovazioni come quelle citate? Con l’indebolimento della produzione di massa il valore si sposta verso contenuti tecnologici innovativi, e verso qualità straordinarie già presenti in natura, per ora mai replicate su scala industriale. L’attore principale è la manifattura additiva: strutture di enorme complessità e di dimensioni nano-metriche non possono essere replicate dalla comune ingegneria.

La piattaforma robotica 5G da Qualcomm

robotica industriale

Una soluzione avanzata, integrata e completa, progettata specificatamente per l’industria della robotica

Basandosi sull’esempio di successo della piattaforma robotica Qualcomm Robotics RB3 e sulla sua ampia adozione in una vasta gamma di robot e droni oggi disponibili sul mercato, Qualcomm Robotics RB5 comprende un estensivo set di hardware, software e strumenti di sviluppo. La piattaforma è la prima nel suo genere a unire la profonda expertise dell’azienda nel 5G e nell’IA per facilitare sviluppatori e produttori nel creare la prossima generazione di robot e droni ad alta capacità di calcolo e a basso consumo energetico per consumatori, aziende e settori della difesa, industriali e servizi professionali.

Il Development Kit

Tutto questo è reso possibile grazie al Qualcomm Robotics RB5 Development Kit, che assicura agli sviluppatori i necessari livelli di personalizzazione e flessibilità per trasformare le loro progetti in realtà. Ad oggi, Qualcomm Technologies ha coinvolto diverse aziende leader nel settore, che hanno promosso la piattaforma Qualcomm Robotics RB5, includendo oltre 20 “early adopters” nel processo di valutazione della piattaforma.

Inoltre, oltre 30 player dell’ecosistema stanno sviluppando hardware e software necessari per attivare diverse applicazioni di robotica.

“Qualcomm Technologies è leader mondiale nell’innovazione della tecnologia wireless con una forte competenza in ambito IA, mobile computing e connettività. Applicando la nostra profonda expertise nei sistemi mobile all’industria della robotica, Qualcomm Technologies sta contribuendo alla creazione di robot più potenti, sicuri e intelligenti,” ha affermato Dev Singh, senior director of business development and head of autonomous robotics, drones and intelligent machines di Qualcomm Technologies, Inc.

“Grazie alla piattaforma Qualcomm Robotics RB5, Qualcomm Technologies supporterà l’accelerazione industriale in ambito robotico in segmenti quali robot autonomi mobili (Amr), robot e veicoli aerei senza pilota (Uav) per funzioni di consegna, ispezione, inventario, industriali e con caratteristiche di collaborazione, permettendo la realizzazione di casi d’uso per la robotica industriale 4.0 e gettando le basi per lo spazio Uav Traffic Management (Utm)”.

Trasmettitore industriale da VAISALA

Vaisala affermato produttore di trasmettitori di umidità, presenta il nuovo trasmettitore Indigo 520 che unisce la tecnologia più evoluta a eccellenti funzionalità

Capace di gestire fino a due sonde contemporaneamente, il trasmettitore industriale offre maggiore praticità, compatibilità e precisione, anche nelle applicazioni industriali più difficili.

Il trasmettitore industrale Indigo 520 è un trasmettitore con custodia metallica robusta, compatibile con l’ampia gamma di sonde intelligenti Indigo di Vaisala per la misura di umidità, temperatura, punto di rugiada, biossido di carbonio, perossido di idrogeno vaporizzato e contenuto di umidità in olio.

Può gestire contemporaneamente fino a due sonde di misura, misurando gli stessi o i diversi parametri simultaneamente.

Le sonde possono essere rimosse in modo semplice e rapido ogni volta che lo si desidera. Il trasmettitore industriale si presenta con un solido alloggiamento in metallo con grado di protezione IP66 e NEMA 4 ed è dotato di uno schermo touchscreen con vetro temprato.

Indigo 520 visualizza le misure in tempo reale e le trasmette ai sistemi di automazione tramite segnali analogici e contatti relè o, in digitale, tramite protocollo Modbus TCP/IP su rete Ethernet.

La connessione Ethernet del trasmettitore industriale, offre anche un’interfaccia web e una sicurezza informatica che risponde agli standard moderni.

La serie di prodotti Indigo by Vaisala, rappresenta la soluzione ideale per misure multiparametriche e connettività flessibile.

Il design modulare consente agli utenti di scegliere e combinare tra loro le informazioni necessarie, per operare negli ambienti industriali più esigenti.

La famiglia di prodotti Indigo comprende sonde intelligenti intercambiabili, trasmettitori robusti e il software Insight per PC.

Insieme creano una solida catena di dati per migliorare i processi industriali in termini di efficienza energetica, sicurezza e qualità del prodotto finale.

Le sonde utilizzano le rinomate tecnologie dei sensori Vaisala, come HUMICAP®, CARBOCAP®, DRYCAP® e PEROXCAP®, che Vaisala sviluppa continuamente per garantire prestazioni all’avanguardia.

Supportata dalle tecnologie costruttive di sensori di misura, affermata a livello mondiale, la serie Indigo copre una gamma completa di parametri di misura, quali umidità e temperatura, punto di rugiada, contenuto di umidità disciolta in olio, biossido di carbonio (CO2) e perossido di idrogeno vaporizzato (H2O2).

Filtrazione: soluzioni eccellenti da Bea Technologies

filtri bea technologies

Bea Technologies offre soluzioni per la filtrazione di liquidi e gas compressi dedicate alle specifiche necessità di diverse tipologie di industrie: meccanica, chimica, vernici, inchiostri e pitture, automotive, tessile, produzione di energia

La competenza in applicazioni tipiche quali filtrazione di reagenti, solventi e coloranti, protezione di scambiatori di calore, filtrazione del condensato ha permesso di sviluppare prodotti con caratteristiche in linea con le necessità quotidiane dell’industria e servizi di laboratorio e di assistenza tecnica altamente professionali.

La qualità fa la differenza nei momenti critici

Scegliere come fornitore un costruttore, con un’elevata competenza tecnica e un’organizzazione strutturata, fa la differenza nei momenti critici.

Significa avere prodotti di qualità certificata, controllati e in regola con le normative del settore, ma anche poter contare sulla consulenza di un partner esperto.

Elementi imprescindibili per le società abituate ad affrontare scenari futuri con un focus al “risk base thinking” che non vogliono essere impreparate di fronte alle sfide del mercato.

Rapida, efficace, competente, l’assistenza Bea Technologies si pone da sempre al servizio delle industrie con diversi servizi:

• Prove nel Laboratorio interno BEA e test in campo presso l’azienda cliente per dimensionare l’impianto e ottimizzare il processo produttivo

• Scorte ottimizzate per garantire forniture rapide

• Assistenza tecnica internazionale.

• Tempi di consegna rapidi e certi

• Customer service disponibile per ogni esigenza di carattere commerciale

Progettazione e fornitura in “Private Label”

Bea Technologies mette a disposizione dei costruttori di macchine e fornitori di servizi all’industria, linee dedicate in Private Label.

Il Servizio Commerciale e l’Ufficio Tecnico sono a disposizione del cliente per identificare le soluzioni in linea con le sue necessità.

Affidabili, efficienti, customizzate, così sono le soluzioni di filtrazione proposte da Bea Technologies per il settore Industry, ogni prodottonasce da una costante ricerca tecnologica, dall’accurata selezione dei materiali, da un processo produttivo rigoroso e viene verificato con test specifici.

Alla ricerca della soluzione giusta

Soluzioni di filtrazione dedicate per applicazioni specifiche.

Vincoli legislativi, criticità tipiche, complessità di processo: ogni applicazione ha caratteristiche specifiche, che devono essere attentamente considerate nella fase di selezione del sistema di filtrazione più adatto.

Per ciascuna industria e applicazione del settore INDUSTRY, Bea Technologies suggerisce uno o più prodotti dedicati.

Per il settore chimico Bea Technologies propone soluzioni per la purificazione di intermedi e reagenti, purificazione di solventi-resine e fluidi aggressivi, stabilizzazione microbiologiche, trattamento acqua e gestione delle utilities (vapore e gas compressi), polmonazione per serbatoi di stoccaggio.

Per il settore vernici, inchiostri e pitture, invece, offre trattamenti per vernici e smalti a base acqua, trattamenti per vernici e smalti a base solvente,  filtrazione di precisione di inchiostri per stampa digitale e ink-jet.

Per il comparto meccanico acque primarie e di raffreddamento, oli idraulici , oli minerali combustibili.

Per quello automotive, filtrazione in impianti di verniciatura

Per il tessile, trattamento aria compressa e filtrazione acque di lavaggio

Per il settore energia, infine, Bea offre protezione di impianti di osmosi inversa, filtrazione del condensato e filtrazione acque primarie e di raffreddamento.

FILTROMATIC

Per la rimozione del particolato solido, BEA Technologies ha ideato il prodotto FILTROMATIC, un filtro per acqua, autopulente a controlavaggio. Completamente automatico, questo filtro, è in grado di trattare portate d’acqua da 20 a 10.000 m3/h e, grazie alla sua piena versatilità, può essere utilizzato in settori industriali critici , che richiedono un funzionamento ininterrotto. Filtra in maniera automatica, senza parti da sostituire, fino a 50 micron.

Sicurezza dei macchinari industriali

Sicurezza dei macchinari industriali
La digitalizzazione al servizio degli operatori

La Sicurezza Funzionale dei circuiti di comando di sicurezza dei macchinari industriali è un aspetto che va considerato durante l’intero ciclo di vita operativo, come chiaramente indicato dalle  norme internazionali di riferimento

Per garantire quindi che i macchinari industriali conservino nel tempo l’adeguato livello di Sicurezza Funzionale, definito sulla base dei rischi associati, non è sufficiente che sia stato adeguatamente progettato, realizzato e messo in servizio: è necessario anche il fondamentale contributo da parte dell’operatore del macchinario che non si limita alla sola osservanza delle modalità di utilizzo definite dal costruttore.

I rischi per gli utilizzatori finali dei macchinari industriali

Un primo importante elemento da considerare è il mantenimento nel tempo dell’affidabilità dei sistemi di sicurezza presenti a bordo del macchinario. I fornitori di soluzioni di sicurezza acquisiscono i dati associati a tali dispositivi (a seconda dei casi i valori di MTTFD, PFHD, B10D, λ, SFF, …) in modo da poter permettere il calcolo del Performance Level (o del Safety Integrity Level) relativo ai sistemi di comando di sicurezza per le varie funzioni gestite.

Questi valori di sicurezza funzionale provenienti dai dispositivi sono però analizzati considerando l’intervallo di funzionamento specifico del componente (definito quale “ciclo di vita” e caratterizzato da parametri quali “TM” o “T1MAX” o “T10D”).

Per poter garantire il livello di affidabilità dichiarato senza degradazioni non accettabili, ogni dispositivo di sicurezza dovrà essere sostituito o, laddove possibile, riportato in condizioni di “come nuovo”, al più tardi allo scadere del proprio ciclo di vita. Molto spesso però i macchinari industriali non dispongono di sistemi di diagnostica che consentano all’utilizzatore finale di cadenzare in modo corretto questi interventi.

Il rischio è che l’utilizzatore finale, non conscio del raggiungimento dei limiti di tali componenti, continui a far utilizzare il macchinario anche oltre i limiti sopra indicati, senza tutelare adeguatamente i propri operatori ed esponendosi in prima persona alle conseguenze della violazione dell’obbligo di mettere a disposizione dei lavoratori attrezzature sicure, così come prescritto dal D.lsg. n. 81/08.

Un passo importante verso la sicurezza predittiva

La digitalizzazione industriale può offrire una soluzione concreta per aumentare la sicurezza degli operatori.

Le tecnologie e i componenti presenti sul mercato consentono infatti di dotare agevolmente qualsiasi macchinario con sistemi di acquisizione dati dei dispositivi di sicurezza, trasferendo questi dati in un adeguato punto di raccolta ed elaborazione (Cloud e Cloud Computing) nel rispetto di tutti i parametri di Cyber Security.

Si avranno così a disposizione statistiche, magari già in formato grafico, che consentano un continuo monitoraggio dello stato dei dispositivi, del loro restante tempo di vita e una previsione del raggiungimento dei loro limiti sulla base del loro storico di utilizzo.

La scalabilità dei parametri rappresentativi, a seconda della capillarità dell’infrastruttura di acquisizione dati, permette di raccogliere e analizzare i dati sia di un intero sito produttivo che del singolo dispositivo di macchinari industriali operanti in quel sito. Una tecnologia che consente quindi in modo concreto la pianificazione di una manutenzione predittiva come base di una garanzia oggettiva del mantenimento dell’adeguato livello di sicurezza per gli operatori.

Green economy: finanziamenti per le filiere strategiche

green economy

Investimenti di 50 miliardi l’anno fino al 2030 che contribuiranno a una crescita del PIL dello 0,5% ogni anno e ad oltre 5 milioni di posti di lavoro, nei settori della green economy 

Tutto questo in un programma di transizione energetica sulle filiere strategiche: idrogeno e rinnovabili con l’obiettivo di porre l’Italia come il soggetto trainante a livello europeo.

Sono queste le azioni e i numeri messi in campo da Ministero dello Sviluppo Economico e Confindustria che, nel corso di un incontro tra il Ministro Stefano Patuanelli e il delegato per l’Energia di Confindustria Aurelio Regina, hanno iniziato a delineare le strategie industriali del Green New Deal annunciato nei mesi scorsi dal Governo Conte.

 “Il Ministro Patuanelli – spiega una nota – ha dato il via libera alle misure per facilitare la transizione di importanti settori industriali  gasivori  ed evitarne la delocalizzazione.

Su questo punto saranno riavviate due misure, una di carattere nazionale e l’altra in corso di notifica alla Commissione UE che consentiranno di ridurre il differenziale di prezzo rispetto ai players industriali europei nel settore del gas.

Sul tema ETS, il sistema per lo scambio di quote emissione di gas a effetto serra dell’UE, sarà avviato un tavolo comune per dare attuazione delle norme emanate con la nuova Direttiva Emission Trading, i costi indiretti ETS e per una attenta valutazione delle proposte Comunitarie per la riforma della fiscalità energetica”.

Industrie pronte a investire ma servono regole chiare

Le misure annunciate dal ministero erano attese da tempo dalle imprese del comparto che chiedevano regole precise per un settore, quello delle energie rinnovabili e della green economy.

Un settore che è pronto ad investire, anche con operazioni di reshoring ma che, per farlo, necessita di un quadro normativo che deve essere chiaro e con un orizzonte temporale ben definito.

L’auspicio di Confindustria, quindi, è che questo piano possa colmare alcuni gap di competitività, come quello sul prezzo del gas naturale, rilanciare le filiere italiane, e risolvere crisi che ormai si trascinano da anni e che rischiano di cancellare interi comparti strategici, come l’acciaio.

MELFA ASSISTA: il nuovo cobot easy-to-use

melfa assista
Supporto sicuro e preciso per l’uomo durante le fasi di produzione

Il nuovo robot collaborativo di Mitsubishi Electric, MELFA ASSISTA, è stato sviluppato per lavorare a fianco degli operatori senza la necessità di protezioni di sicurezza, soddisfacendo al contempo i nuovi requisiti per un’adeguata distanza dei lavoratori nei siti produttivi. Il cobot offre la massima sicurezza e durata nel tempo, facilità d’uso e programmazione, pur mantenendo un’elevata ripetibilità di posizione.

MELFA ASSISTA soddisfa le esigenze sia di applicazioni industriali standard che in ambienti esigenti – ad esempio, può essere fornito con grasso certificato NSF H1 (linee guida per la sanificazione della National Sanitation Foundation) per applicazioni nel settore Food&Beverage. MELFA ASSISTA può eseguire compiti di assemblaggio complessi e delicati, lavorazioni precise o operazioni di “pick and place” ripetitive con i più alti livelli di consistenza e affidabilità, rispondendo in modo flessibile a contesti aziendali e bisogni sociali in rapido cambiamento. Esempi di applicazione includono collaborare con operatori nelle attività di assemblaggio automobilistico o eseguire operazioni di packaging su linee di produzione.

L’utilizzo di MELFA ASSISTA è semplificato grazie alla funzione “direct teach”, in cui l’utente ha la possibilità di trascinare il braccio verso ogni posizione desiderata; la posizione viene quindi acquisita premendo un pulsante sulla tastiera (Single Button Mode), incorporata sul braccio del cobot. Il processo è rapido e intuitivo per gli operatori. Per completare la proposta, è disponibile un ambiente software “visual” utilizzato per operazioni più complesse – il pacchetto RT Visualbox consente sia la creazione del programma con blocchi funzione selezionabili “drag and drop”, che la possibilità di modifica e “fine tuning” per ogni movimento. Ciò garantisce una programmazione notevolmente più agile, in quanto gli operatori possono modificare le configurazioni, senza know-how specialistico relativo ai robot.

Mitsubishi Electric, MELFA ASSISTA
MELFA ASSISTA di Mitsubishi Electric

MELFA ASSISTA ha una ripetibilità eccezionale di ± 0,03 mm * con un payload nominale di 5 kg e un raggio massimo di 910 mm. Tali caratteristiche migliorano nettamente la qualità del prodotto finito con standard qualitativi più elevati, riducendo di fatto la necessità di controlli di qualità più stringenti. Ciò estende la gamma delle possibili applicazioni, includendo settori complessi quali il “Life Science”, assemblaggio di precisione, imballaggi di alta qualità o processi di movimentazione dei componenti.

Un ulteriore vantaggio del MELFA ASSISTA è la possibilità di alternare la modalità collaborativa – in cui opera alle velocità più basse tipiche di un cobot – e una modalità a velocità più elevata da utilizzare in un ambiente più industriale di “produzione cooperativa”. Ciò garantisce la massima flessibilità applicativa e offre il miglior ritorno sull’investimento possibile.

Il nuovo MELFA ASSISTA soddisfa tutti i requisiti di sicurezza definiti dalle norme ISO 10218-1 e ISO / TS 15066. Inoltre, la diagnostica dei guasti e lo stato operativo sono mostrati da un anello LED a 6 colori, sempre visibile, posto sull’avambraccio del cobot. Gli operatori che collaborano con i robot durante i processi di produzione dovrebbero godere della massima sicurezza e facilità d’uso, soddisfacendo i nuovi requisiti di distanziamento dei lavoratori all’interno dei siti produttivi, tutto ciò è possibile con MELFA ASSISTA di Mitsubishi Electric.

Credito d’imposta ricerca, sviluppo, innovazione e design

Credito di imposta

La misura del credito d’imposta si pone l’obiettivo di stimolare la spesa privata in Ricerca, Sviluppo e Innovazione tecnologica per sostenere la competitività delle imprese e per favorirne i processi di transizione digitale e nell’ambito dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale

Quali vantaggi

Attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico:

  • il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 12% delle spese agevolabili nel limite massimo di 3 milioni di euro.

Attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati:

  • il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 6% delle spese agevolabili nel limite massimo di 1,5 milioni di euro
  • il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 10% delle spese agevolabili nel limite massimo di 1,5 milioni di euro in caso di attività di innovazione tecnologica finalizzate al raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0.

Attività di design e ideazione estetica per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari nei settori tessile e della moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e della ceramica, e altri individuati con successivo decreto ministeriale:

  • il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 6% delle spese agevolabili nel limite massimo di 1,5 milioni di euro.

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione in tre quote annuali di pari importo a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione.

La base di calcolo del credito d’imposta deve essere assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese ammissibili.

Nel rispetto dei massimali indicati, e a condizione della separazione analitica dei progetti e delle spese ammissibili pertinenti alle diverse tipologie di attività, è possibile applicare il beneficio anche per più attività ammissibili nello stesso periodo d’imposta.

A chi si rivolge

Tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.

Sono escluse le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale. Sono inoltre escluse le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.

La fruizione del beneficio spettante è subordinata alla condizione del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Come si accede

Il credito si applica alle spese in   sostenute nel periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019.

Ai fini del riconoscimento del credito d’imposta, l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili deve risultare da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti.

Per le imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti, le spese sostenute per adempiere all’obbligo di certificazione sono riconosciute in aumento del credito d’imposta per un importo non superiore a 5.000 euro.

Le imprese, inoltre, sono tenute a redigere e conservare una relazione tecnica che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività ammissibili svolte.

Le imprese che intendono fruire dell’agevolazione sono tenute ad effettuare una comunicazione al Ministero dello sviluppo economico.

Il modello, il contenuto, le modalità e i termini di invio della comunicazione saranno stabiliti con apposito decreto direttoriale. La comunicazione è richiesta al solo fine di acquisire le informazioni necessarie per valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure agevolative.