SOLVAY: chimica e soluzioni a basse emissioni di carbonio con l’energia solare

stagni di sale
  • Stagni pieni di sale accumulano e immagazzinano energia solare per un ulteriore utilizzo a basse emissioni per diminuire sempre più l’impatto ambientale

L’industria chimica è alla costante ricerca di soluzioni che permettano di generare energia senza impattare sull’ambiente, quindi a basse emissioni.

Un esempio? L’introduzione del concetto di “Solar Pond” (stagno solare), una tecnologia che utilizza uno stagno di acqua salata per catturare l’energia solare e immagazzinarla per la conversione in energia termica, che può essere utilizzata poi per riscaldare edifici o alimentare macchinari per generare elettricità.

Come funziona? Impostando un gradiente di salinità verticale, con un’alta concentrazione di sale nello strato inferiore, è possibile creare una zona non convettiva all’interno dello stagno, che è alla base della sua capacità di accumulo del calore. Il sistema può raggiungere temperature di oltre 80 ° C nella parte inferiore e può intrappolare il calore per un tempo piuttosto lungo, formando una sorta di accumulo di energia naturale.

L’Unione europea ha obiettivi ambiziosi per affrontare il cambiamento climatico.

Dovrebbero essere raggiunti muovendosi verso un’economia a basse emissioni di carbonio e riducendo al minimo le emissioni di gas a effetto serra.

Il raggiungimento dell’obiettivo di riduzione dei gas a effetto serra dell’UE dell’80-95% entro il 2050 significa che la nostra società dovrà rivoluzionare i materiali, i processi di produzione e i servizi in tutti i settori.

Negli ultimi 30 anni l’industria chimica dell’UE ha ridotto le sue emissioni a gas a effetto serra di oltre il 60%. Usiamo sempre più fonti energetiche a basse emissioni di carbonio e materie prime alternative per ridurle ulteriormente. Sviluppiamo anche soluzioni che aiutano altri settori a migliorare la loro efficienza energetica.

Secondo la recente analisi di Accenture sull’economia circolare, le tecnologie abilitanti fornite dall’industria chimica possono contribuire a raggiungere un aumento di 20 volte dell’efficienza energetica da qui al 2030.

Anche se il potenziale è enorme, è anche chiaro che la spesa in conto capitale richiesta sarà significativa, e un futuro pulito e a basse emissioni di carbonio si baserà su una collaborazione diffusa.

La nostra società ha imparato a generare energia da fonti rinnovabili come l’energia eolica e solare per produrre energia senza dare origine ad emissioni di biossido di carbonio.

Ma l’energia eolica e solare non producono energia 24 ore su 24, quindi il passo successivo è sviluppare e implementare tecnologie che potrebbero rendere possibile lo stoccaggio a lungo termine di tale energia.

Una soluzione potrebbe essere quella di utilizzare il concetto di stagno solare sviluppato da Solvay. Lo stagno è pieno di acqua e sale in modo tale che la radiazione del sole penetri nello strato inferiore, e lo strato medio di sale lo tiene intrappolato lì. Il fondo dello stagno è coperto da una serie di tubi di scambio di calore, attraverso i quali l’acqua viene pompata per estrarre il calore. Il calore estratto può quindi essere utilizzato per riscaldare edifici o per alimentare i motori per generare elettricità.

Solvay utilizza diversi stagni solari nelle sue strutture in Spagna da diversi anni per ridurre il loro consumo energetico.

MERCATI SOSTENIBILI: Green Deal europeo: cos’è e cosa prevede

Green Deal Europeo

Green Deal è uno dei pilastri del mandato di Ursula von der Leyen: un piano europeo per il clima, che punta alla conversione economica, con l’obiettivo di rendere l’Europa “il primo continente a impatto climatico zero del mondo entro il 2050”, con un taglio delle emissioni del 50-55%

Si chiama “Green Deal” ed è il piano con il quale l’Europa punta a dare una direzione più sostenibile alla propria economia.

È uno dei pilastri piantati dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che sin dal suo primo discorso ufficiale ha posto l’obiettivo di rendere l’Europa “il primo continente a impatto climatico zero del mondo entro il 2050”, con un taglio delle emissioni del 50-55%.

economia circolare

I principi del Green Deal

L’impatto zero entro il 2050 è uno dei principi del Green Deal. Ce ne sono altri due: la crescita economica deve essere “dissociata dall’uso delle risorse” e “nessuna persona e nessun luogo” deve essere trascurato.

Per raggiungere i suoi obiettivi, il progetto punta a “trasformare le problematiche climatiche e le sfide ambientali in opportunità in tutti i settori politici, rendendo la transizione equa e inclusiva per tutti”.

Il piano intende “promuovere l’uso efficiente delle risorse passando a un’economia pulita e circolare” e “ripristinare la biodiversità e ridurre l’inquinamento”.

Fondi e risorse per il Green Deal

Il Green Deal prevede azioni concrete: investire in tecnologie rispettose dell’ambiente, sostenere l’industria nell’innovazione, introdurre forme di trasporto privato e pubblico più pulite, più economiche e più sane, decarbonizzare il settore energetico, garantire una maggiore efficienza energetica degli edifici, collaborare con i partner internazionali per migliorare gli standard ambientali mondiali.

Il sostegno finanziario e tecnico arriverà dall’Ue, con l’obiettivo di sostenere le persone, le imprese e le regioni “più colpite dal passaggio all’economia verde”. In sostanza, le risorse pioveranno sulle zone più inquinanti, per spingerle a imboccare la strada verde senza incontrare un collasso economico. 

È il cosiddetto “meccanismo per una transizione giusta”, che contribuirà a mobilitare almeno 100 miliardi di euro per il periodo 2021-2027. Quelli messi sul tavolo direttamente dall’Europa sono 7,5. 

L’importo assegnato all’Italia dovrebbe essere poco oltre i 360 milioni. Che però lievitano a 1,3 miliardi grazie a un co-finanziamento nazionale e a 4,8 miliardi se si considera la stima delle risorse mobilitate. 

Il ruolo di Banca Europea ed Horizon

Una serie di correttivi punta a convogliare risorse verso attività green.

La Banca Europea per gli investimenti aumenterà la quota che riserva ai progetti sostenibili dal 25 al 50% del totale. Horizon, il più sostanzioso programma della Commissione per finanziare innovazione e ricerca, dal 2021 destinerà un terzo delle proprie risorse al sostegno degli sforzi messi in campo dagli Stati per raggiungere i propri obiettivi su clima e ambiente.  

Tecnova HT al servizio di pharma e biotecnologie

catalogo tecnova ht

Tamara Murusidze, ingegnere responsabile della B.U. Analisi Liquidi del gruppo Tecnova HT, affermata società nell’automazione di processo, racconta l’azienda e le recenti novità

Tecnova nasce nel 1974 grazie a una intuizione dei fratelli Cavalli, Antonio e Luciano. In quegli anni la società si occupa della distribuzione in tutta Italia di prodotti specifici, tra i quali misuratori di portata a turbina e PD meters. Successivamente, nel 1994 Tecnova ha una nuova Direzione che, alla tradizionale strumentazione da campo, affianca l’Integrazione di sistemi iniziando così a realizzare centinaia di sistemi analitici per fase gas e liquida, sia per le emissioni che per il processo.

http://www.tecnovaht.it

Negli anni 2000 a Tecnova HT si aggiunge Tecnova Service, composta solo da tecnici esperti per tutte le attività in campo, come manutenzione a chiamata e a contratto, calibrazione e validazione della strumentazione e dei sistemi installati

Nel 2010 il Gruppo Tecnova  si trasferisce nella sede di Pregnana Milanese. Nel 2019 un passo importante porta a una joint venture paritetica con il Gruppo Nanfen di Nanchino (Cina) per la commercializzazione e la manutenzione del sistema CEMS Type Approved per applicazioni navali denominato S-Keeper 7, vero capolavoro dell’ingegneria del gruppo.

Numeroso sono le soluzioni e i servizi che Tecnova HT offre al settore farmaceutico e delle biotecnologie.

La tecnologia rifrattometrica per l’analisi della concentrazione nella produzione di API, per esempio, ha riscosso grande successo da parte dei principali operatori di questo settore.

Nella fase di downstream, ovvero di separazione liquido-solido del principio attivo, viene utilizzata spesso la fotometria NIR, così come nella fase successiva di purificazione del prodotto vengono utilizzate fotometria UVfotometria visiva, quindi misure di assorbanza ottica

Mentre la preparazione di resine e fluidi biocompatibili è tenuta sotto controllo in continuo senza campionamenti e senza sprecare prodotto costoso grazie a viscosimetri supercompatti”.

La divisione analisi liquidi processo, di cui si occupa in particolare l’ing. Murusidze, è uno dei fiori all’occhiello di Tecnova HT. Si basa infatti su strumentazione per l’analisi in continuo progettata da società monoprodotto, affermate a livello mondiale, che investono molto nel campo della Ricerca e Sviluppo proprio per migliorare le performance analitiche in termini di accuratezza e ripetibilità, ma anche per semplificare l’installazione e la configurazione di ogni singolo strumento, ovviamente tutto a vantaggio del cliente finale.

Tecnova HT offre dunque alla sua clientela la possibilità di testare un’esperienza che va ben oltre la classica vendita, si tratta infatti di un ciclo completo di attività che va da un primo studio di fattibilità del progetto, passando per il site survey, arrivando quindi alla cura della strumentazione installata grazie al supporto del partner di fiducia Tecnova Service.

Una tra le ultime interessanti applicazioni di problem solving effettuata da Tecnova, riguarda una società chimica di polimeri fluorurati per la quale è stato realizzato uno strumento per la misura di concentrazione di fluoro in fase gas. Si tratta di un’applicazione molto importante e delicata poiché il fluoro è un gas davvero molto tossico.

Impiegando un fotometro Optek Tecnova ha risolto il problema al cliente con dei costi d’installazione e ownership veramenre ridotti. La prima installazione è avvenuta nel 2017, ad oggi l’azienda prosegue a equipaggiare numerose linee dello stabilimento con le proprie soluzioni, consentendo così al cliente di avere il controllo di processo e ottimizzare in continuo il processo produttivo. 

La “personalizzazione” offerta da Tecnova HT nel fornire specifiche soluzioni studiate apposta per specifiche esigenze dei clienti, oltre ad avere la tecnologia giusta e le competenze, la rende un partner affidabile e altamente performante.

Tecnova nasce nel 1974 grazie a una intuizione dei fratelli Cavalli, Antonio e Luciano. In quegli anni la società si occupa della distribuzione in tutta Italia di prodotti specifici, tra i quali misuratori di portata a turbina e PD meters. Successivamente, nel 1994 Tecnova ha una nuova Direzione che, alla tradizionale strumentazione da campo, affianca l’Integrazione di sistemi iniziando così a realizzare centinaia di sistemi analitici per fase gas e liquida, sia per le emissioni che per il processo.

Negli anni 2000 a Tecnova HT si aggiunge Tecnova Service, composta solo da tecnici esperti per tutte le attività in campo, come manutenzione a chiamata e a contratto, calibrazione e validazione della strumentazione e dei sistemi installati

Nel 2010 il Gruppo Tecnova  si trasferisce nella sede di Pregnana Milanese. Nel 2019 un passo importante porta a una joint venture paritetica con il Gruppo Nanfen di Nanchino (Cina) per la commercializzazione e la manutenzione del sistema CEMS Type Approved per applicazioni navali denominato S-Keeper 7, vero capolavoro dell’ingegneria del gruppo.

Numeroso sono le soluzioni e i servizi che Tecnova HT offre al settore farmaceutico e delle biotecnologie.

La tecnologia rifrattometrica per l’analisi della concentrazione nella produzione di API, per esempio, ha riscosso grande successo da parte dei principali operatori di questo settore.

Nella fase di downstream, ovvero di separazione liquido-solido del principio attivo, viene utilizzata spesso la fotometria NIR, così come nella fase successiva di purificazione del prodotto vengono utilizzate fotometria UVfotometria visiva, quindi misure di assorbanza ottica

Mentre la preparazione di resine e fluidi biocompatibili è tenuta sotto controllo in continuo senza campionamenti e senza sprecare prodotto costoso grazie a viscosimetri supercompatti”.

La divisione analisi liquidi processo, di cui si occupa in particolare l’ing. Murusidze, è uno dei fiori all’occhiello di Tecnova HT. Si basa infatti su strumentazione per l’analisi in continuo progettata da società monoprodotto, affermate a livello mondiale, che investono molto nel campo della Ricerca e Sviluppo proprio per migliorare le performance analitiche in termini di accuratezza e ripetibilità, ma anche per semplificare l’installazione e la configurazione di ogni singolo strumento, ovviamente tutto a vantaggio del cliente finale.

Tecnova HT offre dunque alla sua clientela la possibilità di testare un’esperienza che va ben oltre la classica vendita, si tratta infatti di un ciclo completo di attività che va da un primo studio di fattibilità del progetto, passando per il site survey, arrivando quindi alla cura della strumentazione installata grazie al supporto del partner di fiducia Tecnova Service.

Una tra le ultime interessanti applicazioni di problem solving effettuata da Tecnova, riguarda una società chimica di polimeri fluorurati per la quale è stato realizzato uno strumento per la misura di concentrazione di fluoro in fase gas. Si tratta di un’applicazione molto importante e delicata poiché il fluoro è un gas davvero molto tossico.

Impiegando un fotometro Optek Tecnova ha risolto il problema al cliente con dei costi d’installazione e ownership veramenre ridotti. La prima installazione è avvenuta nel 2017, ad oggi l’azienda prosegue a equipaggiare numerose linee dello stabilimento con le proprie soluzioni, consentendo così al cliente di avere il controllo di processo e ottimizzare in continuo il processo produttivo. 

La “personalizzazione” offerta da Tecnova HT nel fornire specifiche soluzioni studiate apposta per specifiche esigenze dei clienti, oltre ad avere la tecnologia giusta e le competenze, la rende un partner affidabile e altamente performante.