Innovazione all’insegna della sostenibilità, grazie a EFA AUTOMAZIONE

Innovazione, impegno verso la sostenibilità, efficientamento produttivo, valorizzazione del capitale umano. L’implementazione di Ignition, piattaforma di Inductive Automation per lo sviluppo di applicazioni software industriali, distribuita e supportata in Italia da EFA Automazione – gruppo Relatech, ha permesso a CAP Arreghini non solo di aggiornare, efficientare e rendere più solidi i propri asset produttivi, ma di cogliere numerose altre opportunità. Il tutto mantenendo un importante margine di crescita per il futuro, grazie alla flessibilità, all’apertura e al modello di licenza illimitata che Ignition offre

Esistono diversi modi per misurare il valore di un’azienda: il fatturato, il tipo di prodotto che offre, il numero di dipendenti.

Nel corso degli anni si sono però consolidati anche altri fattori capaci di ridefinire questo concetto: prendiamo ad esempio la propensione all’innovazione, la valorizzazione del personale o l’impegno verso la sostenibilità. Soprattutto avvalendosi delle opportunità e degli strumenti innovativi che oggi le tecnologie digitali offrono a chi ne intuisce il potenziale.

È questo il caso di CAP Arreghini, azienda di Portogruaro (VE) che da sempre si occupa della produzione di colori e vernici, utilizzate in applicazioni che spaziano a tutto campo: edilizia, legno, ferro, habitat urbano ecc. Nata nel 1950 come piccola azienda fino a diventare una società per azioni nel 1988, la sua capacità produttiva è sempre stata in costante crescita, al fine di soddisfare le richieste di un mercato sempre più dinamico ed esigente, non solo in termini di qualità, ma anche – e oggi più che mai – di sostenibilità e innovazione.

Il rispetto per l’uomo e per l’ambiente è infatti una priorità a cui CAP Arreghini dedica costante attenzione e che è testimoniata dalle numerose certificazioni di cui dispone.

Oggi, giunta alla terza generazione, l’azienda affronta le nuove sfide si innovazione imposte dai mercati con grande solidità. La più recente la vede impegnata su nuovi fronti, tra cui un importante percorso di aggiornamento tecnologico e formativo, che la proietterà verso un futuro ancora più solido e sostenibile.

Ciò anche grazie a Ignition, la piattaforma di Inductive Automation, distribuita in Italia da EFA Automazione – gruppo Relatech, che è stata scelta quale backbone software per sviluppare un sistema di gestione dell’automazione basato sull’innovazione, nonché per raccordare il livello OT con gli applicativi gestionali tipici del mondo IT.

La necessità di effettuare un cambio di passo tecnologico

Fino a circa 3 anni fa, all’interno di CAP Arreghini convivevano tecnologie e soluzioni molto diverse tra loro, con un elevato grado di complessità.

“Con il trascorrere degli anni abbiamo ampliato i nostri stabilimenti e aggiunto nuovi impianti: era giunto il momento di fare una riflessione in proposito” spiega Renato Tesolin, direttore generale di CAP Arreghini. “Eravamo legati a tecnologie tra loro eterogenee, spesso dipendenti da infrastrutture che nel tempo si erano fatte fragili. Ciò che venti, venticinque anni fa era innovativo, oggi rappresenta una criticità da affrontare e risolvere. Abbiamo però deciso di gestire il tutto da un punto di vista differente: trasformare una necessità tecnologica in un’opportunità di sviluppo e crescita e ancora una volta di innovazione, per noi come azienda e per il nostro personale, naturalmente con un occhio di riguardo ai temi della sostenibilità”.

Ogni impianto era comandato singolarmente da un computer, con rischio di stop dovuto a potenziali guasti o interruzioni di servizio. Alcuni applicativi addirittura giravano ancora su sistema operativo DOS: per questo motivo erano stati predisposti dei PC Linux, con virtual machine basate su Windows XP, capaci di emulare il vecchio sistema operativo di Microsoft.

“Tecnicamente il tutto funzionava, ma è evidente che non era la condizione ideale per poter efficacemente gestire un processo produttivo. Per di più, alcuni impianti, pur essendo ancora attuali, utilizzavano PLC oramai obsoleti o protocolli di comunicazione di tipo seriale, con tutte le limitazioni del caso”, spiega Paolo Flaborea, Responsabile Area Tecnica di CAP Arreghini.

È proprio sulla base di questi presupposti che, dopo aver effettuato un’attenta valutazione, CAP Arreghini ha deciso di implementare una nuova architettura operativa, rinnovando l’automazione e puntando su Ignition quale piattaforma alla quale affidare il coordinamento software di tutte le funzionalità MES e impiantistiche d’innovazione.

Ignition, una rivoluzione copernicana

Il progetto che ha portato allo sviluppo del nuovo applicativo è stato seguito da CAP Service, system integrator di Dolo (VE), la cui similitudine con CAP Arreghini non risiede solamente nel nome, ma anche nell’attitudine all’innovazione e alla proattività.

“Una delle prime cose che abbiamo portato avanti è stato uniformare i protocolli di comunicazione, utilizzando lo standard Ethernet”, spiega Stefano Gallenda, titolare di CAP Service. “In questo modo, in caso di emergenza in ambito produttivo non si è vincolati al singolo specifico client, come invece era sempre accaduto, quando ogni problema ai computer, anche il più banale, poteva causare il fermo di un impianto”.

Quale piattaforma software per la gestione coordinata di tutto il complesso impiantistico, la scelta effettuata è ricaduta su Ignition, che CAP Service conosce già molto bene avendo implementato con successo numerose applicazioni. Ignition è stato scelto in quanto permette di sviluppare rapidamente soluzioni innovative garantendo la massima flessibilità operativa, una completa apertura verso qualsiasi tipo di integrazione e nessun limite progettuale in termini di tag. Ignition permette inoltre di lavorare con database SQL, il che rappresenta un enorme vantaggio nell’ottica di mantenere aperta e standard l’intera architettura aziendale, nonché di poterla interfacciare con semplicità ai gestionali di livello superiore.

L’utilizzo di un database in standard SQL si è rivelato estremamente utile non solo per abbattere le barriere di comunicazione tra i mondi OT e IT, bensì anche per storicizzare efficacemente le attività e tracciarle con robustezza nel corso del tempo, al fine di effettuare analisi anche molto approfondite.

Pensare in grande, non porsi limiti

Poiché alcuni PLC, pur essendo oramai obsoleti, per questioni tecniche non hanno potuto beneficiare di un aggiornamento o di una sostituzione, la comunicazione con questi hardware è stata gestita mediante KEPServerEX, soluzione software di Kepware – marchio distribuito in Italia da EFA Automazione – che opera quale middleware di interconnessione capace di abilitare la comunicazione qualsiasi sia il tipo di protocollo.

“Il progetto, che è ancora in corso di implementazione, vede la stretta collaborazione con gli sviluppatori del software gestionale, al fine di comprendere come sfruttare al meglio tutte le potenzialità di Ignition per raggiungere il massimo dell’efficacia nell’integrazione complessiva del sistema, non solo dal punto di vista Scada, ma anche delle funzionalità MES” aggiunge Alessandro Laguzzi, responsabile IT di CAP Service. “Non ci poniamo limiti, vogliamo esplorare tutte le possibilità. La capacità di Ignition di gestire architetture complesse è un plus che intendiamo sfruttare. Dal punto di vista dello sviluppo, inoltre, il software è fatto per agevolare i programmatori nel proprio compito e permette di riutilizzare blocchi di codice e di modificare solo le parti necessarie, velocizzando l’intero processo”.

Questo approccio offre un altro beneficio, apparentemente secondario, ma che in realtà si dimostra di grande utilità in CAP Arreghini: gran parte degli impianti condividono le medesime interfacce, fornendo così un valido aiuto anche dal punto di vista operativo. Ciò semplifica di fatto il lavoro degli operatori impegnati su più reparti, perché uniforma le interazioni con il processo, e aiuta l’azienda a gestire con più semplicità il turnover.

Ignition consente inoltre di effettuare le modifiche a caldo, ovvero con gli impianti in funzione. Modifiche e aggiornamenti possono quindi essere fatti senza la necessità di interrompere la produzione. Un bel vantaggio per chi, come CAP Arreghini, punta a sfruttare al massimo i propri impianti.

Un progetto in continuo sviluppo che coinvolge tutti

L’attività iniziata in CAP Arreghini è in fase di avanzamento costante: il progetto originale funge da base, dopodiché ogni step porta a nuove considerazioni pratiche e a potenziali nuovi sviluppi.

L’architettura potente e al tempo stesso flessibile di Ignition permette di aggiungere nuove funzioni anche in un secondo momento, senza doversi preoccupare dei consueti limiti che le licenze dei software di questo tipo impongono. Il modello di licenza su cui Ignition è strutturato non pone infatti limiti al numero delle tag utilizzate, pertanto risulta ideale per ampliare il progetto man mano che se ne presenta l’opportunità. Come quelle che evidenzia Barbara Gambin, responsabile risorse umane di CAP Arreghini.

“Oltre alle necessità di innovazione che hanno riguardato i reparti produttivi, si sono aperte nuove opportunità, legate a esigenze diverse, ma per noi altrettanto importanti in ottica di sicurezza interna ed efficientamento delle procedure. Mi riferisco, ad esempio, a quanto è stato sviluppato e integrato in Ignition in merito al controllo accessi di fornitori e visitatori, procedura in precedenza delegata al cartaceo e oggi affidata al personale che si occupa dell’accoglienza, che ora, dopo un opportuno percorso formativo, la esegue con pratici tablet che consentono di effettuare un tracking puntuale”.

Questo approccio ha permesso a CAP Arreghini di essere full compliant alle prescrizioni antincendio, poiché la nuova procedura gestita in forma digitale permette di sapere in qualsiasi momento chi è presente all’interno dello stabilimento e con quale referente.

Un futuro sempre più aperto, innovativo e sostenibile

Uno dei prossimi passi che CAP Arreghini ha pianificato di compiere è il calcolo delle performance su base KPI, come ad esempio i consumi energetici, i materiali di scarto, le variabili di processo ecc. Sarà così possibile comprendere se un impianto sta lavorando correttamente o se è necessario intervenire per correggerne le condizioni.

“Avere dati certi e consistenti sulla produzione è una condizione necessaria che ci permetterà di migliorare su molti fronti,” ha concluso Renato Tesolin. “Il fatto di disporre di tutte le informazioni su un database standard ci permette anche di ridurre praticamente a zero l’utilizzo dei documenti cartacei interni. Può sembrare poco rilevante, ma in realtà è un ulteriore importante passo che porterà l’azienda verso l’adozione di procedure più robuste, efficienti e a un ulteriore milestone nel percorso di sostenibilità”.

Con Ignition CAP Arreghini si è dotata di un sistema innovativo, performante e aperto, che potrà crescere nel tempo senza alcuna limitazione, accompagnando tutte le future evoluzioni e innovazioni che si renderanno necessarie per soddisfare le esigenze di crescita del mercato, dell’azienda e di tutto il suo capitale umano in ottica di sostenibilità.

#buildyourdigitalfuture con EFA e il gruppo Relatech

La piattaforma software Ignition di Inductive Automation e la piattaforma di connettività industriale KEPServerEX di Kepware sono tra le soluzioni di punta che EFA Automazione SpA distribuisce e supporta su tutto il territorio nazionale per abilitare la connettività di macchine e impianti in ottica di convergenza OT/IT.

Attiva da oltre 30 anni in ambito di automazione industriale con competenze e soluzioni specifiche che abilitano la convergenza OT/IT, nel 2022 EFA Automazione è entrata a far parte di Relatech, Digital Enabler Solution Know-how (DESK).

Relatech è il partner di riferimento per la Digital Innovation delle imprese ed è alla guida di un gruppo di aziende altamente specializzate nelle Digital Enabler Technologies – quali cloud, cybersecurity, IoT, big data, blockchain, machine learning ecc. – unite dalla mission comune di supportare i clienti nel loro percorso di trasformazione digitale.

Relatech investe costantemente in Open Innovation con un’intensa attività di R&D, che è svolta da una serie di hub interni che operano in stretta collaborazione con università e centri di ricerca nazionali.

Nidec Drives a SPS Italia Academy 2026: talenti e competenze al centro del futuro del manifatturiero

Nidec Drives a SPS Italia Academy 2026: talenti e competenze al centro del futuro del manifatturiero. L’azienda rafforza il proprio impegno verso le nuove generazioni, integrando innovazione, formazione e collaborazione con il mondo accademico e della formazione tecnica avanzata

Nidec Drives sarà presente a SPS Italia Academy 2026 (26-28 maggio a Parma – pad. 8, stand B008), confermando il proprio impegno nel sostenere lo sviluppo delle competenze e nell’affrontare una delle principali sfide del manifatturiero contemporaneo: l’attrazione e la valorizzazione dei talenti.

In un contesto in cui la trasformazione digitale sta ridefinendo modelli organizzativi, processi e competenze, le aziende sono chiamate a evolvere non solo dal punto di vista tecnologico, ma anche culturale e organizzativo. In questa direzione si inserisce il percorso intrapreso da Nidec Drives, che negli ultimi anni ha rafforzato il proprio modello operativo attraverso il potenziamento del servizio al cliente, lo sviluppo di nuovi centri di R&D localizzati e vicini al mercato e la crescita di figure professionali con responsabilità sempre più globali. Il tutto senza mai sottovalutare l’importanza di creare un vero e proprio vivaio di talenti, in grado di capitalizzare le competenze interne e di sostenere un passaggio generazionale solido e di successo.

Talenti e Academy: una scelta strategica

La partecipazione con un format innovativo all’edizione 2026 di SPS rappresenta una scelta strategica che riflette un approccio strutturato all’ingaggio delle nuove generazioni, basato su una collaborazione sempre più stretta tra l’azienda e il mondo accademico e della formazione tecnica avanzata.

Si tratta di un percorso che per Nidec Drives è già consolidato e che oggi trova una sintesi concreta nella presenza in fiera, attraverso attività di formazione, confronto e orientamento rivolte a studenti e giovani professionisti.

L’obiettivo di Nidec Drives è chiaro: posizionarsi come trait d’union tra le nuove generazioni e il patrimonio di competenze delle figure più esperte in azienda, offrendo non solo opportunità professionali, ma anche un metodo di lavoro capace di valorizzare le conoscenze che i talenti sviluppano nel proprio percorso formativo, integrando metodologia, competenze tecniche e soft skill, e accompagnandoli a farsi trovare pronti al momento giusto per un efficace “passing the torch”.

Il valore del mentoring

Un elemento distintivo di questo percorso è rappresentato dal ruolo del mentoring. Le figure più senior assumono sempre più il ruolo di facilitatori e “traduttori” di competenze, accompagnando le nuove generazioni nello sviluppo di un approccio concreto e strutturato al lavoro. La tecnologia, in questo senso, rappresenta un supporto importante, ma non può sostituire il valore della relazione, della condivisione e della trasmissione dell’esperienza.

Tecnologia e AI: al servizio delle persone

In questo scenario, la tecnologia rappresenta un fattore abilitante fondamentale, mentre l’intelligenza artificiale si configura come uno strumento di supporto all’uomo, non sostitutivo. Il suo valore non risiede solo nella disponibilità di dati o nella capacità di automatizzare processi, ma soprattutto nella possibilità di interpretarli e trasformarli in decisioni consapevoli: un ruolo che resta saldamente nelle mani delle persone.

Nuove competenze per nuovi modelli industriali

L’evoluzione tecnologica richiede anche un cambiamento nei modelli di lavoro e, conseguentemente, nei percorsi formativi, rendendo prioritaria la necessità di sviluppare a tutti i livelli metodologie consolidate, capacità di visione e di integrazione. Il passaggio da sistemi monolitici a modelli modulari e interconnessi impone infatti un approccio più ampio, in cui le singole tecnologie devono essere “spacchettate” e integrate in modo intelligente all’interno di architetture complesse. In questo contesto, diventa centrale la capacità di avere una visione d’insieme e di far dialogare tra loro sistemi diversi, con un ruolo sempre più strategico della componente umana.

Con la partecipazione a SPS Italia Academy 2026, Nidec Drives conferma quindi la propria visione: costruire un ponte tra innovazione tecnologica e sviluppo delle competenze, contribuendo alla crescita di un ecosistema industriale più sostenibile, attrattivo e orientato al futuro.

Nidec Drives

Creiamo il movimento del mondo. Forniamo soluzioni di automazione che aggiungono valore al nostro mondo, dalla produzione alimentare, alla movimentazione di materiali e persone, fino al comfort in qualsiasi ambiente. Siamo ovunque, facciamo la differenza. I nostri azionamenti di precisione sono progettati per migliorare le prestazioni, l’efficienza e la produttività, creando un movimento essenziale verso un futuro sostenibile. Insieme, rendiamo il mondo più intelligente.

Per ulteriori informazioni, visitare il sito www.drivesfromnidec.com

SPS Italia
26-28 maggio 2026, Fiere di Parma
Pad. 8, stand B008 – Area Academy

OMC Med Energy Conference, evento nazionale del settore oil & gas

OMC Med Energy Conference, evento nazionale del settore oil & gas, precursore dei tempi della transizione energetica, evidenzia l’importanza del distretto energetico di Ravenna, in una esplosione di tecnologia e innovazione per i leader del settore

OMC Med Energy Conference, precedentemente nota come Offshore Mediterranean Conference & Exhibition, è stata lanciata nel 1993 come evento nazionale promosso dagli operatori locali del settore oil & gas per evidenziare l’importanza del distretto energetico di Ravenna.

In 30 anni di attività, sia la conferenza che la mostra, che si svolgono parallelamente, non solo hanno raggiunto uno status internazionale, ma hanno anche registrato una crescita notevole in termini di presenze, varietà di aziende espositrici e qualità degli argomenti in agenda.

Oltre 14.000 partecipanti del settore Oltre 400 aziende espositrici 20.000 mq di spazio espositivo.

Per tre decenni, OMC si è distinta come piattaforma senza rivali che guida la transizione energetica attraverso tecnologia e innovazione all’avanguardia.

Questo evento di settore di prim’ordine è stato determinante nel spingere innumerevoli aziende verso una crescita e un successo senza precedenti, offrendo opportunità di networking senza pari, matchmaking B2B dinamico e preziosi approfondimenti sulle ultime tendenze del settore.

Nell’industria energetica odierna, caratterizzata dalla ricerca di pulizia, affidabilità e accessibilità economica, OMC offre la piattaforma perfetta per mostrare la tua massima efficienza e portare la tua presenza sul mercato a nuovi livelli.

Riunendo operatori, fornitori, decisori politici, società internazionali e start-up ambiziose sotto lo stesso tetto, OMC crea l’hub definitivo per la convergenza del settore e fruttuose collaborazioni commerciali.

A OMC si colgono le opportunità di:

Entrare in contatto con investitori e creare partnership di impatto
Espandere la tua rete e stabilire contatti preziosi
Ottenere accesso a decisori e specialisti del settore, gettando le basi per futuri accordi e contratti
Attirare i migliori talenti e reclutare le menti più brillanti del settore
Facilitare fruttuosi incontri B2B che possono far progredire la tua attività

Due imprese industriali su tre investono nell’ innovazione

Due imprese industriali su tre investono nell’ innovazione. Nel triennio 2020-2022 oltre una impresa su due (il 58,6%) ha svolto attività di innovazione

Particolarmente incoraggiante è il dato relativo alle PMI: il 55,8% delle imprese tra 10 e 49 addetti ha intrapreso attività innovative, quota che passa al 74,3% nelle medie imprese (50-249 addetti) e all’84,7% nelle imprese con 250 addetti e oltre.

I dati del rapporto dell’Istat, raccontano uno scenario significativo.

L’Italia si conferma un Paese di innovatori: nel triennio 2020-2022 oltre una impresa su due (il 58,6%) ha svolto attività di innovazione.

Particolarmente incoraggiante è il dato relativo alle PMI: il 55,8% delle imprese tra 10 e 49 addetti ha intrapreso attività innovative, quota che passa al 74,3% nelle medie imprese (50-249 addetti) e all’84,7% nelle imprese con 250 addetti e oltre.

È l’industria il settore con la maggiore propensione all’innovazione (65,1%), seguita dai servizi (56,1%) e dalle costruzioni (46,7%).

I comparti più innovativi sono risultati l’industria farmaceutica, l’elettronica e la fabbricazione di autoveicoli, con oltre l’80% delle imprese che svolgono attività innovative.

Importanti anche i valori registrati nell’industria chimica e nella produzione di macchinari e di articoli in gomma e materie plastiche (dove innovano tre imprese su quattro).

Il 32,8% delle imprese ha introdotto almeno un’innovazione di prodotto nel triennio 2020-2022, mentre il 53% ha investito in processi nuovi o sostanzialmente migliorati: le innovazioni di processo più frequenti sono quelle relative ai processi e metodi di produzione (30,5%), seguite dalle innovazioni nei sistemi informativi (29,8%) e dalle innovazioni nell’organizzazione del lavoro e nella gestione delle risorse umane (29,7%).

Due imprese su 10 hanno, invece, investito nelle pratiche di marketing (22,6%), in nuove pratiche di organizzazione aziendale o nuove modalità nelle relazioni con l’esterno (19,9%) e in innovazioni dei sistemi contabili e amministrativi (19,6%).

Nel 2022 la spesa per le attività innovative è stata pari a 30,6 miliardi di euro, con una media di 5.400 euro per addetto. La voce principale di questa spesa è rappresentata dalla ricerca e sviluppo (R&S), che assorbe il 63% del totale.

Il ricorso alle agevolazioni fiscali riguarda il 29,7% delle imprese con attività innovative.

Le principali beneficiarie sono le grandi imprese: 48,1% contro il 27,1% delle piccole.

A livello settoriale è l’Industria a ricorrere di più alle agevolazioni (38,2% delle imprese con attività innovative contro il 22,5% nei Servizi e il 20,2% nelle Costruzioni).

Le sfide per il futuro: carenza di risorse e sostenibilità ambientale

Tra le principali sfide che le imprese italiane devono affrontare nel loro percorso verso l’innovazione, la carenza di risorse (finanziarie, di personale ecc.) è emersa come un ostacolo significativo per il 25,9% delle imprese.

industria & innovazione

Un aspetto interessante è il ruolo della sostenibilità ambientale: il 40,1% delle imprese che hanno innovato i prodotti o processi nel triennio 2020-2022 ha dichiarato di aver intrapreso azioni a basso impatto ambientale.

Nel 36,1% delle imprese l’implementazione di innovazioni si è tradotta in effetti ambientali positivi in fase di produzione e nel 28,5% in benefici ottenuti nella fase di consumo e utilizzazione dei beni e servizi.

Gli interventi più frequenti hanno riguardato il minor consumo di energia e la riduzione delle emissioni di CO2, sia nella produzione (20,4%) che nell’utilizzo/consumo dei beni e servizi (18,8%).

Meno frequenti sono state le iniziative volte alla sostituzione di materiali tradizionali con materiali meno inquinanti o pericolosi (15,6%) e alla riduzione dell’inquinamento in fase di produzione (15,2%) e consumo (13,8%).

Frequenze simili si registrano per l’adozione di pratiche volte al riciclaggio dei materiali e dei rifiuti e al riciclo dell’acqua (15,4%) o al riciclo dei prodotti a fine vita (13,1%).

Più limitato è l’impegno nella tutela della biodiversità sia in fase di produzione che da parte degli utilizzatori finali (5% delle imprese che hanno innovato).

Micro imprese e start-up innovative: domande al via

Voucher 3I, l’incentivo per sostenere l’innovazione di micro imprese e start-up innovative: domande dal 10 dicembre

A partire dalle ore 12.00 del 10 dicembre 2024 le microimprese e le start-up innovative possono presentare domanda per accedere al Voucher 3I, agevolazione che sostiene l’innovazione incentivando l’acquisto di servizi professionali per la brevettazione delle invenzioni industriali, offerti esclusivamente da avvocati e consulenti in proprietà industriale.

Dalle ore 12.00 del 10 dicembre 2024 le micro imprese e le start-up innovative interessate potranno inviare domanda per accedere al Voucher 3I, agevolazione che sostiene l’innovazione incentivando l’acquisto di servizi professionali, resi esclusivamente da avvocati e consulenti in proprietà industriale, per la brevettazione delle invenzioni industriali.

Dopo la riconferma, ad inizio settembre 2024, del rifinanziamento della misura, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy ha adottato il decreto che fissa i termini e le modalità di apertura per la presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni.

Sul piatto ci sono 9 milioni di euro, di cui 8 milioni di euro per l’anno 2023 e di 1 milione di euro per l’anno 2024, al lordo dei compensi spettanti al Soggetto gestore (Invitalia), fissati nel limite dell’1,5% delle medesime risorse.

VALVITALIA NEL DUBAI HUB FOR MADE IN ITALY

Valvitalia management

VALVITALIA ENTRA A FAR PARTE DEL DUBAI HUB FOR MADE IN ITALY. NEL 2024, OLTRE 60 MILIONI DI EURO DI RACCOLTA ORDINI IN MEDIO ORIENTE

L’annuncio in occasione di ADIPEC, tra i principali eventi al mondo per il settore dell’energia in svolgimento ad Abu Dhabi, dove il Gruppo è presente con uno stand.

Il Presidente Ruggeri: “Onorati di far parte di un network che valorizza le eccellenze italiane e promuove lo scambio di professionalità e innovazione tra Italia e UAE”

L’AD Forzi: “L’ingresso ci permetterà di consolidare il supporto ai clienti locali e di presidiare ulteriormente un distretto chiave per il comparto energetico”

Valvitalia inaugura un polo strategico nel cuore di Dubai per rafforzare la propria presenza nei mercati del Medio Oriente e del Nord Africa.

La multinazionale italiana specializzata nella progettazione, produzione e distribuzione di valvole, attuatori, raccordi e sistemi gas per l’industria energetica, oltre che di soluzioni antincendio per i settori navale, ferroviario e infrastrutturale, si è unita al Dubai Hub for Made in Italy di Italiacamp, il centro per l’internazionalizzazione delle aziende italiane nei Paesi del Golfo. 

I mercati dell’area MENA, di cui gli Emirati Arabi Uniti costituiscono un importante baricentro, ricoprono un ruolo di primo piano nella presenza internazionale di Valvitalia. Nel 2024, il business diretto e indiretto generato dal Gruppo in questa macroregione è pari a circa il 30% della raccolta ordini complessiva, e ad oggi supera i 60 milioni di euro di valore. 

Salvatore Ruggeri, Presidente di Valvitalia, ha commentato: «L’ingresso di Valvitalia nel Dubai Hub for Made in Italy costituisce una tappa importante nel nostro percorso di sviluppo. Siamo onorati di entrare a far parte di un network che valorizza le eccellenze italiane nei Paesi del Golfo e promuove lo scambio di professionalità e innovazione tra l’Italia e gli Emirati. Un contesto dinamico e capace di attrarre grandi investimenti come la Penisola Arabica rappresenta per noi un’opportunità per esprimere la fase di forte ripartenza del Gruppo».

Andrea Forzi, Amministratore Delegato di Valvitalia, ha commentato: «Il Medio Oriente ospita da sempre molti dei nostri partner più strategici e le performance dell’anno in corso offrono evidenze positive per il continuo sviluppo in quest’area. Essere direttamente presenti nella Penisola Arabica ci permetterà di consolidare il nostro supporto ai clienti locali e di presidiare ulteriormente un distretto chiave per il comparto energetico, raccogliendo le sfide offerte dal mercato».

Alla guida del nuovo Dubai Branch è stato nominato Luca Ruggeri, Chief Commercial Officer di Valvitalia. Il Gruppo ha annunciato l’ingresso nel polo emiratino in occasione di ADIPEC, evento tra i più attesi e influenti al mondo per il settore dell’energia, dove Valvitalia è presente con uno stand. La rassegna, in svolgimento ad Abu Dhabi fino a giovedì 7 novembre, ha richiamato nel Golfo oltre 180mila visitatori e 2.200 aziende da tutto il mondo, riunendo i principali decision maker e operatori dell’industria per affrontare le esigenze energetiche di oggi e discutere il panorama di domani. 

Il Dubai Hub for Made in Italy è il ponte tra le aziende italiane che si espandono in Medio Oriente, Nord Africa e Sud-Est asiatico e le principali aziende e imprenditori locali. Uno spazio di circa 2.000 metri quadrati all’interno della Convention Tower nella Free Zone del Dubai World Trade Centre, con uffici, sale riunioni, sale eventi e spazi di coworking. Le imprese che fanno parte dello spazio hanno accesso a servizi di consulenza integrata ed eventi con un network privilegiato di decision maker e leader di mercato dell’area. Una formula di consulenza aziendale arricchita da servizi per la progettazione di percorsi di ricerca e formazione professionale e universitaria per il trasferimento di know-how utile allo sviluppo del Made in Italy nella regione. 

L’hub è gestito da Italiacamp EMEA FZCO, società costituita da Italiacamp srl nel 2022, organizzazione nata con l’obiettivo di creare valore sociale ed economico per il Paese e che oggi promuove l’internazionalizzazione delle imprese italiane e del loro know-how in mercati dove il Made in Italy ha ancora grandi opportunità da cogliere. 

L’Italia è tra i principali partner commerciali degli Emirati Arabi Uniti tra i Paesi dell’Unione Europea e l’interscambio tra Roma e Abu Dhabi è in continua crescita. Nel 2023, il valore dell’export italiano in UAE è ammontato a 6,7 miliardi di euro[1], incrementando del 10,9% il dato registrato nel 2022 e di oltre il 35% le performance fatte segnare nel 2021. Inoltre, il Paese del Golfo è oggi per l’Italia il primo fornitore e il primo mercato di sbocco del Medio Oriente e del Nord Africa. 

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Valvitalia è un Gruppo multinazionale italiano specializzato nella progettazione, produzione e distribuzione di valvole, attuatori, raccordi e sistemi gas per l’industria energetica, e di soluzioni antincendio per i settori navale, ferroviario e infrastrutturale. Valvitalia è stata fondata nel 2002 dal Cav. Lav. Salvatore Ruggeri, attuale presidente, ha il suo headquarter e stabilimento principale a Rivanazzano (Pavia) e rientra tra i grandi player internazionali nel mercato delle valvole. Grazie a una strategia di acquisizioni mirate, Il Gruppo ha ampliato la propria offerta di prodotti e ha consolidato la sua presenza a livello internazionale. Oggi Valvitalia opera in 8 stabilimenti, di cui 5 in Italia e 3 all’estero (Cina, UK e Canada), mentre i suoi prodotti sono distribuiti in 115 Paesi attraverso una rete diretta e indiretta di agenti. Il Gruppo conta circa 800 dipendenti, di cui 650 presso gli stabilimenti italiani. Oltre ad una struttura specializzata dedicata alla ricerca e sviluppo, Valvitalia presenta cinque diverse business unit: Fire fighting (con i marchi Eusebi e Silvani), Flow control Italy, Flow control China, Tecnoforge e Broady UK. Dal marzo del 2023, CDP Equity rappresenta l’azionista di maggioranza al 75%, mentre la Famiglia Ruggeri partecipa al 25% del Gruppo attraverso la holding Finvalv. Nel 2023, il Gruppo ha registrato ricavi pari a 181 milioni di euro, in crescita del 36% rispetto al 2022, mentre l’utile è in deciso progresso, a quota 69 milioni. Lo sviluppo dimensionale di Valvitalia è proseguito anche nel 2024: nei primi nove mesi dell’anno, i ricavi sono pari a 164 milioni di euro (+37%) e la raccolta ordini è salita a 173 milioni di euro (+22%). 

Contatti

Ufficio Stampa Valvitalia

THANAI Communication Advisors 

Thanai Bernardini, mob. 335.7245418, me@thanai.it 

Calvin Kloppenburg, mob. 393.1188058, calvin.kloppenburg@thanai.it  

Consulenza tecnologica: Seidor incorpora Carlyle

SEIDOR, DI CUI FA PARTE H.T. HIGH TECHNOLOGY, INCORPORA CARLYLE NEL SUO CAPITALE PER DIVENTARE UN TOP PLAYER GLOBALE


SEIDOR, la società di consulenza tecnologica, rafforza la sua crescita con particolare attenzione all’Europa e agli Stati Uniti, facendo entrare nel suo azionariato la società di investimento globale Carlyle, una delle aziende leader a livello mondiale.

Carlyle acquisisce il 60% del capitale di SEIDOR, mentre il restante 40% rimane agli attuali azionisti.

SEIDOR ha raggiunto un fatturato di 894 milioni di euro nel 2023, segnando un aumento del 19% rispetto all’anno precedente, e prevede di superare i 1.000 milioni di euro nel 2024

Josep Benito continua a guidare SEIDOR come presidente esecutivo e la società mantiene la sua sede a Vic (Barcellona).


SEIDOR, società di consulenza di servizi e soluzioni tecnologiche, ha portato Carlyle, una delle maggiori società di investimento globali, nella sua compagine azionaria con l’obiettivo di posizionare l’azienda come società di consulenza tecnologica leader a livello mondiale.

Con questa transazione, SEIDOR rafforza la sua struttura di capitale: Carlyle Europe Technology Partners (“CETP”) diventa l’azionista di maggioranza con il 60%, mentre gli attuali soci mantengono il 40%. Tra i consulenti di questa transazione figurano BCG (Boston Consulting Group), Busquet Economistas-Auditores, Cuatrecasas, JP Morgan, KPMG, Linklaters e Renta4Sigrun.

Come di consueto in questo tipo di transazioni, l’accordo è soggetto a ratifica in attesa delle necessarie approvazioni e autorizzazioni, tra cui quella della Commissione Nazionale Spagnola per i Mercati e la Concorrenza (CNMC), che si prevede avverrà entro la fine dell’anno fiscale in corso.

Josep Benito, già CEO di SEIDOR, assume il ruolo di Presidente esecutivo per continuare a guidare la crescita dell’azienda insieme all’attuale team di gestione.

Inoltre, la società di consulenza tecnologica manterrà la propria sede a Vic (Barcellona).

Fondata nel 1982 dai fratelli Santiago e Andreu Benito, SEIDOR ha sostenuto una crescita a due cifre negli ultimi quindici anni. In particolare, nel 2023 SEIDOR ha raggiunto un fatturato di 894 milioni di euro, con un aumento del 19% rispetto all’anno precedente. Inoltre, prevede di superare i 1.000 milioni di euro nel 2024.

Con questa transazione, SEIDOR acquisisce ulteriori capacità per realizzare il suo piano di crescita e consolidamento nei mercati internazionali e potenzialmente perseguire un’offerta pubblica iniziale (IPO) nel medio termine.

Consolidamento del mercato e diversificazione del portafoglio

Si tratta di una mossa strategica per accelerare il piano di crescita di SEIDOR, che si concentra sulla Spagna, l’attuale principale hub operativo, sugli Stati Uniti e sui Paesi dell’Europa occidentale come Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Irlanda, nonché sui Paesi nordici.

D’altro canto, l’azienda continuerà a consolidare la propria posizione nei restanti 45 Paesi in cui opera attualmente, tra cui LATAM, Medio Oriente e Africa.

Inoltre, la società di consulenza tecnologica continuerà a diversificare e rafforzare le soluzioni chiave come Intelligenza Artificiale (AI), Customer Experience, Cloud, Cybersecurity ed ERP, con l’obiettivo di offrire un portafoglio completo basato su partnership strategiche con giganti del settore globale come SAP, Salesforce, Microsoft, IBM, Google e AWS, oltre a sviluppare prodotti proprietari.

Grazie allo slancio di questi mercati e prodotti, SEIDOR consolida la sua posizione di leader nella consulenza tecnologica per il settore aziendale, privato e pubblico.

Talento e sostenibilità come pilastri strategici

Un’altra priorità strategica di SEIDOR è continuare a investire nei suoi oltre 9.000 professionisti, rafforzando l’impegno nello sviluppo dei talenti interni e nell’attrazione di nuovi professionisti qualificati.

Lo sviluppo dei talenti, insieme alle iniziative volte a colmare il divario digitale tra i gruppi svantaggiati, a promuovere la diversità, a sviluppare soluzioni con un impatto umano positivo e a preservare l’ambiente, costituiscono la base dell’impegno dell’azienda per la sostenibilità, incorporato nel suo obiettivo di “umanizzare il mondo attraverso la tecnologia”.

Un punto di riferimento globale per l’innovazione e l’IT

Secondo Josep Benito, nuovo presidente esecutivo di SEIDOR, “l’investimento di Carlyle in SEIDOR sottolinea la fiducia del mercato nella nostra strategia.

Carlyle apporta non solo la capacità finanziaria per accelerare la nostra crescita, ma anche l’esperienza e le migliori pratiche di gestione aziendale che hanno portato altre grandi aziende al successo in vari mercati in cui SEIDOR mira a diventare un attore significativo nel medio termine.”

Benito sottolinea: “Questa transazione rappresenta un’enorme opportunità per l’intera azienda, per i nostri clienti, fornitori e collaboratori, nonché per lo sviluppo professionale dei nostri team”. Inoltre, afferma: “Questa mossa è un passo importante verso l’ attestazione di noi stessi come azienda tecnologica di riferimento a livello globale e come attore chiave nel posizionamento della Spagna come motore globale dell’innovazione attraverso le tecnologie dell’informazione.”

Fernando Chueca, Partner del team di consulenza di CETP, ha osservato: “Questa transazione rappresenta un’opportunità significativa per sostenere un leader spagnolo nella trasformazione digitale e per entrare a far parte di un’azienda finanziariamente solida e redditizia, altamente competitiva e ben posizionata in mercati come quello spagnolo, con forti prospettive di crescita in Nord America e nelle principali economie europee”.

Inoltre, ha aggiunto Fernando Chueca, “consideriamo questa iniziativa imprenditoriale come un importante passo avanti verso lo sviluppo di un campione tecnologico globale, che compete nei mercati di maggior valore del mondo e che offre agli azionisti attuali e potenziali un focus di investimento interessante e affidabile.

Le recenti operazioni societarie

Negli ultimi anni, SEIDOR ha portato avanti una serie di operazioni societarie per rafforzare la sua presenza internazionale e completare il suo portafoglio. In Spagna, le acquisizioni di rilievo includono Gesein, un’azienda tecnologica con sede a Madrid con una forte impronta nella digitalizzazione del settore pubblico nazionale, e Opentrends, specializzata nello sviluppo di applicazioni cloud per grandi imprese.

Inoltre, in Italia, SEIDOR ha acquisito aziende come H.T. High Technology, focalizzata sulle soluzioni SAP, GunPowder in Salesforce e ECA Consult, tra le altre. In Francia ha acquisito WorkWell e in Irlanda e Regno Unito Teamsoft.

Inoltre, negli Stati Uniti, l’azienda ha rafforzato la propria strategia potenziando il proprio team esecutivo e stringendo alleanze con i principali attori del mercato nordamericano.

Carlyle (NASDAQ: CG) è una società di investimento globale con una profonda esperienza nel settore che impiega capitali privati in tre segmenti di attività: Global Private Equity, Global Credit e Global Investment Solutions.

Con 425 miliardi di dollari di patrimonio in gestione al 31 marzo 2024, Carlyle si propone di investire con saggezza e di creare valore per conto dei suoi investitori, delle società in portafoglio e delle comunità in cui vive e investe. Carlyle impiega oltre 2.200 persone in 28 uffici in quattro continenti. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito www.carlyle.com. Seguite Carlyle su Twitter @OneCarlyle e su LinkedIn all’indirizzo The Carlyle Group.

SEIDOR è una società di consulenza tecnologica che offre un portafoglio completo di soluzioni e servizi che spaziano tra Intelligenza Artificiale, Edge, Customer Experience, Employee Experience, ERP, Data, Application Modernization, Cloud, Connettività e Cybersecurity. Con un fatturato di 894 milioni di euro nell’anno fiscale 2023 e una forza lavoro di oltre 9.000 professionisti altamente qualificati, SEIDOR è presente direttamente in 45 Paesi in Europa, America Latina, Stati Uniti, Medio Oriente, Africa e Asia. La società di consulenza è partner dei principali leader tecnologici.

Per maggiori informazioni:
Josep Maria Vialis | +34 659 17 01 43 | josepmaria.vialis@seidor.com
SEIDOR | Communication | comunicacion@seidor.com

L’industria intelligente e green va in scena a Parma, a SPS

Si svolgerà a Parma dal 28 al 30 maggio 2024 la dodicesima edizione di SPS Italia, la manifestazione dedicata all’automazione e al digitale per l’industria intelligente e sostenibile. Tra i focus di questa edizione AI, Additive Manufacturing, Industria 5.0, green manufacturing e competenze

Tra le novità l’area dedicata all’Education e una competizione per start-up e PMI innovative. In arrivo anche il secondo Position Paper del Comitato Scientifico con focus proprio sull’AI.

A fine maggio nel quartiere espositivo di Fiere di Parma sei padiglioni presentano le soluzioni all’avanguardia per il comparto manifatturiero dell’Industria intelligente.

Nei padiglioni 3, 5 e 6 si concentrerà la proposta di tecnologie di automazione, mentre nei padiglioni 4, 7 e 8 ci sarà il District 4.0, il percorso con demo funzionanti di robotica e meccatronica, Industrial IT & AI, Additive Manufacturing, con focus anche su sostenibilità e formazione.

Al tema della Sustainable Innovation è dedicato il padiglione 4, con un’area dedicata alle soluzioni per la transizione green e l’energy efficiency dell’industria intelligente.

Nelle immediate adiacenze l’area dedicata alla stampa 3D industriale, due ambiti con ampie potenzialità nella riduzione degli sprechi e la salvaguardia del pianeta.

“Anche quest’anno l’interesse verso SPS Italia continua a crescere: ad oggi registriamo una crescita delle adesioni del 6% rispetto lo scorso anno”, commenta Greta Moretto, Marketing, Communication & Domestic Events Director.

“La crescita delle adesioni è per noi un segnale della capacità di questa manifestazione di cogliere i trend di grande trasformazione dell’industria. Quest’anno il focus sarà su interactive AI in manufacturing, new business model & servitization, green manufacturing, upskilling & reskilling, Industry 5.0 e collaborative automation”, aggiunge Daniele Lopizzo, Show Director.

I trend più importanti per le aziende saranno affrontati anche con la collaborazione dei partner, come Anie Automazione, che sarà presente con uno stand istituzionale nel District 4.0. 

A SPS Italia l’associazione presenta l’Osservatorio dell’Industria Italiana dell’Automazione 2024, il documento che illustra i dati del settore e traccia un quadro delle tendenze di mercato registrate dal 2023 fino ai primi mesi dell’anno in corso con previsioni sull’andamento complessivo del 2024. Durante la fiera sarà inoltre presentata e distribuita la nuova Guida realizzata dall’Area Interconnessione e Controllo di Anie Automazione.

Non solo prodotti, sistemi e soluzioni, ma tanto spazio anche per i contenuti al centro dei dibattiti nelle arene Industry, Tech e Next, dove si discuterà dei principali trend del sistema industriale: intelligenza artificiale, Industry 5.0, sostenibilità, per citarne alcuni.

Tanti contenuti anche sull’additive manufacturing nel seminario Discover 3D Printing, secondo il format ideato da ACAM – Aachen Center for Additive Manufacturing e Formnext.

SPS Italia prosegue il suo impegno non solo verso il miglioramento continuo del programma espositivo e convegnistico della fiera, ma anche sul fronte del miglioramento dell’esperienza per visitatori ed espositori. 

Dopo l’introduzione dei percorsi di visita guidati nell’undicesima edizione, che permettevano ai visitatori di ottenere indicazioni su come muoversi all’interno della fiera direttamente sul proprio smartphone (grazie all’app di SPS Italia), la novità di quest’anno è un chatbot che sarà a disposizione di visitatori ed espositori.

IO-Link device: soluzioni per l’interconnessione industriale

Relatech, per tramite della controllata EFA Automazione SpA, acquisisce la distribuzione degli innovativi moduli IO-Link Master Fastus serie UR della giapponese Optex FA, proponendo soluzioni per l’interconnessione industriale

Relatech S.p.A., Digital Enabler Solution Know-How (DESK) Company quotata sul mercato Euronext Growth Milan (Ticker: RLT), per tramite di EFA Automazione SpA, azienda attiva da oltre trent’anni in ambito di connettività, soluzioni di comunicazione e interconnessione industriale e piattaforme software per l’integrazione dei sistemi, parte del gruppo Relatech, ha siglato un accordo di collaborazione commerciale per la distribuzione in Italia dei moduli IO-Link Master Fastus prodotti dalla nipponica Optex FA Co., Ltd, efficaci soluzioni per l’interconnessione di IO-Link device.

Optex FA vanta una quarantennale esperienza maturata nel mercato dell’automazione, con particolare riferimento al mondo dell’optoelettronica – la branca dell’elettronica che studia i dispositivi elettronici che interagiscono con la luce e le loro applicazioni, facendo da interfaccia tra il dominio elettrico e quello ottico e viceversa; in questa definizione il termine luce va inteso in senso lato includendo radiazioni elettromagnetiche non percepibili all’occhio umano come raggi gammaraggi Xradiazione ultravioletta e radiazione infrarossa.

In genere l’optoelettronica è considerata una branca della fotonica

In questo ambito tecnologico che l’ha vista operare per molti anni in joint-venture con un’azienda europea leader mondiale in ambito di sensori.

Oggi, con i moduli IO-Link Master Fastus della serie UR, Optex FA continua nel solco dell’innovazione, proponendo delle soluzioni per l’interconnessione di IO-Link device che, uniche nel loro genere, ora sbarcano in Italia grazie alla rete commerciale e al supporto tecnico offerto da EFA Automazione.

Gli IO-Link Master Fastus della serie UR dispongono di caratteristiche tecniche che è possibile etichettare come uniche, a partire dal minimo tempo ciclo di soli 0,3 ms, un valore eccezionalmente performante che, rispetto agli IO-Link master standard (1-2 ms), risulta di circa 6 volte inferiore.

A differenza degli altri moduli IO-Link master disponibili sul mercato, che consentono di interconnettere fino a 8 device, i Fastus serie UR di Optex FA dispongono di un numero doppio di canali, permettendo di collegare fino a 16 dispositivi e, in tal modo, di ottimizzare costi e cablaggi. Le dimensioni compatte di soli 110 x 63 x 45 mm (praticamente la metà dei moduli IO-Link master standard) ne fanno un vero e proprio campione degli spazi, tanto da renderne possibile il montaggio finanche nei più piccoli anfratti disponibili all’interno dei quadri o delle cassette distribuite lungo l’impianto.

Nati per offrire la necessaria connettività tra IO-Link e il restante mondo della comunicazione industriale, gli IO-Link Master Fastus della serie UR consentono di interfacciarsi a tutte le

principali reti di comunicazione industriale Ethernet-based: Ethernet/IP, Profinet, CC-Link IE Field Basic, EtherCAT e Modbus TCP. Va rilevato che il protocollo Modbus TCP rimane sempre disponibile anche in contemporaneo utilizzo con gli altri fieldbus, ad eccezione di EtherCAT, che non utilizza gli stack standard TCP/IP.

Un’altra caratteristica unica degli IO-Link Master Fastus serie UR di Optex FA è la possibilità di gestire segnali di tipo misto. Oltre a connettere sensori e attuatori in IO-Link è possibile cablare I/O digitali sia PNP che NPN, il che li rende degli strumenti estremamente flessibili per collegare pressoché tutte le tipologie di device: barriere fotoelettriche, sensori di pressione, flusso, temperatura, sensori di prossimità, elettrovalvole, attuatori elettrici lineari, motori stepper, regolatori elettro-pneumatici ecc. È inoltre possibile utilizzare un ingresso per il conteggio ad alta velocità, ad esempio per il collegamento di encoder incrementali fino a 250 kHz.

Il modulo dispone di un display Oled a due righe di testo che, unitamente a un tastierino, consente di configurare IO-Link master e device scegliendo tra ben 10 lingue disponibili, tra cui l’italiano. Le operazioni di configurazione sono inoltre facilitate dalla capacità dei moduli Fastus UR di scaricare in automatico i file IODD (IO Device Description).

Quando un dispositivo IO-Link viene collegato a un master IO-Link, il master richiede il file IODD al dispositivo.

Questo processo automatico semplifica notevolmente l’integrazione dei dispositivi IO-Link nel sistema di automazione industriale, riducendo la complessità dell’intervento manuale per configurare i dispositivi.

Una comoda funzione di back-up dei parametri consente, nel caso in cui un dispositivo, ad esempio un sensore, necessiti di essere sostituito, di effettuare l’operazione in modalità “plug & play”, ovvero senza dover rifare una nuova configurazione e riducendo al minimo il downtime.

Oltre all’IO-Link Master, Optex FA offre una serie di IO-Link hub. Si tratta di dispositivi che consentono di estendere le capacità di connessione fino a 256 punti, trasformando il sistema Fastus UR in un backbone di comunicazione capace di raccogliere e inviare sulle più diffuse reti Ethernet Industriali mix di segnali analogici e digitali utilizzando moduli da 16 ingressi digitali, 16 uscite digitali, 8 ingressi e 8 uscite digitali, 4 input analogici e 4 output analogici.

È infine possibile avvalersi di JSON per integrare i dati generati dai dispositivi IO-Link in sistemi più ampi, come piattaforme IoT o applicazioni web che necessitano di disporre di dati in formati standard e interoperabili ad alto livello.

Di seguito si riassumono le caratteristiche principali dei moduli IO-Link Master Fastus UR prodotti da Optex FA e distribuiti in Italia da EFA Automazione:

– Numero di canali: 16 (il più elevato attualmente disponibile)

– Gestione contemporanea di punti IO-Link, I/O digitali (PNP e NPN) e I/O analogici

– Minimo tempo ciclo: 0,3 ms (al momento il più veloce)

– Interfacce di rete: Modbus TCP, Ethernet/IP, Profinet, EtherCAT, CC-Link Field Basic

– Dimensioni ultracompatte: 110 x 63 x 45 mm (circa la metà delle soluzioni in commercio)

– Disponibilità di un ingresso dedicato al conteggio veloce (fino a 250 kHz)

– Supporto multilingua, incluso l’italiano

– Funzione di backup/restore automatico per la sostituzione “plug&play” degli IO-Link device

– Lettura automatica dei file IODD

– Ampia disponibilità di moduli IO-Link hub (I/O digitali e analogici).

TECNOVA HT è una splendida cinquantenne.

Nel 1974 nasceva a Milano, in un umile seminterrato, da una felice intuizione dei fratelli Cavalli, la prima Tecnova che inizialmente forniva solamente misure di portata per il Navale e l’ Oil & Gas

Ma già da allora la visione imprenditoriale era ben delineata: Innovazione Tecnologica per ogni processo produttivo attraverso Soluzioni Elettrostrumentali mai banali e coniugate con un Servizio al Cliente sempre e comunque proattivo, costante e soprattutto di Qualità.

DPU Pressostato Differenziale originale Barton Instruments

E tanta fatica, tanto pane duro, tanto nero sotto le unghie…ma nessuno si è mai tirato indietro perché si era consapevoli di partecipare a qualcosa di grande: è la stessa Motivazione Interiore di allora che oggi fa prendere all’azienda un aereo per portare personalmente anche un solo pezzo di ricambio necessario al Cliente, pur di aiutarlo a vincere le sue sfide professionali.

Pochi si ricordano quando nei pionieristici anni ’80 le Persone di Tecnova andavano dai Clienti con un valigione, spiegando che si poteva misurare la portata di un liquido esternamente al tubo: non ci credeva nessuno, erano infatti le prime innovative applicazioni sviluppate con la tecnologia ultrasonica clamp-on di Fuji Electric Co., Ltd.

Ancor meno persone sanno che Tecnova ha realizzato ben 40 anni fa il primo impianto produttivo completamente strumentato e interconnesso in fibra ottica quando la pneumatica la faceva ancora da padrona in campo.

Ma anche allora per queste applicazioni ai quei tempi fantascientifiche Tecnova aveva dalla sua parte un asso nella manica: la fiducia del cliente.

Perché è proprio la fiducia reciproca il motore primo che regge il complesso sistema relazionale alla base del modello di business proprio di Tecnova.

Ad esempio, i Principals dell’azienda, come VAF Instruments : ben 50 anni di matrimonio, fatto di tanto amore e di qualche piccolo litigio, che, dai primi PD meters installati negli anni ’70 è arrivato fino al record odierno di installazioni della più moderna tecnologia Shaft Power Limitation per l’Efficienza Navale esistente sul mercato.

E’ sempre la Fiducia che fa del Service Team di Tecnova un ospite benvoluto da parte degli operatori sul campo di lavoro: oltre alle dotazioni tecniche sempre di prim’ordine il suo Valore riconosciuto è la competenza che è raggiunta e sviluppata tramite un programma di Formazione continuo, come da ISO 9001, comprendente sia aspetti tecnici come procedure di manutenzione sia aspetti normativi relativi ad esempio ai sistemi CEMS per le emissioni a camino.

“Bro, adoro i lavori ben fatti…”

Perché crediamo così tanto nella Formazione? Perché sono proprio le donne e gli uomini che si impegnano ogni giorno in TECNOVA HT a rappresentare l’asset societario più importante sul quale abbiamo sempre investito per ben cinque decadi: dovete infatti sapere che ogni vostro singolo ordine o intervento nel vostro impianto è gestito da un Team affiatato che è il risultato di una sapiente miscela fra esperienze pluridecennali ed idee nuove, fresche, non convenzionali

perché le cose nuove si fanno solo con i giovani. Solo i giovani ci si buttano dentro con entusiasmo, e collaborano in armonia senza personalismi e senza gli ostacoli derivanti da una mentalità consuetudinaria – Mario Tchou, il genio di Olivetti [1]

Ora dal 2024 il gruppo di lavoro è focalizzato su nuove e sempre più difficili sfide: auspicando a migliorare l’efficienza produttiva, aumentare la sicurezza e contribuire a una reale sostenibilità dei vostri impianti grazie alla conoscenza, alla creatività e al continuo impegno dello staff di Tecnova.

Controllo up/downstream separazione cromatografica per concentrazione, conducibilità, pH e temperatura

Queste sono le radici aziendali, questo è il suo credo e questa è stata la lunga strada percorsa per arrivare all’importante traguardo raggiunto ora.