SPS Italia Digital Days, la nuova dimensione digitale

SPS Italia Digital Days
A settembre SPS Italia incontra la community per l’automazione in una nuova dimensione digitale.

L’annuncio del posticipo avviene in accordo con espositori e partner. A guidare la scelta di rimandare l’incontro in fiera, c’è innanzitutto la priorità di organizzare un evento che garantisca la sicurezza dei partecipanti.

Per accompagnare espositori e visitatori verso la prossima edizione, SPS Italia si completa nel frattempo di una nuova dimensione digitale.

L’impegno infatti, negli ultimi mesi, si è concentrato nella realizzazione di una piattaforma di matchmaking per supportare la filiera fino alla riapertura.

“SPS Italia Contact Place” sarà un luogo virtuale per lo scambio di contenuti e di contatti per il settore e vivrà di particolari momenti di ascolto come gli SPS Italia Digital Days: una tre giorni di formazione e networking in rete che dal 28 al 30 settembre, in quelli che sarebbero stati i giorni di fiera, inaugurerà la piattaforma e trasporterà la community dell’automazione in una dimensione digitale.

A garanzia del funzionamento di questo progetto è il DNA della manifestazione che, grazie ai suoi espositori, offre una rappresentazione completa dell’automazione industriale, della dimensione digitale, della robotica e dell’additive manufacturing.

Registrazione e aggiornamenti su:

spsitalia.it/digitaldays

SPS Italia Contact Place è l’hub dell’automazione industriale 365 giorni l’anno.

Un luogo virtuale per scoprire e contattare tutte le aziende di automazione, amplificatore delle opportunità della fiera, per consolidare le relazioni in una dimensione digitale che non esclude, ma anzi integra la visita agli stand. Attraverso SPS Italia Contact Place sarà possibile accedere a contenuti live e on-demand di SPS Italia e delle aziende partner.

Intelligenza artificiale nel 2020

intelligenza artificiale
Cinque modi per raggiungere nuove frontiere

Esistono cinque percorsi che possono essere intrapresi per raggiungere nuove frontiere con l’intelligenza artificiale nel corso del 2020

1. L’intelligenza artificiale diventa sempre più accessibile sul luogo di lavoro

Al passo con la continua crescita industriale dell’intelligenza artificiale, questa tecnologia si espanderà ben oltre l’universo della data science e verrà applicata, ad esempio, a dispositivi medici, alla progettazione nel settore automotive e alla sicurezza sul luogo del lavoro industriale.

Sempre più esperti di intelligenza artificiale hanno la possibilità deep learning esistenti, a dati più ricchi e a ricerche accessibili, il che consente di fare progressi in modo più rapido ed efficace.

Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale avrà un impatto anche sugli utenti, in quanto strumenti quali l’etichettatura automatica consentiranno agli ingegneri di sfruttare le loro conoscenze del settore per gestire rapidamente set di dati ampi e di alta qualità, a garanzia di maggiore precisione e di probabilità di successo più elevate.

Poiché l’intelligenza artificiale è sempre più accessibile, gli utenti di svariati settori potranno utilizzarla per sviluppare progetti vincenti.

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Le App per il flusso di lavoro di deep learning includono Deep Network Designer ©MathWorks

2. La diffusione di sistemi basati sull’intelligenza artificiale aumenta la complessità dei progetti

Il fatto che l’intelligenza artificiale venga utilizzata sempre di più in sistemi quali i veicoli autonomi, i motori dei velivoli, gli impianti industriali e le turbine eoliche sottolinea il notevole impatto che avrà sulle prestazioni generali di sistemi complessi e di multidominio.

Poiché l’intelligenza artificiale viene addestrata a lavorare con più tipi di sensori, come gli IMU, il LiDAR o il Radar, si continuerà ad integrarla in una serie sempre più ampia di sistemi tecnologici.

Un progetto più complesso determina inevitabilmente la necessità di simulazioni, test continui e integrazione. La simulazione consente ai progettisti di generare dati di guasto o dati sintetici per scenari che, nel mondo reale, sarebbero troppo costosi o pericolosi.

continui test danno la possibilità ai progettisti di individuare tempestivamente i punti deboli dei set di dati di training dell’intelligenza artificiale o i difetti di progetto di altri componenti. L’integrazione unisce la fase di esplorazione del progetto, quella di test e di implementazione all’interno di un contesto di sistema completo.

La combinazione di questi metodi consente di attuare un flusso di lavoro end-to-end in grado di dominare la complessità di progettazione dei sistemi basati sull’intelligenza artificiale.

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L’IA sta trasformando l’ingegneria in quasi tutti i settori e le aree di applicazione ©MathWorks

3. L’intelligenza artificiale verrà utilizzata in dispositivi embedded a basso costo e a potenza ridotta


Nel corso del prossimo anno, assisteremo all’applicazione dell’intelligenza artificiale su dispositivi a basso costo e a potenza ridotta. In genere, l’IA è stata utilizzata nei calcoli matematici a virgola mobile per una maggiore precisione e un più facile addestramento dei modelli, escludendo dunque i dispositivi a basso costo e a potenza ridotta che si basano sulla matematica a virgola fissa.

Gli strumenti software sviluppati di recente supportano modelli di inferenza basati sull’IA con svariati livelli di calcoli matematici a virgola fissa. Si apre, così, una nuova frontiera per gli ingegneri che ora saranno in grado di integrare l’IA nei loro progetti di unità di controllo elettronico (ECU) a basso costo per sistemi quali i veicoli, i dispositivi medici e i controller di processi industriali.

4. Il reinforcement learning passa dalle applicazioni di gioco a quelle industriali del mondo reale

Nel 2020, il reinforcement learning (RL) passerà dall’universo del gioco a quello delle applicazioni industriali del mondo reale e verrà utilizzato in particolare nella guida autonoma, nei sistemi autonomi, nella progettazione dei sistemi di controllo e nella robotica.

Vedremo ottimi risultati nei casi in cui il RL verrà utilizzato come componente per migliorare un sistema più ampio, come l’ottimizzazione delle prestazioni di un conducente in un sistema di guida autonoma.

L’intelligenza artificiale è in grado di valorizzare il controller del sistema aggiungendo un agente RL per il miglioramento e l’ottimizzazione delle prestazioni, garantendo ad esempio una maggiore velocità, un consumo minimo di carburante o tempi di risposta più brevi.

Tutto ciò può essere integrato in un modello completo di sistema per guida autonoma che include modelli della dinamica del veicolo, modelli ambientali, modelli di sensori per fotocamere e algoritmi di elaborazione immagini.

5. Le simulazioni abbatteranno la barriera principale che ostacola un’adozione efficace dell’intelligenza artificiale: la mancanza di dati di qualità

Stando a quanto dichiarano gli analisti, la qualità dei dati è uno degli scogli più grandi che ostacola un uso efficace dell’IA. Il normale funzionamento quotidiano dei sistemi genera grandi quantità di dati utilizzabili.

Tuttavia, i dati più preziosi sono anche quelli più difficili da trovare, ovvero quelli derivanti da anomalie o da condizioni critiche di guasto. Per addestrare modelli di IA precisi servono moltissimi di questi dati e la simulazione consentirà di ottenere dati idonei e di abbattere questa barriera nel 2020.

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Insieme dei dati di simulazione per la gestione dei dati di guasto generati da un modello Simulink di una scatola di trasmissione ©MathWorks

Nelle applicazioni di manutenzione predittiva, come la previsione accurata della vita utile residua di una pompa in un sito industriale, questi aspetti risultano ancora più evidenti. Poiché creare dati di guasto da attrezzature fisiche sarebbe distruttivo e costoso, l’approccio migliore consiste nel generare i dati da simulazioni in grado di rappresentare un comportamento di guasto e utilizzare i dati sintetizzati per addestrare un modello di intelligenza artificiale preciso.

La simulazione diverrà ben presto essenziale per sviluppare sistemi basati sull’intelligenza artificiale. Ad esempio, nei veicoli autonomi, la simulazione può aiutare i costruttori a progettare, verificare e implementare dei veicoli a guida autonoma nuovi e innovativi, fino ai componenti essenziali come il software embedded. Per maggiori informazioni, visitate la sezione del sito MathWorks dedicata all’Intelligenza Artificiale.

Crédit Agricole Italia sostiene l’Automazione industriale

Credit Agricole Italia e Gruppo Camozzi
Crédit Agricole Italia e SACE a sostegno della crescita del Gruppo Camozzi

In quest’ultima operazione, Crédit Agricole  ha erogato un finanziamento garantito da SACE destinato a sostenere i piani di crescita in Italia e nel mondo del Gruppo Camozzi, multinazionale italiana leader nella produzione di componenti e sistemi per l’automazione industriale presente anche nei settori delle macchine utensili speciali, delle macchine per la filatura e in numerosi altri processi di lavorazione delle materie prime

Il finanziamento garantito da SACE – nell’ambito della sua tradizionale operatività a favore delle attività export delle aziende italiane – ha un valore di complessivi 40 milioni di euro una durata di 6 anni ed è finalizzato a sostenere il piano di investimenti futuri del Gruppo legati sia alla crescita in ambito nazionale che internazionale.

Il Gruppo Camozzi è fra i protagonisti mondiali della “rivoluzione 4.0” con un modello di gestione della produzione e automazione industriale, basato sulla connessione fra sistemi fisici e digitali, analisi complesse attraverso big data e conseguenti adattamenti in tempo reale e ha ingenti progetti di ricerche riguardanti la smart automation, l’efficientamento energetico e l’utilizzo di materiali innovativi.

“Crédit Agricole Italia è orgogliosa di essere al fianco di aziende d’eccellenza come Camozzi, in special modo in questo particolare momento. Vogliamo sostenere concretamente il tessuto imprenditoriale italiano, ponendoci come partner di riferimento, non solo finanziario, per individuare insieme nuove opportunità di sviluppo, come per l’automazione industriale, offrendo servizi di consulenza e soluzioni su misura”, dichiara Alessio Foletti, Responsabile della Direzione Banca d’Impresa di Crédit Agricole Italia.

“L’attenzione di Crédit Agricole e SACE nel sostenere i progetti che stanno trasformando il settore manifatturiero a livello globale e l’automazione industriale, è consolidata nel tempo e con l’operazione di oggi affiancano nuovamente il nostro Gruppo, che sta investendo con prodotti innovativi in segmenti rilevanti per il presente e il futuro della nostra società come il Life Science che, mai come nell’emergenza attuale, necessita di continui progressi”, afferma Lodovico Camozzi, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Camozzi. “Attraverso questa operazione confermiamo il sostegno di SACE alle eccellenze italiane come Camozzi, che operano sui mercati internazionali e fanno dell’export uno dei propri driver di crescita”, sottolinea Simonetta Acri, Chief Mid Market Officer di SACE. “In un contesto difficile in cui SACE è stata chiamata al fianco di tutte le imprese italiane, il nostro intervento a sostegno del piano di automazione industriale di Camozzi rafforza i piani di crescita di un gruppo che vanta già un’impronta fortemente internazionale, grazie a 18 stabilimenti produttivi nel mondo e una rete distributiva in oltre 70 paesi”.

Soluzioni Innovative I4.0

BANDO SI-4.0
Il bando per le PMI lombarde da oltre un milione di euro

E’ stato approvato il bando per lo Sviluppo di Soluzioni Innovative I4.0, attivato dalla Regione Lombardia e dal sistema delle camere di commercio lombarde. Le domande potranno essere fatte a partire dal 20 aprile fino al 30 giugno 2020

L’obiettivo è quello di promuovere la realizzazione di progetti per la sperimentazione, prototipazione e messa sul mercato di soluzioni, applicazioni, prodotti e servizi innovativi Impresa 4.0, stimolando la domanda a lungo termine di tali soluzioni e incentivando la collaborazione delle imprese con i soggetti qualificati nel campo dell’utilizzo delle tecnologie I4.0.

1.100.000,00 euro è la dotazione finanziaria del bando, di cui 1 milione a carico di Regione Lombardia e 100 mila euro a carico delle Camere di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura della Lombardia.

L’intensità dell’agevolazione è pari al 50% dei costi ammissibili, a fronte di un investimento minimo di 40 mila euro, per un contributo massimo di 50 mila euro.

I beneficiari

I soggetti beneficiari sono le micro, piccole e medie imprese, che abbiano al loro interno competenze nello sviluppo di tecnologie digitali e presentino un progetto che riguarda almeno una delle tecnologie di innovazione digitale 4.0 riportate più avanti, nel paragrafo relativo agli interventi agevolabili.

Le imprese che siano in rapporto di collegamento, controllo e/o con assetti proprietari sostanzialmente coincidenti possono essere ammesse a finanziamento solo per una domanda. In caso di presentazione di più domande, è presa in considerazione e ammessa alla valutazione di merito soltanto la prima domanda presentata in ordine cronologico. Le altre verranno considerate irricevibili.

Requisiti dei beneficiari

Le micro, piccole e medie imprese devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

a) Essere micro, piccola o media impresa con riferimento all’Allegato I del Regolamento UE 651/2014, del 17 giugno 2014;

b) Avere una sede operativa in Lombardia almeno al momento dell’erogazione del contributo;

c) Avere la sede operativa iscritta e attiva al Registro Imprese delle Camere di Commercio della Lombardia al momento dell’erogazione del contributo;

d) Essere in regola con il pagamento del diritto camerale annuale;

e) Non rientrare nel campo di esclusione di cui all’art.1 del Reg. (CE) 1407/2013 (de minimis);

f) Le imprese beneficiarie non devono trovarsi in uno stato previsto dal “Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza” o in liquidazione volontaria;

g) Avere legali rappresentanti, amministratori (con o senza poteri di rappresentanza), soci e tutti i soggetti per i quali non sussistano cause di divieto, di decadenza, di sospensione previste dall’art. 67 del medesimo D. Lgs.06/09/2011, n. 159 (c.d. Codice delle leggi antimafia). Tale requisito sarà oggetto di verifica della documentazione antimafia tramite interrogazione della Banca Dati Nazionale Antimafia;

h) Essere in regola con i versamenti contributivi, la verifica sarà effettuata a mezzo DURC;

i) Non avere forniture in essere con una delle Camere di Commercio lombarde, ai sensi dell’art. 4, comma 6, del D.L. 95 del 6 luglio 2012, convertito nella L. 7 agosto 2012, n. 135.

In relazione ai requisiti relativi alle lettere b) e c), nel caso delle imprese che non abbiano sede operativa nella circoscrizione territoriale della Camera al momento della domanda, è sufficiente che le stesse si impegnino ad ottenere tale condizione prima della liquidazione del contributo.

Mentre i requisiti relativi alle lettere d), e), f), g), h) e i) devono essere posseduti dal momento della domanda fino a quello dell’erogazione del contributo. Infine il requisito relativo alla lettera a) deve essere posseduto alla data di presentazione della domanda.

Dotazione finanziaria

Le risorse complessivamente stanziate per l’iniziativa ammontano a1.100.000,00 euro di cui:

  • 1.000.000,00 euro a carico di Regione Lombardia, Direzione Generale Sviluppo Economico;
  •  100.000,00 euro a carico delle Camere di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura della I soggetti beneficiari sono finanziati in ordine di punteggio e in funzione della disponibilità territoriale delle risorse. Ogni contributo è finanziato per il 50% con fondi regionali e per il restante 50% con fondi della rispettiva Camera di commercio.

A seguito della prossima adozione del Decreto Ministeriale di approvazione dei progetti a valere sull’incremento del 20% del diritto annuale, le Camere di commercio lombarde intendono aumentare la dotazione finanziaria del Bando a un totale di € 2.000.000.

Caratteristiche dell’agevolazione

L’intensità dell’agevolazione è pari al 50% dei costi ammissibili. A fronte dell’esaurimento delle risorse disponibili e in coerenza con la natura delle stesse, l’entità del contributo potrà essere inferiore al 50% delle spese considerate ammissibili al netto di IVA.

In tal caso il beneficiario dovrà accettare con comunicazione PEC un contributo inferiore. Si ricorda che l’agevolazione concessa è al lordo della ritenuta di legge del 4% e che l’erogazione avverrà a saldo, previa verifica della rendicontazione presentata, al netto della ritenuta.

Le agevolazioni previste saranno stabilite e concesse alle imprese beneficiarie nei limiti previsti dal Regolamento (UE) n. 1407 del 18 dicembre 2013 relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sugli aiuti de minimis, con particolare riferimento agli articoli 1 (campo di applicazione), 2 (definizioni, con riferimento in particolare alla nozione di “impresa unica”), 3 (aiuti “de minimis”) e 6 (controllo), salvo diverso successivo inquadramento da adottare con provvedimento regionale.

In fase di istruttoria, Unioncamere Lombardia si riserva di effettuare maggiori controlli relativamente al rispetto dei limiti previsti dal Regolamento UE n. 1407/2013 per le imprese con esercizi finanziari non coincidenti con l’anno solare.

Ulteriori informazioni su https://www.puntoimpresadigitale.camcom.it/paginainterna/digital-assessment-scopri-quanto-sei-digitale,.

Warrant Innovation Lab

Warrant Innovation Lab

Certificato da Unioncamere come Centro di trasferimento tecnologico Industria 4.0

Warrant Innovation Lab (WIL), società controllata da Warrant Hub (Tinexta Group) che supporta le imprese nei processi di innovazione e trasformazione digitale, ha conseguito la certificazione di “Centro di trasferimento tecnologico Industria 4.0” rilasciata da Unioncamere

Nell’ambito del Piano Industria 4.0, i Centri di trasferimento tecnologico sono stati introdotti per dare impulso ai processi di innovazione e digitalizzazione delle imprese italiane: hanno il compito di svolgere attività di formazione e consulenza tecnologica ed erogare servizi di trasferimento tecnologico verso le imprese in diversi ambiti di operatività individuati dal Ministero dello Sviluppo Economico, tra i quali manifattura additiva, realtà aumentata, IoT, cloud, cyber sicurezza e analisi dei big data.

La certificazione

La certificazione viene rilasciata da Unioncamere attraverso una propria struttura tecnica nazionale sulla base di attenti controlli documentali, ha una durata di tre anni e ha possibilità di rinnovo.

La certificazione conseguita da Warrant Innovation Lab si riferisce ai seguenti ambiti tecnologici:

  • Soluzioni per la manifattura avanzata,
  • Integrazione verticale e orizzontale,
  • Industrial Internet,
  • Internet of Things e/o Internet of Machines,
  • Cloud e Sistemi informativi e gestionali.

Le attività connesse a tali ambiti, a loro volta oggetto della certificazione, riguardano formazione e consulenza su modelli organizzativi e/o di business, tecnica e industriale; progettazione e pianificazione di interventi di implementazione di tecnologie Industria 4.0; ricerca industriale e sviluppo sperimentale, inclusa la prototipazione anche virtuale; servizi di analisi, monitoraggio e brokeraggio tecnologico; sviluppo software applicativo e personalizzazione package e piattaforme di mercato relativi a tecnologie 4.0.

“Questo risultato ci riempie di soddisfazione in quanto è un riconoscimento autorevole del valore di Wil nel favorire l’innovazione tecnologica delle imprese per incrementarne la competitività”, dichiara Matteo Marusi, Direttore di Warrant Innovation Lab. “La certificazione di Unioncamere, infatti, attesta la solidità del patrimonio di esperienze e competenze che Wil mette al servizio delle aziende insieme a un collaudato e proficuo sistema di partnership con importanti protagonisti dell’industria, della ricerca e del mondo accademico”.

SPS Italia si sposta a settembre 2020

A causa degli sviluppi legati alla diffusione del Covid-19, per il rispetto e il senso di responsabilità verso il Paese, i visitatori, gli espositori e i collaboratori della fiera, Messe Frankfurt Italia ha deciso di posticipare SPS Italia, che si svolgerà a Parma dal 28 al 30 settembre 2020

La fiera di riferimento in Italia per l’automazione e il digitale per l’industria dà appuntamento a tutto il mondo manifatturiero a settembre, mettendosi al servizio della ripartenza delle attività produttive, commerciali e sociali con il massimo impegno e con il supporto di tutti i partner.

In questo particolare momento ancora più forte è il legame e la collaborazione con SPS Norimberga.

La sinergia tra le due piattaforme, nei due principali mercati europei dell’automazione, può rappresentare una spinta importante per l’intera filiera.

Frankfurt Messe Frankfurt è il più grande operatore al mondo specializzato nell’organizzazione di fiere, congressi ed eventi dotato di un proprio polo fieristico. Con più di 2.600 collaboratori dislocati in circa 30 sedi consegue un fatturato annuo di circa 733 milioni di euro (dato 2019).

Lavora in stretta collaborazione con i vari settori fieristici e supportiamo in maniera efficiente gli interessi dei nostri clienti con le nostre aree di business “Fairs & Events”, “Locations” e “Services”. Uno dei principali punti di forza del nostro Gruppo aziendale è la sua rete di distribuzione globale che copre in maniera capillare tutte le regioni del mondo.

L’ampia gamma di servizi, onsite e online, garantisce ai clienti in tutto il mondo un livello di qualità costantemente elevato e flessibilità nella pianificazione, organizzazione e realizzazione della loro manifestazione.

Il ventaglio di servizi offerti spazia dall’affitto del polo fieristico all’allestimento degli stand, dai servizi di marketing al personale e alla ristorazione.

La sede principale della Società è a Francoforte sul Meno.

Gli azionisti sono la Città di Francoforte, che detiene il 60 percento, e il Land Assia con il 40%.

Per maggiori informazioni:

www.messefrankfurt.com

Ufficio Stampa: Daniela Calvenzani e Ambra Fredella Tel. +39 02 88 07 78.1

daniela.calvenzani@italy.messefrankfurt.com

ambra.fredella@italy.messefrankfurt.com

www.spsitalia.it

Industria competitiva, digitale e sostenibile.

Ecco il piano d’azione dell’Europa.

Neutralità climatica, competitività globale e transizione digitale: sono i tre assi portanti della nuova strategia per l’industria europea. Il piano d’azione lanciato dalla Commissione Europea è anche un invito a tutti gli attori del mercato europeo (dalle grandi imprese alle PMI, dalle istituzioni al mondo accademico) a fare squadra per portare il nostro continente ad essere un sistema sempre più sostenibile e competitivo nei confronti dei mercati mondiali, anche alla luce di un contesto geopolitico spesso utilizzato per destabilizzare la competizione.

Una svolta da attuare attraverso soluzioni su misura piuttosto che modelli generici, per poter guidare il cambiamento e non doversi adattare.

Proprio per questo la Commissione Europea promette un nuovo approccio, impegnandosi a collaborare con le stesse realtà imprenditoriali e le parti sociali per affrontare da un nuovo punto di vista il tema della transizione industriale

In particolare, la nuova strategia industriale europea si concentra su tre priorità.

Mantenere la competitività mondiale dell’industria europea: porre le condizioni per far crescere le aziende, aumentare dimensione, impatto e integrazione del mercato unico, implementare continuamente il sistema mondiale di scambio.

Rispettare il Green Deal, con l’obiettivo di diventare entro il 2050 il primo continente climaticamente neutro: favorire la riduzione di emissioni di carbonio attraverso soluzioni clean e nuovi modelli di business

Plasmare il futuro digitale dell’Europa, seguendo il solco tracciato dalla Strategy on Shaping Europe’s Digital Future: aumentare gli investimenti per lo sviluppo tecnologico, in aree come Intelligenza Artificiale, 5G, data e metadata analytics.

Per raggiungere questi traguardi, il piano della Commissione Europea fissa alcune azioni future su cui concentrarsi:

  • Armonizzazione delle tasse e revisione delle norme sulla concorrenza
  • Libero accesso ai mercati globali
  • Decarbonizzazione delle industrie ad alta intensità energetica
  • Un Piano d’Azione per un’industria più pulita a ridotto impatto ambientale
  • Elaborazione di politiche favorevoli all’innovazione tecnologica
  • Riqualificazione delle competenze e sblocco degli investimenti pubblici e privati nella forza lavoro.
  • Condivisione delle risorse sul modello degli Ipcei (i grandi progetti comuni di interesse europeo).

Il Consiglio Europeo per l’Innovazione, che sarà avviato nel 2021, si servirà delle elevate competenze della ricerca europea, individuando le tecnologie di prossima generazione e accelerandone l’applicazione commerciale. Per la Commissione, la collaborazione tra istituzioni regionali, PMI e consumatori nella sperimentazione di strumenti innovativi è assolutamente da incoraggiare, sfruttando le competenze dei vari territori e le specializzazioni. In questo senso i Digital Innovation Hub (istituzione a cui, nella configurazione italiana, si avvicina di più il Competence Center), veri e propri “sportelli” per l’accesso delle aziende ai test tecnologici, sono una buona piattaforma su cui costruire.

Un “patto” per le competenze tecnologiche.

Per stare al passo con le innovazioni tecnologiche che il mondo dell’industria adotterà nei prossimi anni, la formazione sarà di fondamentale importanza per usufruire di una forza lavoro qualificata. L’apprendimento dovrà essere permanente visto che, solo nei prossimi cinque anni, 120 milioni di europei dovranno migliorare o riqualificare le proprie competenze.

In particolare per i lavoratori dell’industria le novità portate da Digitalizzazione, Automazione e Intelligenza Artificiale richiederanno un cambiamento senza precedenti nelle proprie competenze.

Attualmente in Europa, nota la Commissione Europea, vi sono già un milione di posti di lavoro vacanti per gli esperti di tecnologia digitale.

Allo stesso tempo, il 70% delle aziende dichiara di ritardare gli investimenti perché non riesce a trovare le persone con le giuste competenze.

Nella strategia industriale europea è previsto un “Patto per le Competenze” tra imprese, Stati membri e parti sociali per contribuire alla riqualificazione delle competenze e per sbloccare gli investimenti pubblici e privati nella forza lavoro. Il Patto si concentrerà sui settori ad alto potenziale di crescita per l’Europa o su quelli che stanno subendo il cambiamento più significativo.

Anche la European Education sosterrà questi sforzi.

Condivisione delle risorse: il modello degli Ipcei.

Per promuovere la competitività dell’industria, ricorda la Commissione nella sua Strategia Europea, servirà sfruttare i programmi comunitari di finanziamento, fondamentali per sostenere i progetti in un periodo in cui le casse pubbliche sono sotto pressione.

In questo contesto si ricorda l’importanza di strumenti come gli Ipcei (Importanti progetti di interesse comune europeo), veri e propri catalizzatori di investimenti. Si tratta di progetti su produzioni industriali innovative che coinvolgono più di uno Stato membro, cofinanziati dagli Stati stessi e dai fondi Ue, anche fino al 100% dell’investimento. Si tratta di un ottima modalità, conferma la Commissione, per mettere in comune le risorse finanziarie e agire rapidamente. Sulla base dell’esperienza acquisita con i recenti Ipcei, l’organo di governo europeo studierà il modo di combinare gli strumenti nazionali e comunitari per incentivare gli investimenti lungo la catena del valore. Proprio per sfruttare al meglio questo strumento, nel 2021 la Commissione metterà in atto una revisione delle norme in materia di aiuti di Stato per gli Ipcei, volta a chiarire le condizioni alle quali i progetti guidati dagli Stati membri possono avanzare in modo tempestivo e concorrenziale.

L’Europa e l’intelligenza artificiale, plasmare il futuro digitale dell’Europa.

La Commissione Europea presenta le strategie per i dati e l’intelligenza artificiale.

“La nostra società genera volumi impressionanti di dati industriali e pubblici che trasformeranno il nostro modo di produrre, consumare e vivere”, ha dichiarato il Commissario per il Mercato interno, Thierry Breton“Voglio che le imprese europee e le nostre numerosissime PMI abbiano accesso a questi dati e possano creare valore per gli europei, anche sviluppando applicazioni di intelligenza artificiale. L’Europa ha tutto ciò che serve per guidare la corsa ai ‘big data’ e per salvaguardare la propria sovranità tecnologica, la propria leadership industriale e la propria competitività economica a vantaggio dei consumatori europei”.

Nel libro bianco presentato, la Commissione propone un quadro per un’intelligenza artificiale affidabile, basata sull’eccellenza e sulla fiducia.

In partenariato con il settore pubblico e privato, l’obiettivo è mobilitare risorse lungo l’intera catena del valore e creare i giusti incentivi per accelerare la diffusione dell’IA, anche presso le piccole e medie imprese. Preziosa la collaborazione con gli Stati membri e la comunità scientifica, al fine di attirare e trattenere i talenti.

I sistemi di IA possono essere complessi e comportare rischi significativi in determinati contesti, pertanto è essenziale rafforzare la fiducia. Sono necessarie norme chiare per regolamentare i sistemi di IA ad alto rischio senza imporre eccessivi oneri a quelli meno rischiosi. Continuano inoltre ad applicarsi le norme rigorose dell’UE per proteggere i consumatori, far fronte alle pratiche commerciali sleali e proteggere i dati personali e la privacy.

Per i casi ad alto rischio, quali quelli che riguardano la salute, le attività di polizia o i trasporti, i sistemi di IA dovrebbero essere trasparenti, tracciabili e garantire che vi sia una sorveglianza umana. Le autorità dovrebbero poter effettuare verifiche sui dati usati dagli algoritmi e certificarli, così come accade per i cosmetici, le automobili o i giocattoli. Sono necessari dati privi di distorsioni per addestrare i sistemi ad alto rischio a funzionare correttamente, oltre che per garantire il rispetto dei diritti fondamentali, in particolare la non discriminazione. Oggi l’uso del riconoscimento facciale per l’identificazione biometrica remota è in genere vietato e può essere utilizzato solo in casi eccezionali, debitamente giustificati e proporzionati, subordinati a misure di salvaguardia e basati sulla legislazione dell’UE o nazionale; la Commissione intende tuttavia avviare un ampio dibattito in merito alle circostanze che potrebbero eventualmente giustificare tali eccezioni.

Per le applicazioni di IA che presentano un rischio più limitato, la Commissione ipotizza un sistema di etichettatura su base volontaria, a condizione che vengano applicati gli standard più elevati.

Il mercato europeo accoglie tutte le applicazioni di IA, purché siano conformi alle norme dell’UE.

L’Europa e l’economia dei dati

La quantità di dati generati dagli operatori economici e dagli organismi pubblici è in costante aumento. La prossima ondata di dati industriali trasformerà profondamente il modo in cui produciamo, consumiamo e viviamo. Ma il potenziale di tali dati resta in gran parte inutilizzato.

L’Europa è dotata di tutto ciò che serve per diventare un leader in questa nuova economia dei dati: la più solida base industriale del mondo, in cui le PMI sono elementi vitali del tessuto industriale, le tecnologie, le competenze, e da ora, anche una visione chiara.

L’obiettivo della strategia europea per i dati è garantire che l’UE assuma il ruolo di modello e di guida per le società rese più autonome grazie ai dati.

La strategia punta in primo luogo a creare un vero spazio europeo dei dati, un mercato unico per i dati, al fine di sbloccare i dati inutilizzati per consentirne la libera circolazione all’interno dell’Unione europea e in tutti i settori, a vantaggio delle imprese, dei ricercatori e delle pubbliche amministrazioni.

I cittadini, le imprese e le organizzazioni dovrebbero avere la facoltà di adottare decisioni migliori sulla base delle informazioni raccolte grazie ai dati non personali. Tali dati dovrebbero essere accessibili a tutti, soggetti pubblici o privati, start-up o mega imprese.

Per conseguire tutto ciò, la Commissione proporrà in primo luogo di istituire il corretto quadro normativo per la governance dei dati, l’accesso ai dati e il riutilizzo degli stessi tra imprese, tra imprese e pubblica amministrazione e all’interno delle amministrazioni. Ciò comporta la creazione di incentivi per la condivisione di dati e l’istituzione di regole pratiche, eque e chiare in materia di accesso ai dati e uso degli stessi, che siano conformi ai valori e ai diritti europei, quali la protezione dei dati personali, la tutela dei consumatori e la legislazione in materia di concorrenza. Ciò rende inoltre più ampiamente disponibili i dati del settore pubblico, aprendo set di dati di elevato valore in tutta l’UE e permettendone il riutilizzo per l’innovazione di punta.

In secondo luogo, la Commissione intende sostenere lo sviluppo dei sistemi tecnologici e della prossima generazione di infrastrutture, che permetteranno all’UE e a tutti gli operatori di avvalersi delle opportunità offerte dall’economia dei dati: essa parteciperà agli investimenti in progetti europei ad alto impatto per gli spazi europei dei dati e per le infrastrutture cloud affidabili ed efficienti sotto il profilo energetico.

Da ultimo, varerà azioni settoriali specifiche volte alla costruzione degli spazi europei dei dati, ad esempio nell’ambito della produzione industriale, del Green Deal, della mobilità o della salute.

La Commissione si adopererà inoltre per colmare ulteriormente le lacune in termini di competenze digitali dei cittadini europei, studiando soluzioni finalizzate ad attribuire ai cittadini un maggiore controllo su chi può accedere ai loro dati generati automaticamente.

Prossime tappe

La Commissione presenterà nel corso dell’anno una legge sui servizi digitali e un piano d’azione per la democrazia europea, proporrà una revisione del regolamento eIDAS e rafforzerà la cibersicurezza attraverso un’unità congiunta per la cibersicurezza.

L’Europa continuerà inoltre a costruire alleanze con i partner mondiali, facendo leva sul suo potere normativo, sullo sviluppo di capacità, sulla diplomazia e sui finanziamenti al fine di promuovere il modello di digitalizzazione europeo.

La consultazione pubblica sul libro bianco sull’intelligenza artificiale resterà aperta fino al 19 maggio 2020. la Commissione sta inoltre raccogliendo riscontri sulla sua strategia per i dati. Alla luce dei contributi ricevuti, la Commissione intraprenderà ulteriori azioni per sostenere lo sviluppo di un’IA affidabile e di un’economia basata sui dati.

INDUSTRY 4.0: LE SFIDE DELLA DIGITAL TRANSFORMATION

La promessa di una maggiore efficienza operativa, di un time to market più rapido e di una migliore collaborazione tra i dipendenti ha spinto già il 70% delle aziende a pianificare o implementare una strategia di digital transformation.

Secondo dynabook abbracciare il cambiamento digitale non è mai stato così importante e per molte aziende – che operino nel retail, nella finanza o nell’industria manifatturiera – si traduce in una scelta tra evolversi o soccombere.

“La trasformazione verso una forza lavoro digitale presenta alcune difficoltà che accomunano la maggior parte di tali aziende: dalla mancanza di budget, ai rischi di cyber-security posti dai sistemi legacy, alla crescente mobilità”, dichiara Massimo Arioli, Business Unit Director Italy, Dynabook Europe GmbH. “Nonostante ciò, si prevede che le aziende digital-first avranno il 64% di probabilità in più di raggiungere i propri obiettivi di business”.

Ecco come i CTO e i dipartimenti IT possono superare le barriere e rendere il proprio business più smart.

Attuare una strategia PC-as-a-service per ammortizzare i costi Il processo di digital transformation implica inevitabilmente investimenti aggiuntivi.  Le aziende che hanno la fortuna di poter fare affidamento su un budget IT maggiore focalizzano la propria attenzione su AI e IoT, tuttavia la trasformazione digitale coinvolge ogni livello dell’organizzazione fino alle tecnologie che i dipendenti utilizzano quotidianamente.  Sostituire tutti i device è un processo lungo e costoso e la complessità viene esacerbata dalla gestione quotidiana del ciclo di vita dei dispositivi.

Bosch Rexroth lancia ActiveShuttle

Sistema di trasporto autonomo completamente automatizzato.

Un sistema di trasporto autonomo completamente automatizzato, in grado di sostenere un peso massimo di 260 kg e di essere integrato nell’intralogistica aziendale senza alcun adattamento dell’infrastruttura della fabbrica.

Si chiama ActiveShuttle, ed è l’ultimo prodotto di Bosch Rexroth per la movimentazione di materiali e merci nel settore della logistica e della produzione flessibile. Proprio la semplicità dell’introduzione in diversi contesti logistici di questo AGV (Automated Guided Vehicle) ne fanno un prodotto innovativo per la Logistica 4.0 in grado di rendere ancora più efficiente il trasporto di merci e materiali industriali.

Fino a 260 kg di peso trasportabile.

ActiveShuttle, già testato in otto stabilimenti produttivi del gruppo Bosch, è un vero e proprio robot in grado di caricare e scaricare in modo completamente automatizzato basi carrellate (dollies) con contenitori per carichi leggeri (i cosiddetti “KLT”), tramite una piattaforma di sollevamento integrata che tiene conto dei requisiti logistici della fabbrica. Ultimo prodotto sviluppato dall’azienda fornitrice di tecnologie integrate per l’azionamento e il controllo di macchine operatrici mobili, macchinari e impianti industriali, può trasportare materiali di dimensioni massime pari a 600 x 400 mm, impilati fino a un’altezza di 1,2 metri, per un peso totale di 260 kg. ActiveShuttle ha una velocità massima di 1 m/s e può essere impiegato sia in trasporti ciclici che in approvvigionamenti di materiale basati sulla chiamata a consumo.

Laser e comunicazione wireless per muoversi nel traffico.

Il robot può essere da subito integrato nella produzione industriale, senza alcun processo di adattamento infrastrutturale, tramite il sistema “Plug & Go”. 

Scanner laser di sicurezza gli permettono inoltre di navigare nell’ambiente di lavoro anche in presenza di persone e altri veicoli di trasporto. Proprio per evitare di intasare l’infrastruttura produttiva, gli ActiveShuttle (in grado di funzionare 24 ore su 24, 7 giorni su 7) sono dotati di un sistema di mappe che si aggiorna automaticamente e comunicano tra loro tramite una connessione wireless.