La crescita dell’idrogeno come vettore energetico

Hydrogen-Dispenser

La crescita dell’idrogeno come vettore energetico, sta ridefinendo profondamente il settore della distribuzione dei gas. In particolare, i sistemi di rifornimento, i cosiddetti gas dispenser, sono oggi chiamati a garantire non solo sicurezza e prestazioni elevate, ma anche un aspetto cruciale: la precisione nella contabilizzazione fiscale delle transazioni

Gas dispenser nelle applicazioni heavy duty

Per i costruttori di queste soluzioni, la misura di portata non è quindi solo un dato di processo, ma un elemento determinante per la conformità normativa e la fiducia dell’utente finale.

È proprio in questo contesto che si inserisce l’esperienza con PURE ENERGY HYDROGEN, che ha scelto la tecnologia Coriolis Rheonik per equipaggiare i propri dispenser destinati ad applicazioni heavy duty.

L’azienda è specializzata nella progettazione e fornitura di impianti a idrogeno su piccola, media e larga scala, che comprendono elettrolizzatori, sistemi di compressione e stazioni di rifornimento operanti a 350 e 700 bar.  Nel mondo del rifornimento di idrogeno, è importante distinguere tra applicazioni light duty, come il rifornimento di auto a celle a combustibile, e applicazioni heavy duty, come il riempimento di trailer ed il rifornimento di autobus, camion o treni.

Misuratore di portata Rheonik per gas dispenser

È in quest’ultimo ambito che si concentrano le sfide più complesse per il vettore energetico.

Le condizioni operative sono infatti particolarmente gravose, si parla di portate e pressioni particolarmente elevate, che indicano un contesto applicativo fuori dall’ordinario.

A queste si aggiungono ulteriori criticità progettuali: i dispenser devono integrare componenti in spazi estremamente ridotti, senza compromettere accessibilità e sicurezza del vettore energetico.

La scelta tecnologica: Coriolis a Omega Rheonik

Per rispondere a queste esigenze, PURE ENERGY  ha selezionato dieci misuratori di portata Coriolis Rheonik. La tecnologia Coriolis, basata sulla misura diretta della massa, rappresenta già di per sé una soluzione ideale quando è richiesta elevata precisione indipendentemente dalle condizioni operative. Tuttavia, nel caso specifico dell’idrogeno ad altissima pressione, è il particolare design a Omega sviluppato da Rheonik a fare la differenza. Il singolo tubo curvato garantisce infatti una straordinaria robustezza meccanica e una maggiore resistenza alle sollecitazioni, elementi fondamentali in presenza di pressioni così elevate. Allo stesso tempo, il design compatto consente di integrare il misuratore anche in spazi limitati, come quelli tipici dei dispenser.

Misuratore di portata per chemical injection Coriolis Rheonik

Un aspetto particolarmente rilevante, che ha valutato PURE ENERGY è la capacità del Coriolis Rheonik di operare in condizioni che rappresentano un unicum sul mercato: è infatti l’unico strumento in grado di misurare portate fino a 90 kg/min con pressioni superiori ai 1000 bar, mantenendo al contempo l’accuratezza richiesta per applicazioni fiscali.

In un’applicazione così critica, la compatibilità tra strumentazione e materiali di processo non è un dettaglio, ma un requisito fondamentale. L’utilizzo di leghe austenitiche specifiche per compatibilità con idrogeno, combinate con la robustezza dei misuratori Rheonik, contribuisce a creare un sistema sicuro, durevole e affidabile nel tempo. La misura accurata della portata, inoltre, consente non solo di rispettare i requisiti normativi legati alla transazione fiscale, ma anche di ottimizzare il controllo del processo e ridurre i margini di errore, con benefici diretti per operatori e utenti finali.

In qualità di distributore ufficiale Rheonik Messtechnik per il mercato italiano, ITAL CONTROL METERS affianca i costruttori di impianti nella scelta delle soluzioni più adatte per la misura dell’idrogeno, offrendo supporto tecnico e competenze applicative consolidate.

In un settore in rapida evoluzione come quello dell’idrogeno, poter contare su partner affidabili e tecnologie consolidate rappresenta un vantaggio competitivo concreto. La collaborazione con PURE ENERGY HYDROGEN ne è un esempio tangibile: un progetto in cui innovazione, sicurezza e precisione si incontrano per rispondere alle sfide della transizione energetica.

Per approfondire:

ITAL CONTROL METERS: la complessità di misurare l’idrogeno

Duah Hose Gas Dispenser

ITAL CONTROL METERS: la complessità di misurare l’idrogeno. Garantire qualità e controllo nella filiera dell’idrogeno significa monitorare con precisione ogni fase del processo: la misurazione della portata rappresenta un punto chiave per assicurare efficienza, sicurezza e conformità lungo l’intera catena

L’idrogeno è un gas straordinario, ma le sue proprietà uniche rendono la sua misurazione una vera sfida.

Estremamente leggero e composto da molecole piccolissime, l’idrogeno tende a disperdersi con facilità, penetrando anche attraverso materiali apparentemente impermeabili.

Questo lo rende difficile da confinare e rilevare con precisione.
La sua bassa densità (circa 0,0899 kg/m³ a 0 °C e 1 atm) comporta anche concentrazioni molto ridotte, spesso al limite della rilevabilità, rendendo necessaria una strumentazione molto sensibile. Ha una bassa energia per molecola ma un’alta energia per massa.

È altamente infiammabile e ha un ampio range di esplosività, Questo lo rende interessante come combustibile, ma anche complicato da gestire a livello di misura e stoccaggio.

Per questi motivi, misurare l’idrogeno in modo accurato richiede tecnologie avanzate, competenza, strumenti di misura sicuri e affidabili.

Misurare la portata dell’idrogeno: quale tecnologia scegliere?

L’idrogeno può essere prodotto attraverso diversi metodi, ognuno con caratteristiche, costi e impatti ambientali differenti.

L’idrogeno verde è la forma più sostenibile di idrogeno, ottenuta con processi a bassissimo impatto ambientale.

Il metodo più diffuso per produrlo è l’elettrolisi dell’acqua, un processo che utilizza energia elettrica per separare le molecole d’acqua nei loro elementi fondamentali: idrogeno e ossigeno.

Misurare la portata dei gas prodotti è fondamentale, innanzitutto, per avere un controllo accurato del processo, in quanto eventuali variazioni nei valori di portata possono indicare anomalie operative o cali di rendimento.

MASSICI MULTIPARAMETRICI VöGTLIN MESSTECHNIK

Quando si tratta di misurare piccole portate, la precisione è fondamentale. I misuratori massici multiparametrici offrono una soluzione ideale per garantire misurazioni affidabili ed estremamente sensibili.

MASSICI TERMICI KURZ INSTRUMENTS

Per portate più elevate, entra in gioco la tecnologia termica, progettata per mantenere precisione e stabilità anche in condizioni operative più complesse.

LO STOCCAGGIO

Lo stoccaggio dell’idrogeno è uno degli aspetti più delicati e strategici dell’intera filiera dell’idrogeno, e porta con sé numerose implicazioni tecniche, economiche e di sicurezza. A causa della sua bassa densità, l’idrogeno occupa molto spazio e, per essere conservato in modo efficiente, deve essere compresso ad alte pressioni o raffreddato a temperature estremamente basse. Entrambe le soluzioni richiedono tecnologie avanzate, materiali resistenti e impianti altamente controllati.

MASSICI TERMICI KURZ INSTRUMENTS

Progettati per mantenere precisione e stabilità a bassi livelli di pressione.

ULTRASUONI CLAMP-ON FLEXIM

Sensori installabili all’esterno della tubazione, adatti a qualsiasi condizione operativa senza limitazioni di pressioni. Disponibili sia in versioni fisse che portatili.

MASSICI CORIOLIS

Perfetti in applicazioni dove la massima precisione è un requisito imprescindibile, specialmente in contesti ad alte pressioni come lo stoccaggio e la distribuzione. Totalmente indipendenti da variazioni di pressione e temperatura, tubazione ad Omega posta in vibrazione controllata.

Misurare accuratamente la portata dell’idrogeno non è solo una necessità tecnica, ma anche un elemento fondamentale per accedere a incentivi, contributi pubblici e certificazioni fiscali.

LA DISTRIBUZIONE

Per questa finalità è indispensabile disporre di strumentazione di misura precisa, certificata e conforme alle normative metrologiche.
Utilizzare misuratori di portata ad alte prestazioni non è solo una scelta tecnica, ma anche una condizione abilitante per operare in un mercato regolamentato e competitivo, dove ogni standard va rispettato con precisione.

MASSICI CORIOLIS RHEONIK MESSTECHNIK PER IMPIEGHI FISCALI

Tecnologia a Omega superiore.
Misurazione diretta della massa e della densità, che permette di ottenere dati affidabili senza la necessità di ulteriori calcoli o compensazioni.
Eccezionale precisione, che resta invariata indipendentemente dalle condizioni operative.
Certificazioni MID/OIML.

IVS 2026, le valvole industriali vi danno appuntamento

IVS 2026, le valvole industriali vi danno appuntamento. Il countdown è quasi concluso: manca poco a IVS – Industrial Valve Summit 2026, in programma dal 19 al 21 maggio alla Fiera di Bergamo

Questa edizione si annuncia come la più grande di sempre, grazie ai 416 espositori (in crescita del 30% rispetto al 2024) provenienti da 20 Paesi, con una presenza internazionale in forte accelerazione (+56%).https://industrialvalvesummit.com/

Numeri che raccontano molto più di una semplice crescita: IVS si conferma come hub globale di riferimento per aziende, buyer e decision maker della filiera del flow control, sempre più orientato a favorire confronto, aggiornamento e networking qualificato su scala internazionale.

Le novità 2026

Il 2026 segna un salto di scala anche nell’esperienza: l’area espositiva si amplia con quattro padiglioni e il Summit si estende su tre giornate piene, trasformandosi in una vera e propria “settimana delle valvole”. Già dal 19 maggio, l’apertura della fiera sarà accompagnata dall’avvio delle sessioni scientifiche, cuore contenutistico della manifestazione IVS.

Il programma tecnico e le aree tematiche

Il programma tecnico proporrà 68 appuntamenti (il 30% in più rispetto al 2024) tra convegni, conferenze e tavole rotonde, con il prezioso supporto di VALVEcampus, partner storico dell’evento, che ha selezionato un palinsesto che intercetta le trasformazioni più rilevanti del comparto.

Tra i temi più dibattuti, le nuove applicazioni legate a idrogeno, CCUS (Carbon Capture Utilisation and Storage), il nucleare di nuova generazione (SMR) e tradizionale, le fonti di energia rinnovabili e l’evoluzione delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, affiancati da contributi su produzione decentralizzata e additive manufacturing.

Sei le aree tematiche principali intorno a cui si articoleranno ben 68 appuntamenti: standardizzazione e sviluppo normativo; tecnologie digitali applicate a valvole, attuatori e sistemi di controllo; progettazione delle valvole e materiali per servizi in situazioni estreme; soluzioni avanzate di tenuta per valvole industriali; applicazioni dell’intelligenza artificiale alla progettazione meccanica, alla supply chain e alla produzione; manifattura additiva.

A queste si affiancheranno tavole rotonde ad alto contenuto specialistico, dedicate a scenari complessi e ad alto impatto tecnologico: dalle applicazioni deepwater ai sistemi ad alta pressione, fino alla sicurezza in contesti critici e ai trattamenti superficiali avanzati.

L’Osservatorio IVS-Prometeia The Oil & Gas Valve Industry in Italy 2026

L’Osservatorio IVS-Prometeia 2026 conferma il settore valvole Oil & Gas come eccellenza strategica del manifatturiero italiano.

Conta circa 140 imprese, oltre 10.000 addetti e più di 3 miliardi di euro di produzione. L’Italia rafforza la leadership europea con il 38% del mercato, davanti a Germania e Francia.

La Lombardia, in particolare l’area di Bergamo, concentra il 90% del fatturato nazionale. Un cluster unico per specializzazione e competitività.

Una crescita che parte da lontano

I risultati della scorsa edizione (2024) avevano già tracciato la rotta: 15.000 visitatori da 69 Paesi e 325 espositori, con una componente internazionale in forte espansione.

Il 2026 non fa che consolidare questa traiettoria, proiettando IVS tra gli appuntamenti imprescindibili del panorama industriale europeo. A fare da cornice, ancora una volta, sarà Bergamo, una città capace di accogliere il pubblico internazionale con un’offerta che unisce efficienza, qualità della vita e un patrimonio culturale ed enogastronomico sempre più attrattivo.

Misura di portata dell’idrogeno, da ICM

Misura di portata dell’idrogeno: precisione e conformità per applicazioni fiscali grazie ai misuratori Rheonik Messtechnik rappresentata in Italia da Ital Control Meters

Nel contesto della transizione energetica, l’idrogeno si sta affermando come uno dei vettori più promettenti per un futuro a zero emissioni.

In questo scenario, la misura di portata precisa diventa un fattore chiave, soprattutto in ambiti regolamentati come le applicazioni fiscali, dove accuratezza e conformità normativa sono imprescindibili.

I misuratori di portata massica a effetto Coriolis si distinguono per l’elevata precisione, misurando direttamente la massa del fluido e fornendo al contempo dati sulla densità.

Questi strumenti risultano ideali per applicazioni ad alte pressioni – come lo stoccaggio e la distribuzione dell’idrogeno – nonché per impieghi fiscali, dove è richiesta la massima affidabilità.

Rheonik Messtechnik, rappresentata in Italia da Ital Control Meters, è tra i pionieri nella misura dell’idrogeno per celle a combustibile.

I suoi misuratori Coriolis offrono la possibilità di misurare qualsiasi fluido, liquido o gassoso, in massa, eliminando la necessità di compensazioni legate a variazioni di temperatura o pressione.

Una caratteristica fondamentale, considerando quanto le proprietà fisiche dell’idrogeno varino al cambiare delle condizioni operative.

Due sono i principali vantaggi di questa tecnologia:

  • la misura diretta della portata massica
  • l’eccezionale livello di precisione, indispensabile in ambito fiscale.

Robustezza e affidabilità completano il quadro: l’assenza di parti in movimento riduce la manutenzione, mentre il design compatto e l’ampio range operativo – anche in condizioni di pressione e temperatura elevate – ne facilitano l’integrazione negli impianti esistenti.

I misuratori Coriolis rappresentano quindi una soluzione tecnologica d’eccellenza per applicazioni con l’idrogeno, capaci di rispondere alle esigenze dell’industria e ai requisiti normativi con la massima efficienza.

Ital Control Meters è presente a HYDROGEN EXPO, dal 21 al 23 maggio 2025 – Stand D191

Per saperne di più: https://www.italcontrol.it/applicativo-idrogeno/

Il Think Tank di IVS sul comparto valvole industriali

Al centro dell’incontro le grandi opportunità legate allo sviluppo delle tecnologie per la produzione dell’idrogeno quale fonte rinnovabile, la ripresa degli investimenti nell’Oil&Gas e la minaccia della perdita di competitività del comparto europeo legata al prezzo dell’energia e alla disponibilità delle materie prime

IVS – Industrial Valve Summit, la più importante manifestazione internazionale in Italia dedicata alle tecnologie delle valvole industriali e alle soluzioni di flow control, in collaborazione con VALVECampus, l’associazione che riunisce i produttori italiani di valvole industriali ha creato il “Think Tank” che ha analizzato il tema tanto attuale del rapporto tra la transizione e la sicurezza energetica: un argomento centrale tanto nel business quotidiano quanto in prospettiva per le aziende del comparto, che hanno discusso e condiviso le migliori strategie per affrontare il cambiamento.

Sono state analizzate le opportunità tecnologiche offerte dalla transizione energetica, soprattutto nell’ambito dell’idrogeno, ma si è pure approfondito lo stato dell’arte del mercato energetico, esaminando la direzione degli investimenti, le prospettive e le strategie del settore nel breve e medio periodo.

Tra le conseguenze economiche dei mutati rapporti geopolitici che sono effetto dell’invasione russa dell’Ucraina, è emersa la necessità di garantire un adeguato approvvigionamento energetico rinegoziando i rapporti di fornitura e differenziando le fonti. Da ciò è scaturita, all’interno del mercato energetico, l’inaugurazione di un nuovo ciclo di investimenti nelle fonti classiche dell’Oil&Gas in parallelo alle fonti rinnovabili.

Si tratta di un trend in controtendenza ma che sta offrendo interessanti opportunità alle aziende del comparto, a seguito di un decennio in cui gli investimenti si sono espressi con cautela rispetto alle fonti tradizionali. Le aspettative del settore restituiscono un quadro in cui la crescita dell’Oil&Gas proseguirà anche per i prossimi anni, anche in virtù dell’aumento della domanda energetica nel mondo.

A fianco del ciclo positivo delle fonti fossili, si aggiungono le vaste opportunità offerte dalla decarbonizzazione. Le valvole trovano infatti interessanti applicazioni nelle tecnologie CCS, ossia di cattura e di stoccaggio del carbonio, ma soprattutto nei processi di approvvigionamento, stoccaggio e distribuzione dell’idrogeno, indicato in modo trasversale come principale vettore della transizione energetica.

Oggi meno dell’1% dell’idrogeno è prodotto con processi low carbon o attraverso fonti rinnovabili. L’obiettivo sul lungo periodo, testimoniato dall’impegno sul tema da parte delle istituzioni sul piano europeo e nazionale (tanto che il PNRR ha destinato 3,6 miliardi allo sviluppo dell’idrogeno), è di arrivare a produrre la totalità della risorsa da fonti verdi.

Mentre oggi prevalgono l’idrogeno grigio, prodotto a partire da combustibili fossili, e l’idrogeno blu, sempre da combustibili fossili ma che prevede la cattura e lo stoccaggio della CO2 prodotta nel processo.

Il settore energetico lavora allo sviluppo di una rete di distribuzione dell’idrogeno sfruttando le infrastrutture già in uso per le risorse fossili e, dove non è possibile, costruirne di nuove per ricevere in prospettiva idrogeno puro anziché in blend al gas naturale. Dal contesto emerge un potenziale incremento della domanda di valvole oltre che di nuove tecnologie. Grande fermento ruota attorno ai progetti di ricerca e sviluppo, in particolare sui materiali, al fine di minimizzare la corrosività chimica dell’idrogeno e garantire equipaggiamenti efficienti e sicuri.

In parallelo, il settore è ingaggiato nel ridurre i consumi in una logica di sostenibilità che permetta di produrre consumando quantità inferiori di energia ed emettendo di meno.

Il tutto nell’ottica di potenziare e alimentare i criteri ESG delle imprese, fattori che risultano sempre più influenti nel direzionare gli investimenti e a rendersi attrattivi sul mercato.

Dal Think Tank è emerso come la trasformazione energetica non risulti strategica solo ai fini della decarbonizzazione ma, in prospettiva, anche per un tema di prezzo.

Oltre alle opportunità che i mercati stanno riservando al comparto, il Think Tank ha evidenziato le minacce che la filiera sta sperimentando, in primis a partire dal tema della perdita di competitività della supply chain europea.

I produttori europei, rispetto ai competitor dell’Estremo Oriente e degli Usa, risentono maggiormente della volatilità legata al prezzo dell’energia, oltre che della disponibilità e del prezzo delle materie prime.

I rincari si esprimono con un sovrapprezzo applicato sui prodotti che per le imprese italiane è più sensibile di quello delle aziende asiatiche e americane, che sono meno colpite dallo stress energetico.

Questa dinamica ha generato un’asimmetria tra l’offerta europea e quella americano-asiatica, allargando il gap tra i listini e determinando una perdita di competitività per il comparto locale.

La gestione dei sovrapprezzi è legata a doppio filo al tema delle indicizzazioni dei prodotti rispetto al costo delle materie prime.

Molti clienti dei valvolieri non accettano l’inserimento delle indicizzazioni nei contratti da parte dei fornitori, e la situazione diventa per le aziende delle valvole un ulteriore rischio da gestire. 

Per non perdere di competitività, è la supply chain a prendersi in carico i maggiori costi, in secondo luogo le società di ingegneria. Alla complessità del contesto, si aggiunge un tema di valuta, per via della forza che il dollaro ha manifestato negli ultimi mesi rispetto all’euro.

Dal Think Tank è emersa la necessità che la filiera produttiva e le società di ingegneria elaborino scelte condivise, e che il superamento delle criticità dipenda dalla riconfigurazione della supply chain. Un processo per cui serve negoziare nuovi modelli e abbandonare una governance statica, per affrontare una situazione nuova con soluzioni innovative.

Sono intervenuti nel punto stampa:
Luca Pandolfi, Project Manager di IVS – Industrial Valve Summit;
Francesco Apuzzo, Segretario e cofondatore di Valve Campus;
Marco Medovic, Sales Manager divisione Pipeline&Process di Tenaris
Paolo Carrera, Chief Commercial Officer di H2 Energy
Sissi Bellomo, Il Sole 24 Ore

Il comparto nazionale e locale delle valvole industriali

In occasione di IVS 2022 è stato presentato il nuovo Osservatorio IVS-Prometeia “The oil & gas valve industry in Italy”, realizzato con il contributo dell’ufficio studi di Confindustria Bergamo. Lo studio fotografa lo stato del comparto italiano, che conta 255 imprese (di cui più del 90% è Pmi), 11.400 addetti e un valore della produzione pari a 3.2 miliardi di euro.

Numeri che rendono la filiera delle valvole per l’Oil&Gas un settore ‘core’ del manifatturiero italiano, oltre che una delle eccellenze nascoste del Made in Italy. Quasi 2 valvole su 5 per l’Oil&Gas prodotte in Europa sono italiane. Il nostro Paese è in testa alla graduatoria dei maggiori produttori UE, grazie alla presenza di una filiera completa, sia in termini di prodotti finiti che di componenti e prodotti ausiliari.

In particolare, il territorio di Bergamo rappresenta il fulcro del settore italiano. Entro un raggio di 100 km dalla provincia ha sede un distretto industriale che genera oltre il 90% della produzione nazionale del comparto. Nel 2020 gli investimenti mondiali nel settore dell’Oil&Gas sono calati di circa il 30% e il recupero del 2021 si è espresso a ritmi moderati ma insufficienti a riagganciare i livelli pre-pandemia.

Di conseguenza, anche la domanda mondiale all’importazione di valvole per l’Oil&Gas ha archiviato il 2021 su livelli più contenuti (del 2% circa) rispetto a quelli del 2019. Lo shock del 2020 ha determinato una contrazione del fatturato delle imprese del settore (-11%): un ripiegamento in linea con quello dei competitor internazionali. Tra il 2020 e il 2021, le esportazioni italiane di valvole per il settore energetico sono cresciute a ritmi in linea o più elevati rispetto a quelle dei competitor in oltre il 60% dei top-100 mercati mondiali.

Dal 2015, la Fiera di Bergamo ospita IVS – Industrial Valve Summit, la fiera internazionale dedicata alle valvole industriali e alle tecnologie di flow control. La quarta edizione del Summit si è chiusa con un afflusso finale di 12.000 visitatori, provenienti da più di 60 Paesi in rappresentanza di tutti e cinque i continenti, segnando una partecipazione ancora maggiore rispetto al terzo appuntamento del Summit.

IVS ha ospitato quasi 300 aziende espositrici (+17% rispetto al 2019), provenienti da 12 Paesi: oltre all’Italia, si tratta di Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti d’America, Francia, Corea del Sud, Spagna, Paesi Bassi, Belgio, Sudafrica, Turchia e Repubblica Ceca.

Da record anche le superfici del Summit, che nel 2022 si è sviluppato su 15 mila metri quadrati complessivi, grazie alla creazione di un terzo padiglione. Numeri che raccontano come IVS si sia affermato come un appuntamento imprescindibile per tutta la filiera globale connessa alle valvole industriali e al controllo del flusso.

VALVEcampus è un’associazione di produttori di valvole industriali e componenti per l’industria Oil&Gas e Power Generation. Nata dalla volontà di sei soci di promuovere e diffondere tra i professionisti la cultura tecnica delle valvole industriali, opera come agenzia formativa nelle aree del design, norme tecniche, metallurgia, sistemi di tenuta e componenti ausiliari per valvole industriali. Oggi conta più di 40 associati e ogni anno organizza più di 15 tra corsi di formazione e webinar.

L’Associazione rappresenta da sempre il partner scientifico di riferimento di IVS – Industrial Valve Summit, di cui cura la parte convegnistica. VALVECampus ha come obiettivo la promozione del know-how, della professionalità e del ruolo internazionale che l’Italia ricopre all’interno della filiera con le sue molteplici attività.

Il Valve Industry Think Tank incarna la missione dell’Associazione, in quanto rappresenta un’agorà dove condividere opinioni, novità e aspettative del mercato, in cui è possibile confrontarsi sulle nuove opportunità, sugli scenari e sulle strategie da condividere con tutti gli attori della filiera.

PNRR: nuove misure nel DL, investimenti sostenibili 4.0

Si tratta di aiuti legati a investimenti in tecnologie 4.0, economia circolare e risparmio energetico nell’ambito del DL appena approvato in ordine al PNRR

La misura, chiamata Investimenti sostenibili 4.0, ha l’obiettivo di favorire la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, e superare la contrazione causata dal Covid, anche riorientando la ripresa degli investimenti verso ambiti strategici per la competitività e la crescita sostenibile del sistema economico in ambito PNRR.

La dotazione finanziaria complessiva è pari a euro 677.875.519,57, di cui:

  • 250.207.123,57 euro per le Regioni del Centro-Nord a valere sulle risorse dell’iniziativa “REACT – EU” destinate all’Asse prioritario VI del Programma Operativo Nazionale (PON) “Imprese e competitività” 2014-2020
  • 427.668.396,00 euro per le Regioni del Mezzogiorno.

Una quota pari al 25% della dotazione finanziaria complessiva è destinata ai programmi proposti dalle micro e piccole imprese.

A chi si rivolge

Ecco i requisiti richiesti alle micro, piccole e medie imprese per poter beneficiare degli aiuti. Queste devono:

  • essere regolarmente costituite, iscritte e attive nel registro delle imprese
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali
  • non essere già in difficoltà al 31 dicembre 2019, fatte salve le deroghe previste per le micro e piccole imprese dalla disciplina in materia di aiuti di riferimento
  • trovarsi in regime di contabilità ordinaria e disporre di almeno due bilanci approvati e depositati presso il registro delle imprese ovvero aver presentato, nel caso di imprese individuali e società di persone, almeno due dichiarazioni dei redditi
    essere in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia e urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente ed essere in regola in relazione agli obblighi contributivi
  • aver restituito somme dovute a seguito di provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero
  • non aver effettuato, nei due anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso l’unità produttiva oggetto dell’investimento
  • non trovarsi in una delle situazioni di esclusione previste dall’art. 5, comma 2, del DM 10 febbraio 2022.

Attività economiche ammesse

Gli incentivi vengono riconosciuti per tutte le attività manifatturiere, ad eccezione delle attività connesse ad alcuni settori che subiscono limitazioni derivanti dalla normativa Ue:

  • siderurgia
  • estrazione del carbone
  • costruzione navale
  • fabbricazione delle fibre sintetiche
  • trasporti e relative infrastrutture
  • produzione e distribuzione di energia
  • infrastrutture

Esclusi dagli aiuti anche i programmi d’investimento che non garantiscono il rispetto del principio DNSH (Do No Significant Harm), cioè che “arrecano un danno significativo”.

Sono inoltre ammesse attività di servizi alle imprese.

Cosa finanzia

La misura prevede la concessione di agevolazioni in favore di programmi di investimento proposti da micro, piccole e medie imprese conformi ai principi di tutela ambientale e ad elevato contenuto tecnologico, coerente con il piano Transizione 4.0, con priorità per quelli in grado di offrire un particolare contributo agli obiettivi di sostenibilità definiti dall’Unione europea e per quelli volti, in particolare, a favorire la transizione dell’impresa verso il paradigma dell’economia circolare e a migliorare la sostenibilità energetica dell’impresa.

programmi di investimento devono:

  • prevedere l’utilizzo delle tecnologie abilitanti afferenti al piano Transizione 4.0 e l’ammontare delle spese deve risultare preponderante rispetto al totale dei costi ammissibili del programma
  • essere diretti all’ampliamento della capacità alla diversificazione della produzione, funzionale a ottenere prodotti mai fabbricati in precedenza o al cambiamento fondamentale del processo di produzione di un’unità produttiva esistente o alla realizzazione di una nuova unità produttiva
  • essere realizzati presso un’unità produttiva localizzata nel territorio nazionale
  • rispettare queste soglie di importo delle spese ammissibili:
    – nel caso di programmi di investimento da realizzare nelle Regioni Molise, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna, spese ammissibili non inferiori complessivamente a 500mila euro e non superiori a 3 milioni di euro e, comunque, all’80% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato
    – nel caso di programmi di investimento da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino Alto-Adige, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto, spese ammissibili non inferiori complessivamente a 1 milione di euro e non superiori a 3 milioni di euro e, comunque, all’80% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato
  • essere avviati successivamente alla presentazione della domanda
  • prevedere un termine di ultimazione non successivo a 12 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

Per i programmi caratterizzati da un particolare contenuto di sostenibilità sono previsti specifici criteri di valutazione, che consentono all’impresa proponente di conseguire un punteggio aggiuntivo nell’ambito dell’attività di valutazione dell’istanza prevista per l’accesso alle agevolazioni.

Spese ammesse

Sono ammesse alle agevolazioni le spese che riguardino:

  • macchinari, impianti e attrezzature
  • opere murarie, nei limiti del 40% del totale dei costi ammissibili
  • programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei beni materiali
  • acquisizione di certificazioni ambientali
  • servizi di consulenza diretti alla definizione della diagnosi energetica, nei limiti del 3% dell’importo complessivo delle spese ammissibili e a condizione che l’effettuazione della diagnosi non costituisca un adempimento obbligatorio per l’impresa ai sensi della normativa di riferimento (solo per i progetti di investimento volti al miglioramento della sostenibilità energetica dell’impresa).

Le agevolazioni

Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributo in conto impianti, a copertura di una percentuale nominale massima delle spese ammissibili determinata in funzione del territorio di realizzazione dell’investimento e della dimensione delle imprese beneficiarie.

In particolare:

  • per i programmi di investimento da realizzare nei territori delle Regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, il contributo massimo è pari al 60% delle spese ammissibili per le imprese di micro e piccola dimensione e al 50% per le imprese di media dimensione
  • per i programmi di investimento da realizzare nei territori delle regioni Basilicata, Molise e Sardegna, il contributo massimo è pari al 50% delle spese ammissibili per le imprese di micro e piccola dimensione e al 40% per le imprese di media dimensione
  • per i programmi di investimento da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino Alto-Adige, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto, il contributo massimo è pari al 35% per le imprese di micro e piccola dimensione e al 25% delle spese ammissibili per le imprese di media dimensione.

(a cura della Redazione)

IVS 2022 conclusa con numeri record, appuntamento al 2024

Si è conclusa con numeri da record la quarta edizione di IVS – Industrial Valve Summit, la più importante manifestazione internazionale dedicata alle tecnologie delle valvole industriali e alle soluzioni di flow control, promossa da Confindustria Bergamo e Promoberg, che si è svolta alla Fiera di Bergamo dal 24 al 26 maggio, 12 mila visitatori provenienti da oltre 90 Paesi

Nonostante le limitazioni ai viaggi ancora in vigore in alcune aree del mondo e le delicate evoluzioni che gli scenari globali hanno registrato negli ultimi anni, la quarta edizione del Summit si è chiusa con un afflusso finale di 12.000 visitatori, provenienti da oltre di 90 Paesi in rappresentanza di tutti e cinque i continenti, segnando una partecipazione ancora maggiore rispetto al terzo appuntamento del Summit.

IVS 2022 ha ospitato quasi 300 aziende espositrici (+17% rispetto all’ultima edizione), provenienti da 12 Paesi: oltre all’Italia, si tratta di Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti d’America, Francia, Corea del Sud, Spagna, Paesi Bassi, Belgio, Sudafrica, Turchia e Repubblica Ceca. Da record anche le superfici del Summit, che nel 2022 si è sviluppato su 15 mila metri quadrati complessivi, grazie alla creazione di un terzo padiglione. Numeri che raccontano come IVS si sia affermato come un appuntamento imprescindibile per tutta la filiera globale connessa alle valvole industriali e al controllo del flusso.

La parte convegnistica si è sviluppata in 5 sessioni di conferenze tecniche, altrettanti workshop, un panel di discussione e la tavola rotonda, la prima nel suo genere, che ha esaminato il ruolo dell’idrogeno nel comparto alla luce dei nuovi scenari legati alla decarbonizzazione. Ad aver preso parola sono stati una cinquantina di esperti provenienti da tutto il mondo.

Il Summit ha approfondito le applicazioni delle ultime innovazioni e i temi orientati alla sostenibilità, ad esempio le tecnologie di Carbon Capture and Storage (CSS), il panorama dei biocombustibili, delle bioraffinerie e delle bioenergie.

Nella tre giorni di Bergamo sono stati presentati diversi studi e analisi ed è stato illustrato lo stato dell’arte del settore a livello nazionale e internazionale. In particolare grazie al nuovo Osservatorio Prometeia-IVS “The Oil&Gas valve industry in Italy”, realizzato con il contributo dell’ufficio studi di Confindustria Bergamo, che ha fotografato lo stato di salute del comparto in Italia alla luce dei delicati scenari globali che stanno insistendo. Durante IVS sono stati presentati anche i due studi di settore ICE sui mercati del Brasile e degli Emirati Arabi Uniti.

Grazie alla sinergia con AVR ANIMA, ICE e UNIDO ITPO Italy sono state accompagnate in Fiera delegazioni provenienti da più di 20 Paesi, che hanno avuto l’opportunità di interfacciarsi con gli operatori della filiera dell’Oil&Gas presenti in fiera dando vita a momenti di confronto e ad attività di matchmaking. A IVS hanno partecipato anche più di 100 tra decisori, tecnici e responsabili degli end user e delle società di Engineering, Procurement and Construction. Nel dettaglio, sono state messe a disposizione delle aree dedicate agli incontri B2B.

«L’edizione 2022 di Industrial Valve Summit – sottolinea Stefano Scaglia, Presidente di Confindustria Bergamo – ha confermato ulteriormente l’importanza di una manifestazione nata dalla virtuosa collaborazione fra le aziende del territorio e fortemente sostenuta dall’Associazione. IVS in questi anni si è molto consolidata, nonostante lo stop dovuto alla pandemia, evidenziando tutte le potenzialità di un approccio attento alla filiera, grazie al quale valorizzare a livello internazionale un distretto di eccellenza».

«Siamo molto contenti di questo risultato tutt’altro che scontato, viste le turbolenze che hanno caratterizzato gli ultimi anni – commenta Fabio Sannino, Presidente di Promoberg -. Ottima la risposta da parte di operatori, buyer e delegazioni straniere, che hanno avuto modo di sviluppare rapporti commerciali e occasioni di business nelle migliori condizioni. Le migliaia di persone coinvolte da IVS hanno potuto conoscere Bergamo anche in chiave turistica, con conseguenti ricadute molto positive per la filiera dell’accoglienza e per la promozione del nostro territorio a livello internazionale».

«La grande partecipazione al programma tecnico-scientifico di IVS è l’indicatore che certifica la qualità dei contenuti proposti – commenta Francesco Apuzzo, Presidente di Valve Campus -. Siamo soddisfatti perché il mondo produttivo che si è riunito al Summit ha alimentato l’insieme di pratiche e di competenze condivise tra gli attori della filiera, contribuendo a valorizzare la visibilità e la reputazione della manifestazione. Un elemento che eleva l’importanza dei numeri raggiunti».

Gli organizzatori della manifestazione hanno comunicato che la quinta edizione di IVS si svolgerà presso la Fiera di Bergamo il 15 e 16 maggio 2024.

Industrial Valve Summit, valvole industriali e flow control in mostra

Un mese circa alla partenza della quarta edizione di IVS Industrial Valve Summit, il più importante evento internazionale dedicato alle tecnologie delle valvole industriali e alle soluzioni di flow control

Industrial Valve Summit, promosso da Confindustria Bergamo e Promoberg, si svolgerà a Bergamo il 25 e 26 maggio.

Trecento espositori attesi da 12 Paesi in rappresentanza di 4 Continenti, nello spazio più ampio mai offerto dagli organizzatori della fiera. Questi i numeri importanti attesi in fiera.

Il programma della parte convegnistica del Summit, ha già raccolto un numero record di contributi scientifici e offre un ricco palinsesto di conferenze scientifiche, momenti di confronto e incontri tecnici.

IVS introduce quest’anno un calendario di workshop, laboratori e panel complementari alle cinque sessioni tematiche.

Il grande fermento generato dalla transizione energetica è sotto la lente d’ingrandimento del comparto. In primo piano le sfide dell’idrogeno, che necessita di nuove infrastrutture per il trasporto e la distribuzione.

L’appuntamento di apertura, in programma il 24 maggio, sarà la tavola rotonda, prima nel suo genere, che esaminerà proprio il ruolo dell’idrogeno nei nuovi scenari legati alla decarbonizzazione.

I convegni discuteranno anche le nuove applicazioni delle ultime innovazioni, ad esempio, della manifattura additiva e delle tecnologie di Carbon Capture and Storage (CSS), ossia il confinamento geologico della CO2.

IVS rappresenta una vetrina per discutere il cambiamento e analizzare le direzioni verso cui il mercato è indirizzato, soprattutto nell’attuale contesto di profondo cambiamento.

Nel 2020 gli investimenti mondiali nel settore dell’oil & gas sono calati di circa il 30% e il recupero del 2021 si è espresso a ritmi moderati, ma insufficienti a riagganciare i livelli pre-pandemia.

Ne è conseguita una contrazione del fatturato delle imprese del settore (-11%), ma già nel 2021 l’export italiano è cresciuto a ritmi in linea (o più elevati) rispetto a quello dei competitor in oltre il 60% dei top-100 mercati mondiali.

Questi numeri emergono dall’Osservatorio IVS-Prometeia The oil & gas valve industry in Italy”, che sarà presentato integralmente durante il convegno di apertura del Summit.

La ricerca fotografa lo stato del comparto italiano, che conta 255 imprese, 11.400 addetti e un valore della produzione pari a 3,2 miliardi di euro.

L’Italia è in testa alla graduatoria dei produttori UE: quasi 2 valvole su 5 per l’oil & gas prodotte in Europa sono italiane. In particolare, entro un raggio di 100 km dalla Provincia di Bergamo ha sede un distretto industriale che genera oltre il 90% della produzione nazionale del comparto.

www.industrialvalvesummit.com

Mobilità a idrogeno, partnership tra Eni e Air Liquide

Eni e Air Liquide hanno siglato una partnership per investire nello sviluppo delle infrastrutture necessarie a consentire l’espansione della mobilità a idrogeno in Italia

Obiettivo principale sarà quello di favorire lo sviluppo sostenibile di una estesa rete di stazioni di rifornimento di idrogeno in Italia.

La collaborazione includerà uno studio di fattibilità e sostenibilità per lo sviluppo della filiera dell’idrogeno low-carbon e rinnovabile a supporto del mercato dei veicoli a celle a combustibile per la mobilità pesante e leggera.

“A inizio 2022 Eni aprirà la prima stazione di rifornimento idrogeno in Italia in ambito urbano a Mestre (Venezia), cui seguirà la seconda a San Donato Milanese.

Grazie all’accordo con Air Liquide, si rafforza la collaborazione tra operatori del settore per una ancora maggiore efficienza nel percorso verso la transizione energetica” afferma il direttore generale Energy Solution di Eni, Giuseppe Ricci. “Decarbonizzare il settore dei trasporti è un’importante sfida della transizione energetica.

L’implementazione di una rete di stazioni di rifornimento di idrogeno è una pietra miliare fondamentale lungo questo percorso” conclude Pascal Vinet, senior vice president e membro del Comitato Esecutivo del Gruppo Air Liquide.

Idrogeno: le aziende credono in una crescita esponenziale del settore in pochi anni

Dalle anticipazioni dell’Osservatorio H2IT sul settore dell’Idrogeno, emerge che le aziende parte di H2IT, l’associazione italiana idrogeno e celle a combustibile, credono in una crescita esponenziale in pochi anni. Il 69% di queste aziende prevede di chiudere l’anno con il segno più

Per 1 azienda su 3 il giro d’affari del settore raddoppierà entro il 2023. Ricavi e occupazione cresceranno ma ci sono ancora tanti ostacoli. Per il 92% del campione è ancora difficile reperire personale qualificato.

Centrale nel PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e nel Green Deal europeo, all’idrogeno viene dato sempre più peso come attore chiave per la transizione energetica. Italia ed Europa lavorano allo sviluppo di una filiera forte, che contribuirebbe a decarbonizzare tanti settori, dall’industria ai trasporti, dalla produzione di energia all’ambito residenziale.

Lo sanno bene gli oltre 90 soci di H2IT, l’associazione italiana idrogeno e celle a combustibile che ha presentato un’anticipazione dell’Osservatorio H2IT sul settore idrogeno in Italia. L’indagine è stata svolta proprio sui soci di H2IT, che rappresentano tutta la catena del valore dell’idrogeno dalla produzione fino agli usi finali. Ne emerge un quadro ottimista specialmente per il futuro prossimo, con le aziende che hanno ben chiari ostacoli e possibili soluzioni.

Il 2020 è stato un anno complicato per tanti comparti. Le aziende socie di H2IT hanno però dimostrato un alto livello di resilienza: per il 60%, il fatturato del 2020 relativo alle sole attività idrogeno rispetto al 2019 è rimasto stabile, e per circa 1 su 3 (29%) è addirittura aumentato.

Industria, il comparto più promettente per l’idrogeno

Se si guarda alle aspettative per fine 2021 i dati sono ancora più incoraggianti. Ben il 69% prevede un incremento nel giro d’affari, a dimostrazione della forte spinta sull’acceleratore che tutto il sistema Italia, compresa la filiera idrogeno stessa, sta imprimendo al settore.

Al di là di come immaginano il futuro della loro azienda, le imprese parte del grande network di H2IT sono particolarmente ottimiste quando si parla più in generale dell’intero settore idrogeno. Tutte si aspettano una forte crescita, con il 30% che da qui a tre anni crede in un giro d’affari in aumento di oltre il 100%. È l’industria il comparto indicato come il più promettente per l’idrogeno (87%), seguito dai trasporti (76%) e da logistica/infrastrutture (43%).

Sul fronte occupazionale, serve più personale qualificato

Una crescita che può potenzialmente generare una rivoluzione occupazionale. Dal PNRR sono stati stanziati, infatti, 3,2 miliardi di euro, per un giro d’affari che entro il 2050 potrebbe impattare per 40 miliardi di euro sul Pil e creare ben 500mila nuovi posti di lavoro (fonte dati: H2 Italy 2050, di Snam e The European House-Ambrosetti, 2020).

Le previsioni sull’occupazione sono molto positive (il 14% immagina un boom del +500% da qui al 2023), ma si scontrano con la realtà attuale: per il 92% del campione è ancora difficile trovare personale qualificato.

Stimolare il sistema a fare di più per la formazione e favorire la nascita di nuove idee diventa un imperativo categorico. Proprio per questo H2IT ha di recente avviato, in collaborazione con Intesa Sanpaolo Innovation CenterInnovahy, un’iniziativa volta a favorire il percorso di sviluppo di pmi innovative e startup del settore idrogeno.

Quali strategie per lo sviluppo della filiera Idrogeno

Passiamo alle criticità riscontrate dalle aziende. Preoccupa l’assenza di un quadro normativo chiaro, punto sul quale H2IT ha insistito molto anche con le istituzioni con il report “Strumenti di Supporto al Settore Idrogeno. Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia”, i cui punti salienti sono stati presentati in un’audizione alla Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame del PNRR (Proposta di piano nazionale di ripresa e resilienza).

Le aziende sono consapevoli che ancora il mercato è poco maturo ma si aspettano uno sforzo in più dalle Istituzioni specialmente sul fronte della burocrazia e dei finanziamenti pubblici, e una diminuzione dei costi delle tecnologie grazie a ricerca e sviluppo.

Le attese verso il mondo della politica sono certamente alte, ma le aziende riconoscono l’impegno del Governo. Poco più della metà del campione (51%) esprime un giudizio positivo sulla strategia avviata dello Stato, con il 31% che non si sbilancia né in positivo né in negativo.

Ma quali sono le misure necessarie per lo sviluppo della filiera? L’80% delle aziende risponde che servono più investimenti, ma sono comunque in tanti a credere che occorrano maggiore apertura dal sistema finanziariopiù sensibilizzazione dell’opinione pubblica e più offerta di formazione.

“L’ottimismo che emerge dall’analisi dei dati aggregati delle previsioni delle aziende socie di H2IT è il risultato di segnali finalmente più forti, che però non bastano da soli a fare decollare un mercato”, ha commentato Alberto Dossi, Presidente di H2IT. “Serve una strategia ben definita per lo sviluppo del settore che abiliti gli investimenti, con un quadro normativo chiaro e riforme volte a supportare l’adozione delle tecnologie idrogeno in Italia”.