VEGA: Digitalizzazione e soluzioni su misura per i clienti

vegatruck

VEGA Italia ha sfruttato il maggiore tempo a disposizione per avvicinarsi ai clienti con nuovi progetti di comunicazione e digitalizzazione e per sviluppare soluzioni tecnologiche sempre più personalizzate

I settori chimico-farmaceutico e alimentare – che rappresentano importanti campi di applicazione dei prodotti VEGA – sono stati quelli che meglio hanno resistito durante il periodo del lockdown causato dall’emergenza Covid.

Mesi di incertezza e di difficoltà contingenti che l’azienda tedesca ha deciso di affrontare in un modo che fosse il più possibile mirato alla comunicazione con i propri dipendenti e i propri clienti. Una comunicazione limpida e attenta alla salute delle persone, prima ancora che al business. Questo tipo di attenzione ha permesso a VEGA Italia di implementare la strategia web.

Daniele Romano, Marketing Manager and Business Development Manager VEGA Italia ha spiegato come possa essere stata un’esperienza positiva quella di lavorare in VEGA durante un periodo così complicato.

Durante il lockdown VEGA ha attivato nuovi modi di comunicare spingendo sui canali digitali e potenziando le forme di comunicazione, anche in termini di investimento, a partire dallo sfruttamento di nuove modalità di webinar.

Questi ultimi sono stati dedicati alla comunicazione interna per il primo periodo e si sono rivelati uno strumento ottimale per stare insieme e rivedersi, oltre che uno spazio per gli incontri di formazione: il risultato è stato più che positivo, c’è stata una forte partecipazione; successivamente abbiamo attivato lo stesso modello di comunicazione anche verso l’esterno.

In verità, a differenza di altri competitor, c’è stata maggiore cautela ad attivare i webinar, riservando del tempo per decidere quale impronta dare a questi incontri on line. Alla fine, si è optato per due tipi, entrambi con demo live. Il primo chiamato “one to one”: interessante perché con gli oggetti disponibili a casa, i tecnici di VEGA ITALIA hanno simulato al meglio le condizioni di processo (sporcizia, disturbi ecc.), una vera e propria opportunità di formazione che ha permesso all’azienda di realizzare circa 170 incontri. Il secondo tipo di webinar ha riguardato invece i “live-demo”, con dimostrazioni dal vivo che utilizzano modelli funzionanti di simulazione (per esempio la stazione di pompaggio per le acque, la presenza di gas) che accompagnavano le slides in maniera estremamente interattiva. Si tratta di strumenti digitali che VEGA ha intenzione di continuare a utilizzare.

Potenziamento degli strumenti di comunicazione on line

VEGA aveva già l’intenzione – ma era sempre mancato il tempo – per dedicarsi in maniera efficace a questo progetto. Adesso invece è stato implementato e l’azienda sta investendo molto, soprattutto nella comunicazione video. Soprattutto attrezzandosi con telecamere e strumenti per il video mix e creando una linea web dedicata.

In generale il reparto farmaceutico e quello chimico stanno vivendo un buon periodo, così come il settore alimentare che vuol dire agrifood, mangimifici e tutta la catena che parte dalla raccolta della materia prima e dalla sua trasformazione per arrivare alla distribuzione del prodotto finito. Le aziende credono che il loro mercato continuerà a crescere e non scordiamoci che l’Italia rappresenta un grande paese industriale.

L’epidemia non ha rallentato la conclusione di progetti in corso

I mesi di Maggio e Giugno sono stati mesi scarichi di progetti, tuttavia VEGA ha visto che a Luglio sono ripartiti e l’aspettativa è sempre stata lo sblocco delle commesse in sospeso.

I progetti quindi sono rimasti in stand-by, ma poi s’è avvertito un cambiamento in positivo. Il vero problema, secondo Romano, non è legato soltanto all’Italia ma al rapporto con l’estero. Come sede italiana sono molto legati all’esportazione di macchine made in Italy, ma molte aziende hanno avuto difficoltà a vendere i loro impianti oltre i confini nazionali, fatto che, di conseguenza, crea molta preoccupazione.

Anche sul fronte del ‘food’ VEGA ha una forte incidenza sul mercato estero ed extraeuropeo, speriamo quindi che questo squilibrio rientri presto e che i clienti riprendano un ritmo normale.

Com’è cambiato in questi mesi il contatto con partner e clienti?

Per il proprio business secondo VEGA è importante incontrarsi, vedere gli impianti, le macchine. Per esempio, c’era in programma un mese di tour a bordo del VEGATRUCK, un truck espositivo, con modelli funzionanti e sala training. Questa sala espositiva mobile, itinerante in tutta Europa, è l’occasione per scoprire da vicino la tecnologia di misura VEGA, incontrare i tecnici sul posto e/o organizzare dei mini training specifici.

In genere viene organizzato ogni due anni. Quest’anno ci sono stati evidentemente molti dubbi ma alla fine si è deciso di attivarlo dopo aver sondato la disponibilità delle aziende a partecipare. Così, dal 28 settembre al 20 ottobre ci siamo organizzati per girare il Nord Italia, per un numero limitato di aziende.

Ci sono altre iniziative o progetti recenti che VEGA realizzerà a breve…..

Il progetto del sensore AURA sta andando avanti. Il lancio ufficiale è partito ad ottobre, come pure la commercializzazione. In quest’ottica VEGA sta lavorando in tante direzioni perché è un progetto che non è solo industriale. Si sta lavorando in collaborazione con l’Osservatorio Smart Agrifood del Politecnico di Milano per portare avanti dei business case in grado di valutare quale sia l’impatto, in una catena alimentare che va dal mangimificio al produttore, dato dall’utilizzo di una tecnologia IoT come AURA. Vengono eseguiti i primi test di campo. Si tratta di un processo alquanto lungo, trattandosi non solo del prodotto in sé, ma anche di un modo diverso di prendere la misura da parte dei clienti. Non è un mercato nuovo ma sicuramente è un modo alternativo di approcciarsi alla misurazione.

In ambito farmaceutico VEGA è riuscita a portare avanti forniture importanti di decine di misuratori di livello in aziende del comparto. A queste si aggiungono altre attività che sono state vincenti grazie alla maggiore disponibilità di tempo. L’azienda ha dedicato molto tempo ai clienti studiando installazioni e soluzioni dedicate che si combinassero al meglio con le loro necessità. Per questo il tempo è stato fondamentale: ha permesso di dare la giusta consulenza alle aziende consentendo loro di personalizzare al meglio il sensore da abbinare alle diverse tipologie di macchinari, in applicazioni e situazioni difficili.

È interessante vedere come i settori che sembravano fermi, in realtà stiano investendo: raffinerie, aziende di prodotti chimici pesanti con impianti – e dunque necessità di manutenzione e d’aggiornamento – che vanno avanti.

SPECIALE LAB & CHEM WEB EDITION 2020 NORMACHEM: risolvere problemi chimico regolatori mantenendo business continuity

www.normachem.it

Specializzati nel fornire soluzioni di compliance chimico regolatoria per le aziende di tutto il mondo, assicurando la business continuity

L’ obiettivo di NORMACHEM https://www.normachem.it è quello di aiutare le aziende di qualsiasi settore industriale negli adempimenti normativi, riuscendo a convertire i diversi obblighi di legge in migliore competitività aziendale.

Partiamo dal “bisogno” per attivare il cambiamento.

Perché la chimica ci circonda, è ovunque attorno a noi: governa le innovazioni e le tecnologie più avanzate essendo essa stessa chiave dell’evoluzione e del cambiamento.

Per questo motivo dev’essere correttamente gestita e controllata, per garantire così il futuro dell’uomo e del mondo.

Questo è lo scopo di Normachem ma anche una precisa responsabilità  per garantire il futuro di tutti fornendo soluzioni ai problemi chimico regolatori focalizzandoci nel mantenere la business continuity dei nostri clienti.

Viene messa in campo tutta l’esperienza maturata e composta soprattutto da persone competenti e costantemente aggiornate in grado di conoscere i principi capaci di governare la chimica e le leggi che la disciplinano.

Normachem consiglia formule, processi e buone pratiche per garantire ai clienti la miglior soluzione nel mercato di domani.

Perché il cambiamento è la chiave del futuro. E per cambiare il mondo, è necessario conoscere le regole che lo muovono.

CHI E’ NORMACHEM

NORMACHEM è una società di consulenza che si occupa di valutazione del rischio chimico, REACH, CLP, ADR, salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, ambiente e normative di prodotto.

Normachem ha maturato la propria esperienza a fianco di aziende, enti di ricerca e istituzioni nazionali e internazionali, coniugando così l’aspetto di ricerca ed approfondimento normativo con l’applicazione in ambito produttivo delle disposizioni legislative.

SPECIALE LAB&CHEMICAL WEB EDITION 2020 Angelantoni Life Science: un nome, una storia

1) Camera per prove di stabilità

Camera per prove di stabilità

Quando nel 1932 Giuseppe Angelantoni iniziò la sua attività nella tecnica del freddo probabilmente non immaginava che, dopo molti anni, il suo solo cognome potesse essere sinonimo di “ingegneria del freddo”

La sua geniale opera è passata attraverso significative applicazioni tecnologiche del freddo, alcune coperte da brevetti, quali: la prima camera di prova a -60°C nel 1954; il primo sistema autonomo a bordo di veicoli per il trasporto derrate alimentari

nel 1956; il primo congelatore in Europa a -104°C nel 1961 con raffreddamento meccanico, senza LN2.

La storia della sua vita coincide con quella delle aziende nate dalla sua feconda attività, che oggi si articolano in 3 campi di attività che fanno capo ad Angelantoni Industrie (Holding).

1)Apparecchiature e impianti frigoriferi per ospedali, università,

laboratori di ricerca e industria chimico-farmaceutica

(Angelantoni Life Science – ALS);

2) Camere per simulazione ambientale e tecnologie di coating a

film sottile (Angelantoni Test Technologies – ATT e Kenosistec);

3) Energie rinnovabili ed efficienza energetica (Archimede Solar

Energy e Turboalgor).

…una realtà, un futuro



   Smartfreezer-evo: sistema completamente automatizzato per la conservazione dei campioni a temperatura criogenica
 

Il sistema di qualità della Angelantoni Industrie è certificato secondo le norme UNI EN ISO 9001, ISO 14001, ISO 13485.

L’attività della tecnologia del freddo può essere applicata a vari settori industriali, in particolare nell’industria farmaceutica. In questo settore i processi rappresentano sfide tecnologiche per le bassissime temperature in gioco e le conseguenti scelte progettuali, unitamente all’esigenza di estrema affidabilità per la criticità del valore dei processi stessi.

Angelantoni Life Science ha raccolto l’eredità della Divisione AG di Milano, accorpata oggi nella sede di Massa Martana, ricevendone l’esperienza maturata in oltre ottant’anni di lavoro con relative competenze sviluppate.

ALS è quindi in grado di offrire le migliori soluzioni con un elevato grado di affidabilità dimostrato dalle innumerevoli referenze con le maggiori società nazionali ed internazionali del settore.

SPECIALE LAB&CHEMICAL WEB EDITION POLISYSTEM INFORMATICA: “ActiveLIMS©”: il nuovo Smart Web LIMS da laboratorio

www.polinfo.it

“ActiveLIMS©” è il nuovo LIMS-WEB di Polisystem Informatica srl, “nativo” ma, soprattutto, Innovativo ed User friendly, progettato per soddisfare le esigenze di qualunque tipologia di laboratorio

Lab. c/to terzi, Lab. CQ produzione, Aziende di servizio pubblico, Lab. di ricerca, quali che siano le Prove da eseguire (Ambiente, Alimenti, Materiali, Farmaci-Cosmetici, Chimica Ind., Biotecnologie).

È un LIMS efficiente e veloce, con un elevato livello di configurabilità. È dotato di una Dashboard funzionale configurabile, è Proattivo (propone attività da svolgere in base alla mansione) ed è caratterizzato da Wizards che guidano l’utente; è Adattivo grazie al workflow configurabile, alle schermate di accesso differenziate per singolo utente ed al suo sistema multilingua (con terminologia personalizzabile).

Il punto di forza è sicuramente l’elevata dinamicità della User Interface, caratterizzata da schede video a sezioni, colonne configurabili, dialog box, criteri di selezione memorizzabili su n campi in and/or, wizards, Homepage di controllo attività, il tutto per una “SMART USER INTERFACE”.

“ActiveLIMS© è stato progettato per conciliare dinamicità ed elevata Sicurezza nel controllo dell’Integrità dei Dati: Log ed Audit trail configurabili e consultabili, doppio sistema d’identificazione, verifica dell’integrità dei documenti, definizione dei ruoli e della lista utenti, gestione delle sessioni utente.

“ActiveLIMS© è conforme alle Normative (UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2018, FDA CFR 21 Part 11, EU Annex 11, GLP, GMP, GAMP) ed è accompagnato da un Validation Kit con DataBase-Test registrati e Matrici di Correlazione tra Normative e Funzioni del LIMS.

Ambiente di sviluppo è JAVA, Multi DataBase (Oracle, SQL Server, PostgreSQL), Framework di sviluppo di tipo R.I.A., EclipseLink, supporto Web-services.

“ActiveLIMS© si propone come nuovo riferimento nel mercato dei LIMS di fascia medio-alta, ma la sua facilità d’uso lo rende adatto anche ai Laboratori più piccoli.

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SPECIALE LAB&CHEMICAL WEB EDITION TESTO:Misura dei parametri ambientali nei laboratori e nelle clean room

testo 400 lab kit

Testo presenta la nuova generazione di strumenti per la misura dei parametri ambientali: il nuovo testo 400 è lo strumento universale per misurare tutti i parametri ambientali caratterizzato da una tecnologia smart, da rapidi tempi di accensione e dalla massima facilità d’uso

Con lo strumento testo 400, Testo amplia in modo intelligente la sua gamma di tecnologie di misura per tutte le applicazioni che ruotano intorno alla portata volumetrica, alla pressione e al livello di comfort. Lo strumento universale testo 400 non solo è più smart, più veloce e migliore, ma si integra senza soluzione di continuità nell’ampia gamma di strumenti per la misura dei parametri ambientali firmati Testo: la gamma di sonde per il nuovo strumento di misura è la più ampia disponibile sul mercato. Lo strumento testo 400 stesso offre funzioni innovative e guidate che rendono il lavoro più facile a chi lo usa e permettono non solo una misura sicura secondo quanto richiesto dalla norma, ma anche una documentazione completa delle misure eseguite.

Misura di pressione differenziale

Altissima precisione per le misure di pressione differenziale grazie al sensore integrato con risoluzione di 0,1 Pa e precisione 0,3 Pa per misure anche secondo norma ISO 14644

Misura nelle cappe a flusso laminare

Sonde di umidità e portata ultra-precise progettate appositamente per misure nelle cappe da laboratorio e all’interno delle camere bianche. Per misure anche secondo la norma EN 14175-3/4

Misura di portata ai filtri e nei condotti di ventilazione

Fare le misure di portata nei condotti di ventilazione e ai filtri secondo le norme EN ISO 12599 e ASHRAE 111 non è stato mai così facile e veloce grazie alle misure assistite e alla disponibilità di sonde a filo caldo e con elica ultra-precise.

Misura di temperatura ad altissima precisione

Ideale anche come strumento campione di seconda linea, la nuova sonda di temperatura ha precisione di 0,05°C e risoluzione di 1/1000 di grado. Utilizzata con la funzione “zero errore”, è possibile inserire i dati del certificato di taratura per migliorare l’accuratezza di misura.

Lo strumento universale testo 400 e i kit per misurare il livello di comfort e la portata volumetrica sono disponibili da oggi presso i distributori Testo o direttamente presso Testo: www.testo.it

Contatto:

Testo SpA – 02/335191 – info@testo.it

Evento Digitale: LAB& CHEMICAL WEB EDITION, 14 OTTOBRE 2020

ISCRIVETEVI GRATUITAMENTE all’Evento Digitale del 14 ottobre alle 14.30 dedicato alla chimica farmaceutica, laboratorio, analisi, biotech, life sciences, cleaning room all’indirizzo mail promozione@progettoindustria.com

Nel panorama del mercato italiano, l’industria chimica-farmaceutica (e tutto il relativo indotto) è tra quelle che meno hanno risentito del blocco forzato causato dall’emergenza Covid-19, tenendo forte la presa sui numeri di fatturato e produzione e assicurando così un’efficiente continuità operativa, essendo tra le imprese considerate essenziali.

In questo processo di “nuova normalità” l’evoluzione digitale e tecnologica riveste un ruolo di sempre maggiore importanza.

www.progettoindustria.com desidera dare risalto al settore della chimica e farmaceutica e del laboratorio di analisi/analisi di processo, in tutte le sue declinazioni e applicazioni con questo EVENTO DIGITALE.

Per questo, abbiamo deciso di organizzare

“SPECIALE LAB&CHEMICAL WEB EDITION 2020”

in programma mercoledì 14 ottobre 2020, dalle 14.30

un Evento che vuole essere incontro e confronto delle AZIENDE, per fare il punto della situazione sul settore attraverso le loro esperienze e le loro novità in tema di applicazioni, soluzioni, strategie, prodotti, servizi e tecnologie.

“SPECIALE LAB&CHEMICAL WEB EDITION 2020” si svolgerà on line attraverso la presentazione mirata e la condivisione in networking su piattaforma ZOOM, e diffusa anche tramite il canale YouTube dedicato e i profili social, in particolare Linkedin, che conta una Community qualificata di circa 3.000 contatti.

Si parlerà perciò di temi attuali e interessanti nell’ambito chimico-farmaceutico e in primo piano saranno:

Chimica – Farmaceutica

CLP – REACH

Affari Regolatori

Laboratorio

Cleaning Room

Ricerca/Life Sciences

Biotecnologie e Nanotecnologie

LIMS

Strumentazione e Tecnologie

Bioprocessing Equipment

Biosicurezza e biocontenimento

Arredi e Cappe

Prodotti e Reagenti

PRE-REGISTRAZIONE GRATUITA, INFO E PROGRAMMA ALL’INDIRIZZO MAIL

promozione@progettoindustria.com

Oppure

comunicazione@progettoindustria.com

L’ intelligenza artificiale sempre più utile all’healthcare

intelligenza artificiale healthcare

Il rapporto realizzato da Eit health e Mckinsey & Company, dal titolo “Transforming Healthcare with Ai: the impact on the workface and organizations”conferma la necessità delle competenze dell’intelligenza artificiale nel settore Healthcare

Lo studio ha evidenziato la necessità di attrarre, educare e formare una generazione di professionisti della sanità con una approfondita conoscenza dei dati, migliorando al contempo le competenze della forza lavoro attuale, per poter sfruttare appieno il potenziale di trasformazione dell’intelligenza artificiale.

 

Cosa dice l’Europa

D’altra parte secondo la European skills agenda (il documento presentato lo scorso 1 luglio dalla Commissione Europea, per migliorare la competitività sostenibile e garantire l’equità sociale), a oggi almeno l’85% dei posti di lavoro richiede un livello minimo di competenze digitali.

Nel 2019 solo il 56% degli adulti possedeva le competenze digitali di base.

Mentre tra il 2005 e il 2006, il 40% dei nuovi posti di lavoro erano in settori di alta intensità digitale.

Secondo lo studio di Eit & Mckinsey, le competenze digitali di base, la scienza biomedica e dei dati, l’analisi dei dati e i fondamenti della genomica saranno fondamentali, in vista dell’ingresso dell’intelligenza artificiale e del machine learning nel settore dei servizi sanitari.

 “Queste materie sono raramente insegnate in modo sistematico insieme alle scienze cliniche tradizionali. E così, incolpevolmente, il personale sanitario di oggi non è ancora pronto per l’adozione dell’Ai.

L’Europa è all’avanguardia nell’innovazione sanitaria e stiamo assistendo alla creazione di un numero crescente di soluzioni di Ai tangibili, di impatto e promettenti. Tuttavia dobbiamo coniugare lo sviluppo di nuove tecnologie, in grado di alleviare parte della pressione sui servizi sanitari, con la capacità di integrarle nell’erogazione delle cure. Ora è il momento di colmare queste lacune, in modo che l’Europa non rimanga indietro nell’applicazione dell’Ai” – ha dichiarato Jorge Fernández García, Direttore Innovazione di Eit Health e co-autore del rapporto.

 

 

 

Le professioni sanitarie che hanno più bisogno di competenze Ai

Attualmente la diagnostica è l’applicazione principale dell’Ai nell’ambito del settore sanitario.

Tuttavia, nei prossimi 5/10 anni, gli operatori sanitari si aspettano che il processo decisionale clinico sia al primo posto nella lista delle applicazioni secondo il sondaggio dell’EIT Health e McKinsey & Company, che ha coinvolto 175 persone in prima linea nella fornitura di assistenza sanitaria, inclusi 62 decisori intervistati.

Gli autori del rapporto sottolineano che non solo è necessario attrarre, formare e trattenere un numero crescente di professionisti sanitari, ma si deve anche garantire che il loro tempo sia impiegato dove ha maggior valore aggiunto, ovvero nella cura dei pazienti.

Il ruolo dell’Artificial Intelligence

Basandosi sull’automazione, riporta una nota delle due società, l’intelligenza artificiale può rivoluzionare l’assistenza sanitaria. In che modo?

Contribuendo a migliorare la vita quotidiana degli operatori sanitari, permettendo loro di concentrarsi maggiormente sull’interpretazione delle immagini e quindi su come lavorare con i pazienti e i team clinici per personalizzare e migliorare ulteriormente l’assistenza.

L’intelligenza artificiale, inoltre, può migliorare la velocità della diagnostica e, in molti casi, anche la loro accuratezza.

Oltre all’aggiornamento delle competenze, un’altra esigenza identificata come fondamentale dai partecipanti allo studio è la maggiore partecipazione degli operatori sanitari nelle prime fasi dello sviluppo dell’IA.

Attualmente il 44% degli intervistati, selezionato per l’interesse negli ambiti dell’innovazione sanitaria e dell’IA, non è mai stato coinvolto nello sviluppo o nella diffusione di una soluzione di IA.

“L’Ai ha un enorme potenziale per migliorare la produttività e l’efficienza dei sistemi sanitari e renderli più sostenibili ma, cosa ancora più importante, ha il potenziale per fornire migliori risultati sanitari ai pazienti.

Può farlo in molti modi, dallo sviluppo di un maggior numero di cure preventive, alla possibilità per gli operatori sanitari di dedicare più tempo alla cura diretta dei pazienti.

Questo rapporto congiunto vuole essere una guida per i responsabili dei processi decisionali, in modo che possano definire le loro aspirazioni rispetto all’IA e sviluppare e implementare il giusto approccio per la loro organizzazione o il loro sistema sanitario” – ha commentato Angela Spatharou, Partner di McKinsey & Company, e co-autore del rapporto.

La sicurezza nel laboratorio biomedico

cappa biosicurezza

In merito alla prevenzione del contagio del virus Sars-CoV-2, gli operatori sanitari e i tecnici di laboratorio biomedico sono tra i lavoratori maggiormente esposti al rischio biologico del nuovo coronavirus

In particolare, i tecnici del laboratorio biomedico sono regolati attraverso una serie di raccomandazioni pubblicate dalla Società scientifica Italiana dei tecnici di laboratorio biomedico ( S.I.T.La.B.) e dal titolo “DPI nelle linee guida ISPESL e raccomandazioni ISS e WHO per il contenimento della trasmissione di COVID-19 per il Tecnico di Laboratorio Biomedico”.

I dispositivi previsti per il tecnico di laboratorio

Il documento – curato da S.Stanziale, A.G. Bianculli, A. Magaldi e S.A. Distefano – si sofferma sulle linee guida di contenimento della diffusione del virus tra i Tecnici di laboratorio che manipolano campioni respiratori emanate dalla World Health Organization (WHO) il 27 Febbraio 2020.

In questa data la WHO ha emanato linee guida sull’utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale DPI da COVID-19 per ridurre il contagio tra gli operatori della sanità.

Si indica che i DPI devono essere utilizzati “in base al rischio di esposizione (per esempio tipo di attività) e la dinamica di trasmissione del patogeno (ad es. contatto o aerosol). Bisogna considerare anche un uso eccessivo di DPI quale un grave impatto sulla carenza di approvvigionamento”.

In particolare i DPI previsti per il Tecnico di Laboratorio che manipola campioni respiratori sono:

  • Mascherina: “le mascherine di tipo N95, FFP2 o equivalenti, sono utilizzate durante le emergenze sanitarie che coinvolgono le vie respiratorie. È dimostrato che le mascherine mantengono la loro protezione se utilizzate per periodi prolungati. Tuttavia, non si dovrebbe superare il tempo massimo di 4 ore per mascherina”;
  • Camice impermeabile: per le procedure che generano aerosol gli operatori sanitari dovrebbero usare mascherine, occhiali, guanti e camice. Un sovra camice dovrebbe anche essere usato se il camice vero e proprio non è resistente ai fluidi”.
  • Guanti: è importante sottolineare che l’uso di guanti non sostituisce la necessità di un’igiene delle mani adeguata, che dovrebbe essere eseguita frequentemente con una soluzione alcolica almeno al 70%.
  • Occhiali: per la protezione degli occhi dalla manipolazione di campioni respiratori”.

Il biocontenimento e i livelli di biosicurezza

Le raccomandazioni si soffermano poi sulle Linee guida Ispesl su base WHO e si indica che il Manuale di Biosicurezza emanato dalla WHO “viene costantemente aggiornato in materia di biosicurezza e di sicurezza in generale al fine di sviluppare codici procedurali e gestionali a livello internazionale”.

 Il documento ricorda il significato di vari termini:

  • Biosicurezza “è il termine per descrivere norme, tecnologie e pratiche di contenimento che sono realizzate per prevenire esposizioni involontarie o fuoriuscite accidentali di agenti patogeni e tossine”.
  • Bioprotezione, invece, si riferisce “a misure di sicurezza istituzionali e personali elaborate per prevenire perdite, furti, usi scorretti, fuoriuscite accidentali o intenzionali di patogeni o tossine”.
  • Biocontenimento “ viene usato per descrivere metodi, procedure, attrezzature ed equipaggiamento per la manipolazione in sicurezza di materiali infettivi nell’ambiente laboratoristico, ridurre o eliminare l’esposizione ad agenti potenzialmente pericolosi degli operatori, di altre persone e dell’ambiente esterno”.

 Sempre secondo la WHO gli agenti biologici si dividono poi “in quattro gruppi di rischio a seconda del rischio di infezione” e i criteri di classificazione “si basano su:

  • infettività: capacità di un microrganismo di penetrare e moltiplicarsi nell’ospite (uomo/animale)
  • patogenicità: capacità di un microrganismo di produrre malattia in seguito all’infezione
  • trasmissibilità e spettro d’ospite: capacità di essere trasmesso da un soggetto portatore o malato ad un soggetto non infetto, presenza vettori, standards igienici
  • neutralizzabilità: disponibilità di efficaci terapie o misure profilattiche attive o passive per prevenire la malattia, misure di sanità pubblica (igiene acque, controllo serbatoi e vettori)”.

Ai vari gruppi di rischio “devono necessariamente corrispondere in laboratorio adeguati Livelli di Biosicurezza (Biosafety Level, BSL l – 4)”.

Riguardo al biocontenimento che si può fare riferimento a:

  • contenimento primario: la protezione del personale e dell’ambiente immediatamente circostante dall’esposizione ad agenti infettivi è garantita da procedure di laboratorio che prevedono: buona pratica microbiologica, appropriate attrezzature di laboratorio, dispositivi di protezione individuale DPI. La vaccinazione può contribuire ad aumentare il livello di protezione personale.
  • contenimento secondario: la protezione dell’ambiente esterno al laboratorio dall’esposizione a materiali infettivi è garantito dalla combinazione della progettazione del laboratorio e delle procedure operative (es. smaltimento rifiuti)”. 

Le caratteristiche dei laboratori e l’uso dei DPI

In relazione alle tabelle presentate nel documento riportiamo poi indicazioni sulle caratteristiche dei laboratori BLS 1-4:

  • BLS-1: Laboratorio per la lavorazione di materiale contenente agenti infettivi ben caratterizzati e di minimo rischio biologico, non associati a malattie negli immunocompetenti. Livello base di contenimento con pratiche microbiologiche standard. Utilizzo di dispositivi di protezione individuali standard: camice, guanti e protezione per gli occhi in alcuni casi. Requisiti della struttura non specifici (accesso controllato, lavandino per il lavaggio delle mani, pavimenti e superfici di lavoro resistenti impermeabili e facili da pulire e decontaminare, adeguata illuminazione).
  • BLS-2: Laboratorio per la lavorazione di materiale contenente agenti infettivi indigeni di moderato rischio biologico presenti nella comunità, associati a malattie umane di diversa gravità. Livello base di contenimento con pratiche microbiologiche standard, accesso limitato alle persone autorizzate, smaltimento dei rifiuti infettivi separato. Dispositivi di protezione individuali standard: camice e guanti e per alcune procedure maschera e occhiali. Attrezzature di biosicurezza BSC- 1/2 per procedure che possono creare aerosol/schizzi. Requisiti della struttura (porte con serratura, lavandino con hands-free operations, lavandino per lavaggio occhi, autoclave, consigliata ventilazione meccanica con flusso d’aria verso l’interno senza ricircolo.
  • BLS-3: Laboratori per la lavorazione di materiale contenente agenti infettivi GR3 indigeni o esotici con possibile trasmissione aerea, associati a malattie umane gravi. Lavorazione di materiale con elevate concentrazioni di agenti di GR2 che possono diffondersi per aerosol. Livello di contenimento elevato, pratiche microbiologiche standard e specifiche (supervisore del laboratorio che controlla l’accesso, manipolazione del materiale sotto cappa). Dispositivi di protezione individuali standard: camice di tipo urologico, copricapo, calzature apposite, copriscarpe, DPI respiratoria per alcune procedure. Tutti i DPI devono essere rimossi e decontaminati prima di lasciare il laboratorio.
  • BLS-4: Laboratori per la lavorazione di materiale contenente agenti infettivi pericolosi di GR4 e esotici con possibile trasmissione aerea, associati a malattie umane potenzialmente letali per le quali non sono disponibili vaccini o terapie. Per la manipolazione di un agente biologico del GR4, è necessaria un’autorizzazione da parte del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, su parare dell’lstituto Superiore di Sanità. Essa ha la durata di 5 anni ed è rinnovabile. L’accertamento del venir meno di una delle condizioni previste per l’autorizzazione ne comporta la revoca. L’unico laboratorio BLS-4 in Italia è localizzato a Roma presso l’INMI L. Spallanzani”.

Altri importanti principi generali:

  • “Oltre a utilizzare il DPI adeguato, è necessario effettuare sempre l’igiene delle mani e l’igiene respiratoria. Il DPI non riutilizzabile dopo l’uso deve essere smaltito in un contenitore per rifiuti appropriato e deve essere effettuata l’igiene delle mani prima di indossare e dopo aver rimosso i DPI.
  • Mascherine e guanti non possono essere riutilizzati e devono essere smaltiti correttamente.
  • La mascherina deve essere comunque sostituita immediatamente se danneggiata, contaminata o umida.
  • In tutti gli scenari è possibile usare un grembiule monouso in assenza di camice monouso.
  • La maschera chirurgica deve coprire bene il naso, la bocca e il mento. La maschera deve essere cambiata se diviene umida, si danneggia o si sporca”.

Analisi settoriale: settore chimico-farmaceutico

industria chimica e farmaceutica

Secondo il nuovo report Atradius negli ultimi due anni il settore dell’industria chimica farmaceutica, ha registrato risultati discreti, a livello globale, con indici finanziari solidi, buoni risultati a livello di pagamenti e bassi tassi di insolvenza ma vi sono anche altri fattori da considerare per il futuro: calo della domanda da parte dell’industria automobilistica, maggiore consapevolezza e tutela ambientale e maggiore instabilità nei commerci internazionali

ITALIA

L’andamento è influenzato dal rallentamento della domanda del settore automobilistico, dall’incertezza sulla politica fiscale italiana e dal contenzioso commerciale tra Stati Uniti e Cina.

  • La crescita sta rallentando a causa della minore domanda da parte delle principali industrie acquirenti
  • I pagamenti richiedono in media 60 giorni
  • Aumentano i casi di insolvenza previsti per il 2019

Nel 2018 la produzione chimica è aumentata solo dell’1% anche a causa della contrazione della domanda dell’edilizia nazionale e della domanda interna. L’andamento del settore è influenzato anche da altri fattori negativi: tensioni commerciali USA-UE, elevati costi dell’energia e del lavoro e aumento della concorrenza internazionale, soprattutto asiatica.

Atradius prevede per il prossimo semestre maggiori ritardi dei pagamenti e aumento dei fallimenti, nonostante il numero di insolvenze sia più basso rispetto ad altri settori industriali; il giudizio è negativo soprattutto per il settore petrolchimico, condizionato dalla volatilità dei prezzi, dalla debolezza della struttura finanziaria e dai bassi margini di profitto di molti operatori. Al contrario previsioni di stabilità per i margini di profitto dell’industria farmaceutica.

CINA

E’ uno dei grandi mercati mondiali di prodotti chimici e nel 2018 l’utile netto del settore è aumentato del 30%. Sia l’indebitamento totale che la dipendenza dai finanziamenti bancari sono elevati: le grandi imprese statali contano su sovvenzioni e forti prestiti, mentre le condizioni di prestito sono assai restrittive per le private. L’approccio di Atradius è neutro per i settori che utilizzano tecnologie avanzate, mentre si prevede un aumento dei fallimenti tra le PMI orientate all’export nei settori che realizzano prodotti di bassa gamma, sia a causa della controversia commerciale con gli USA, sia per le nuove politiche ambientali. Positive le previsioni per i prodotti farmaceutici, sia per la solida domanda interna, sia perché la maggior parte dei produttori sono grandi aziende statali.

STATI UNITI

Il settore ha beneficiato di energia e materie prime abbondanti a basso costo e Atradius prevede un aumento produttivo del 4,8% nel 2019 e del 4,3% nel 2020 per i prodotti chimici di base, con aumenti più contenuti per quelli specialistici. Il disavanzo commerciale dell’industria chimica rischia tuttavia di aumentare, sia a causa delle ritorsioni tariffarie legate alle attuali controversie commerciali, sia a causa del costo aumentato delle materie prime cinesi. Il valore più forte del dollaro ostacolerebbe oltretutto le esportazioni.

Le valutazioni Atradius sono buone per i settori petrolchimico e farmaceutico, più caute per i prodotti chimici di base; particolare attenzione richiede il segmento dei fertilizzanti, che risente di condizioni di mercato più difficili per l’agricoltura.

FRANCIA

Le analisi Atradius sono positive per i prodotti petrolchimici e farmaceutici: la domanda è ancora in crescita, l’industria è fortemente orientata all’esportazione, con diversificazione dei mercati finali; nel 2018-2019 il numero di insolvenze è stato contenuto e il dato dovrebbe rimanere stabile; i margini di profitto, anche se in calo, sono ancora elevati; la situazione del rischio di credito è buona. Atradius adotta però un approccio cauto per il segmento delle materie plastiche che è influenzato dalla volatilità dei prezzi petroliferi e dai piani di regolamentazione UE.

BRASILE

Si prevedono miglioramenti per il settore ma la maggior parte delle aziende è ancora fortemente indebitata. I pagamenti sono saldati a 90-120 giorni e nel 2019 le insolvenze dovrebbero diminuire del 5%. Le valutazioni Atradius sono neutrali: i prodotti chimici di base hanno risentito della riduzione della domanda da parte della Cina, il settore petrolchimico è influenzato dalla volatilità del prezzo del petrolio, quello agrochimico è soggetto a molte variabili. Le valutazioni per il settore farmaceutico sono più aperte, ma si suggerisce cautela per i player legati alle vendite alla sanità pubblica.

GERMANIA

Nonostante le industrie dispongano di solido capitale proprio, solvibilità e liquidità, Atradius prevede un declassamento di valutazione da eccellente a buona per i prodotti chimici speciali e farmaceutici, a causa delle tensioni economiche mondiali, dell’aumento della concorrenza asiatica, delle aumentate preoccupazioni ecologiche e del calo della domanda da parte di importanti settori d’acquisto (soprattutto quello automobilistico). La valutazione è discreta per i prodotti chimici di base.

GIAPPONE

L’approccio assicurativo è aperto: il settore è cresciuto del 1,8% nell’ultimo triennio e i margini di profitto sono abbastanza consistenti. Il settore farmaceutico beneficia dell’invecchiamento demografico, che determina maggior domanda; nel settore dei prodotti chimici di base la concorrenza di operatori esteri è forte, ma la maggior parte dei produttori giapponesi opera su prodotti di fascia medio-alta, con margini più elevati e minor concorrenza di mercato. I comportamenti di pagamento sono buoni (tempi di 45-90 giorni) e le insolvenze sono contenute. L’indebitamento finanziario è generalmente inferiore al 100% e la politica governativa sostiene fortemente i prestiti bancari.

SINGAPORE

Le grandi multinazionali, incoraggiate dalla politica governativa, dominano il mercato; i margini di profitto sono stabili, i pagamenti avvengono a 30-60 giorni e i casi di insolvenze sono contenuti. L’approccio assicurativo nei settori farmaceutico e dei prodotti chimici di base resta positivo; neutrale invece la valutazione per il settore petrolchimico e per le materie plastiche.

SPAGNA

Le valutazioni di Atradius sono abbastanza buone per i prodotti chimici di base, per i petrolchimici e l’industria farmaceutica: il fatturato è aumentato del 4% nel 2018, l’accesso al credito bancario è migliorato, i pagamenti avvengono a 60 giorni e le insolvenze sono contenute. Più neutrale la valutazione per il settore delle materie plastiche, influenzato da norme più severe nel prossimo futuro.

REGNO UNITO

L’approccio assicurativo è ora positivo per tutti i principali sottosettori: la redditività delle imprese è elevata e le prospettive sono stabili; la maggior parte delle imprese è matura ed ha una clientela stabile; i pagamenti sono a 60-90 giorni e il livello dei ritardi è basso. A medio termine, però, potrebbero esservi ripercussioni negative della Brexit per la redditività e i comportamenti di pagamento. Nel caso di “Hard Brexit”, l’aumento dei dazi doganali e le perdite di cambio potrebbero rappresentare gravi rischi (più forti ancora per i settori legati all’agricoltura e allevamento).

Fonte: Atradius

L’industria chimica in Italia, è essenziale e contiene le perdite

industria chimica italiana

Nel 2020 l’industria chimica in Italia non ha subito direttamente gli effetti del lockdown in quanto, salvo limitate eccezioni, è stata riconosciuta quale attività essenziale


Ha, infatti, garantito con continuità la fornitura di materiali e beni fondamentali per affrontare l’emergenza sanitaria: gas medicinali, reagenti e principi attivi farmaceutici, disinfettanti e prodotti per l’igiene personale e degli ambienti, tessuti‐non‐tessuti per le mascherine e i dispositivi di protezione individuale.

L’industria chimica in Italia è previsto che chiuda il 2020 con un calo della produzione del 10% circa, in presenza di rischi al ribasso nel caso di una seconda ondata di contagi.  Non essendo soggetta a lockdown, gli spazi di recupero saranno dettati dalla domanda, attesa in lento rialzo.


L’EU Recovery Fund rappresenta un’importante opportunità per supportare la ripresa e il processo di trasformazione ambientale in Italia, mobilitando ingenti risorse pubbliche accanto a quelle private.


L’industria chimica dovrebbe vedere riconosciuto il suo ruolo strategico in virtù della natura essenziale dei suoi prodotti, delle competenze inerenti la trasformazione e la gestione della materia e della sua capacità di sviluppo tecnologico indispensabile per tutte le filiere industriali.


Tantissimi sono, infatti, gli ambiti che vedono la chimica in prima linea: basti pensare alle biotecnologie industriali, nelle quali l’Italia vanta una posizione di avanguardia, all’impegno nella progettazione sostenibile e circolare dei prodotti e allo sviluppo di tecnologie innovative per l’efficienza energetica degli edifici, per una mobilità ecosostenibile, per il riciclo chimico, per la cattura, lo stoccaggio e il riutilizzo della CO2 e per l’idrogeno pulito.

Fonte: Federchimica