Expanite, alternativa alla cromatura dura

Rinomati produttori dai settori automotive, tecnologia di pompaggio e trasporto così come l’industria della lavorazione alimentare, sostituiscono la cromatura dura con Expanite

Con oltre il 20% del fatturato derivante da progetti di sostituzione della cromatura dura, Expanite, il pioniere danese dell’indurimento superficiale dell’acciaio inossidabile, sta per posizionarsi come una delle alternative più utilizzate alla cromatura dura.

Soluzioni sostenibili: Diffusione contro Rivestimento

A differenza della cromatura dura, dove l’elettrolita utilizzato durante la lavorazione può contenere ioni di cromo esavalente Cr(VI), pericolosi per la salute umana e dannosi per l’ambiente, i processi Expanite utilizzano solo atomi di azoto e carbonio.

Ciò rende Expanite un processo ecologico e sostenibile.

Expanite rimuove efficacemente lo strato di ossido naturale che ricopre gli acciai inossidabili durante le fasi iniziali del processo di gasatura e senza l’aggiunta di sostanze chimiche aggressive. Ciò consente una diffusione controllata degli atomi di carbonio e di azoto nella struttura dell’acciaio inossidabile sottostante.

Expanite sostituisce la cromatura dura

“Oltre il 20% dei pezzi che lavoriamo oggi con il processo Expanite sono sostitutivi della cromatura dura”, afferma Thomas Abel Sandholdt, CEO di Expanite.

Che si tratti dei componenti di una valvola di iniezione nell’industria automobilistica, di boccole per motori marini o del rotore di una pompa di grandi dimensioni, tutti hanno sperimentato i vantaggi di un processo di diffusione senza il rischio di cricche, sfaldamenti o zone di indurimento disomogenee.

A questo si aggiunge la conformità al programma Reach dell’UE per la riduzione del Cr(VI), la scelta fondamentale per soluzioni più sostenibili.

Vantaggio competitivo: il costo

A prima vista, la tecnologia di indurimento Expanite può sembrare costosa rispetto alla cromatura dura, ma la differenza di prezzo si pareggi quando si considerano i costi totali e le prestazioni del ciclo di vita.

La prova sta nei molti clienti Expanite.

Informazioni su Expanite

Expanite è stata fondata nel 2010 da esperti di primo piano nel campo di indurimento di materiali e superficie. L’azienda ha sede a Hillerød, vicino a Copenaghen, e dispone di centri di trattamento negli Stati Uniti, in Germania, Corea e Cina.

Le soluzioni di Expanite sono applicabili a tutti i tipi di acciaio inossidabile e possono essere adattate alla linea di prodotti del cliente anche con un contratto a licenza.

Dubai Future Forum 2023: protagoniste le tecnologie scientifiche

Il Dubai Future Forum 2023, tenutosi il 27 e 28 novembre scorsi presso il Museo del Futuro di Dubai, ha riunito oltre 2.500 partecipanti, tra cui funzionari governativi, politici del settore, amministratori delegati e più di 100 importanti organizzazioni globali provenienti da oltre 100 paesi

a cura della Redazione

L’evento è stato caratterizzato dalla presenza di oltre 150 relatori in più di 70 sessioni, affermandosi come un significativo raduno di futuristi e leader di pensiero

Progresso nella tecnologia medica
Uno dei temi cruciali discussi durante il Forum è stato il crescente progresso della tecnologia in campo medico e life sciences.

È stato evidenziato, per esempio, come, molto presto, gli ictus potrebbero essere diagnosticati in soli 10 minuti, una riduzione significativa rispetto alle attuali 10 ore, grazie al progresso tecnologico. Si prevede che questo progresso rappresenterà un punto di svolta nel trattamento di varie malattie attraverso una diagnosi super precoce. Non solo, ma anche le nuove tecnologie ridurranno il costo delle sperimentazioni mediche fino a 10 volte e le tecnologie A.I. potrebbero ridurre significativamente i costi di produzione di medicinali e dispositivi medici.
Il Dubai Future Forum 2023 ha incluso una discussione significativa sul rapido progresso della tecnologia medica, che è un tema cruciale nell’assistenza sanitaria e nella ricerca contemporanee.

Questa discussione può essere suddivisa in diversi punti chiave:
Diagnosi più rapida degli ictus: uno dei punti salienti è stato lo sviluppo della tecnologia che potrebbe potenzialmente ridurre il tempo necessario per diagnosticare gli ictus da 10 ore a soli 10 minuti. Si tratta di un progresso significativo, poiché una diagnosi più rapida può portare a trattamenti più efficaci e tempestivi, con un notevole impatto sui risultati dei pazienti.
Riduzione dei costi delle sperimentazioni mediche: un altro aspetto della discussione era incentrato su come le nuove tecnologie potrebbero rivoluzionare la struttura dei costi delle sperimentazioni mediche. È stato osservato che questi progressi tecnologici potrebbero ridurre i costi delle sperimentazioni mediche fino a 10 volte. Questa riduzione potrebbe rendere la ricerca medica più accessibile ed efficiente, consentendo uno sviluppo e un’implementazione più rapidi di nuovi trattamenti e farmaci.
Produzione di medicinali economicamente vantaggiosa: le tecnologie di intelligenza artificiale (AI) sono state evidenziate come attori chiave nella riduzione dei costi di produzione di medicinali e dispositivi medici. È stato stimato che l’intelligenza artificiale potrebbe ridurre i costi di produzione dei medicinali di circa 1 miliardo di dollari e ridurre i costi dei dispositivi medici fino a 100 milioni di dollari. Ciò potrebbe rendere l’assistenza sanitaria più conveniente e accessibile su scala globale.
Dare potere ai giovani scienziati: il forum ha inoltre sottolineato il ruolo emergente dei bambini come “scienziati cittadini”.

Con l’accesso a tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale e l’informatica quantistica, i bambini potrebbero potenzialmente impegnarsi in importanti attività scientifiche.

Questo concetto si basa sullo sfruttamento della naturale curiosità e della natura collaborativa dei bambini, consentendo loro di contribuire a risolvere le principali sfide globali in giovane età.

I concetti espressi nel corso del Dubai Future Forum 2023 riflettono una tendenza più ampia nel campo medico verso lo sfruttamento dei progressi tecnologici per migliorare i risultati sanitari, ridurre i costi e rendere i servizi medici più accessibili a una popolazione più ampia.

Citizen Scientist e il ruolo dei bambini nei progressi scientifici
Il forum si è concentrato anche sul ruolo dei bambini nei futuri progressi scientifici. È stato discusso il concetto di “scienziati cittadini”, sottolineando come i bambini potrebbero utilizzare l’intelligenza artificiale e l’informatica quantistica per avere un impatto significativo sul mondo. Questo cambiamento è visto come un modo per affrontare alcune delle sfide più significative del mondo, riconoscendo il potenziale contributo delle generazioni più giovani.
Questo tema ha approfondito il modo in cui il coinvolgimento dei bambini nella scienza e nella tecnologia non è solo una possibilità ma un elemento cruciale per le innovazioni future e la risoluzione dei problemi.

Ecco alcuni aspetti che ho colto nelle varie discussioni durante i panel a cui ho partecipato:
• I bambini come “cittadini scienziati”: il concetto di “cittadini scienziati” è stato un punto saliente, sottolineando come i bambini, armati di strumenti come l’intelligenza artificiale e l’informatica quantistica, potrebbero contribuire in modo significativo alla ricerca scientifica e all’innovazione. Questa prospettiva vede i bambini non solo come studenti ma come partecipanti attivi alla scoperta scientifica.
• Sfruttare i tratti naturali: la discussione ha riconosciuto la naturale curiosità, la natura collaborativa e le personalità empatiche dei bambini come risorse preziose nella ricerca scientifica. Combinando queste caratteristiche con te all’avanguardia

G-Gravity un nuovo spazio per lavorare a Milano

G-Gravity è un nuovo spazio per lavorare in condivisione, a Milano, ubicato tra i quartieri Dergano e Isola

Vuoi far parte di una comunità innovativa a due passi dal centro di Milano?

Che si tratti solo di te e del tuo laptop o di tutto il tuo team, in G-Gravity troverai una soluzione e uno spazio adatto alle tue esigenze.

Abbiamo diverse opzioni di spazi condivisi e uffici disponibili che includono comunque tutte le spese di gestione di cui non dovrai mai più preoccuparti (connessione, pulizie, servizi di segreteria, …).

Ti offriamo, inoltre, la possibilità di interagire con una comunità creativa e di professionisti in ambito innovazione. 

Saremo sempre felici di mostrarti la nostra sede progettata da Gio’ Ponti e rinnovata con cura, discutere quale tipo di abbonamento sarebbe più adatto a te e spiegarti a quali competenze potrai facilmente accedere attraverso i mentors ed i partner già presenti nella community.

Lo spazio, moderno e raccolto affaccia su un giardino che lo isola dalle vie del quartiere Dergano, a pochi metri dalla metropolitana.

Lo spazio G-Gravity è una realtà co-working di dimensioni contenute che privilegia la tranquillità e in cui desideriamo valorizzare le relazioni di chi ci ha scelto offrendo accesso  a servizi essenziali accurati, occasioni di mentorship per le realtà più giovani e di consulenza di qualità per le realtà aziendali presenti, senza dimenticare occasioni di svago.

Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme un successo.”

(Henry Ford)

EFA Automazione/Relatech soluzioni-end- to end

EFA Automazione in collaborazione con la propria capogruppo Relatech, parteciperà per la prima volta alla seconda edizione di Mecspe Bari, la fiera dedicata alle innovazioni per l’industria manifatturiera che si terrà presso la Nuova Fiera del Levante dal 23 al 25 novembre prossimo

Insieme al System Integrator Partner ECSA Automation & Industrial IT, EFA si propone con una gamma completa di soluzioni end-to-end, che consente di soddisfare tutte le esigenze delle aziende in ambito di digitalizzazione dei processi.

EFA Automazione SpA, azienda del gruppo Relatech che vanta trent’anni di esperienza in ambito di prodotti, soluzioni e know-how dedicati al mondo della connettività per l’integrazione di sistemi, debutta dal 23 al 25 novembre alla seconda edizione di Mecspe Bari, la fiera italiana della manifattura e dell’industria 4.0 che torna in Puglia al fine di valorizzare le eccellenze locali e mettere in evidenza il processo di innovazione in atto nel Sud e Centro Italia.

La partecipazione avverrà in collaborazione con ECSA Automation & Industrial IT, società barese che offre alle aziende soluzioni tecnologiche orientate a digitalizzare i processi di produzione industriale in ottica Smart Manufacturing.

La collaborazione tra EFA quale distributore di tecnologie innovative in ambito digital e l’expertise di ECSA Automation & Industrial IT crea una solida realtà nel panorama delle industrie del Mezzogiorno.

Sarà proprio Mecspe l’occasione per presentare al mercato del Sud Italia l’offerta di prodotti e soluzioni end-to-end, che consente di soddisfare tutte le esigenze delle aziende in ambito di digitalizzazione dei processi. Questa offerta, figlia dell’ingresso di EFA nell’ecosistema Relatech – azienda che offre servizi e soluzioni digitali innovative per supportare le imprese nel processo di digital transformation – fa leva sulle competenze e le esperienze, oltre che sulla consolidata gamma di prodotti dei prestigiosi partner di EFA Automazione, tra i quali HMS Networks (Ewon), Inductive Automation (Ignition), Kepware, Fuji Electric (Hakko) e molti altri, che con le loro soluzioni e le loro tecnologie hanno caratterizzato il mondo industriale degli ultimi decenni.

Particolare rilievo verrà dato al tema della cybersecurity in ambito manufacturing.

Presso lo stand, saranno infatti presenti anche i tecnici di Stormshield, produttore europeo di soluzioni per la cybersecurity e azienda del gruppo Airbus che ha stipulato recentemente un accordo di distribuzione con EFA Automazione e Relatech. Stormshield offre un’alternativa europea affidabile per la protezione delle infrastrutture critiche, dei dati sensibili e degli ambienti operativi. In particolare, le soluzioni offerte riguardano la protezione delle reti (Stormshield Network Security), dei dati (Stormshield Data Security) e delle workstation (Stormshield Endpoint Security). Sono tutte soluzioni di nuova generazione, certificate ai più alti livelli in Europa, in grado di assicurare la massima protezione di ogni asset informativo strategico. Tramite questa partnership, EFA Automazione si pone l’obiettivo di offrire al mercato soluzioni uniche, in grado di proteggere tutti i dispositivi installati a bordo macchina e negli impianti di produzione, al fine di evitare gli enormi danni economici e funzionali causati da un attacco informatico in ambito produttivo.

“Siamo entusiasti di essere tra i protagonisti di questa edizione di Mecspe Bari, insieme al nostro System Integrator Partner ECSA Automation & Industrial IT. Riteniamo che l’idea di portare questa fiera in un territorio diverso da quello in cui ha avuto origine e si è sviluppata, sia vincente. Il grande impegno del gruppo Relatech, che da sempre è impegnato, attraverso una cospicua presenza di uffici e personale, ha come preciso obiettivo quello di sostenere l’innovazione e lo sviluppo delle aziende che operano nel mezzogiorno, riducendo quel gap Nord-Sud, che da lungo tempo costituisce uno dei principali ostacoli alla costituzione del tanto auspicato Sistema Paese.” Ha commentato Franco Andrighetti, AD e Founder di EFA Automazione.

“Questa seconda edizione di MECSPE Bari rappresenta un’occasione importante per tutte le imprese del territorio che considerano la digitalizzazione un fattore competitivo. Con questo evento avranno la possibilità di toccare da vicino le innovazioni del settore e le tecnologie digitali che stanno rivoluzionando i processi produttivi. Noi, con il nostro partner EFA Automazione, illustreremo le tecnologie abilitanti per la fabbrica digitale e ci auguriamo che questo evento possa aiutare le imprese a comprendere quanto sia importante affrontare il percorso di digital transformation in maniera strutturata e con i giusti partner.” Commenta Giuseppe Trentadue, CEO di ECSA Automation & Industrial IT.

EFA Automazione e ECSA Automation & Industrial IT vi attendono al padiglione 19, allo stand E04.

A proposito di EFA Automazione

EFA Automazione SpA opera da 30 anni in ambito di automazione industriale con prodotti, soluzioni e know how dedicati al mondo della connettività per l’integrazione di sistemi. Precursore assoluto di alcune delle tematiche che permeano l’attuale scenario 4.0, EFA Automazione ha anticipato molti trend tecnologici, tra cui quello dell’IoT, che attualmente cavalca da protagonista offrendo soluzioni all’avanguardia nell’uso del cloud e della comunicazione wireless in tutte le sue forme architetturali.

Nel 2022 EFA Automazione entra a far parte di Relatech, la Digital Enabler Solution Know-how Company che da oltre venti anni è attiva nel settore delle tecnologie digitali di frontiera. EFA e Relatech offrono competenze trasversali in tutti i settori di mercato e attraverso una consolidata offerta end-to-end flessibile e modulare supportano i clienti nel processo di trasformazione digitale. EFA Automazione è una realtà unica nel panorama industriale nazionale, in grado di offrire un vantaggio strategico a tutti gli stakeholder dell’ecosistema di cui è parte: clienti, system integrator, partner e fornitori. La sinergia con Relatech rende EFA Automazione un polo dotato di competenze, tecnologie e assets a 360 gradi in ambito di convergenza IT/OT, attraverso il quale le aziende – sia PMI che di grandi dimensioni – possono accedere alle tecnologie digitali più avanzate per risolvere tutte le esigenze di connettività, raccolta, analisi e protezione dei dati e delle macchine al fine di aumentare la loro marginalità e competere sempre meglio sui loro mercati di sbocco.

Per maggiori informazioni su EFA Automazione: www.efa.it

A proposito di Relatech

Relatech (ticker RLT ISIN IT0005433740), Digital Enabler Solution Know-How (DESK) Company, quotata su Euronext Growth Milan di Borsa Italiana dal giugno 2019, è presente sul mercato con servizi e soluzioni digitali innovative per supportare le imprese nel processo di digital transformation. Relatech è una PMI innovativa focalizzata su clienti che ricercano le soluzioni più innovative, diventando partner strategico per la digitalizzazione e i servizi ICT. Relatech investe costantemente in Open Innovation con un’ampia attività di R&D svolta da hub di ricerca interni e numerose partnership con le principali Università italiane ed enti di Ricerca. Grazie alla piattaforma di digital cloudRePlatform, eroga servizi e sviluppa soluzioni digitali innovative nelle tecnologie di frontiera Digital Enabler, quali Cloud, Cybersecurity, Blockchain, Big Data, Machine Learning, Artificial Intelligence, Internet of Things. Per maggiori informazioni su Relatech: www.relatech.com

Georg Fischer: sistema pre-isolato per circuiti frigoriferi secondari

Il caso di studio di Frimac, per rispondere velocemente alle esigenze di realizzazione di un impianto di condizionamento per circuiti frigoriferi secondari per un centro commerciale

Le origini del progetto

Frimac Srl, con sede ad Albano Laziale, nella provincia di Roma, si occupa di installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell’aria. La sfida per Frimac era quella di trovare una soluzione per realizzare l’impianto per circuiti frigoriferi secondari, il più rapidamente possibile.

Il progetto prevedeva la realizzazione di un impianto di condizionamento per un Centro Commerciale, da ricavare nella struttura di un ristorante chiuso a causa della crisi pandemica.

La sfida per Frimac era quella di trovare una soluzione per realizzare l’impianto il più rapidamente possibile, in modo da consentire l’apertura del centro commerciale nei tempi previsti dalla committenza.

Questo aspetto rappresentava, infatti, una sfida importante per l’azienda, date le scadenze molto stringenti.

Soluzione tecnica selezionata

COOL-FIT 2.0 F si è dimostrato la soluzione ottimale per questo tipo di installazione.

Il cliente era inizialmente orientato verso una soluzione tradizionale di tipo metallico, ma ha subito intuito le potenzialità del sistema GF. COOL-FIT, infatti, si distingue dal metallo per la sua leggerezza e velocità di installazione.

È un sistema di tubazioni in plastica completamente preisolato, ideale per tutti gli impianti di condizionamento e refrigerazione, adatto per installazioni indoor, outdoor e interrate.

Il sistema COOL-FIT, nella sua versione F, ha un rivestimento es[1]terno a bassa propagazione di fiamma con classe di reazione al fuoco B s2 d0, ideale, quindi, per applicazioni per strutture aperte al pubblico. I componenti non sono soggetti a corrosione e ren[1]dono il sistema affidabile ed efficiente. Inoltre, non richiedono l’operazione di post-isolamento; ciò permette di ridurre del 50% il tempo di installazione, velocizzata ulteriormente dall’impiego di giunzioni per elettrofusione.

Miglioramento raggiunto

A lavoro finito COOL-FIT ha consentito di ottimizzare i costi e il tempo a disposizione, permettendo all’azienda di concludere l’installazione velocemente.

Inoltre, il rivestimento esterno di COOL-FIT 2.0 F è in GF-FR ed è ritardante di fiamma e resistente agli urti.

L’isolamento poliuretanico GF-HE a celle chiuse evita la formazione di condensa, assicura l’efficienza energetica dell’impianto con bassi costi di esercizio.

La superficie interna liscia previene la formazione di depositi e garantisce minime perdite di pressione.

Essendo un sistema decisamente più leggero del metallo, COOL-FIT riduce l’esigenza di ausili esterni per il trasporto, che costituiscono un costo aggiuntivo per l’azienda.

L’impianto è stato inoltre mantenuto a vista perché il design del prodotto ha una resa elegante in linea con l’estetica del Mall.

Vantaggi per il cliente

Soluzione tecnica selezionata Soluzioni pre-isolate per il condizionamento in un centro commerciale.

• Velocità e praticità di installazione;

• Affidabilità e qualità elevata;

• Peso ridotto del 65% rispetto alle tubazioni in metallo;

• Installazione rapida;

• Efficienza energetica;

• Impianto esteticamente piacevole.

Misura di temperatura senza contatto

Optris, azienda tedesca specializzata in tecnologie di misura della temperatura senza contatto e rappresentata nel mercato italiano da Luchsinger srl, ha lanciato la prima termocamera industriale Xi. Un dispositivo innovativo, che fonde i vantaggi derivati dalla precisione delle termocamere con quelli legati alla resistenza di un pirometro

Termocamere serie Xi: le specifiche tecniche

La serie Xi, compatta nelle dimensioni, appare subito resistente e adatta alle applicazioni di misura in campo industriale.

Tutti i modelli hanno un diametro di 36 mm e una lunghezza di 100 mm. Il peso che varia dai 216 ai 220 grammi a seconda dell’ottica selezionata.

A differenza delle serie ad alte prestazioni PI, con ottica intercambiabile, i modelli Xi presentano un’ottica fissa con messa a fuoco motorizzata, selezionabile tra diversi campi visivi per adattare lo strumento alla propria applicazione.

Parlando di prestazioni, le termocamere Xi operano in diversi campi di misura che variano da -20 fino a 1.700°C (Xi 400 MT). La risoluzione ottica varia invece dagli 80 x 80 pixel (Xi 80) ai 382 x 288 pixel (Xi 400).

Misura efficace senza riposizionamento

La nuova Xi 410 dispone di una veloce interfaccia Ethernet e può essere alimentata via PoE. Ciò ne facilita l’installazione, anche a grande distanza dal PC di controllo.

La funzione integrata spot finder, per la ricerca automatica del punto caldo o freddo, comune per tutta la serie Xi, viene utilizzata per misurare con efficacia oggetti in movimento senza dover riposizionare la termocamera. Se la connessione di rete viene interrotta o se il PC collegato presenta un problema, la termocamera passa immediatamente in modalità stand-alone per mantenere continuità nella misura e nel rilevamento di anomalie.

Le termocamere Xi dispongono infine di uscite analogiche e digitali. Inoltre, è possibile definire più aree di misura nella ripresa, di cui 9 con uscite analogiche in funzionamento autonomo.

Tutte queste ed altre caratteristiche rendono la serie Xi di Optris uno strumento unico nel panorama delle misure di temperature nel campo dell’automazione industriale.

Ne sono un esempio le numerose applicazioni gestite dai tecnici della Luchsinger srl per risolvere le problematiche di misura dei propri clienti.

Rockwell Automation presenta le sue soluzioni a SPS Italia 2023

Questa edizione di SPS sarà per Rockwell Automation l’’occasione per porre l’accento su uno degli aspetti chiave della fabbrica intelligente presentando la propria innovativa offerta di soluzioni per la visualizzazione e la progettazione digitale

Un calendario di 9 workshop organizzati da Rockwell Automation nelle tre giornate di fiera, con un’alternanza di speaker , permetterà ai partecipanti di avere una panoramica completa su FactoryTalk® Design Hub™.

FactoryTalk Design Hub consente una connettività digital thread senza soluzione di continuità tra i suoi strumenti software di progettazione, visualizzazione, digital twin, archiviazione e accesso da remoto che fornisce agli sviluppatori del sistema di controllo l’accesso immediato e on-demand a tutti i progetti di automazione, indipendentemente dalla sede in cui si trovano, per aiutare queste aziende ad accelerare le loro iniziative che vanno dalla trasformazione digitale alla convergenza IT/OT”. L’attenzione si concentrerà su due delle ultime soluzioni introdotte sul mercato: FactoryTalk® Optix™ and FactoryTalk® Twin Studio™.

FactoryTalk Optix, è un HMI in cloud che abilita il lavoro collaborativo in ottica smart factory. Si tratta di una innovativa soluzione multipiattaforma, scalabile e interoperabile che, in ottica SaaS, permette di sviluppare, simulare e distribuire HMI avanzate tenendo traccia delle modifiche e del versioning in modo automatico. FactoryTalk Optix porta le funzionalità HMI a un nuovo livello, tanto che Rockwell Automation lo definisce uno strumento di “visualizzazione per visionari”.

Factory Talk Twin Studio è una soluzione end-to-end di design dell’automazione in cui gli utenti possono progettare, programmare, simulare, emulare e effettuare il virtual commisioning in un unico ambiente cloud, accessibile da qualsiasi luogo utilizzando un browser web. FactoryTalk Twin Studio permette agli utenti di sviluppare in modo migliore e più rapido il loro prossimo progetto muovendosi fluidamente tra le soluzioni di design di Rockwell Automation e collaborando con i membri del team in tempo reale.

I visitatori potranno approfondire il tema della visualizzazione durante un keynote speech, partecipando alle conferenze oltre che dalla possibilità di toccare con mano le soluzioni e di vederle in azione.

Presso lo stand di ASEM (Pad 6. Stand J012), sarà possibile esplorare a fondo le funzionalità offerte dalla piattaforma per la visualizzazione.  L’azienda italiana specializzata nella fornitura di tecnologie digitali per l’automazione è stata acquisita da Rockwell Automation nel 2020. Proprio di fronte ad ASEM, presso lo stand di Technology BSA, distributore autorizzato di Rockwell Automation, sarà possibile vedere in azione, con l’innovativo software di progettazione Emulate3D collegato a iTrak, la tecnologia di movimentazione a carrelli indipendenti di Rockwell Automation, il tutto controllato da un HMI firmato ASEM.

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Automazione e Robotica in continua evoluzione

L’evoluzione della robotica non smette di stupire. Accanto allo sviluppo di umanoidi sempre più evoluti, come il robot di Tesla e di altri robot ispirati al regno animale, soprattutto nel Belpaese, cresce la robotica industriale

Quest’anno, proprio alla biennale internazionale della macchina utensile BI.MU, che si è svolta in Fiera Milano Rho dal 12 al 15 ottobre, i robot hanno trovato uno spazio tutto loro in RobotHeart, una “fiera nella fiera dedicata alla robotica, alla quale Siri ha dato un contributo organizzativo e culturale”.

Sono stati presenti tutti i maggiori player italiani del settore e partecipano anche i fornitori di componenti perché un’isola robotizzata o una linea è fatta non solo di robot ma di una serie di impianti e macchine di contorno, che implicano una grande mole di investimenti e di lavoro”, spiega Domenico Appendino, presidente di SiriAssociazione Italiana di Robotica e Automazione – che patrocinia RobotHeart.

Il Mercato

Nella giornata del 14 ottobre, Siri ha presentato i dati sulla robotica italiana in una data che “è il giorno dopo la presentazione, a Francoforte nel corso di CORA 2022, dei dati globali sulla robotica da parte dell’IFR.

Vengono quindi conglobati i dati statistici di Siri con quelli pubblicati dalla Presidente dell’International Federation of Robotics Marina Bill per avere una visione globale sulla situazione d’insieme”.

SIRI ha curato anche il Convegno Intelligenza Artificiale per la Robotica: efficacia, limiti, prospettive con la partecipazione di AIRO, il Gruppo di Lavoro in AI e Robotica di AIxIA, Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale, e patrocinato da AIxIA e I-RIM, Istituto di Robotica e Macchine Intelligenti.

Tema del convegno, l’Intelligenza Artificiale, un tema nuovo per Bi-Mu e un settore molto promettente per la robotica che, allo stesso tempo, genera qualche riflessione a livello tecnologico, etico e sul lavoro.

L’era dei Cobot

Domenico Appendino ritiene che i collaborative robot, presenti negli stand della Bi-Mu, siano molto importanti per il loro essere robot che sono usciti dalle ‘gabbie’.

La consistenza numerica attuale dei cobot è molto inferiore a quella dei robot perché si tratta di un segmento nato recentemente e con caratteristiche diverse da quelle dei classici robot industriali.

I cobot però rappresentano “uno dei grandi fattori di crescita della robotica, che ha retto anche nei periodi di lockdown.

Il fatto che siano arrivati quando la robotica tradizionale era già matura ha permesso ai cobot di avere costi vantaggiosi (un fattore che li rende adottabili anche da imprese non grandi) ed essere tecnologicamente avanzati e quindi più facili da programmare e usare.

La possibilità che hanno di lavorare a fianco degli umani nella stessa area impone precauzioni speciali ma offre possibilità nuove e un ventaglio di possibili applicazioni più ampio.

I cobot possono infatti essere inseriti nelle linee preesistenti senza modifiche radicali, cosa invece richiesta dai robot in gabbia, più veloci e produttivi ma più invasivi”.

Un triennio delicato
Dal 2020 a oggi si sono presentate molte difficoltà, dalla pandemia all’aumento dei prezzi fino alla scarsità di materie prime e chip e alla guerra in Ucraina. Anche la robotica ne ha risentito “ma i dati globali del 2019 erano già in discesa per le tensioni fra USA e Cina e per i cambiamenti nell’automotive: le loro vendite sono passate dalle circa 420 mila unità del 2018 alle 382 mila del 2019.

Nel 2020, nonostante la pandemia, le vendite si erano riportate ai livelli del 2018 e anche per il 2021 prevediamo dati in crescita, una tendenza che si dovrebbe confermare anche quest’anno.

Le prospettive per il 2023 sono invece più incerte ma la robotica sembra risentire meno di altri settori per le attuali difficoltà.

Il motivo è che la robotica nel 2019 ha sofferto più di altre attività mentre il suo rendere più sicure le fabbriche, diminuendo i contatti umani e riuscendo a implementare flessibilmente funzioni diverse, l’ha resa molto appetibile durante e dopo la pandemia.

I dati italiani vedono il 2021 in crescita del 50% rispetto al 2021 e pensiamo che anche gli altri paesi confermeranno questi trend”.

La scarsità di semiconduttori ha colpito indubbiamente anche la robotica ma alla fine con un effetto piuttosto limitato.

Il motivo è da ricercare nel fatto che “chi produce robot ha anche un’attività nel settore del controllo numerico e quindi fornisce anche molti altri componenti degli impianti. L’evoluzione tecnologica del settore ha poi consentito di unificare molte funzioni in pochi componenti invece che in decine di PC industriali e questo ha ridotto le criticità dell’approvvigionamento. L’industria della robotica, poi, ha mantenuto ordinativi molto più costanti rispetto a quelli altalenanti dell’automotive, che ha perso molte forniture perché le ha quasi bloccate durante il lockdown e le ha poi recuperate con difficoltà e parzialmente”.

Incentivi, robot e industria 4.0

Appendino si è detto convinto dell’esistenza di un legame, aggiungendo inoltre che “molti robot sono comprati da aziende italiane, ma vengono poi trasformati o inseriti in linee e impianti che vengono poi esportati. Siamo sempre stati una Nazione capace di trasformare ed esportare robot e/o impianti completi, nei quali il valore dei robot è circa un terzo del totale. Gli incentivi hanno aiutato a svecchiare e modernizzare soprattutto le macchine utensili e l’automazione ma anche la parte robotica se ne è avvantaggiata”.

 

Il Think Tank di IVS sul comparto valvole industriali

Al centro dell’incontro le grandi opportunità legate allo sviluppo delle tecnologie per la produzione dell’idrogeno quale fonte rinnovabile, la ripresa degli investimenti nell’Oil&Gas e la minaccia della perdita di competitività del comparto europeo legata al prezzo dell’energia e alla disponibilità delle materie prime

IVS – Industrial Valve Summit, la più importante manifestazione internazionale in Italia dedicata alle tecnologie delle valvole industriali e alle soluzioni di flow control, in collaborazione con VALVECampus, l’associazione che riunisce i produttori italiani di valvole industriali ha creato il “Think Tank” che ha analizzato il tema tanto attuale del rapporto tra la transizione e la sicurezza energetica: un argomento centrale tanto nel business quotidiano quanto in prospettiva per le aziende del comparto, che hanno discusso e condiviso le migliori strategie per affrontare il cambiamento.

Sono state analizzate le opportunità tecnologiche offerte dalla transizione energetica, soprattutto nell’ambito dell’idrogeno, ma si è pure approfondito lo stato dell’arte del mercato energetico, esaminando la direzione degli investimenti, le prospettive e le strategie del settore nel breve e medio periodo.

Tra le conseguenze economiche dei mutati rapporti geopolitici che sono effetto dell’invasione russa dell’Ucraina, è emersa la necessità di garantire un adeguato approvvigionamento energetico rinegoziando i rapporti di fornitura e differenziando le fonti. Da ciò è scaturita, all’interno del mercato energetico, l’inaugurazione di un nuovo ciclo di investimenti nelle fonti classiche dell’Oil&Gas in parallelo alle fonti rinnovabili.

Si tratta di un trend in controtendenza ma che sta offrendo interessanti opportunità alle aziende del comparto, a seguito di un decennio in cui gli investimenti si sono espressi con cautela rispetto alle fonti tradizionali. Le aspettative del settore restituiscono un quadro in cui la crescita dell’Oil&Gas proseguirà anche per i prossimi anni, anche in virtù dell’aumento della domanda energetica nel mondo.

A fianco del ciclo positivo delle fonti fossili, si aggiungono le vaste opportunità offerte dalla decarbonizzazione. Le valvole trovano infatti interessanti applicazioni nelle tecnologie CCS, ossia di cattura e di stoccaggio del carbonio, ma soprattutto nei processi di approvvigionamento, stoccaggio e distribuzione dell’idrogeno, indicato in modo trasversale come principale vettore della transizione energetica.

Oggi meno dell’1% dell’idrogeno è prodotto con processi low carbon o attraverso fonti rinnovabili. L’obiettivo sul lungo periodo, testimoniato dall’impegno sul tema da parte delle istituzioni sul piano europeo e nazionale (tanto che il PNRR ha destinato 3,6 miliardi allo sviluppo dell’idrogeno), è di arrivare a produrre la totalità della risorsa da fonti verdi.

Mentre oggi prevalgono l’idrogeno grigio, prodotto a partire da combustibili fossili, e l’idrogeno blu, sempre da combustibili fossili ma che prevede la cattura e lo stoccaggio della CO2 prodotta nel processo.

Il settore energetico lavora allo sviluppo di una rete di distribuzione dell’idrogeno sfruttando le infrastrutture già in uso per le risorse fossili e, dove non è possibile, costruirne di nuove per ricevere in prospettiva idrogeno puro anziché in blend al gas naturale. Dal contesto emerge un potenziale incremento della domanda di valvole oltre che di nuove tecnologie. Grande fermento ruota attorno ai progetti di ricerca e sviluppo, in particolare sui materiali, al fine di minimizzare la corrosività chimica dell’idrogeno e garantire equipaggiamenti efficienti e sicuri.

In parallelo, il settore è ingaggiato nel ridurre i consumi in una logica di sostenibilità che permetta di produrre consumando quantità inferiori di energia ed emettendo di meno.

Il tutto nell’ottica di potenziare e alimentare i criteri ESG delle imprese, fattori che risultano sempre più influenti nel direzionare gli investimenti e a rendersi attrattivi sul mercato.

Dal Think Tank è emerso come la trasformazione energetica non risulti strategica solo ai fini della decarbonizzazione ma, in prospettiva, anche per un tema di prezzo.

Oltre alle opportunità che i mercati stanno riservando al comparto, il Think Tank ha evidenziato le minacce che la filiera sta sperimentando, in primis a partire dal tema della perdita di competitività della supply chain europea.

I produttori europei, rispetto ai competitor dell’Estremo Oriente e degli Usa, risentono maggiormente della volatilità legata al prezzo dell’energia, oltre che della disponibilità e del prezzo delle materie prime.

I rincari si esprimono con un sovrapprezzo applicato sui prodotti che per le imprese italiane è più sensibile di quello delle aziende asiatiche e americane, che sono meno colpite dallo stress energetico.

Questa dinamica ha generato un’asimmetria tra l’offerta europea e quella americano-asiatica, allargando il gap tra i listini e determinando una perdita di competitività per il comparto locale.

La gestione dei sovrapprezzi è legata a doppio filo al tema delle indicizzazioni dei prodotti rispetto al costo delle materie prime.

Molti clienti dei valvolieri non accettano l’inserimento delle indicizzazioni nei contratti da parte dei fornitori, e la situazione diventa per le aziende delle valvole un ulteriore rischio da gestire. 

Per non perdere di competitività, è la supply chain a prendersi in carico i maggiori costi, in secondo luogo le società di ingegneria. Alla complessità del contesto, si aggiunge un tema di valuta, per via della forza che il dollaro ha manifestato negli ultimi mesi rispetto all’euro.

Dal Think Tank è emersa la necessità che la filiera produttiva e le società di ingegneria elaborino scelte condivise, e che il superamento delle criticità dipenda dalla riconfigurazione della supply chain. Un processo per cui serve negoziare nuovi modelli e abbandonare una governance statica, per affrontare una situazione nuova con soluzioni innovative.

Sono intervenuti nel punto stampa:
Luca Pandolfi, Project Manager di IVS – Industrial Valve Summit;
Francesco Apuzzo, Segretario e cofondatore di Valve Campus;
Marco Medovic, Sales Manager divisione Pipeline&Process di Tenaris
Paolo Carrera, Chief Commercial Officer di H2 Energy
Sissi Bellomo, Il Sole 24 Ore

Il comparto nazionale e locale delle valvole industriali

In occasione di IVS 2022 è stato presentato il nuovo Osservatorio IVS-Prometeia “The oil & gas valve industry in Italy”, realizzato con il contributo dell’ufficio studi di Confindustria Bergamo. Lo studio fotografa lo stato del comparto italiano, che conta 255 imprese (di cui più del 90% è Pmi), 11.400 addetti e un valore della produzione pari a 3.2 miliardi di euro.

Numeri che rendono la filiera delle valvole per l’Oil&Gas un settore ‘core’ del manifatturiero italiano, oltre che una delle eccellenze nascoste del Made in Italy. Quasi 2 valvole su 5 per l’Oil&Gas prodotte in Europa sono italiane. Il nostro Paese è in testa alla graduatoria dei maggiori produttori UE, grazie alla presenza di una filiera completa, sia in termini di prodotti finiti che di componenti e prodotti ausiliari.

In particolare, il territorio di Bergamo rappresenta il fulcro del settore italiano. Entro un raggio di 100 km dalla provincia ha sede un distretto industriale che genera oltre il 90% della produzione nazionale del comparto. Nel 2020 gli investimenti mondiali nel settore dell’Oil&Gas sono calati di circa il 30% e il recupero del 2021 si è espresso a ritmi moderati ma insufficienti a riagganciare i livelli pre-pandemia.

Di conseguenza, anche la domanda mondiale all’importazione di valvole per l’Oil&Gas ha archiviato il 2021 su livelli più contenuti (del 2% circa) rispetto a quelli del 2019. Lo shock del 2020 ha determinato una contrazione del fatturato delle imprese del settore (-11%): un ripiegamento in linea con quello dei competitor internazionali. Tra il 2020 e il 2021, le esportazioni italiane di valvole per il settore energetico sono cresciute a ritmi in linea o più elevati rispetto a quelle dei competitor in oltre il 60% dei top-100 mercati mondiali.

Dal 2015, la Fiera di Bergamo ospita IVS – Industrial Valve Summit, la fiera internazionale dedicata alle valvole industriali e alle tecnologie di flow control. La quarta edizione del Summit si è chiusa con un afflusso finale di 12.000 visitatori, provenienti da più di 60 Paesi in rappresentanza di tutti e cinque i continenti, segnando una partecipazione ancora maggiore rispetto al terzo appuntamento del Summit.

IVS ha ospitato quasi 300 aziende espositrici (+17% rispetto al 2019), provenienti da 12 Paesi: oltre all’Italia, si tratta di Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti d’America, Francia, Corea del Sud, Spagna, Paesi Bassi, Belgio, Sudafrica, Turchia e Repubblica Ceca.

Da record anche le superfici del Summit, che nel 2022 si è sviluppato su 15 mila metri quadrati complessivi, grazie alla creazione di un terzo padiglione. Numeri che raccontano come IVS si sia affermato come un appuntamento imprescindibile per tutta la filiera globale connessa alle valvole industriali e al controllo del flusso.

VALVEcampus è un’associazione di produttori di valvole industriali e componenti per l’industria Oil&Gas e Power Generation. Nata dalla volontà di sei soci di promuovere e diffondere tra i professionisti la cultura tecnica delle valvole industriali, opera come agenzia formativa nelle aree del design, norme tecniche, metallurgia, sistemi di tenuta e componenti ausiliari per valvole industriali. Oggi conta più di 40 associati e ogni anno organizza più di 15 tra corsi di formazione e webinar.

L’Associazione rappresenta da sempre il partner scientifico di riferimento di IVS – Industrial Valve Summit, di cui cura la parte convegnistica. VALVECampus ha come obiettivo la promozione del know-how, della professionalità e del ruolo internazionale che l’Italia ricopre all’interno della filiera con le sue molteplici attività.

Il Valve Industry Think Tank incarna la missione dell’Associazione, in quanto rappresenta un’agorà dove condividere opinioni, novità e aspettative del mercato, in cui è possibile confrontarsi sulle nuove opportunità, sugli scenari e sulle strategie da condividere con tutti gli attori della filiera.

Macchine utensili, Italia sempre al 4°posto come produttore e consumatore mondiale

I dati sul mercato mondiale delle Macchina Utensili, resi noti da Barbara Colombo, presidente di Ucimu – Sistemi produttivi, sono ricavati da elaborazioni del centro studi di Ucimu su dati di Oxford Economics, Gardner, ITC e altre associazioni nazionali

L’Italia è (e resterà) quarto Paese al mondo nella classifica dei costruttori di macchine utensili, dopo Cina, Germania e Giappone e davanti agli Stati Uniti. Ed è anche ormai stabilmente il quarto paese consumatore, dopo Cina, Stati Uniti e Germania e davanti al Giappone.

I dati del mercato

È soprattutto il dato sul consumo, che indica di fatto quanto le aziende manifatturiere stiano investendo in beni strumentali e innovazione, a sorprendere. In Italia infatti nel 2021 è stata messa a segno una crescita record degli acquisti di macchinari del 40%, che ha portato il mercato a superare i 4 miliardi di euro. Nel 2022 la crescita attesa è del 13%, mentre nel 2023 ci si attende un rallentamento al +2,2% per poi tornare a crescere a ritmi più sostenuti nel 2024 (+5,1%).

Complessivamente nel periodo 2021 – 2024 il consumo mondiale di macchine utensili crescerà del 18,5% portandosi da 62,4 miliardi a 73,9 miliardi. L’Europa farà meglio della media (+21,6% arrivando a quota 20,4 miliardi) e l’Italia, al suo interno, meglio di molti competitor, passando dai 4 miliardi del 2021 ai 4,9 attesi nel 2022 (+22,3%).

L’Asia, che si conferma il mercato principale, passerà da 34,8 miliardi del 2021 a 41,2 nel 2024 (+18,2%). Meno marcata la crescita degli Stati Uniti, da 7,3 a 7,6 miliardi, +4,8%.

Export e produzione

L’Italia, dicevamo, si conferma anche quarto produttore mondiale: con le performance registrate nel 2021 il valore della produzione ha raggiunto i 5.690 milioni di euro, registrando una crescita del 21,7%, migliore di Stati Uniti, Giappone e Germania e inferiore solo alla Cina, cresciuta del 28,7%.

Anche sull’export il Belpaese si attesta al quarto posto, con.

Anche per il 2022 il trend di crescita è confermato: la produzione globale crescerà del 7,2 nel 2022, ci sarà una crescita meno forte nel 2023 (+3,1), e nuovamente un +7,2 nel 2024.

L’Europa farà registrare +7,1% nel 2022, +5,3% nel 2023 e +7,8% nel 2024.

Le richieste del settore alla politica

“L’ultimo anno è stato un periodo che le aziende hanno trascorso a cercare fornitori alternativi per materiali e componentistica”, spiega Colombo. “Anche l’incremento del costo delle materie prime e dell’energia ha inciso sull’andamento di quest’anno”.

Per questo le aziende attendono al più presto un “piano di intervento straordinario a sostegno delle imprese”, nonché dal prossimo Governo “interventi sul caro energia, magari sul modello del piano Sure avviato durante la pandemia”, dice Colombo.

Per quanto riguarda gli incentivi all’innovazione previsti dal piano Transizione 4.0, Colombo spiega che “la transizione per ammodernare l’Officina Italia è avviata e deve proseguire, anche perché permette di aiutare non soltanto il comparto manifatturiero ma anche il Sistema Paese contribuendo significativamente alla crescita del PIL”.

Per questo “auspichiamo che gli incentivi diventino strutturali, quindi che vadano oltre l’attuale traguardo del 2025”, conclude Colombo.