Innovazione tecnologica: il polo tecnologico “Noi Techpark” riapre a Bolzano

Techpark

Noi Techpark, il distretto dell’innovazione di Bolzano, ha riaperto le porte e va ripopolandosi di ricercatori, tecnici, giovani talenti e imprenditori.

La ripresa delle attività post Covid-19 avviene anche grazie all’apertura di 19 nuovi ingressi, dieci aziende e nove start-up, che portano così a 75 il numero totale di imprese presenti nel parco: aziende, start-up e spin-off che hanno scelto il polo tecnologico per connettersi a un ecosistema vitale, che proprio sull’interazione tra ricerca e impresa basa il suo successo.

Durante la pandemia il polo tecnologico non si è mai fermato, dimostrando con iniziative online come “Reagire alla crisi” di saper offrire supporto alle aziende anche “da remoto” – riapre le sue porte in totale sicurezza: 19 le nuove imprese accolte (11 insediate nel primo trimestre dell’anno, altre 8 presentatesi e selezionate durante il periodo di lockdown) che potranno interagire e lavorare a stretto contatto con le altre aziende già presenti, i centri di ricerca e l’università.

I nuovi ingressi, che portano a 75 il numero totale delle imprese insediate, potranno usufruire dei servizi di supporto all’innovazione forniti dal polo tecnologico Noi Techpark e, soprattutto, dei 40 laboratori attivi in settori tecnologici di punta che li aiuteranno a sviluppare, in stretta relazione con gli istituti di ricerca, nuove soluzioni in grado di aumentare know-how e competitività sul mercato.

“La crisi ha colpito parti dell’economia anche in Alto Adige. Proprio per questo l’insediamento di nuove aziende e start-up a Noi Techpark è un importante segnale di fiducia nel futuro di tutto il territorio – racconta Arno Kompatscher, presidente della Provincia Autonoma di Bolzano – È un momento in cui competenza e ricerca sono fondamentali”.

Al polo tecnologico Noi Techpark, le 19 nuove imprese e start-up potranno lavorare, confrontarsi e collaborare con i ricercatori di Eurac Research, Università di Bolzano, Centro di sperimentazione Laimburg, Fraunhofer Italia e Agenzia CasaClima.

Le aziende potranno così sviluppare e testare i propri prodotti condividendo il proprio know-how in un ambiente composto da altri innovatori e giovani talenti. 

La maggior parte delle imprese lavorano nell’ambito del Digital e delle tecnologie Green, due settori di punta nel prossimo futuro. Ci sono però anche nuove aziende che lavorano nel settore dell’Automotive & Automation e del Food.

Inoltre, ci sono quattro start-up, che negli ultimi tre anni sono diventate aziende di Noi Start-up Incubator, e si sono stabilite nel polo tecnologico, insieme alle 19 nuove aggiunte. La missione di Noi Techpark è proprio quella di coltivare ulteriormente questo terreno con servizi su misura come il programma di mentoring, i workshop e i servizi di supporto. “ Siamo onorati di essere parte del polo tecnologico Noi Techpark attraverso il Würth Innovation Hub che, tra i numerosi obiettivi, ci consente di intensificare i progetti di innovazione e di ricerca che rappresentano un pilastro fondamentale della strategia di crescita di Würth Italia – afferma Nicola Piazza, Amministratore Delegato di Würth Italia – Essere presenti a Noi Techpark, uno dei più dinamici parchi scientifico-tecnologici in Europa, ci offre la possibilità di conoscere e di collaborare con numerose start-up innovative, generando un interscambio fondamentale e determinante per sviluppare ulteriori progetti innovativi ed entrare in contatto con il mondo del futuro”.

Digital Trasformation – I numeri dell’Industria 4.0

I numeri dell’Industry 4.0

Secondo quanto emerge dal recente studio dell’Osservatorio Industria 4.0 del Politecnico di Milano, nel 2019 si sono sfiorati i 4 miliardi di euro (oltre 1.100 i progetti attivi) nel comparto della trasformazione digitale.

Se il mercato dell’Industria 4.0,  in Italia  (nell’epoca pre-Covid ) era in forte espansione, già da qualche anno, ora si tratta di ripartire (alcuni settori non si sono mai fermati, anzi hanno avuto un aumento di produzione) e guardare al futuro con ‘resilienza’, flessibilità, per una cosiddetta ‘nuova normalità’.

E, soprattutto, facendo molta innovazione.

Secondo Marco Bentivogli, segretario generale della Fim-Cisl nel settore metalmeccanico – non a caso già definito il leader di un nuovo ‘sindacato Smart’ – ci attende un ‘autunno caldo’, che prevede per dopo l’estate “una poderosa corsa all’innovazione”, per “guadagnare maggiore produttività e avere aziende più sicure rispetto all’emergenza sanitaria”.

Le imprese che avevano già sviluppato la Digital transformation nell’epoca pre-Covid si sono dimostrate meno vulnerabili agli effetti nefasti della pandemia, mentre “per chi non ha investito e non investirà in innovazione ci sarà una selezione terribile”, rimarca Bentivogli.

“In questa nuova fase ci sarà un’accelerazione tecnologica ancora più forte”, rileva il segretario generale della Fim-Cisl, “che creerà fortissime discontinuità rispetto al passato”, ovvero, chi non sta al passo del cambiamento resterà irrimediabilmente indietro, per cui “ci dovrà essere un grande lavoro di accompagnamento all’innovazione”, da parte delle istituzioni, imprese, parti sociali.
Per questo Bentivogli auspica “un grande piano di re-skilling delle persone e dei lavoratori” – le macchine, purtroppo o per fortuna, imparano molto più in fretta degli umani –, facendo in modo che “il territorio sia la dimensione in cui connettere l’innovazione a tutte le imprese, comprese quelle più piccole”.

A dimostrazione della reattività imprenditoriale delle aziende italiane, a seguito dell’emergenza oggi quasi un terzo delle imprese sta riconvertendo la sua produzione o sta valutando di farlo (rispettivamente il 12% e 19%), e per il 25% di queste sono state fondamentali tecnologie 4.0 come l’IoT e il Cloud computing.

Il nuovo Report dell’Osservatorio Industria 4.0 della School of Management del Politecnico di Milano, fornisce i nuovi dati sul settore presentando un’analisi appunto a metà del guado tra le epoche pre e post Coronavirus.

Il mercato dell’Industria 4.0 in Italia (nell’epoca pre-Covid)

Il mercato dell’Industria 4.0 in Italia nel 2019 aveva raggiunto un valore di 3,9 miliardi di euro, in crescita del 22% rispetto all’anno precedente, e quasi triplicato in 4 anni.

Il mercato è misurato dall’Osservatorio del politecnico milanese come il valore (al netto dell’Iva) dei progetti di Industria 4.0 realizzati da imprese con sede operativa in Italia, e realizzati presso imprese manifatturiere e industriali, sia italiane sia estere.

Fonte: Osservatorio Industria 4.0 del Politecnico di Milano.

Questo volume di affari è in gran parte (2,3 miliardi di euro, il 60%) dedicato a progetti di connettività e acquisizione dati (Industrial IoT) e poi suddiviso tra Analytics (630 milioni), Cloud Manufacturing (325 milioni), Advanced Automation (190 milioni), Additive Manufacturing (85 milioni) e tecnologie di interfaccia uomo-macchina avanzate (55 milioni). A cui si aggiungono le attività di consulenza e formazione per progetti Industria 4.0: circa 255 milioni di euro, +17% rispetto al 2018. Insomma, un settore – prima dell’avvento della pandemia – che cresceva a ritmo sostenuto, anche se spesso spinto e sospinto, un po’ a intermittenza, dai vari incentivi statali per l’innovazione.

Incertezza, flessibilità, cambiamento

Per il 2020, originariamente si prevedeva una crescita in linea con il trend 2019, con un incremento compreso tra il 20 e il 25%, ma per effetto della pandemia si prospetta uno scenario di grande incertezza, le cui previsioni variano da uno scenario ottimistico di chiusura dell’anno quasi in linea con il budget iniziale a uno pessimistico di contrazione del fatturato 4.0 nell’ordine del 5-10%.

“Nel medio-lungo termine, in ogni caso, il sentiment verso l’industria 4.0 rimane positivo, rafforzato dalla considerazione che l’emergenza abbia accelerato la trasformazione digitale”, sottolinea  Marco Taisch, responsabile scientifico dell’Osservatorio Industria 4.0. Che rileva: “le imprese che avevano già investito in precedenza ne hanno tratto grande beneficio, ma questa è una occasione per tutte per compiere un passo avanti nel digitale. In questo senso è positivo l’impegno del Governo nel dare stabilità al piano Trasformazione 4.0”.

Un terzo delle imprese rivuole Super e Iperammortamento

Per innovare serve disponibilità di risorse, e invece nei prossimi mesi gli investimenti si preannunciano ridotti: il 26% delle aziende posporrà almeno metà di quelli originariamente pianificati, circa un quarto si concentrerà su Industrial IoT e Analytics.

Nell’incertezza del prossimo futuro, le imprese auspicano incentivi per non fermare la trasformazione digitale, in particolare una riduzione delle imposte sui prossimi esercizi contabili (33%) e una diminuzione del costo del lavoro per operatori di fabbrica (per il 30%). Ma un terzo (31%) chiede anche di rilanciare il Super e Iperammortamento per beni strumentali, di gran lunga più desiderato rispetto al credito d’imposta per ricerca e sviluppo (17%), agli incentivi per beni immateriali (18%) o a quelli per assunzione e formazione (8% e 11%).

Le smart technologies nelle aziende

A livello internazionale, nel 2019 l’Osservatorio ha censito circa 300 nuove applicazioni di smart technologies, che raggiungono complessivamente quota 1.100 (considerando anche quelle precedenti), l’88% rilevato in grandi aziende e il 12% in Pmi. L’Industrial IoT rimane la tecnologia basilare (circa 300 applicazioni, +42% in un anno), spesso abbinata all’Industrial analytics (circa 150, +39%) per prevedere il comportamento dei sistemi, gli eventi futuri. Il Cloud manufacturing (+27%) si focalizza su accessibilità, visibilità e collaborazione nei processi di supply chain.

L’additive manufacturing (più di 100 applicazioni, +34%) si consolida grazie alla flessibilità di produzione. Crescono anche le applicazioni di advanced human-machine interface nei processi di manutenzione, sviluppo prodotto e training (+20%); tra queste il 70% sono soluzioni di realtà aumentata e il 15% di realtà virtuale (15%). Crescono le applicazioni di Advanced Automation (+15%), in assemblaggio, saldatura, pressofusione, avvitatura, levigatura, lucidatura, logistica, ma anche sicurezza sul lavoro.

Innovare guardando al futuro

Secondo Alberto Dossi, vice presidente alle Politiche industriali di Assolombarda, occorre “definire un nuovo piano industriale nazionale, con un’ottica sia di breve sia di medio e lungo periodo, basato proprio sull tecnologie Smart”. Spinte dall’emergenza, molte aziende “sono riuscite a remotizzare velocemente gran parte dei processi produttivi”, fa notare Marco Stangalino, specialist IoT di Cisco, “la risposta al cambiamento dal nostro punto di osservazione è stata molto positiva”, mentre Raffaella Cagliano, docente di People Management and Organization del Politecnico di Milano, fa notare che “per innovare occorre una visione strategica e una direzione di sviluppo molto chiare, che devono portare al coinvolgimento di molti ruoli e funzioni aziendali, non solo tecnologici ma anche molte risorse umane”. E sottolinea: “l’approccio al cambiamento deve essere partecipativo all’interno dell’impresa, con una stretta collaborazione tra Project management e Change management”, in modo da unire innovazioni di processo e cambiamento dei modi e sistemi di lavoro da parte delle persone.

Tecnologie anti Covid-19

I tessuti antivirus
I tessuti antivirus

Il post Covid-19 porta alla luce novità non solo in campo medico ma anche tecnologico e per quanto riguarda la moda, l’abbigliamento è in atto una vera e propria rivoluzione soprattutto per quanto riguarda i materiali con cui verranno realizzati i capi, tessuti antivirus

Da Albini Group arrivano i primi tessuti  antivirus «ViroFormula», in grado di proteggerci da virus e microbi. Grazie a una tecnologia (la Viroblock della svizzera HeiQ), che impedisce alle stoffe, con comprovata efficacia, di diventare superfici ideali per la diffusione del Covid19. Contribuendo così a ridurne il rischio e la velocità di contaminazione e trasmissione.

«Stiamo vivendo un momento critico e incerto, ma noi non ci fermiamo. Siamo pronti ad affrontare la sfida, continuando a lavorare su nuove soluzioni e articoli in sintonia con le attuali esigenze del mercato – spiega Stefano Albini, Presidente di Albini- Ecco perché abbiamo sviluppato i tessuti antivirus ViroFormula».

Da oltre 144 anni la ricerca d’avanguardia è l’obiettivo di Albini Group (sette stabilimenti, di cui 4 in Italia, 1.300 dipendenti).

«Abbiamo ideato una nuova categoria di prodotti, unica nel suo genere: i più bei tessuti al mondo con la capacità di proteggerci dai virus. Per indossare un futuro migliore adesso», sottolinea Fabio Albini, direttore creativo del marchio fondato nel 1876 ad Albino (Bergamo), impresa famigliare, oggi guidata dalla quinta generazione. 

Il brand – maggior produttore europeo di tessuti per camicie – proprio perché è da sempre in prima linea nello studio di soluzioni innovative, nel 2019 ha inaugurato Albini Next, il «Think Tank» che promuove il cambiamento nel tessile,  fondato sull’evoluzione del know-how. E su partnership industriali e accademiche d’alto livello. Come ad esempio la collaborazione con l’azienda leader svizzera HeiQ, con cui sono nati i tessuti antivirus ViroFormula che, grazie a particolari trattamenti  annientano velocemente microbi e virus (tra cui, appunto, il Covid19). Alcuni particolari elementi chimico tessili sono stati utilizzati per distruggere il virus in pochi minuti attraverso la combinazione, in attesa di brevetto, di una tecnologia della vescicola grassa (liposomi), che distrugge i virus esaurendo la membrana virale nel suo contenuto di colesterolo.

Successivamente, gli stessi sono stati bloccati da un altro procedimento, a base d’argento che attiva reazioni antivirali ad alto spettro, attraendo i virus e legandosi permanentemente ai loro gruppi zolfo. 

Meccanismi complessi, invisibili sui tessuti antivirus realizzati in vari pesi, ideali per la produzione di camice, casacche, giacche e pantaloni, ma anche di mascherine e camici.

L’effetto del finissaggio sugli indumenti dura fino a 30 lavaggi. I prodotti utilizzati nel trattamento ViroFormula, testati per garantire la sicurezza delle persone, sono  dermatologicamente non irritanti, innocui per la pelle e per il corpo, oltre che sostenibili.

ITAL CONTROL METER: FLUSSIMETRI TERMICI TOUCH SCREEN PER GAS

FLUSSIMETRI TERMICI TOUCH SCREEN PER GAS

I misuratori di portata massici serie 2 RED-Y, prodotti dalla svizzera Voegtlin, sono caratterizzati da una tecnologia potente, funzioni intelligenti e design innovativo

Si tratta di strumenti compatti, possono essere installati in qualsiasi posizione e sono immediatamente pronti per l’uso. Il display touch screen di nuova generazione garantisce una flessibilità operativa impareggiabile.

RED-Y COMPACT misura direttamente la portata in massa per un numero molto vasto di gas e offre una misura estremamente precisa e veloce: grazie al sensore a semiconduttore termosensibile CMOS non risente delle variazioni di pressione e temperatura.

Il flussimetro è alimentato a batteria, con una normale stilo AA.  Questa caratteristica lo rende perfetto per il laboratorio ma anche per il tecnico che necessita di misure di portata o regolazioni in campo. Lo strumento è anche alimentabile tramite micro USB.

Accuratezza e qualità svizzera completano un identikit degno di nota.

LINK UTILI:

https://www.youtube.com/watch?v=9M4ep8VdQjQ&feature=youtu.be

https://www.italcontrol.it/prodotti/misure-di-portata/misuratori-portata-termici-c-mos-serie-compact/

MAMMOET : trasporto e posizionamento del più grande evaporatore del mondo

Mammoet evaporatore

Il modulo, del peso di 5.134 tonnellate, rappresenta un nuovo record mondiale conquistato dall’azienda nel trasporto di moduli industriali ultrapesanti

Con il trasporto ed il posizionamento di un modulo di evaporazione del peso di 5.134 tonnellate, il più pesante del mondo, Mammoet ha segnato l’ultimo passo del progetto di costruzione dell’impianto di dissalazione Shoaiba in Arabia Saudita, sulla costa del Mar Rosso circa 120 chilometri a sud di Gedda. 

L’impianto di Shoaiba è adiacente ad una centrale termoelettrica da 5,6 GW di potenza, una delle più grandi al mondo, di cui utilizza il calore residuo sotto forma di vapore per dissalare l’acqua marina.

Nel 2017, quando ha preso inizio la Fase 4 della realizzazione, l’impianto era in grado di produrre 76.800 metri cubi d’acqua dolce al giorno. Con il nuovo modulo, di cui fa parte integrante l’evaporatore, Shoaiba incrementa la propria capacità di altri 384.000 metri cubi al giorno.

L’evaporatore è arrivato al pontile dell’impianto con una chiatta che portava anche uno steam transformer di 273 tonnellate, filtri per il calcare di 34 tonnellate e un circuito della salamoia di 16 tonnellate. Mammoet ha scaricato per primo l’evaporatore utilizzando un convoglio SPMT da 186 assi disposti su tre file da 62 assi l’una. Gli altri componenti sono stati caricati successivamente su convogli più piccoli. In totale Mammoet ha utilizzato 200 assi di SPMT. Tutti i convogli erano stati approntati nelle vicinanze dell’attracco per ottimizzare i tempi.

Dopo un tragitto di un chilometro dalla banchina all’impianto, i convogli hanno dovuto attraversarlo per raggiungere i punti di installazione. Per evitare la rimozione di ostacoli e di recinzioni, durate il percorso i tecnici di Mammoet hanno via via modificato la sagoma dei carichi.   

Grazie all’esperienza dell’azienda nel trasporto di carichi fuori misura anche all’interno di strutture già esistenti e alla collaborazione con aziende locali, la commessa ha potuto essere terminata nei tempi previsti. 

“Questa realizzazione – commenta Alberto Galbiati, CEO di Mammoet Italy  – è una nuova dimostrazione dell’esperienza e delle capacità costruite da Mammoet negli ultimi 15 anni nel trasporto di componenti e di moduli industriali di enormi dimensioni. Anche grazie ad esse, l’impianto di Shoiaba può ormai fornire in abbondanza al sistema idrico dell’Arabia Saudita acqua dolce pulita e sicura, prodotta con un sistema che non comporta consumo ulteriore di energia primaria“.

FLIR presenta la termocamera MIDWAVE

termocamera midwave RS8500
Alte prestazioni per applicazioni scientifiche e di tracciamento a lungo raggio

La nuova termocamera FLIR RS8500 combina un sensore termico midwave con un telescopio, per l’acquisizione di dati su obiettivi a lungo raggio e ad alta temperatura in ambienti difficili

FLIR Systems, Inc. (NASDAQ: FLIR) ha annunciato FLIR RS8500, la termocamera midwave (MWIR) progettata per applicazioni scientifiche, di misurazione e di tracciamento a lungo raggio. RS8500, il nuovo modello ad alte prestazioni della serie di termocamere scientifiche FLIR Systems, integra un sensore a infrarosso a onde medie e un telescopio in un’unica custodia resistente alle intemperie, costruita per eseguire misurazioni accurate di obiettivi a lungo raggio e ad alta temperatura in ambienti difficili.

L’eccezionale accuratezza di misurazione della termocamera RS8500 è dovuta al sensore MWIR, che fornisce immagini termiche ad alta definizione e di grande formato, fino a 180 fotogrammi al secondo, abbinato ad un’ottica telemetrica ad alta risoluzione da 120–1200 millimetri e zoom continuo.

Queste caratteristiche della termocamera garantiscono la massima consapevolezza del contesto a campi visivi più ampi e consentono lo zoom a lunghezze focali maggiori per massimizzare il numero di pixel su un oggetto a qualsiasi distanza.

termocamera RS8500

La termocamera può ovviare ai problemi di saturazione nelle riprese di elementi caldi con l’impiego di filtri a densità neutra. Inoltre, la RS8500 ha il 24% di pixel in più e una frame rate superiore del 46% rispetto ai precedenti modelli RS8000. 

“Grazie alla risoluzione più elevata e all’analisi dati semplificata, la termocamera FLIR RS8500 è la soluzione ottimale per molti settori tra cui: ricerca in esterni, applicazioni militari e aerospaziali, laboratori universitari e statali, e produzione cinematografica”, afferma Rickard Lindvall, General Manager della Solutions Line of Business di FLIR.

“Questa nuova termocamera midwave consente di misurare obiettivi ad alta temperatura e in rapido movimento con notevole accuratezza e a grande distanza, garantendo la sicurezza dell’operatore”.    

La termocamera RS8500 è inoltre dotata di interfaccia grafica utente e grazie alla disponibilità di più uscite dati simultanee si integra facilmente nei sistemi di acquisizione dati pre-esistenti e in FLIR Research Studio. 

Oggi FLIR RS8500 è disponibile per l’acquisto in tutto il mondo. Per ulteriori informazioni, visita il sito:

www.flir.com/RS8500

Dispositivo genera elettricità sfruttando l’ombra

ombra nella foresta

Un nuovo dispositivo che “sfrutta l’ombra per creare elettricità” è stato creato da ricercatori dell’Università Nazionale di Singapore

Denominato “generatore di energia ad effetto ombra”, questo nuovo dispositivo riesce infatti a sfruttare il contrasto che c’è tra le aree illuminate e quelle illuminate di meno perché ombreggiate per generare piccole quantità di elettricità.

Si tratta di un concetto nuovo e di un’idea che potrebbe aprire la strada a dispositivi del tutto nuovi per alimentare piccoli dispositivi elettronici.

Lo studio è stato pubblicato su Energy & Environmental Science.

Il dispositivo si basa sull’uso di una pellicola di plastica trasparente flessibile su cui sono poste una serie di celle. Ognuna di questa è rappresentata da una pellicola sottile di oro su un wafer di silicio. Se metà della cella è illuminata e l’altra metà e in ombra si viene a creare una superficie che genera e raccoglie la carica, come spiega Andrew Wee, ricercatore che sta partecipando al progetto.

Un dispositivo a quattro celle risulta due volte più efficace delle celle solari al silicio tradizionali sotto l’effetto parziale delle ombre. In condizioni di illuminazione all’interno di edifici, genera un quantitativo di elettricità sufficiente per alimentare un orologio digitale, circa 1,2 volt. Lo stesso dispositivo potrebbe essere utilizzato per alimentare i sensori indossabili o per il monitoraggio di oggetti in movimento.

Come spiega Tan Swee Ching, capo del gruppo di ricerca, il dispositivo sfrutta il contrasto di illuminazione che si ottiene quando c’è un’area non ombreggiata e una ombreggiata, ossia con un ostacolo frapposto tra la fonte di luce e l’area stessa.

Ciò crea un contrasto il quale a sua volta provoca una differenza di tensione tra le due aree e ciò, a sua volta, porta ad un piccolo quantitativo di corrente elettrica.
Si tratta di un concetto che, per esempio, potrebbe essere utilizzato per raccogliere energia elettrica dalla luce in ambienti interni, ossia in ambienti in cui le ombre sono onnipresenti e che, anzi, rappresentano un ostacolo per le celle solari tradizionali. Un dispositivo del genere potrebbe massimizzare l’efficienza della raccolta di energia proveniente dall’illuminazione sfruttando anche le zone ombreggiate e non illuminate direttamente.

SKF Nuovo sensore wireless

Consente il monitoraggio automatizzato delle macchine rotanti

SKF presenta un sensore di temperatura e vibrazioni compatto ed economico per monitorare le condizioni dei componenti rotanti sui macchinari industriali pesanti

Sviluppato per l’impiego come parte della soluzione SKF Rotating Equipment Performance (REP), questo sensore, noto come SKF Enlight Collect IMx-1, consente ai clienti di ridurre sia i costosi tempi di fermo non programmati sia i costi di manutenzione.

“Gli stabilimenti industriali sono sottoposti a una pressione crescente e, di conseguenza, stanno aumentando le ore di produzione. I clienti devono poter evitare tempi di fermo macchina non programmati e, al contempo, ridurre gli investimenti di capitale.

Con il nuovo SKF Enlight Collect IMx-1 possono facilmente sottoscrivere un contratto per attivare un servizio in abbonamento o basato sulle prestazioni, che consenta loro di accedere alla manutenzione predittiva automatizzata e assicurare prestazioni affidabili delle macchine rotanti rispettando il budget operativo”, spiega Chris James, Product Line Manager SKF.

Alimentato da batterie di lunga durata, questo sensore economico si può impiegare su larga scala per automatizzare l’acquisizione dei dati relativi alle condizioni macchina, una procedura generalmente affidata a tecnici muniti di dispositivi manuali portatili.

Se il sensore viene montato, ad esempio, su un supporto cuscinetto, i dati acquisiti possono essere inviati in modo wireless alla rete di computer host, da cui vengono trasmessi ai centri SKF REP che forniscono servizi di analisi basati sul cloud.

“Questi nuovi sensori robusti e di alta precisione consentono di acquisire i dati con maggiore frequenza, ovvero in ore e giorni anziché settimane e mesi, da posizioni in precedenza manualmente inaccessibili e avvalendosi di un minor numero di tecnici”, aggiunge Chris James.

Il sistema è basato su una “rete mesh” che consente lo scambio e la trasmissione dei dati tra i sensori. Ciò significa che i dati si possono veicolare bypassando ostacoli radio, come tubature o recipienti per lo stoccaggio dei liquidi, che costituiscono blocchi per i segnali nel caso dei sistemi linea di vista tradizionali, e quindi trasmettere a distanze maggiori, rispetto ai singoli dispositivi.

“La rete mesh si forma automaticamente, rendendo più rapida e semplice l’implementazione, rispetto ad altre tecnologie di comunicazione wireless, come il Wi-Fi o il Bluetooth.

Questo sistema è innovativo anche per il modo in cui gestisce la larghezza di banda disponibile e il consumo energetico del sensore, assicurando una durata delle batterie sufficiente per soddisfare le esigenze di contratti di servizio pluriennali”, conferma il Product Line Manager SKF.

L’SKF Enlight Collect IMx-1 è stato specificatamente progettato per ottenere una classe di protezione di ingresso elevata, ovvero IP69K.

Ciò significa che può operare in maniera affidabile anche se esposto a polvere, sporcizia, olio, grasso, agenti contaminanti, detriti presenti nell’aria, cambiamenti di temperatura, vento, pioggia, lavaggi con acqua calda ad alta pressione e altre condizioni avverse.

“Inoltre, il sensore acquisisce i dati in maniera coerente con il nostro dispositivo di acquisizione dati manuale, una funzione critica soprattutto per rilevare difetti dei cuscinetti in fase precoce. Benché i cuscinetti seriamente danneggiati siano relativamente facili da identificare, quando ciò avviene sono prossimi al cedimento, quindi è di vitale importanza rilevare i difetti il prima possibile, in modo da programmare le azioni correttive in tempo utile e ridurre al minimo le conseguenze negative”, commenta ancora Chris James.

Tuttavia, è difficile separare dal rumore di fondo i deboli segnali di un difetto in fase iniziale. Per fare ciò, l’SKF Enlight Collect IMx-1 si avvale della tecnologia dell’inviluppo dell’accelerazione di SKF.

“La qualità di un programma di condition monitoring è determinata dalla qualità delle misurazioni che esegue. SKF gestisce contratti di manutenzione predittiva su larga scala da decenni, quindi sappiamo quali sono le prestazioni che un dispositivo wireless deve assicurare e il risultato è l’SKF Enlight Collect IMx-1”, evidenzia Chris James.

Tuttavia, i dispositivi wireless, di per sé, non garantiscono prestazioni di rotazione affidabili e devono essere supportati da competenze professionali in ambito di analisi, per ottenere dati macchina e servizi di ingegneria meccanica adeguati e finalizzati ad agevolare le azioni correttive eventualmente necessarie. Ora, grazie a nuovi modelli di business basati su abbonamento e il livello dei servizi forniti, i clienti dispongono di una nuova alternativa per ottenere prestazioni ottimizzate delle attrezzature rotanti al giusto prezzo”, conclude Chris James.

https://www.skf.com/it

Festo LifeTech: tecnologia piezo-elettrica nelle valvole

FESTO Proportional flow control valve VEMD

Il settore healthcare si trova ogni anno ad affrontare un numero sempre maggiore di sfide per rispondere alle necessita di tutto il mondo

Sono molti i fattori globali che portano a investire in questo settore tra i quali l’aspetto demografico, arrivato a essere uno dei “megatrend” più influenti sul mercato a livello globale.

Alla base troviamo tre cause:

• l’incremento della popolazione: ormai abbiamo raggiunto i 7,2 miliardi. Dei quali un miliardo solo negli ultimi 12 anni;

• l’invecchiamento della popolazione: si stima che nel 2050 le persone over 60 raddoppieranno, raggiungendo i 2 miliardi;

• l’aumento di malattie legate all’urbanizzazione, all’impatto ambientale e alla mobilità globale.

Da parte delle autorità pubbliche si ha quindi la necessità di abbassare i costi legati alla sanità, aspetto che a sua volta comporta una crescente richiesta nell’ambito dell’assistenza sanitaria preventiva oltre che di diagnostica.

In sostanza, prevenire è meglio che curare, anche da un punto di vista di costi.
Per questo sviluppiamo tecnologie che puntano a migliorare le prestazioni degli strumenti medicali e da laboratorio. Si tratta di soluzioni facili da implementare, e che comportano una riduzione del time to market e dei costi di sviluppo.

LifeTech: campi applicativi

Oltre alle esigenze espresse dalle autorità, ci sono un altro paio di fattori di cui tenere conto:
• le persone anziane vogliono mantenere uno stile di vita adeguato con la possibilità di muoversi;
• il processo di laboratorio predominante è ancora manuale.

Festo è partita proprio da queste esigenze per realizzare le soluzioni del settore LifeTech, che si focalizza su tre campi applicativi:

Automazione di laboratorio (meccatronica);

Liquid Handling (controllo di liquidi);

Gas Handling (controllo gas medicali e ossigeno).

La divisione LifeTech dFesto offre soluzioni innovative nel campo della tecnologia medica e automazione di laboratorio, oltre a dare supporto ai produttori di sistemi e apparecchiature combinando qualità e massima efficienza.


In collaborazione con i suoi clienti, Festo sviluppa prodotti e sottosistemi per apparecchiature medicali e laboratori automatizzati, come:

• controllo e regolazione dei gas medicali;

• controllo della portata con valvole compatte per applicazioni di ventilazione e ossigenoterapia;

• controllo e dosaggio fluidi;

soluzioni pneumatiche per strumentazioni chirurgiche;

• soluzioni di automazione per laboratori.

In particolare, è stata integrata la tecnologia piezo-elettrica alle  valvole Festo, così da sviluppare soluzioni e sottosistemi per apparecchiature medicali che permettessero regolazione e controllo efficienti dei gas medicali e dell’ossigeno e quindi alla lifetech.

Le valvole proporzionali VEMP e VEAE.

VEAE: affidabilità e precisione

VEAE regola i flussi di gas, come ossigeno, azoto o gas inerti, in modo affidabile e preciso.
Si tratta di una valvola compatta, ideale per ventilatori fissi per ambulatori e ospedali.
Offre un controllo ottimale del flusso d’aria che la rende adatta all’uso in odontoiatria e chirurgia.

Una soluzione pensata sia per la tecnologia medica sia per le applicazioni in assemblaggio leggero, elettronica e industria dei semiconduttori.

Trovate maggiori dettagli al link:

https://www.festo.com/cms/it_it/62533.htm

Rockwell Automation “VirtualConnect”

Rockwell Automation VirtualConnect
Formazione specializzata, conversazione con gli esperti e fiera digitale.

Per aiutare le aziende a capire come la tecnologia possa risolvere le sfide strategiche e operative, Rockwell Automation sta lanciando una serie di eventi gratuiti online chiamati “VirtualConnect”.

Il primo appuntamento, svoltosi il 12 maggio scorso, ha incluso momenti di formazione specializzata, di conversazione con gli esperti e di visita della fiera digitale.

“La trasformazione digitale continuerà a evolvere e porterà opportunità infinite per arricchire il modo in cui lavoriamo, sia in fabbrica che al di fuori. Il nostro evento VirtualConnect è un esempio di come l’industria può essere agile e può riuscire ad abbracciare esperienze digitali per mantenere attivo l’apprendimento senza il bisogno di spostarsi”, afferma Nathan Turner, Direttore del Dipartimento Integrated Architecture presso Rockwell Automation.

Dopo un discorso di apertura sulle tecnologie che trasformano l’industria, di Suzana Gonzales, Presidente EMEA di Rockwell Automation, i tecnici del Gruppo hanno tenuto delle presentazioni video interattive, incentrate su come le tecnologie intelligenti possono aiutare gli utenti a catturare i dati e prendere decisioni migliori che aumentano la produttività e ottimizzano l’efficienza delle operazioni.

L’esperienza VirtualConnect è stata organizzata in due tracce: uno “smart machine journey” e un “digital transformation journey”. I partecipanti hanno visto come la realtà aumentata, il gemello digitale e l’IoT stanno creando nuove opportunità per aumentare le performance nel settore manifatturiero, utilizzando gli smart device per espandere le operazioni attuali.

Tra i temi presenti in agenda, erano inclusi i seguenti: “Come risolvere i problemi critici della manifattura attraverso i servizi connessi”; “Gli smart sensing devices per un migliore utilizzo degli asset”; “Sicurezza nell’Industrial Internet of Things”; “Trasformare i dati in informazioni utili”.

Inoltre, i partecipanti hanno potuto visitare gli stand virtuali dei partner di Rockwell Automation in versione VirtualConnnect per esplorare i loro prodotti e le soluzioni complementari. Fra questi erano presenti Biehl+Wiedemann, Ocean Data Systems, eplan, Maplesoft, Spectrum Controls, Stratus Technologies e WIN-911. Altri eventi come questo saranno schedulati per giugno, settembre e novembre. Tutte le sessioni saranno registrate e disponibili ai partecipanti a seguito dell’evento.