Innovazione all’insegna della sostenibilità, grazie a EFA AUTOMAZIONE

Innovazione, impegno verso la sostenibilità, efficientamento produttivo, valorizzazione del capitale umano. L’implementazione di Ignition, piattaforma di Inductive Automation per lo sviluppo di applicazioni software industriali, distribuita e supportata in Italia da EFA Automazione – gruppo Relatech, ha permesso a CAP Arreghini non solo di aggiornare, efficientare e rendere più solidi i propri asset produttivi, ma di cogliere numerose altre opportunità. Il tutto mantenendo un importante margine di crescita per il futuro, grazie alla flessibilità, all’apertura e al modello di licenza illimitata che Ignition offre

Esistono diversi modi per misurare il valore di un’azienda: il fatturato, il tipo di prodotto che offre, il numero di dipendenti.

Nel corso degli anni si sono però consolidati anche altri fattori capaci di ridefinire questo concetto: prendiamo ad esempio la propensione all’innovazione, la valorizzazione del personale o l’impegno verso la sostenibilità. Soprattutto avvalendosi delle opportunità e degli strumenti innovativi che oggi le tecnologie digitali offrono a chi ne intuisce il potenziale.

È questo il caso di CAP Arreghini, azienda di Portogruaro (VE) che da sempre si occupa della produzione di colori e vernici, utilizzate in applicazioni che spaziano a tutto campo: edilizia, legno, ferro, habitat urbano ecc. Nata nel 1950 come piccola azienda fino a diventare una società per azioni nel 1988, la sua capacità produttiva è sempre stata in costante crescita, al fine di soddisfare le richieste di un mercato sempre più dinamico ed esigente, non solo in termini di qualità, ma anche – e oggi più che mai – di sostenibilità e innovazione.

Il rispetto per l’uomo e per l’ambiente è infatti una priorità a cui CAP Arreghini dedica costante attenzione e che è testimoniata dalle numerose certificazioni di cui dispone.

Oggi, giunta alla terza generazione, l’azienda affronta le nuove sfide si innovazione imposte dai mercati con grande solidità. La più recente la vede impegnata su nuovi fronti, tra cui un importante percorso di aggiornamento tecnologico e formativo, che la proietterà verso un futuro ancora più solido e sostenibile.

Ciò anche grazie a Ignition, la piattaforma di Inductive Automation, distribuita in Italia da EFA Automazione – gruppo Relatech, che è stata scelta quale backbone software per sviluppare un sistema di gestione dell’automazione basato sull’innovazione, nonché per raccordare il livello OT con gli applicativi gestionali tipici del mondo IT.

La necessità di effettuare un cambio di passo tecnologico

Fino a circa 3 anni fa, all’interno di CAP Arreghini convivevano tecnologie e soluzioni molto diverse tra loro, con un elevato grado di complessità.

“Con il trascorrere degli anni abbiamo ampliato i nostri stabilimenti e aggiunto nuovi impianti: era giunto il momento di fare una riflessione in proposito” spiega Renato Tesolin, direttore generale di CAP Arreghini. “Eravamo legati a tecnologie tra loro eterogenee, spesso dipendenti da infrastrutture che nel tempo si erano fatte fragili. Ciò che venti, venticinque anni fa era innovativo, oggi rappresenta una criticità da affrontare e risolvere. Abbiamo però deciso di gestire il tutto da un punto di vista differente: trasformare una necessità tecnologica in un’opportunità di sviluppo e crescita e ancora una volta di innovazione, per noi come azienda e per il nostro personale, naturalmente con un occhio di riguardo ai temi della sostenibilità”.

Ogni impianto era comandato singolarmente da un computer, con rischio di stop dovuto a potenziali guasti o interruzioni di servizio. Alcuni applicativi addirittura giravano ancora su sistema operativo DOS: per questo motivo erano stati predisposti dei PC Linux, con virtual machine basate su Windows XP, capaci di emulare il vecchio sistema operativo di Microsoft.

“Tecnicamente il tutto funzionava, ma è evidente che non era la condizione ideale per poter efficacemente gestire un processo produttivo. Per di più, alcuni impianti, pur essendo ancora attuali, utilizzavano PLC oramai obsoleti o protocolli di comunicazione di tipo seriale, con tutte le limitazioni del caso”, spiega Paolo Flaborea, Responsabile Area Tecnica di CAP Arreghini.

È proprio sulla base di questi presupposti che, dopo aver effettuato un’attenta valutazione, CAP Arreghini ha deciso di implementare una nuova architettura operativa, rinnovando l’automazione e puntando su Ignition quale piattaforma alla quale affidare il coordinamento software di tutte le funzionalità MES e impiantistiche d’innovazione.

Ignition, una rivoluzione copernicana

Il progetto che ha portato allo sviluppo del nuovo applicativo è stato seguito da CAP Service, system integrator di Dolo (VE), la cui similitudine con CAP Arreghini non risiede solamente nel nome, ma anche nell’attitudine all’innovazione e alla proattività.

“Una delle prime cose che abbiamo portato avanti è stato uniformare i protocolli di comunicazione, utilizzando lo standard Ethernet”, spiega Stefano Gallenda, titolare di CAP Service. “In questo modo, in caso di emergenza in ambito produttivo non si è vincolati al singolo specifico client, come invece era sempre accaduto, quando ogni problema ai computer, anche il più banale, poteva causare il fermo di un impianto”.

Quale piattaforma software per la gestione coordinata di tutto il complesso impiantistico, la scelta effettuata è ricaduta su Ignition, che CAP Service conosce già molto bene avendo implementato con successo numerose applicazioni. Ignition è stato scelto in quanto permette di sviluppare rapidamente soluzioni innovative garantendo la massima flessibilità operativa, una completa apertura verso qualsiasi tipo di integrazione e nessun limite progettuale in termini di tag. Ignition permette inoltre di lavorare con database SQL, il che rappresenta un enorme vantaggio nell’ottica di mantenere aperta e standard l’intera architettura aziendale, nonché di poterla interfacciare con semplicità ai gestionali di livello superiore.

L’utilizzo di un database in standard SQL si è rivelato estremamente utile non solo per abbattere le barriere di comunicazione tra i mondi OT e IT, bensì anche per storicizzare efficacemente le attività e tracciarle con robustezza nel corso del tempo, al fine di effettuare analisi anche molto approfondite.

Pensare in grande, non porsi limiti

Poiché alcuni PLC, pur essendo oramai obsoleti, per questioni tecniche non hanno potuto beneficiare di un aggiornamento o di una sostituzione, la comunicazione con questi hardware è stata gestita mediante KEPServerEX, soluzione software di Kepware – marchio distribuito in Italia da EFA Automazione – che opera quale middleware di interconnessione capace di abilitare la comunicazione qualsiasi sia il tipo di protocollo.

“Il progetto, che è ancora in corso di implementazione, vede la stretta collaborazione con gli sviluppatori del software gestionale, al fine di comprendere come sfruttare al meglio tutte le potenzialità di Ignition per raggiungere il massimo dell’efficacia nell’integrazione complessiva del sistema, non solo dal punto di vista Scada, ma anche delle funzionalità MES” aggiunge Alessandro Laguzzi, responsabile IT di CAP Service. “Non ci poniamo limiti, vogliamo esplorare tutte le possibilità. La capacità di Ignition di gestire architetture complesse è un plus che intendiamo sfruttare. Dal punto di vista dello sviluppo, inoltre, il software è fatto per agevolare i programmatori nel proprio compito e permette di riutilizzare blocchi di codice e di modificare solo le parti necessarie, velocizzando l’intero processo”.

Questo approccio offre un altro beneficio, apparentemente secondario, ma che in realtà si dimostra di grande utilità in CAP Arreghini: gran parte degli impianti condividono le medesime interfacce, fornendo così un valido aiuto anche dal punto di vista operativo. Ciò semplifica di fatto il lavoro degli operatori impegnati su più reparti, perché uniforma le interazioni con il processo, e aiuta l’azienda a gestire con più semplicità il turnover.

Ignition consente inoltre di effettuare le modifiche a caldo, ovvero con gli impianti in funzione. Modifiche e aggiornamenti possono quindi essere fatti senza la necessità di interrompere la produzione. Un bel vantaggio per chi, come CAP Arreghini, punta a sfruttare al massimo i propri impianti.

Un progetto in continuo sviluppo che coinvolge tutti

L’attività iniziata in CAP Arreghini è in fase di avanzamento costante: il progetto originale funge da base, dopodiché ogni step porta a nuove considerazioni pratiche e a potenziali nuovi sviluppi.

L’architettura potente e al tempo stesso flessibile di Ignition permette di aggiungere nuove funzioni anche in un secondo momento, senza doversi preoccupare dei consueti limiti che le licenze dei software di questo tipo impongono. Il modello di licenza su cui Ignition è strutturato non pone infatti limiti al numero delle tag utilizzate, pertanto risulta ideale per ampliare il progetto man mano che se ne presenta l’opportunità. Come quelle che evidenzia Barbara Gambin, responsabile risorse umane di CAP Arreghini.

“Oltre alle necessità di innovazione che hanno riguardato i reparti produttivi, si sono aperte nuove opportunità, legate a esigenze diverse, ma per noi altrettanto importanti in ottica di sicurezza interna ed efficientamento delle procedure. Mi riferisco, ad esempio, a quanto è stato sviluppato e integrato in Ignition in merito al controllo accessi di fornitori e visitatori, procedura in precedenza delegata al cartaceo e oggi affidata al personale che si occupa dell’accoglienza, che ora, dopo un opportuno percorso formativo, la esegue con pratici tablet che consentono di effettuare un tracking puntuale”.

Questo approccio ha permesso a CAP Arreghini di essere full compliant alle prescrizioni antincendio, poiché la nuova procedura gestita in forma digitale permette di sapere in qualsiasi momento chi è presente all’interno dello stabilimento e con quale referente.

Un futuro sempre più aperto, innovativo e sostenibile

Uno dei prossimi passi che CAP Arreghini ha pianificato di compiere è il calcolo delle performance su base KPI, come ad esempio i consumi energetici, i materiali di scarto, le variabili di processo ecc. Sarà così possibile comprendere se un impianto sta lavorando correttamente o se è necessario intervenire per correggerne le condizioni.

“Avere dati certi e consistenti sulla produzione è una condizione necessaria che ci permetterà di migliorare su molti fronti,” ha concluso Renato Tesolin. “Il fatto di disporre di tutte le informazioni su un database standard ci permette anche di ridurre praticamente a zero l’utilizzo dei documenti cartacei interni. Può sembrare poco rilevante, ma in realtà è un ulteriore importante passo che porterà l’azienda verso l’adozione di procedure più robuste, efficienti e a un ulteriore milestone nel percorso di sostenibilità”.

Con Ignition CAP Arreghini si è dotata di un sistema innovativo, performante e aperto, che potrà crescere nel tempo senza alcuna limitazione, accompagnando tutte le future evoluzioni e innovazioni che si renderanno necessarie per soddisfare le esigenze di crescita del mercato, dell’azienda e di tutto il suo capitale umano in ottica di sostenibilità.

#buildyourdigitalfuture con EFA e il gruppo Relatech

La piattaforma software Ignition di Inductive Automation e la piattaforma di connettività industriale KEPServerEX di Kepware sono tra le soluzioni di punta che EFA Automazione SpA distribuisce e supporta su tutto il territorio nazionale per abilitare la connettività di macchine e impianti in ottica di convergenza OT/IT.

Attiva da oltre 30 anni in ambito di automazione industriale con competenze e soluzioni specifiche che abilitano la convergenza OT/IT, nel 2022 EFA Automazione è entrata a far parte di Relatech, Digital Enabler Solution Know-how (DESK).

Relatech è il partner di riferimento per la Digital Innovation delle imprese ed è alla guida di un gruppo di aziende altamente specializzate nelle Digital Enabler Technologies – quali cloud, cybersecurity, IoT, big data, blockchain, machine learning ecc. – unite dalla mission comune di supportare i clienti nel loro percorso di trasformazione digitale.

Relatech investe costantemente in Open Innovation con un’intensa attività di R&D, che è svolta da una serie di hub interni che operano in stretta collaborazione con università e centri di ricerca nazionali.

Pompe volumetriche industriali: il cuore silenzioso dell’efficienza produttiva

Le pompe volumetriche rappresentano strumenti indispensabili in diversi settori industriali, in particolare nel comparto chimico e petrolchimico, laddove si opera con fluidi abrasivi e corrosivi e con materiali viscosi

Kiepe Electric SpA, azienda italiana che dal 1959 seleziona, personalizza e distribuisce componenti e soluzioni per l’industria di processo, sistemi anticollisione, antincendio e per la sicurezza sul lavoro, include nella propria offerta anche l’intera gamma di pompe volumetriche industriali GRACO, sia elettriche che pneumatiche.

Prima di scendere più nel dettaglio e scoprire i vantaggi delle pompe GRACO, vediamo quanti tipi di pompe industriali esistono e quali sono le loro principali applicazioni.

Pompe industriali: come vengono classificate

Le pompe industriali attualmente disponibili sul mercato possono essere suddivise in due macrocategorie: le pompe dinamiche (di cui fanno parte le pompe centrifughe e quelle a trascinamento magnetico) e quelle volumetriche (le quali si suddividono in pompe a lobi rotativi, a ingranaggi, a vite eccentrica, peristaltiche e a membrana).

In questa sede ci concentreremo sulle pompe a membrana; tuttavia, è doveroso un accenno anche alle altre tipologie di pompe impiegate nell’industria. Le pompe dinamiche, infatti, vengono utilizzate in particolare laddove c’è necessità di trattare portate elevate di fluidi a bassa viscosità, come accade ad esempio nel caso del trattamento e della distribuzione dell’acqua.

Le pompe volumetriche, invece, sono progettate per trattare fluidi di diversa viscosità, fornendo un flusso costante, e hanno un ampio spettro di applicazione, spaziando dall’industria alimentare a quella farmaceutica, senza contare il settore chimico e petrolchimico.

I vantaggi delle pompe a membrana GRACO

Le pompe industriali a membrana GRACO presentano numerosi vantaggi, tra cui la capacità di andare in stallo sotto pressione, il che significa che, in caso di ostruzioni o di chiusura delle valvole, la pompa si ferma senza danneggiarsi. Le pompe GRACO, inoltre, funzionano a secco senza che vengano danneggiati né le membrane né i meccanismi interni. Tra gli altri pro delle pompe GRACO ricordiamo l’adescamento automatico, la modalità a bassa pulsazione (presente nelle pompe elettriche), il controllo della portata e il controllo remoto.

Le pompe GRACO, inoltre, non hanno bisogno di alcuna attrezzatura aggiuntiva, che rappresenterebbe un costo in più.

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Pompe QUANTM e pompe HUSKY: quali sono le differenze

Le pompe a membrana GRACO QUANTM, basate sulla tecnologia brevettata del motore FluxCore, rappresentano una vera e propria rivoluzione nell’ambito delle pompe industriali. Innanzitutto, pur essendo elettriche, le pompe GRACO QUANTM hanno un ingombro ridotto; inoltre, sono le uniche pompe elettriche in grado di andare in stallo sotto pressione.

A ciò si aggiungono vantaggi come la silenziosità, la sostenibilità (garantendo un risparmio di energia fino all’80%), l’auto-adescamento, la capacità di funzionare a secco, i costi minimi di manutenzione e la possibilità di riceverle anche in versione ATEX per i contesti più a rischio.

Le pompe pneumatiche HUSKY includono un’intera gamma di pompe a doppia membrana in metallo o in plastica ideali soprattutto per sostanze chimiche e solventi corrosivi e abrasivi.

I vantaggi delle pompe a membrana HUSKY sono numerosi: hanno una costruzione robusta, che permette loro di resistere efficacemente all’abrasione e alla corrosione; una lunga durata, accompagnata da una maggiore produttività e da bassi costi di gestione; sono in grado di funzionare a secco senza subire alcun danno; sono autoadescanti; funzionano a basse pulsazioni – il che permette di ridurne l’usura – e senza lubrificante; la loro manutenzione è facile e veloce; presentano una valvola dell’aria modulare, che assicura una sostituzione rapida, con l’obiettivo di implementare l’efficienza e minimizzare i tempi di fermo e, al tempo stesso, è anche accessibile dall’esterno, così da velocizzare gli interventi manutentivi senza però che sia necessario rimuovere la pompa.

Anche nel caso delle pompe HUSKY, infine, è possibile richiedere la versione ATEX per operare in contesti esplosivi.

Le pompe GRACO distribuite in Italia da Kiepe Electric, come abbiamo visto, sono attualmente tra i prodotti migliori presenti sul mercato in termini di efficienza, sicurezza e risparmio energetico. L’utilizzo delle pompe a membrana GRACO permette di implementare la produttività migliorando parallelamente la sicurezza degli operatori e proseguendo nella direzione di una crescente sostenibilità.

FARMACEUTICO: Sanofi investe e produce ricchezza e occupazione

bioeconomia e biotech

Grazie a una presenza industriale radicata su tutto il territorio italiano e a un capitale umano altamente qualificato, Sanofi riveste nel farmaceutico un ruolo importante nell’economia del Paese, anche attraverso un forte contributo alla filiera produttiva

Ogni giorno, infatti, Sanofi investe e opera con diversi attori nazionali producendo ricchezza e occupazione lungo tutta la catena del valore nel settore farmaceutico, contribuendo positivamente anche in quelle regioni in cui non è presente con sedi o siti produttivi.

Solo nel 2019 i suoi quattro stabilimenti a Origgio (Varese), Scoppito (L’Aquila), Anagni (Frosinone) e Brindisi hanno sviluppato esportazioni per un valore di 240 milioni di euro. Qui sono stati investiti 37,1 milioni di euro destinati a accrescere l’efficienza produttiva, la sicurezza sul lavoro e ridurre l’impatto sull’ambiente, oltre che potenziare processi di Manufacturing 4.0, nel settore farmaceutico. 

I quattro stabilimenti in Italia hanno da tempo avviato una Digital Roadmap nell’ambito del progetto “Industria 4.0” del Gruppo, le innovazioni introdotte con i progetti strategici sono in corso di estensione per consentire la raccolta e la gestione di big data in ambito produttivo, qualitativo, HSE e logistica garantendo disponibilità e accesso alle informazioni in tempo reale.

Ciò consente la supervisione immediata dei processi e delle performance e in molti casi esperienze di Plug and place da altri siti di esperienze, sistemi e processi.

Questa progressiva crescita del valore del dato sta trasformando con incredibile velocità (soprattutto negli ultimi mesi) il ruolo dell’operatore industriale da produttore di dati in analizzatore di dati. Dati che sono fondamentali non solo per valutare l’efficienza dei processi ma per avviare processi predittivi rispetto alla produzione che permettano di evitare errori umani nelle operazioni e nei processi più ripetitivi.